Comunicati stampa


Il Centro di Incontro Margherita è un servizio rivolto alle persone con disturbi della memoria o affette da patologie di deterioramento cognitivo, ai loro familiari e assistenti, mirato a sostenerli e accompagnarli. Un luogo di ascolto, sostegno e accompagnamento nel percorso di evoluzione della malattia. La nuova sede è stata inaugurata lunedì 19 novembre 2018 alle ore 12.00 in Viale Roma 21, all’interno dei locali del Centro Servizi Giovanni XXIII. Erano presenti: Gianluca Borghi Amministratore unico ASP Città di Bologna Giuliano Barigazzi Assessore Sanità e Welfare Comune di Bologna Marzia Benassi Presidente Quartiere Savena Irene Bruno Dirigente Servizi Anziani ASP Città di Bologna Rabih Chattat Medico-psicologo clinico Unibo Fausto Trevisani Direttore Distretto Azienda USL Bologna Nato su iniziativa di ASP Città di Bologna e con il coordinamento scientifico e la supervisone del Prof. Chattat del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, il Centro di Incontro Margherita ha preso come modello di riferimento i “Meeting Center” che hanno origine ad Amsterdam nel 1993 ad opera di Rose Mary Droes (docente presso il Dipartimento di Psichiatria di Vrije, Università di Amsterdam). Si tratta di “una tipologia di approccio integrato volto a fornire, mediante l’attività di specifici professionisti, supporto e sostegno sia alla persona con demenza sia ai suoi familiari e accompagnatori per aiutarli a far fronte alla malattia”. L’iniziativa, si è notevolmente sviluppata non soltanto nei Paesi Bassi, ma anche in altri paesi europei. Attualmente è in corso il progetto europeo “MEETINGDEM” che vede coinvolti un consorzio di paesi fra cui Olanda, Regno Unito, Italia e Polonia per lo sviluppo e la diffusione di tale modello di sostegno e supporto. Un aspetto qualificante della progettazione del Centro di Incontro, è stato il coinvolgimento di numerosi interlocutori: Comune di Bologna, AUSL Distretto di Bologna e Dipartimento Cure primarie, Azienda Ospedaliera Centro per i Disturbi Cognitivi, Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, insieme alle Associazione A.R.A.D. e “ Non Perdiamo la Testa” , con la collaborazione di Ancescao. Il gruppo di lavoro ha condiviso l’opportunità di avviare un percorso innovativo che potesse offrire spazi di ascolto, informazione, orientamento, incontro e coinvolgimento per anziani e familiari, volto al superamento del senso di inadeguatezza e di vergogna che spesso accompagnano l’insorgere della malattia della demenza . Si opera in un’ottica preventiva , anticipando il disagio e la crisi del nucleo familiare, accompagnando un percorso di accettazione della malattia e di ri-adattamento dello stile di vita. Attraverso un’equipe di professionisti specificamente formati si fornisce supporto e sostegno per far fronte all’evoluzione della malattia nella vita di tutti i giorni, promuovendo la partecipazione attiva, la socialità e il benessere della persona con demenza e di chi se ne prende cura. Sono previsti momenti informativi/formativi, spazi di confronto e supporto psicologico attività volte a favorire la socializzazione, il movimento e il benessere psico-fisico, l’espressione artistica e delle proprie competenze e abilità pratiche, la attivazione della memoria e del vissuto di reminescenza, coinvolgendo anche il caregiver (familiare e/o assistente familiare) in attività condivise e di gruppo. Fra gli obiettivi condivisi è stata identificata anche una funzione di monitoraggio e raccordo con la rete dei servizi istituzionali, anche attraverso la collaborazione e la partecipazione delle associazioni che si occupano di queste problematiche, nell’ottica di un lavoro di rete e di comunità.

