ASPXigiovani


Proact, que es un proyecto europeo que incluye Italia, Irlanda, España, Bélgica y Inglaterra, está desarollando un sistema digital completo para hacer frente a unos problemas contemporáneos y futuros. En primer lugar, la población está envejeciendo: hay siempre más gente mayor de 65 años y en consecuencia está aumentando la demanda de tratamientos. En segundo lugar, en Europa, son 50 miliones los enfermos crónicos de más que un mal y los medios de cura no están siempre adeguados, así que mucha gente se queja. Todo esto causa unos gastos sanitarios que se acercan a los 700miliardos de euros por año. Ahora, la pregunta que se hacen los estudiosos de Proact es: ¿Puede la tecnología ayudar a mejorar estos problemas? La respuesta es positiva, de hecho se están haciendo, desde el año pasado, unas entrevistas a los enfermos con más que una enfermedad, añadendo el punto de vista de los familiares y del personal sanitario. En particular, en Irlanda y Bélgica los estudios se han centrado en la autogestión medica mientras que en Italia, la “ASP Città di Bologna” y la Asociación AIAS, han buscado, con entrevistas, las necesidades de los pacientes afectos por más que un mal crónico. El proyecto, que tardará 42 meses, tiene como objectivo la creación, en parte ya activa,de unas aplicaciónes para permitir el control, medico y del sujeto mismo, de la salud; haciendo posible la autogestión del enfermo y personal a domicilio. Bajarían así los gastos sanitarios y los enfermos tendrían una mejor calidad de vida. El límite se encuentra con la repúlsion de la tecnología por los ancianos; pero, el profesor del Trinity College de Dublín, John Dinsmore, nos explica que en unos años , aquellos que serán los mayores, tendrán ya confianza en la tecnología. Además, como han demostrado las entrevistas hechas por la “ASP Città di Bologna”, la amplitud de mira está influenciada por la instructión también, así que la tecnología será apreciada cada vez más. Para mí, es un proyecto ambicioso y futurista. Estoy todavía un poco escéptica sobre la relación de los mayores con la tecnología pero confio en este proyecto porque pienso pueda mejorar la calidad de vida. A cura di Giorgia Frigerio, Liceo Linguistico Internazionale Boldrini

ProACT is an european project created by John Dinsmore, professor of Trinity College Dublin's Centre for Practice and Healthcare Innovation. The aim of ProACT is to create a digital health and care system in order to help older people affected by multimorbidity, in other word people affected by more than a chronic disease. The project started from a problem: with the increase of living population over 65 years affected by chronic disease, there is also a rise of health care demand, and it costs lots of money (€700 billion annual just in Europe). One of the problems to face with the ageing of the population, is that older people complain about the quality of care services, focused on more serious situations. Aged people realised that their problems are considered only after a serious accident, like a fall or an ictus. This research has been carried out in different countries. In Ireland and in Belgium, the focus on multimorbidity has been operated by a clinical and a technological perspective for seniors' self-management. On the other hand, in Italy has been payed particular attention on older people's needs. In particular, in Bologna has been carried out a study by ASP Città di Bologna and AIAS Bologna Onlus on small groups of aged people affected by more than a chronic disease. The two associations asked them to take part in some meetings to talk about their health conditions and test some of the new designed technologies, in order to discover if they are easy to use and effectively helpful for older people. One of the things left to work on is seniors' use of technology. Even if several aged people have demonstrated a relevant aversion against the internet, Dinsmore is sure that technology will help them to manage at best their care conditions. The professor also says that in a few years this problem will cease to exist, because the new over-65 generations will all be able to use a smartphone, a pc, or the internet. In my opinion ProACT is an innovative project that could really amend the international care system service. It is definitely an ambitious proposal, and I think that the biggest challenge is to persuade older people to use the new technologies. Nevertheless, I believe that the project ProACT will be effectively useful for aged people, because I think it will help them with their health conditions and in their everyday life. A cura di Sofia Passerini, Liceo Linguistico I.I.S.S. J.M.Keynes

Un gruppo di studenti del Liceo Scientifico Majorana ha scelto La Quadreria di ASP Città di Bologna per l'Alternanza Scuola Lavoro. Hanno studiato le opere, preparato materiali e traduzioni, accolto i visitatori ed ora ci lasciano questo invito in slideshow a visitare La Quadreria:

