Il volume di oltre 1.300 unità immobiliari ha imposto un ripensamento dell'impianto gestionale, nonostante l'iniziale intento di mantenere gli strumenti degli enti precedenti, risultati poi inadeguati. Si è andata configurando una nuova gestione tecnica coerente con gli esiti dello studio del Politecnico di Milano commissionato nel 2016, che ha consentito una stima precisa del patrimonio, mai effettuata prima.
 
Implementazione che ha incontrato spesso resistenze da parte di alcuni funzionari e dirigenti dell'Azienda, evidenziando la necessità di agire anche sull'acquisizione di competenze più aggiornate di adattamento e di empowerment da parte del personale del settore. Nuova gestione tecnica partita dalla scelta del 2016 di collocare sotto due diverse direzioni la gestione e quella amministrativa del patrimonio; quest'ultima comprende la gestione di contratti, affitti, amministrazioni di condominio. Una scelta di valenza strategica che ha permesso di accelerare i processi della gestione amministrativa e di esaminare i processi da correggere. L'assunzione di un nuovo responsabile del Servizio di gestione tecnica (in comando dalla Regione Emilia-Romagna) ha consentito di avviare un'opera di crescita professionale del settore tecnico.
 
Il Regolamento per la gestione di aste di affitto, affittanze e vendite, approvato nel 2018, volto a ottimizzare la redditività e contenere le morosità è stato un importante traguardo. Il Regolamento disciplina segnalazioni, rinnovi, disdette, uso improprio o difforme del patrimonio immobiliare rispetto al pattuito, subentri, gestione di fabbricati in proprietà esclusiva o in condominio, focalizzandosi sul controllo dei requisiti di accesso per la locazione. Per la prima volta, inoltre, in attuazione dell'articolo 1471 del Codice civile, si vieta al personale di Asp Città di Bologna e degli organismi da essa partecipati e a coloro che ne amministrano i beni, nonché parenti, affini entro il secondo grado, coniugi o conviventi, di acquisire immobili di Asp, contrariamente a quanto avvenuto in passato.
 
La valutazione aggiornata del patrimonio immobiliare ha offerto un'utile prospettiva esterna che ha evidenziato la necessità di apportare altri correttivi all'organizzazione del Servizio, nella logica della valorizzazione del patrimonio stesso.
 
Accanto alla gestione dei Servizi alla persona sono stati avviati rilevanti e innovativi progetti sociali, in collaborazione con Ausl e Comune, in immobili di proprietà di Asp. Tra questi, il Progetto Oasi, realizzato nella palazzina di via Barozzi, acquisita negli anni precedenti alla fusione e inizialmente destinata a nuclei in transizione abitativa, non sempre seguiti dai servizi. Il progetto prevede l'abitazione di nuclei seguito dall'Ussi Disabili dell'Ausl e l'accompagnamento educativo di un'associazione individuata mediata gara dall'Ausl, a cui Asp ha conferito i locali comuni.
Nel 2015 con l'entrata nell'Azienda di Asp Irides è ripreso il lavoro per la ristrutturazione (da parte di Acer) dell'immobile di via del Porto 15 adibito a co-housing pubblico (18 alloggi), finanziato da Asp, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Comune di Bologna. Inaugurata nel 2017, la struttura rappresenta una delle più significative esperienze nazionali di co-housing pubblico, aperto alla città per iniziative di comunità.
 
Dal 2016 Asp si è adoperata in attività di conservazione, gestione, censimento e valorizzazione del suo patrimonio storico e artistico, concentrandosi sulla Quadreria di via Marsili e sulle collaborazioni con le altre istituzioni cittadine del settore. Inaugurata nel 2016, la Quadreria è diventata un punto di attrattività turistica per oltre 10 mila visitatori, restituendo alla città un patrimonio unico, legato alla storia del territorio. Tra le iniziative, la collocazione della statua lignea di Baccio da Montelupo raffigurante San Sebastiano e il progetto di apertura dell'Archivio storico con la partecipazione del Fai Emilia-Romagna, Fondazione del Monte e presidente dell'Ibc Emilia-Romagna per digitalizzare il volume “L'archivio dell'Opera Pia dei Poveri Vergognosi in Bologna” e rendere fruibile i documenti alla comunità scientifica.
 
Per quanto riguarda il patrimonio agrario, sono stati realizzati bandi pubblici trasparenti e partecipati in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell'Università di Bologna che hanno portato alla locazione di tutti i 2 mila ettari di terreno: una modalità più redditizia rispetto alla gestione diretta che avrebbe previsto la realizzazione di un centro aziendale di raccolta/stoccaggio/ricovero delle sementi, dei prodotti e delle attrezzature per un costo stimato di circa 1,4 milioni di euro.

 

Tratto da ASPNEWS 4/2018 - Scarica il pdf ASP NEWS 4 2018