Domani 6 novembre 2018 si riuniscono in aula degli studenti non comuni. Sono giovani apprendisti che hanno voglia di sperimentare le loro capacità d’impresa, rilevando magari in un prossimo futuro le “botteghe” di artigiani vicini alla pensione. Quattro migranti di talento, quattro artigiani senza eredi: un progetto per salvare i piccoli mestieri artigianali e creare lavoro per rifugiati dei progetti SPRAR della Città Metropolitana. Questo è il progetto PIANI (Promozione Imprenditoriale Artigiani Non Italiani), che continua le sue attività, questa volta su un piano pratico e operativo. “PIANI”, assieme a “Ri-Generazione in Bottega”, sono progetti attivi a Bologna e a Torino grazie ai finanziamenti dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese e di Banca Intesa, e vedono come capofila l’Associazione Microfinanza e Sviluppo Onlus, in collaborazione con ASP Città di Bologna, CNA, ECIPAR Bologna, Extrafondente Open Source, Fondazione Don Mario Operti, Innovaper e CNA Torino. Il corso di formazione si terrà, quindi, parallelamente a Bologna e Torino e prevede anche una giornata di scambio e formazione congiunta tra i partecipanti ai due progetti, che si terrà nel mese di dicembre nel capoluogo piemontese. Dopo diversi mesi di lavoro di affiancamento tra artigiani bolognesi e giovani rifugiati inseriti nello SPRAR, è il momento di integrare la pratica con la teoria: acquisire principi di educazione finanziaria, capire cosa sono e a cosa servono le imposte e le tasse, definire una solida strategia d’impresa e impostare un Business plan sono alcuni dei contenuti che saranno affrontati in aula. L’obiettivo è quello di salvaguardare i mestieri artigianali, che al giorno d’oggi rischiano di sparire, trovando degli eredi ad alcuni artigiani che altrimenti sarebbero costretti a “chiudere bottega” in mancanza di personale interessato a portare avanti la loro attività. Gli eredi sono stati individuati ed identificati tra migranti e richiedenti asilo dei progetti SPRAR della Città Metropolitana di Bologna, come dalle reti di accoglienza torinesi affluenti alla Fondazione Don Mario, con il fine di creare nuove opportunità e favorire l’inserimento lavorativo dei migranti presenti sul territorio e per preservare la presenza delle attività artigianali in un mercato del lavoro che sembra via via escluderle. Ma non è tutto. Il percorso formativo non si limita ad essere aperto solo ai protagonisti del progetto PIANI, ed include altri destinatari coinvolti attraverso i servizi ASP: persone che hanno avviato una piccola impresa ma che hanno problemi nella gestione finanziaria, famiglie vulnerabili interessate ad acquisire competenze in materia di finanza e gestione d’impresa, italiani e stranieri insieme. Scarica qui la locandina Formazione PIANI Pubblicato il 5 novembre 2018

E’ stata firmata oggi dall’Arcivescovo Matteo Zuppi e dall’Amministratore unico Gianluca Borghi la convenzione tra Arcidiocesi di Bologna ed ASP Città di Bologna per l’avvio dei lavori di ristrutturazione della Chiesa del Baraccano: 2,7 milioni di euro per realizzare gli interventi di restauro sulla chiesa dichiarata monumento nazionale, di proprietà di ASP, e quelli di recupero della cinta muraria, dell’ex convento e del portico che si apre su via Santo Stefano. La convenzione dà seguito al Protocollo d’intesa finalizzato al recupero del Santuario di Santa Maria del Baraccano e alla valorizzazione del contesto in cui è inserito che è stato sottoscritto lo scorso marzo tra ASP Città di Bologna, Comune di Bologna, Arcidiocesi di Bologna, Università degli Studi di Bologna, Fondazione Carisbo e Quartiere Santo Stefano. “La chiesa del Baraccano, tra i vari beni culturali e artistici, conserva l'immagine della Madonna della Pace – precisa Monsignor Matteo Maria Zuppi– . Perantica tradizione, gli sposi andavano, e tuttora vanno, a prendere la benedizione per la pace coniugale. Tutte le domeniche mattina viene celebrata la S. Messa, il primo mercoledì di ogni mese l'Associazione Pax Christi organizza una veglia di preghiera per la pace e il rispetto dei diritti umani. Anche dopo il restauro - assicura l’Arcivescovo- questo continuerà a essere un santuario di accoglienza e di pace . “Questo atto –afferma Gianluca