Unite contro la violenza alle donne Cosa si intende per violenza sulle donne? Fin dagli albori l’uomo ha goduto di un ruolo sociale di maggiore importanza rispetto a quello della donna, la quale veniva considerata un oggetto a proprio uso e consumo. Ubbidire agli ordini ricevuti era un dovere e se non veniva rispettato era lecito utilizzare qualsiasi mezzo a disposizione, violenza compresa. Per violenza si intende un’azione compiuta mediante l’uso della forza di una o più persone, che provoca dolore fisico e psicologico ad altri individui : lividi, percosse, uso di armi o oggetti costituiscono il dolore fisico, al contrario dei ricatti, intimidazioni e minacce che fanno parte di quello psicologico. In particolar modo, la violenza sulle donne coinvolge più di un terzo delle donne di tutto il mondo. Secondo le statistiche il 35 % delle donne sono destinate a subire violenze nel corso della loro vita di cui il 30 % all’interno delle mura domestiche; come conseguenza degli abusi la vittima può manifestare diverse problematiche che si riscontrano sia a livello fisico che psicologico-sociale. A causa del suo alto tasso di diffusione, la violenza sulle donne è da considerare caso globale, paragonabile ad una “epidemia”.La regione del Sud-Est asiatico è quella dove si registra la percentuale più alta delle violenze domestiche con il 37,7 %, ma se si considerano anche le violenze subite da estranei, il continente africano è il più soggetto agli abusi con il 45,6% delle donne violentate. Qual'è il ruolo della donna all'interno della società? Per condizione femminile si intende l’insieme delle norme, costumi e visioni del mondo che rigardano il ruolo della donna all’interno della società.Fin dai tempi antichi, la figura della donna era da considerare di importanza marginale o nulla e i ruoli , ad essa riservati, erano correlati alla procreazione, alla protezione della famiglia e della prole. L’emancipazione femminile ha rappresentato negli ultimi secoli la ricerca di un’uguaglianza sostanziale tra la donna e l’uomo. Al fine di raggiungere la tanto ambita uguaglianza, a partire dal IIX sec., cominciarono a nascere in italia e nel mondo diversi movimenti femministi, i quali, grazie a manifestazioni e scioperi, peroravano la causa a sostegno della parità politica, sociale ed economica tra i sessi, ritenendo che le donne fossero state e siano tuttora, in varie misure, discriminate rispetto agli uomini e ad essi subordinate. Questo movimento complesso ed eterogeneo si è sviluppato con caratteristiche peculiari in ogni paese ed epoca. Molti fattori contribuiscono a definire e ridefinire il concetto di femminismo e le pratiche politiche ad esso connesse (ad esempio classe, etnia, sessualità). La violenza può avere varie forme: sessuale psicologica domestica assistita Quali sono i fattori che impediscono ad una donna di uscire da una relazione violenta? Perché la donna non reagisce ai soprusi che subisce? In seguito alla perdita di autostima la donna è psicologicamente dipendente del suo partner, il quale esercita il controllo indiscriminato su di essa. Per quanto i tempi siano cambiati osservando le statistiche riportate sopra (vedi introduzione) questo fenomeno è molto diffuso in Italia e nel mondo, e diminuisce proporzionalmente all’aumento del tasso di alfabetizzazione, il quale favorisce l’emancipazione femminile, fornisce alle donne strumenti concreti per analizzare, identificare, e combattere questo fenomeno. Altre risposte possibili cliccando questo link Come identificare e combattere le diverse forme di violenza Perché è stato violento? Dove ho sbagliato? Potevo comportami in maniera diversa? Questi sono alcuni dei tanti interrogativi posti da una donna che ha subito molestie, ma a cosa realmente bisognerebbe fare attenzione per capire la situazione e trovare una valida soluzione? Talvolta quando si sente parlare di una donna maltrattata ci si chiede dove sia finita la sua forza di volontà: perché non si protegge? Perché non reagisce? Si pensa addirittura che sia stata lei a provocare l’accaduto e quindi ne sia indirettamente responsabile. Rispondendo alle seguenti domande cercheremo di dare una spiegazione plausibile e proficua. Il primo passo per identificare i maltrattamenti è il tenersi costantemente informati e entrare il più possibile in contatto con la realtà di ogni giorno facendo uso di mass-media come ad esempio giornali, radio, televisione, social network e blog. Attraverso il dialogo a scopo informativo si acquisisce maggiore consapevolezza sui casi di violenza. Essendo l’isolamento il punto focale dei soprusi, realizzare di non essere le sole a subire violenze ristabilisce un collegamento con il mondo esterno. Attraverso le testimonianze di coloro che sono riuscite a uscire dal circolo vizioso si riesce a riacquisire la speranza necessaria per reagire. Alle base di questo pensiero si trova il principio di unione: le donne accumunate da un medesimo disagio si spalleggiano a vicenda così da unire le proprie forze al fine di emanciparsi dallo stato di donne oggetto a cui vengono relegate. Come favorire le richieste di aiuto Al giorno d'oggi diverse associazioni offrono servizi di aiuto alle persone vittime di abusi. Alcuni esempi possono essere il Telefono rosa, il cui compito è di aiutare tutti coloro che abbiano subito violenza fisica, psicologica, economica, sessuale, mobbing e stalking, a Bologna la Casa delle donne onlus, centro di accoglienza e cura, oppure l’Associazione di volontariato “Rompi il silenzio” di Rimini. Qualche idea innovativa: come posso difendermi e superare la mia situazione di disagio? Talvolta pur avendo la volontà di reagire non si hanno gli strumenti adeguati per spezzare il circolo di violenza. Magari non si ha il coraggio di affrontare da soli la situazione e si preferisce negare l'accaduto con amici e colleghi. Se invece ci venisse dato uno stimolo esterno, che ci aiuti a reagire rafforzando le nostre risorse fisiche e psicologiche? Il posto di lavoro è un punto di ritrovo quotidiano di molti uomini e donne, e perciò adatto ad ospitare centri di aiuto per coloro vittime di violenze fisiche-psicologiche. Lo scopo principale di questo progetto sarebbe quello di fornire una preparazione fisica auto-difensiva grazie alla pratica di arti marziali come karate, judo, taekewondo, e muay tai e inoltre supportare l'individuo psicologicamente offrendo sedute individuali o di gruppo con uno specialista. L’utopia del progetto A scadenza bisettimanale vengono organizzate lezioni integrative di auto-difesa riunendo tutte le donne risiedenti nel medesimo quartiere. Oltre a preparare corpo e spirito a fronteggiare una eventuale aggressione, l’attività diventa un esercizio terapeutico volto alla liberazione dei sensi. Invece le sedute di dialogo avrebbero luogo in un ambiente intimo e famigliare, adatto alle esternazioni particolarmente difficili, con sede, per esempio comunale, luogo di incontro centrale accessibile a molti. Questo punto di ritrovo dovrebbe diventare un appuntamento fisso per tutte le diverse donne con o senza situazioni difficili. Le riunioni avrebbero una funzione doppia: una a scopo informativo ed una a scopo risolutivo. La partecipazione di tutto gruppo durante il dibattito aiuta a creare un organo unito contro la violenza, e a stabilire un nuovo gruppo di amiche con un medesimo obbiettivo, ossia la prevenzione, l’identificazione e l’annientamento delle molestie e dei soprusi. A cura di Sara Comaggi e Giorgia Bazzani del Liceo Linguistico internazionale Boldrini Link per approfondire - ASP contro la violenza sulle donne: Protocollo di intesa contro la violenza sulle donne - Bologna A Bologna il primo Centro per uomini maltrattanti Summer School: donne rifugiate vittime di violenza Progetto Radice

