Figure del tempo barocco è l’esposizione curata da Marco Riccòmini che riporta sotto i riflettori dipinti di proprietà dell’ASP Poveri Vergognosi, evoluta oggi nell’azienda pubblica di servizi alla persona ASP Città di Bologna. La mostra è stata inaugurata sabato 16 aprile 2016 negli spazi espositivi della Fondazione del Monte, in via delle Donzelle 2 a Bologna, e resterà aperta fino a domenica 12 giugno, tutti i giorni dalle 10 alle 19 con ingresso libero.
La mostra espone 31 opere di artisti bolognesi o che operarono a Bologna tra Seicento e Settecento. Si tratta di quadri di figura del tempo barocco giunti ai Poveri Vergognosi poco alla volta come lasciti di benefattori, commercianti e nobili famiglie della città. La maggior parte dei quadri della mostra proviene dunque dalla Quadreria di Palazzo Rossi Poggi Marsili, sede legale di ASP Città di Bologna, in via Marsala 7. E non è una collezione, come precisa il curatore nel catalogo: non c’è un filo che lega un dipinto all’altro perché ciò che si vede è quello che resta di antiche collezioni che arredavano le sale dei palazzi dei benefattori, tra cui le famiglie Venenti, Scarani, Rossi Poggi Marsili, Gozzadini e Dal Sole. A doppio filo, però, è legato questo patrimonio alla storia della città di Bologna.
Riccòmini, per la prima volta impegnato come curatore a Bologna, ha scelto le opere con il criterio della qualità, prediligendo quasi sempre artisti meno conosciuti anche per dare al pubblico l’opportunità di riscoprirli. Tra questi Giuseppe Maria Crespi, Cesare Gennari, Ercole Graziani e Giuseppe Varotti. Tutti bolognesi con l’eccezione del veronese Giovanni Battista Canziani, che lavorò a Bologna e realizzò il monumentale Ritratto di Giovanni Francesco Rossi Poggi Marsili.                                                                                       
Tra le novità, la Madonna col Bambino che dall’ambito di Carlo Cignani è stata attribuita a Elisabetta Sirani, e gli ovali de La Nobiltà e La Magnanimità prima attribuiti a Pasinelli e ora riconosciuti a Giovan Gioseffo Dal Sole. Infine, nella mostra, trovano spazio anche dettagli sulle cornici originali dei dipinti, quelle scelte dagli autori stessi delle opere.
La mostra è l’occasione per sollevare il tema della valorizzazione del patrimonio di ASP Città di Bologna anche di fronte all’eredità dell’ASP Irides, presente al Baraccano con quattromila reperti tra  pizzi, merletti e quadri. “C’è un accordo con la Sovrintendenza” annuncia l’Amministratore unico di ASP Gianluca Borghi, “per avviare prima un censimento e poi un progetto di valorizzazione di quel patrimonio” per renderlo visibile dalla città.
 
Tratto dal periodico di informazione di ASP Città di Bologna_Mosaico News nr. 2/2016