Borghi Amministratore unico di ASP- rafforza l’impegno di ASP Città di Bologna nella valorizzazione del proprio patrimonio storico ed artistico, impegno che grazie alla collaborazione con l’Arcidiocesi consentirà di restituire alla città uno dei luoghi di culto più amati dai bolognesi.” La stima dell’impegno economico per la totalità dell’intervento è di 2.700.000 euro. Oltre al primo stanziamento di ASP nel bilancio 2018, pari appunto a 2.000.000 euro, è previsto il contributo di oltre 300.000 euro dall’Agenzia Regionale per la Ricostruzione Sisma 2012 e 400.000 euro, con distribuzione su base biennale, dall’Arcidiocesi di Bologna. La Fondazione Carisbo ha assegnato un contributo di 100.000 euro a sostegno della ristrutturazione ed in particolare dei beni culturali ed artistici che caratterizzano il santuario stesso. Ulteriori risorse rese disponibili da altri soggetti pubblici o privati, ribassi d’asta e risosrse raccolte attraverso iniziative di fundraising, saranno impiegate dall’Arcidiocesi per ulteriori miglioramenti del progetto di restauro. Con questo atto ASP Città di Bologna, proprietaria del complesso, concede gratuitamente per 25 anni in uso e gestione la Chiesa della Madonna del Baraccano all’Arcidiocesi di Bologna, per la realizzazione degli interventi di restauro della chiesa e quelli di recupero del contesto urbano circostante, in diretto raccordo con ASP: Arcidiocesi rivestirà quindi l’innovativo ruolo di stazione appaltante per la realizzazione dei lavori, mentre il Comune assicurerà il coordinamento dei diversi assessorati coinvolti. Leggi la Rassegna stampa dedicata: Dicono di noi - le notizia pubblicate dalla stampa su ASP Iperbole - Comune di Bologna Il Resto del Carlino online Corrieredibologna online Il servizio di TRC Sassuolo2000 oline Pubblicato il 29 Ottobre 2018

Un giardino di vicinato capace di migliorare la qualità della vita dei cittadini coinvolti, catalizzatore di nuovi rapporti e di sviluppo della comunità, integrando gli standard manutentivi al fine di migliorarne la vivibilità e la fruibilità: questo è l’obiettivo del nuovo Patto di Collaborazione tra Comune di Bologna - Quartiere Santo Stefano, ASP Città di Bologna e il Comitato Torleone Insieme. Si da’ così continuità e nuovo slancio agli interventi di cura e rivitalizzazione dell'area verde dell'ex convento di Santa Marta, collocato tra Vicolo Borchetta e Via Torleone, che grazie al precedente accordo del 2016 è diventato un nuovo spazio di incontro per i cittadini. “Questa iniziativa di ASP Città di Bologna si pone nel solco delle priorità della Amministrazione Comunale, che promuove e valorizza forme di cittadinanza attiva per interventi di cura e di rigenerazione dei beni comuni urbani. ASP continua a sostenere con favore la richiesta dei cittadini di fruire e quindi valorizzare il giardino, restituito alla città dopo anni di chiusura, un posto orgogliosamente curato dagli abitanti della strada e uno spazio da scoprire e condividere con tutti i cittadini” - sostiene Gianluca Borghi, Amministratore unico di ASP Città di Bologna. Il Patto di Collaborazione definisce le modalità di collaborazione con cui le parti si impegnano ad operare per la migliore realizzazione delle attività conformandole ai principi di sussidiarietà, efficienza, economicità, trasparenza e sicurezza e ispirando le proprie relazioni ai principi di fiducia reciproca, responsabilità, sostenibilità, proporzionalità, piena e tempestiva circolarità delle informazioni, valorizzando il pregio della partecipazione. Il Patto di Collaborazione è un potente strumento di lavoro sociale e territoriale attraverso il quale non si rigenerano soltanto i luoghi di cui ci si prende cura, ma anche i cuori delle persone che quel territorio appartengono. Un'occasione per includere chi è ancora non lo è fornendo occasioni di incontro e socializzazione, per contrastare le tante fragilità trovando il proprio posto nella comunità. come dichiara Rosa Maria Amorevole, Presidente del Quartiere Santo Stefano. Julia Hoffmann del Comitato TorleoneInsieme per ASPNews,il periodico di informazione ASP, aggiunge: “Un intervallo verde tra strade e case, curato e magico, un piccolo universo nascosto nel cuore di Bologna aperto agli abitanti di via Torleone e a chi transita occasionalmente nel quartiere. Insieme agli imponenti cedri dell’Himalaya, agli alberi da frutta, alle piante ornamentali, all’orto storico ed al costante lavoro della terra, sono cresciute anche le esperienze di integrazione culturale e intergenerazionale” Pubblicato il 26 Ottobre 2018

