A Bologna, come in molte altre città, esiste un grosso problema legato al disagio abitativo.

Il Comune da alcuni anni ha affiancato all’offerta di alloggi pubblici ERP, alloggi a canone calmierato e ai servizi di emergenza abitativa, anche il servizio della transizione abitativa che resta quindi uno strumento e una risorsa tra tante e non per tutti.

La Transizione abitativa deve rappresentare una fase per i nuclei che ha un inizio e una fine, obiettivo è quello di passare da una condizione di difficoltà ad un’altra più vicina all’autonomia. Prevede l’accoglienza di singoli o nuclei familiari in soluzioni alloggiative per un periodo di 18 mesi, massimo 24. I nuclei accolti pagano un contributo per affitto e utenze che può variare da 150 a 300 euro al mese.

ASP gestisce il servizio di transizione abitativa che oggi accoglie 170 nuclei, in 5 strutture diverse: Gandusio (18 alloggi), ex studentato Battiferro (29 alloggi), Galaxy (73 alloggi), Roncaglio (29 alloggi) e via Campana (22 alloggi). A questi appartamenti se ne aggiungono ottanta gestiti dall’Istituzione per l’Inclusione sociale Don Paolo Serra Zanetti.

Quello che offre ASP non è solo la casa, i nuclei che si rivolgono al servizio possono avere bisogni prettamente abitativi, che quindi necessitano principalmente di un alloggio, ma in molti casi anche bisogni sociali che richiedono altri servizi e diverse forme di accompagnamento ad alta media o bassa intensità, garantita da professionisti diversi, come per esempio educatori, pedagogisti, ecc…

ASP ha deciso di affidare la gestione dei servizi di transizione abitativa e lo ha fatto attraverso un bando conclusosi il primo di aprile 2017, che vede coinvolta ASP e Cooperative sociali in un costante lavoro di co progettazione dove ognuno mette in campo le proprie competenze.

Ciò che cerchiamo di garantire nel servizio di transizione abitativa è il cambiamento, che dovrà interessare ogni singolo componente del nucleo.

Gli interventi riguardano i minori (270 accolti) con attività ludico ricreative sempre in stretta collaborazione con le associazioni del privato sociale che già operano nel quartiere, così come interventi volti alla diminuzione dell’evasione scolastica e supporto nello studio. Con gli adulti ci muoviamo principalmente per accrescere lo sviluppo della condizione economica e per accompagnarli nella ricerca di una diversa soluzione abitativa definitiva.

Siamo abituati a mettere nello stesso contenitore della transizione abitativa situazioni diverse. Ci sono famiglie molto fragili che probabilmente non usciranno dal canale assistenziale, ci sono altri nuclei che, se adeguatamente supportati, ce la fanno. Perché questo accada il dialogo e la costruzione di una rete dei servizi devono funzionare al meglio: ASP e i gestori, l’Ufficio politiche abitative del Comune di Bologna, Acer, il privato sociale e le imprese devono collaborare per generare opportunità.

 

Tratto da ASP NEWS 2/2017. Scarica il pdf di ASP NEWS 2/2017