Risultati immagini per erasmus+ Il 22 maggio 2017 ci siamo recati alla Sala Borsa di Bologna per un incontro con alcuni dei candidati del progetto “Erasmus+”. L’incontro era diviso in due parti, la prima metà era dedicata ad un’introduzione generale del progetto e i suoi obiettivi;la seconda metà era riservato ad alcuni volontari che erano presenti per raccontare le loro esperienze durante il loro percorso. Questo progetto è destinato ai giovani tra i 13 e i 30 anni che vogliono osservare la realtà dal vicino e affrontare i problemi reali della vita. Nel corso dei anni questo progetto è ampliato molto, infatti oggi coinvolge paesi esterni all’ UE. Erasmus+ si occupa di 3 progetti i cui obiettivi principali sono promuovere la cittadinanza attiva europea e aumentare le competenze dei giovani nell’aspetto più pratico, collegato alla realtà in cui vivono. Il primo progetto era riferito ai scambi giovanili, in cui 8 volontari estratti dall’associazione, provenienti da tutta l’Europa, trascorrevano 1-2 settimane all’estero. Loro erano forniti dall’Associazione con una “borsa di studio” il cui valore dipendeva dai paesi di destinazione ( per esempio se uno studente decide di andare in Inghilterra, la sua quota era pari a 1000€ ); questo prezzo cambia da paese a paese. Dopo lo conclusione del progetto, i giovani hanno avuto una reazione molto positiva e furono pienamente soddisfatti dell’esperienza. Il secondo progetto è il Training course, dove 6 giovani sempre a sorteggio, si sono recati per un’esperienza di circa 5-6 mesi in paesi fuori all’UE, insieme a persone mai conosciute prima d’ora e in luoghi visitati per la prima volta. Una ragazza di nome Enrica Milanese, trascorse 6 mesi all’estero( fuori dall’UE) con un’altra ragazza proveniente dalla Francia. Insieme hanno realizzato il progetto “Happy” che consisteva nell’insegnare la lingua inglese a dei bambini delle scuole elementari, abitare assieme ad una famiglia agricola e aiutarla nel loro mestiere. Enrica ci ha riportato che è stata un’esperienza molto utile, in cui ha avuto l’opportunità di ampliare il suo curriculum viaggiando all’estero. Il terzo progetto di cui si occupa Erasmus+ è “ Erasmus per giovani imprenditori”; in questo progetto possono partecipare tutti coloro che hanno un “business plan” che desiderano realizzare, o anche persone esperte che aspettano nuove idee imprenditoriali. Il processo per l’iscrizione a questo progetto è lungo, ovvero dal compilamento del questionario alla preselezione fino alla partenza. La durata di questo progetto è di 2 anni, e consiste nello svolgimento del business plan offerto dai partecipanti (che deve contenere dei requisiti essenziali elencati nel modulo d’iscrizione). Erasmus si è sviluppato a Erasmus+ nel corso dei anni, fino a oggi compiendo 30 anni di vita. Leggi il programma della giornata. Erasmus+ è un occasione da non perdere e sicuramente molto utile per i giovani con idee imprenditoriali o anche per tutti coloro che vogliono vivere nuove esperienze prima di tuffarsi nel mondo del lavoro. Questo progetto è molto interessante anche dal punto di vista degli scambi linguistici e culturali che fanno i volontari quando vanno a trascorrere settimane fuori dal loro stato. a cura di Rabia Ahmed e Fadua Tayaa - IIS ARCHIMEDE Leggi gli altri articoli del blog ASPXigiovani Pubblicato il 23 maggio 2017