Si è tenuta il 22 ottobre l'intitolazione della Comunità Alloggio di ASP presso il centro servizi Giovanni XXIII a Maria Cristina Marri. Di seguito il comunicato stampa. La Comunità Alloggio di ASP Città di Bologna intitolata a Maria Cristina Marri Una targa all’interno dell’innovativa struttura che ospita over 65 presso il Centro servizi di viale Roma ricorderà l’amministratrice bolognese Ricordare Maria Cristina Marri, amministratrice e donna delle istituzioni bolognese, il cui impegno nella vita politica cittadina e regionale ha lasciato un segno importante di attenzione al mondo del sociale e delle fragilità: è un’istanza sentita con forza dalle istituzioni e dalla cittadinanza. Alla sua memoria sarà intitolata la Comunità Alloggio di ASP Città di Bologna, il servizio destinato a persone over 65 in condizioni di autosufficienza o lieve non autosufficienza, che offre spazi comuni e attività condivise, oltre a garantire assistenza con l’obiettivo di favorire l’autogestione delle attività quotidiane e la sperimentazione di uno stile di vita non istituzionalizzato. L’intitolazione è avvenuta oggi, 22 ottobre, alla presenza dei familiari di Marri e dell’Assessore al Welfare Giuliano Barigazzi. Tra le persone che hanno preso parte alla cerimonia nel corso della quale è stata scoperta una targa, anche il senatore Pierferdinando Casini. Quella di ASP Città di Bologna è una scelta che dà concreto seguito all’approvazione, all’unanimità, da parte del Consiglio comunale di Bologna dell’ordine del giorno che ha chiesto appunto l’intitolazione di un luogo pubblico in ricordo di Maria Cristina Marri, del suo lavoro e della passione con cui si era dedicata alla cura dell’interesse e delle necessità della comunità cittadina. “La Comunità Alloggio – sottolinea l’Amministratore unico di ASP Gianluca Borghi - rappresenta un’opportunità per dare soluzione ai bisogni della nostra città ed è il frutto del lavoro di quel mondo del sociale cui Marri ha costantemente dedicato attenzione ed energia nel corso del suo impegno civile e politico. Una testimonianza in sua memoria nei locali di questa struttura richiama la sua determinazione a ricercare soluzioni sempre nuove e attuali alle necessità e alle fragilità delle persone”. Alcune foto dell'evento: Pubblicato il 22 Ottobre 2018

Una poltrona, un fasciatoio e tutto l’occorrente per il cambio in un luogo comodo in cui poter allattare e godere di un momento di tranquillità: sono tre i “Baby Pit Stop” di ASP riconosciuti da UNICEF per favorire una comunità aperta ed inclusiva. “Si tratta – afferma l’Assessore al Welfare e alla Sanità Giuliano Barigazzi– di una concreta iniziativa a sostegno della genitorialità in ogni suo aspetto, partendo dalla relazione madre-bambino, ancor più significativa perché attuata da un’azienda pubblica del Comune di Bologna, cui auspico altri vorranno dar seguito.” Questa iniziativa si inserisce tra le diverse azioni messe in campo da ASP per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e per favorire le pari opportunità di genere, e si realizza in linea con l’OdG del Comune di Bologna finalizzato a “proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento materno” (Odg 18/2017). ASP Città di Bologna mette a disposizione nelle sedi di servizio degli spazi dedicati alle madri e ai loro bambini, in diversi quartieri della città: Centro Servizi Viale Roma 21 (Quartiere Savena) Centro per le Famiglie, in via de’ Carracci, 59 – vicino alla stazione AV (Quartiere Navile) Servizio Protezioni Internazionali, in via del Pratello 53 (Quartiere Porto-Saragozza) Pubblicato il 15 Ottobre 2018

