Energia, ricchezza, fatica, cambiamento. Con queste parole V., una mamma che sta partecipando al Progetto Cicogna, ha descritto la sua esperienza di affido familiare. Un percorso particolare che prevede l’accoglienza di bambini molto piccoli (da 0 a 6 anni, ma spesso anche neonati) nella famiglia affidataria e la frequenza giornaliera in una struttura specializzata paragonabile a un piccolo asilo: la Cicogna. Il progetto nasce nel 2004 dalla stretta collaborazione tra ASP Città di Bologna e la cooperativa sociale Open Group che gestisce la struttura e le relazioni con le famiglie affidatarie. “La Cicogna nasce per dare risposta alla necessità di accoglienza di bambini che non possono restare nelle loro famiglie di origine e che hanno bisogno immediato di qualcuno che si prenda cura di loro”, spiega Benedetta Verondini, responsabile dei percorsi di affido e adozione del Centro per le Famiglie di ASP. L’allontanamento dalla famiglia di origine è deciso dal Tribunale per i minorenni a causa di problemi gravi che metterebbero a rischio l’incolumità psico-fisica dei bambini. “Il Progetto Cicogna può accoglierne un massimo di otto e un’équipe specializzata, formata da psicologhe ed educatrici, segue il piccolo e la famiglia accogliente per tutto il percorso”, continua Verondini. Durante questo periodo, che può durare da qualche mese fino a un
massimo di due anni, i servizi sociali competenti e il Tribunale per i minori valutano se i bambini possono tornare nella propria famiglia di origine oppure dovranno andare in adozione. “È un progetto a termine e questo deve essere molto chiaro alle famiglie che si approcciano a questa
esperienza, per evitare poi il trauma della separazione quando i bambini andranno via”. Il ruolo della famiglia affidataria è fondamentale per garantire al bambino un ambiente emotivamente
caldo e lo sviluppo delle relazioni affettive necessarie per la crescita.
 
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