Qual è l’impatto dei servizi di ASP sul territorio bolognese? Dopo quasi un anno di lavoro, è stato presentato l’esito del progetto “Innovazione sociale per ASP Città di Bologna: dallo studio dell’innovazione alla sua valutazione”, per realizzare una valutazione di alcuni interventi di ASP in modo “partecipato”, coinvolgendo i cittadini, le famiglie e le istituzioni.In particolare, la ricerca ha coinvolto i destinatari dei servizi: cohousing Porto 15, centro d'incontro Margherita e progetto Teniamoci per mano, alternanza scuola-lavoro, transizione abitativa e patrimonio disponibile per fini sociali. Il team che ha realizzato la ricerca era composto dal comitato scientifico della cooperativa Iress, e in particolare dalle ricercatrici Marisa Anconelli, Rossella Piccinini, Greta Nicodemi, Elena Anconelli e Flavia Franzoni.

Marisa, come capo progetto di Iress cosa ti resterà impresso di questo lavoro?

Per la prima volta abbiamo strutturato un disegno di valutazione di oggetti-interventi diversi, condividendone l’impostazione con funzionari e dirigenti: fare valutazione non è solo ‘somministrare un questionario’, ma decidere insieme quali aspetti indagare per migliorare il proprio lavoro.

Greta, quali peculiarità hai riscontrato in questa ricerca?

La ricerca sui servizi innovativi di ASP Città di Bologna rappresenta la mia prima esperienza professionale nella valutazione dei servizi pubblici innovativi. L’aspetto che più mi ha colpito è stato il coinvolgimento attivo dei dirigenti e tecnici di ASP, che hanno partecipato ai focus group, alle analisi e alla somministrazione dei questionari, e con i quali è stato condiviso l’impianto di ricerca. La dimensione “partecipata” della valutazione di un intervento pubblico permette di dare un valore aggiunto, poiché conduce gli stessi funzionari a fare una riflessione sul loro operato, stimolati dal giudizio degli utenti dei servizi. E questo non è affatto scontato.

Rossella, qual è l’elemento più fertile di questo progetto?

Speriamo che ci sia l’interesse a continuare a conoscere e mettersi in discussione attraverso il punto di vista dei destinatari dei servizi di ASP, sia che si tratti di persone fragili dei progetti di transizione abitativa, sia che si parli degli studenti dell’alternanza scuola-lavoro. Questo è fondamentale per capire come è vista ASP dai fruitori dei servizi e dalla città in generale, cosa arriva del lavoro degli operatori e come ripensarlo, modellandolo sui bisogni delle persone.

Elena, cosa ti è rimasto di questa esperienza?

Avere partecipato alla somministrazione di alcuni dei questionari è stato molto interessante. Ho vissuto in prima persona il passaggio dalla realizzazione alla compilazione del questionario: è stato un momento ricco di spunti di riflessione. Entrare nelle case delle persone intervistate fa riflettere su ciò che è veramente essenziale per vivere in maniera dignitosa.

Flavia, cosa ti ha colpito di più in questo lavoro?

Mi ha interessato moltissimo la valutazione della gestione “ad uso sociale” del patrimonio immobiliare, che può essere utilizzato come sede degli uffici e dei servizi di ASP, può essere messo a reddito affittandolo, raccogliendo così risorse utili per attivare nuovi servizi, oppure può essere affittato a prezzo calmierato a organizzazioni del terzo settore, attraverso una gara ad evidenza pubblica. Misurare l’impatto sociale di questo tipo di scelte significa quantificare il valore economico e sociale delle attività che gli “affittuari” svolgono, cioè quali servizi vengono offerti, ma anche la “fertilizzazione” culturale del territorio circostante rispetto ai temi sociali. Significa anche poter valutare esperienze innovative, come il cohousing di Porto 15, in cui si combina una “messa a reddito” (seppur calmierata) di uno stabile, con un progetto che realizza le finalità solidaristiche proprie dell’ASP. Credo che il poter misurare l’impatto sociale di questo tipo di scelte possa aiutare i gestori e i policy maker a prendere le loro decisioni.

 

Tratto da ASPNEWS 1/2019 - Scarica il pdf ASP NEWS 1 2019