Si è tenuta il 10 Ottobre la conferenza stampa sulla riqualificazione dell'ex immobile INAIL del comune di San benedetto Val di Sambro, che grazie all'investimento di 11 milioni di euro verrà impiegato nell'ambito dell'assistenza socio-sanitaria, ricreativa ed educativa del territorio metropolitano. Di seguito il comunicato stampa: Da ecomostro a nuova grande struttura per l’assistenza socio sanitaria: 11 mln di euro per l’immobile ex-Inail di San Benedetto Val di Sambro Un immobile realizzato negli anni sessanta e mai entrato in funzione sarà finalmente completato per ospitare un centro di assistenza socio-sanitaria con spazi ricreativi ed educativi. L’accordo di programma per la valorizzazione di questo complesso immobiliare a San Benedetto Val di Sambro, da destinare all’assistenza socio-sanitaria, ricreativa ed educativa del territorio metropolitano di Bologna, è stato sottoscritto nei giorni scorsi da Alessandro Santoni, Sindaco del Comune di San Benedetto Val di Sambro, Gianluca Borghi, Amministratore unico di ASP Bologna, e da Elisabetta Spitz, Amministratore Delegato di INVIMIT, società di gestione del risparmio del Ministero dell'Economia e delle Finanze che si occupa della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. La firma dell’accordo dà formalmente avvio alla valorizzazione dell’immobile di proprietà del fondo I3- INAIL, ben conosciuto a San Benedetto Val di Sambro per le sue dimensioni imponenti e per la sua triste storia: 8000 mq di superficie, 72 camere, parco annesso, realizzata negli anni ‘60 per ospitare una scuola-convitto ad opera dell’ A.N.M.I.L., non fu mai funzionalmente completata e messa in esercizio. Il programma sottrarrà questo complesso all’abbandono, trasformandolo in un centro di assistenza e residenza socio-sanitaria, ricreativa, educativa per 160 posti letto permanenti e spazi di ospitalità diurna, per un investimento complessivo di 11 milioni di euro interamente a carico di INVIMIT, mentre la gestione del progetto di valorizzazione sarà affidata ad Asp Città di Bologna per un periodo non inferiore a 21 anni. Gli effetti di questo investimento, di respiro metropolitano e regionale, oltre ai Servizi che produrranno, saranno fondamentali anche in termini di rigenerazione urbana e nuova occupazione, ed è frutto della collaborazione tra Comune di San Benedetto, ASP Città di Bologna ed INVIMIT, attraverso una valorizzazione che rappresenta la più concreta dimostrazione che operazioni immobiliari a forte vocazione socio-sanitaria possono fornire una adeguata redditività sia per gli operatori immobiliari che per i gestori delle funzioni socio-sanitarie, e soprattutto favorire il rilancio economico di aree territoriali più marginali come quelle appenniniche. Comune di San Benedetto Val di Sambro e ASP Città di Bologna definiranno, con successivi accordi, le relazioni con AUSL Bologna, Città metropolitana, Comitato di Distretto e Istituzione Servizi Sociali Educativi e Culturali dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese per definire un utilizzo della struttura finalizzato a rispondere ai bisogni di assistenza dei diversi contesti territoriali, in linea con quanto previsto dal piano di riordino territoriale e dai diversi Piani di Zona per la Salute ed il Benessere sociale. Il progetto sociale, i Servizi ed i beneficiari previsti Il progetto prevede la realizzazione di una casa di riposo, una comunità alloggio, alloggi protetti e un centro socio-ricreativo per anziani, un micro nido, una comunità di accoglienza per minori, appartamenti di accoglienza madre bambino, ambulatori medici per la cittadinanza, oltre ad uffici e servizi generali. Nel dettaglio questi i target previsti: FAMIGLIE E MINORI • Micronido 0-3 anni da 14 posti • 3 appartamenti per famiglie o nuclei mamma con bambini (nucleo da 2 adulti + 3-4 minori) • 2 comunità per minori, da 6-10 ospiti ciascuna ANZIANI • Comunità alloggio convertibile in “Comunità sperimentale Alzheimer” da 12 persone • Casa di riposo da 60 posti • Appartamenti protetti per coppie o single autosufficienti, fino a 16 posti disponibili • Servizio diurno di attività socio-ricreative per 20 persone SANITA' • Casa della Salute di dimensioni ridotte, nella quale inserire 3 ambulatori per medici di base e pediatra, 1 ambulatorio infermieristico per pazienti fragili e cronici, 1 ambulatorio per attività specialistica e 1 ambulatorio per prelievi. ATTIVITA’ RICREATIVE E COMMERCIALI • Ambulatori privati libero-professionali non convenzionati, a partire da quelli che già lavorano con l’ASL, con Villa Nobili