Giovedì 18 maggio presso l’Istituto Comprensivo di Castello di Serravalle (Bologna), Marco Marano della Direzione generale di ASP ha condotto il laboratorio “In un giorno una vita” rivolto a studenti della scuola media. Il momento finale di un percorso didattico promosso dalla scuola ed iniziato nel mese di gennaio, per sensibilizzare le giovani generazioni sul tema dell’immigrazione. “Se foste voi a dover improvvisamente fuggire dal vostro paese, dopo aver visto morire i vostri parenti, oppure dopo aver subito violenze, o ancora in seguito al rastrellamento della vostra casa, o nel caso che la vostra città fosse continuamente bombardata….? In un giorno la vostra vita cambierebbe……” Alcuni scatti dell’incontro Pubblicato il 22 maggio 2017

Prende il via oggi il laboratorio di falegnameria presso i locali del Centro Servizi Giovanni XXIII di viale Roma 21, rivolto a studenti dalla scuola media Guercino di Bologna. Attraverso un percorso di 4 incontri, gli alunni realizzeranno piccoli lavori con il legno con l’aiuto e la consulenza del falegname del servizio manutenzione di ASP. Si tratta di un progetto rivolto ad alunni - fino ad un massimo di 5 per volta - individuati dagli insegnanti tra coloro che sono stati riconosciuti con bisogni educativi speciali. Il progetto è frutto di una convenzione, della durata di due anni scolastici, tra il Comune di Bologna – Quartiere Savena, l’Istituto Comprensivo 9 e ASP Città di Bologna. Pubblicato il 4 aprile 2017

