Attività educative e ricreative, un punto di incontro e uno spazio di socializzazione aperto a tutti, oltre che 24 alloggi per persone in situazione di emergenza abitativa. È Beverara 129, l’ex studentato del Battiferro gestito da ASP Città di Bologna e dedicato alla transizione abitativa. Negli ultimi anni si è trasformato, diventando un luogo aperto al quartiere, alle associazioni del territorio e a tutti i cittadini grazie ad un protocollo firmato dall’Azienda dei Servizi alla Persona, dal Quartiere Navile, dal Coordinamento volontariato Lame e dalle associazioni Terra Verde e  Senza il Banco. È stato individuato un grande ambiente all’interno dello stabile da destinare alle attività proposte dalle diverse realtà coinvolte nel patto: “Questo progetto è nato con l’idea
di generare un welfare di comunità e un modello di cittadinanza attiva che potesse affiancare il lavoro delle istituzioni nell’inclusione e nell’accoglienza delle persone più fragili che abitano in questi appartamenti”, spiega Maria Grazia Visani, referente ASP per la struttura del Battiferro. Laboratori per ragazzi, corsi di italiano, di alfabetizzazione digitale e di informatica, un corso
di sartoria e di giardinaggio urbano sono alcune delle attività in partenza per questo nuovo anno. Ogni associazione organizza il proprio corso, gratuito e aperto a tutti, anche se alcuni posti sono destinati a persone segnalate dai servizi o che vivono già negli spazi dell’ex ostello. “Un esempio di azione dell’associazione Terra Verde è il coinvolgimento di ragazzi a rischio dispersione scolastica nella riqualificazione e pulizia delle aree verdi esterne a Beverara 129. Oppure l’allestimento di uno spazio per la preparazione e la condivisione del thè rivolto a donne straniere”. Un duplice
obiettivo quello del protocollo: garantire l’apertura dello spazio e la partecipazione di un’intera comunità alla vita dentro e fuori Beverara 129, “vogliamo che questo non sia solo il posto della transizione abitativa, ma che diventi un luogo di incontro e di conoscenza reciproca”, sottolinea Visani. E la rete delle associazioni coinvolte si allarga, con la collaborazione di altre
organizzazioni a progetti specifici, “mi viene in mente quella con Medici Senza Frontiere o con l’associazione Mondo Donna. Anche loro hanno organizzato eventi e laboratori in questi spazi”. Ora il progetto per il futuro è replicare l’esperienza del protocollo Beverara in altri luoghi della
città, gestiti da ASP, dedicati all’accoglienza di persone in situazione di emergenza abitativa.
 
Tratto da ASPNEWS 3_2018   Scarica ASPNEWS 3_2018