C’era molta “fibrillazione”, tra gli operatori e gli ospiti, quel giorno di inizio settembre nei reparti 1 e 2 B del Centro Servizi Giovanni XXIII, la stessa che settimane prima vi era stata negli altri due Centri Servizi di ASP: Albertoni e Saliceto. Si doveva simulare la prova di evacuazione antincendio. Nelle settimane precedenti gli operatori erano stati coinvolti in un corso di formazione teorica sulle procedure a cui attenersi. E quel giorno, prima di iniziare la simulazione, definita in termine tecnico “evacuazione orizzontale”, proprio loro sono stati chiamati ad una sorta di ripasso. Poi iniziava la parte pratica e tutto andava come da copione. I reparti venivano evacuati in modo ordinato; gli operatori rassicuravano gli ospiti, dirigendosi nelle zone individuate precedentemente. Tra l’altro, durante la parte teorica, si era parlato anche di terremoto, tema purtroppo sempre di grande attualità.
è stata una giornata particolare, utile per comprendere come la sicurezza in un’azienda di servizi alla persona sia la chiave di lettura di una filosofia che mette al centro il  benessere di chi ci lavora e ci vive.
 
Giuseppe Capuano, il Responsabile del Sistema di Gestione della Salute e della Sicurezza sul Lavoro di ASP Città di Bologna, da mesi lavora sul perfezionamento delle procedure. Le sue certezze nascono dalla convinzione che questo ambito rappresenti uno dei sistemi nervosi della struttura aziendale. “Quando parliamo di sicurezza sul lavoro”, osserva Capuano, “non dobbiamo pensare ad una sterile sommatoria di adempimenti burocratici, ma alla cartina di tornasole che rivela il modo in cui un’azienda investe sul benessere delle persone che vi lavorano”.
Tutti i luoghi di lavoro, come dice la legge, dovrebbero adottare un sistema di sicurezza e salvaguardia della salute, così come dovrebbero avere un piano strutturato simile a quello della Qualità, anche se non vi è un obbligo di certificazione. La direzione dell’ASP ha inteso farne un fiore all’occhiello, creando un vero e proprio modello di sviluppo sulla base di alcune parole d’ordine: sostenibilità, partecipazione, protezione ambientale, benessere delle persone, appunto. “In attività professionali come quelle socio-sanitarie”, continua Capuano, “la tutela della salute dei lavoratori è di fondamentale importanza e questa si ottiene facendo una valutazione dei rischi: dalla movimentazione manuale degli ospiti, alla riduzione degli infortuni o di malattie professionali… Per questo occorre dotarsi degli strumenti più adeguati per lo svolgimento delle attività in sicurezza. Questo è importante anche nella logica della soddisfazione degli operatori, affinché possano sentirsi parte attiva del corpo aziendale”.
Il lavoro di Capuano si svolge su più livelli. L’ambito gestionale, che riguarda l’efficienza complessiva dei processi; il livello relazionale, cioè il rapporto diretto con il personale, anche attraverso corsi di formazione, per renderlo partecipe della condivisione dei valori aziendali, ma anche per spronarlo ad essere parte attiva sui temi della prevenzione e della protezione. Infine vi è il rapporto con i rappresentanti sindacali, per discutere insieme del benessere dei lavoratori.
 
“Le attività formative sono alla base del mio lavoro”, conclude Capuano, “partendo dalle figure apicali, le prime da sensibilizzare ai temi del benessere aziendale, perché trasmettano il loro entusiasmo ai collaboratori. è proprio con loro che una volta l’anno ci vediamo per migliorare il modello di gestione e pianificare il futuro… Ecco perché parliamo di gestione partecipata: il  nostro benessere dobbiamo costruirlo tutti insieme…”
 
Tratto dal periodico di informazione di ASP CIttà di Bologna Mosaico 3/2016