I ragazzi che svolgono alternanza scuola-lavoro in ASP, nel mese di aprile, avvieranno un progetto denominato Scrivere per il web , che ha la finalità di favorire e rendere efficiente la comunicazione tra diversi operatori che, anche con competenze diverse, assistono un anziano. Il progetto vedrà come formatori degli operatori i ragazzi che svolgono alternanza scuola-lavoro presso ASP, che saranno incaricati di predisporre un glossario con i termini di uso più comune, stilare le caratteristiche di una buona redazione della consegna e una piccola guida alla scrittura di una consegna. Durante gli incontri formativi utilizzeranno tali supporti per soffermarsi sul valore legale delle consegne, sulla responsabilità del singolo e la responsabilità del gruppo, la scelta delle informazioni e la buona redazione della consegna.

Alcuni studenti del Liceo Copernico inseriti nel progetto di tutoraggio informatico, hanno dato la loro disponibilità ad insegnare ai dipendenti e agli utenti dei Centri Servizi di ASP che lo desiderano, l’utilizzo base di tablet e di smartphone. I corsi spaziano dalle funzioni di base, come l’accensione/spegnimento dell’apparecchio, la regolazione del volume/luminosità, sino al download e gestione di applicazioni quali le pagine di giornale, Skipe ed altre applicazioni di interesse dei partecipanti.

Oggi in Quadreria di via Marsala, 7 si è svolta la conferenza stampa di presentazione di ASP per i giovani , Protocollo di intesa tra Ufficio Scolastico Regionale – Ufficio V e ASP Città di Bologna per l’Alternanza Scuola-Lavoro degli studenti di scuole secondarie di II grado. Sono intervenuti Marilena Pillati, ViceSindaco e Assessore alla Scuola del Comune di Bologna, Giovanni Schiavone, Dirigente Ufficio V - Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna e Gianluca Borghi, Amministratore unico di ASP Città di Bologna. Erano presenti docenti e studenti del Liceo “Arcangeli” e dell'Istituto “Aldini-Valeriani” di Bologna. Nell’arco di un semestre, da febbraio ad agosto, ASP accoglierà quasi 400 studenti del terzo e quarto anno di diverse scuole di Bologna. Gli studenti, individualmente o a gruppi, svolgeranno il proprio periodo di alternanza scuola-lavoro per due settimane consecutive. Si inseriranno negli uffici e nei settori che danno supporto ai servizi rivolti a minori e famiglie, anziani, adulti in difficoltà. Un “dietro le quinte” ricco di opportunità professionali che, con piacere, i dipendenti di ASP faranno conoscere a giovani teenager in formazione. Già da tempo l’impegno di ASP Città di Bologna su questo versante si rivolge alle professioni di cura: infermieri, fisioterapisti, dietisti, assistenti sociali, operatori socio-sanitari che svolgono il proprio tirocinio curriculare o qualificante presso i servizi sociali o socio-sanitari. Più recentemente, l’opportunità di formarsi sul campo è stata offerta anche agli studenti della scuola secondaria di secondo grado che frequentano l’indirizzo di tecnico dei servizi sociali. Dallo scorso anno scolastico il piano “La buona scuola” (l. 107/2015) prevede periodi di Alternanza Scuola-Lavoro, con fini di formazione e orientamento, estesi anche agli studenti dei licei. In particolare, dall’inizio di questo anno scolastico, in ASP sono pervenuti molteplici segnali da parte delle scuole, per verificare la possibile progettazione di percorsi alternanza scuola-lavoro. La disponibilità di ASP ha incrociato la proposta dell’Ufficio Scolastico Regionale - Ufficio V di strutturare l’offerta di accoglienza mediante la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa triennale e l’emissione un avviso rivolto a tutti gli istituti scolastici bolognesi. L’avviso per l’Anno Scolastico in corso è mirato a coinvolgere gli studenti in diversi ambiti: attività di progettazione inerenti i servizi interni ed esterni di ASP rivolti a personale e utenza, le loro modalità di comunicazione, la valorizzazione del patrimonio artistico, il tutoraggio informatico al personale o a supporto dell’invecchiamento attivo, per citare solo alcuni esempi. La firma di un protocollo di intesa tra ASP Città di Bologna e Ufficio Scolastico Regionale - Ufficio V ha consentito di ampliare e strutturare l’accesso a una grande opportunità per gli studenti di conoscere e misurarsi concretamente con le molteplici professionalità che entrano in gioco per offrire servizi sociali di elevato livello, quali quelli bolognesi. In cifre, le attività di Alternanza per la restante parte dell’Anno Scolastico in corso determineranno almeno 28.600 ore/uomo di formazione in stage/tirocinio formativo e coinvolgeranno studenti di circa 30 classi di Istituti a indirizzo Liceale e Tecnico della provincia di Bologna. Guarda alcuni degli elaborati dei ragazzi e le slides presentate in conferenza Rassegna stampa Il Resto del Carlino La Repubblica Il Corriere Ag. Dire Guarda l'intervista a Gianluca Borghi: Guarda l'intervista al Vicesindaco e Assessore alla Scuola Marilena Pillati: Alcune immagini della conferenza stampa

