La ricerca della propria identità, la trasgressione e la ribellione alle regole della famiglia sono delle tappe obbligate che attraversano tutti i giovani ragazzi adolescenti. Molte però sono le difficoltà che i genitori affrontano nella gestione di questa delicata fase della crescita e non mancano momenti di crisi. A Bologna esistono dei gruppi di aiuto e sostegno per i genitori di figli adolescenti offerti dal Centro per le Famiglie di ASP Città di Bologna, un punto di riferimento in città per i genitori con figli da 0 a 18 anni. Il Centro offre uno spazio di ascolto e di informazione su tutte le opportunità in ambito educativo, scolastico e sociale ed è anche il riferimento per i progetti di accoglienza familiare e affido e per l’avvio dell’istruttoria per l’adozione. È ai genitori di figli adolescenti adottati che si rivolge uno dei gruppi di aiuto: “oltre alla difficoltà di essere genitore questi adulti devono affrontare un’ulteriore complessità: l’adozione”, spiega Chiara Labanti, responsabile del Centro e facilitatrice del gruppo. La conduzione dei lavori è affidata a più figure professionali: un’assistente sociale e una psicologa e, a seconda del tema trattato nella seduta, si aggiunge una figura specifica di ambito sociale o sanitario. “Le famiglie adottive devono affrontare lo scoglio di non essere genitori biologici dei ragazzi e questo porta maggiore attrito nella relazione con l’adolescente, che ha un ulteriore appiglio nel rifiuto del genitore”, racconta Labanti. Questo gruppo è uno dei primi ad essersi formato al Centro per le Famiglie: “molti lo frequentano da quando i figli erano alle medie, poi hanno deciso di continuare perché sentivano ancora il bisogno di confrontarsi con qualcuno”, l’incontro avviene una volta al mese, alle 17.30, e dura circa un’ora e mezza, “anche se poi si sta insieme per due ore e a volte anche due ore e mezza”. C’è una domanda ricorrente che viene riportata e a cui i genitori sono chiamati a rispondere: ma perché io sono stato abbandonato? “E a questa domanda così profonda non c’è risposta. Il consiglio è imparare a convivere con questa partenza svantaggiata e imparare a costruire attraverso l’affetto e l’attenzione dei genitori adottivi una nuova appartenenza”. Le ansie e la paure di questi genitori sono esasperate da un conflitto spinto sempre più ai limiti dall’adolescente, che cerca di sondare la tenuta della sua “nuova” famiglia: “è fondamentale non tagliarlo fuori anche se i comportamenti e le liti possono essere estreme.  Deve continuare a sentirsi parte della famiglia e il genitore non deve dubitare del suo ruolo. Un classico esempio di accusa che un ragazzo adottato rivolge è: a te non interessa perché non sei neanche mia madre/mio padre”, conclude Chiara Labanti.

Costruire un rapporto di fiducia, stabilire insieme limiti e regole possono essere delle strategie che il genitore mette in campo per accompagnare l’adolescente attraverso questo periodo difficile. Su questo stesso presupposto lavora il gruppo di auto mutuo aiuto “Standard Minimo”, nato due anni fa dalla collaborazione tra il Centro per le Famiglie di ASP e l’Azienda USL di Bologna e rivolto a genitori di figli adolescenti. Peculiarità di questo gruppo è che la moderazione è affidata a uno dei genitori, dopo una fase di affiancamento con la facilitatrice Elena Codogno di ASP. È un gruppo aperto a cui può partecipare qualsiasi genitore: “la condivisione dell’esperienza è il concetto chiave del gruppo AMA.  Ogni mese si incontrano una decina di genitori per confrontarsi sulle difficoltà quotidiane che incontrano nella relazione con i propri figli adolescenti”, spiega Codogno che continua “parlano di affettività, di sessualità, di dipendenze e di difficoltà nel frequentare la scuola. Tutti partono da un denominatore comune: non riconoscono più il figlio e la figlia che hanno davanti”. Ritrovarsi nelle parole e nei racconti dell’altro, capire di non essere gli unici ad affrontare situazioni di forte conflitto familiare genera nei partecipanti un forte senso di appartenenza “non ci si vergogna delle proprie difficoltà, che nella condivisione si trasformano e si guardano da prospettive diverse e diventano delle possibilità. C’è una riflessione generale sull’essere genitore che porta ad una crescita comune”.  Il portone di via del Pratello 55, uno dei tanti spazi di ASP, accoglie ogni mese “Standard minimo”, che nelle parole della facilitatrice Codogno diventa “il luogo in cui si incontrano assonanze ed empatie”. Centro per le Famiglie Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Gruppo AMA Standard Minimo telefono 3311715527

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