L’avvio di ASP Città di Bologna pone come tema prioritario il disavanzo del bilancio, stimato a luglio 2014 in 2,7 milioni di euro e dovuto, soprattutto, agli effetti dell’accreditamento dei servizi per anziani. Un processo per il quale ASP deve cedere ad altri gestori, sulla base della normativa regionale, il 44% dei propri posti letto in Casa residenza per anziani e il 14% nei centri diurni. Alla conseguente diminuzione di ricavi (da rette) si somma, infatti, l’impossibilità di ridurre il personale dipendente, che viene spostato presso altri servizi dell’Azienda e progressivamente riassorbito rispetto alla spesa. A questo si sommano circa 2 milioni di euro di perdita delle precedenti ASP che il Comune decide da subito debbano essere ripianati dalla nuova Azienda.
 
Attraverso azioni continue di contenimento della spesa, di razionalizzazione, di equilibrio tra risorse e spese, della ricerca di nuove entrate supportate dal controllo di gestione interno, il bilancio di ASP raggiunge il pareggio già nel 2016 (e negli anni a seguire sempre in avanzo), in anticipo di due anni rispetto alle previsioni iniziali, e senza ricorrere a importanti vendite di immobili, come avvenuto in passato. Concorre a questo risultato la scelta di riduzione della spesa per i dirigenti, e quindi del numero degli stessi, che resta una costante di tutti gli anni della gestione.
 
Nel solo primo biennio la fusione determina una riduzione della spesa per questa voce di bilancio, rispetto alla situazione delle precedenti ASP, di 360 mila euro.
 
Fondamentale si è anche rivelata la politica del recupero crediti che ha portato alla definizione di procedure efficaci di gestione sistematica e tempestiva delle morosità, segnando una netta inver sione di tendenza rispetto al passato, visto cheal momento dell’unificazione non era disponibile un dato sulle morosità relative al patrimonio: un anno dopo (dicembre 2015) esse ammontavano a 3.249.653 euro, mentre erano note le morosità riferite ai servizi per anziani, pari a 878.427 euro.
 
Le azioni attuate nel quinquennio per contra stare le morosità, e che oggi costituiscono una buona prassi che viene consegnata ai mandati successivi, comprendono:
 
  • l’avvio di azioni legali per sfratto e ingiunzione di pagamento: nel corso dei 5 anni sono stati oltre 200 i procedimenti in ambito civile, del lavoro, penale e amministrativo nei quali ASP Città di Bologna ha perseguito l’interesse pubblico, e tra questi 120 sono in relazione al patrimonio; la definizione di piani di rientro del debito, monitorati da personale dedicato;
 
  • il convenzionamento con Municipia per i servizi di supporto alla riscossione coattiva delle entrate patrimoniali;
  • periodici incontri con gli inquilini, sia da parte degli uffici sia da parte dell’Amministratore unico.
 
A oggi il dato riferito alle morosità si assesta su 563.309 euro per le rette dei servizi per anziani, e su 2.716.214 euro per i fitti da patrimonio, in relazione a 270 posizioni: di questi, 1,9 milioni di euro sono già stati affidati a legali interni ed esterni e quindi dovranno attendere la conclusione delle procedure di legge, 330 mila euro sono in carico a Municipia, per la riscossione coattiva, mentre 345 mila euro, relativi al debito di circa 100 inquilini, hanno pattuito con l’Azienda un piano di rientro del debito attentamente monitorato.