E' stata un'esperienza davvero importante e formativa per tutti i ragazzi. Gli alunni hanno lavorato con grande entusiasmo ed hanno realizzato delle bellissime mangiatoie per gli uccelli e delle cassette per gli attrezzi. Un ringraziamento particolare al Sig. Zucchini che con la sua gentilezza e pazienza ha saputo trasmettere passione nel lavoro. Gli alunni e i docenti della Scuola Secondaria di primo Grado Il Guercino ringraziano e sperano di poter proseguire l'attività il prossimo anno . Ringraziamo la Prof.ssa Prof.ssa Cristiana Calà dell’Istituto Comprensivo 9 -Scuola Secondaria Il Guercino e i docenti che hanno accompagnato i ragazzi nel percorso educativo. Per altre informazioni sul laboratorio, leggi anche l'articolo Ragazzi della scuola secondaria Il Guercino in falegnameria Alcune immagini del laboratorio:

Un altro anno scolastico si è da poco avviato, e ASP Città di Bologna riprende la stretta collaborazione con l’Istituto professionale “Elisabetta Sirani” per fornire alle allieve/i la possibilità di svolgere tirocini professionalizzanti all’interno dei vari Centri Servizi. Sono numeri importanti quelli relativi agli studenti coinvolti, circa 60 di terza e altrettanti di quarta e tempistiche rilevanti; si partirà il 2 novembre 2015 per arrivare a conclusione il 9 luglio 2016 in modo quasi ininterrotto, salvo che per i periodi di vacanze natalizie e pasquali. Quest’anno saranno ospitate sia le classi terze che quarte, in quest’ultimo caso si tratta delle stesse studentesse/i che hanno fatto il tirocinio lo scorso a.s. Le classi terze faranno 144 ore di tirocinio, suddivise in 2 periodi, mentre le quarte arriveranno a stare all’interno dei nostri servizi per 216 ore, suddivise in 3 periodi. Saranno con noi, in entrambe le classi, sia tirocinanti del percorso formativo per OSS che per Animatrici sociali e anche per Mediatrici culturali . Lo scopo dei tirocini è quello di consentire agli studenti del corso “Socio-Sanitario”, un curriculum di studio più adeguato alle esigenze del mondo del lavoro . Gli studenti preparati dalla scuola, vengono inseriti in tirocinio formativo nei differenti servizi offerti dall’ASP, in particolari quelli rivolti agli anziani, ma anche quelli per persone adulte in condizione di disagio e per immigrati. I tirocinanti vengono seguiti nei loro percorsi di formazione sul campo da tutor, sia della scuola che dell’ASP, e hanno così la possibilità di verificare le conoscenze acquisite nel percorso scolastico . Nelle esperienze degli anni scorsi, le competenze professionali degli operatori, le loro doti umane ed il loro agire professionale hanno aumentato nei ragazzi l’interesse per le tematiche studiate a scuola, stimolando in loro la consapevolezza della fondamentale importanza di una formazione a 360°. Il confronto con casi pratici e reali e le esigenze di un’utenza fragile, hanno inoltre consentito una seria riflessione sulla scelta di studi effettuata e sulla consapevolezza professionale che occorre acquisire per ben operare. Le competenze acquisite nel percorso di tirocinio vengono documentate negli attestati di frequenza, certificati di competenze e crediti e costituiscono evidenze spendibili per una futura occupazione .