di Castiglione dei Pepoli • Piscina sportiva con spazi per attività secondarie di tipo sportivo e rieducativo-terapeutico • Spazio ristoro ed edicola • Salone Barbiere / Parrucchiera • Lavanderia • Piccola struttura ricettiva tipo B&B o similare, nella quale impiegare alcune famiglie assistite Consulta qui la presentazione con alcune immagini dell'immobile. Notizie dal web: San Benedetto Val di Sambro, ecomostro addio. Al suo posto un posto un polo del welfare (Il resto del Calrino Bologna) Ecomostro in trasformazione, progetto da 11 mln di euro |VIDEO (Bologna Today) Bologna, addio ecomostro: diventerà un polo del welfare (Corriere di Bologna)S San Benedetto Val di Sambro: l'ecomostro diventa una nuova struttura per l'assistenza socio sanitaria (Città Metropolitana di Bologna) TGR Emilia Romagna (dal minuto 9) Pubblicato l'11 Ottobre 2018

Ottocento euro, una cifra che si avvicina al doppio del minimo previsto dalla legge regionale in materia di tirocini: è quanto viene corrisposto ai neolaureati che effettuano un tirocinio post-laurea presso ASP Città di Bologna. Il riconoscimento è stato previsto con un Atto di indirizzo a firma dell’Amministratore unico di ASP, Gianluca Borghi. Nel dettaglio, 800 euro è l’indennità di partecipazione mensile che sarà riconosciuta ai neolaureati selezionati per progetti di supporto della durata di sei mesi. I servizi e gli uffici coinvolti sono il Centro per le famiglie, i Servizi Protezioni internazionali, Contrasto alla grave emarginazione adulta, gli Uffici Gare e contratti, Risorse umane e Direzione generale, che stanno già beneficiando di questa importante collaborazione. Lo svolgimento del tirocinio consente ai giovani l’acquisizione di competenze professionalizzanti: questo avviene attraverso lo svolgimento di attività pratiche, che hanno l’obiettivo di completare la formazione teorico-pratica dello studente e di favorire future scelte professionali, grazie alla conoscenza diretta del mondo del lavoro. Allo stesso tempo l’accoglienza dei tirocinanti rappresenta per i dipendenti coinvolti nelle attività di tutoraggio e formazione un’occasione di relazione con figure giovani e l’opportunità di un confronto quotidiano e operativo in grado di arricchire loro stessi e l’Azienda. “È un riconoscimento congruo e consentito dalla norma, che abbiamo deciso di corrispondere ai giovani laureati in ragione dell’impegno e della professionalità che mettono a disposizione di ASP. Possiamo e vogliamo farlo, per favorire l’inserimento lavorativo, contribuire all’autonomia dei ragazzi/e che vivono nella nostra città e valorizzarne le competenze” sottolinea Gianluca Borghi. Da oltre un biennio ASP è impegnata nella promozione dello sviluppo di competenze professionali dei giovani: sono infatti attive convenzioni con l’Ufficio Scolastico Regionale e con diverse Università per accogliere studenti in tirocinio. La collaborazione più consolidata è con l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e riguarda sia lo svolgimento di tirocini curriculari (fisioterapia, dietistica, infermieristica..), professionalizzanti (Assistenti sociali, animatori, OSS) che tirocini rivolti a neo-laureati. Alcuni numeri - Dati primo semestre 2018 Tirocini curricolari universitari: 134 Tirocini professionalizzanti: 45 Tirocini post-laurea retribuiti: 10 I tirocini curricolari degli Istituti Secondari superiori hanno coinvolto 134 studenti (indirizzo Servizi socio-sanitari) e i progetti di Alternanza scuola-lavoro 174 ragazzi/e, per un totale di 497 tirocini accolti nelle strutture ASP nel primo semestre 2018. Nel 2017 ASP ha accolto un totale di 733 studenti e laureati. Per maggiori informazioni consulta la delibera n. 23 dell' 8/08/2018 dell'Amministratore Unico a questa pagina. Pubblicato il 4 Settembre 2018

Hanno iniziato a lavorare negli ultimi giorni i nuovi Operatori Socio Sanitari vincitori del bando nato dalla collaborazione di 13 ASP dell'Emilia-Romagna. La conclusione del concorso ha avuto risonanza anche tra i media: in fondo all'articolo il link al servizio dedicato del TG3 dell'Emilia-Romagna con un'intervista all'Amministratore Unico di ASP Città di Bologna Gianluca Borghi e a uno degli OSS vincitori del bando, Carlo Valois. 146 nuovi posti di lavoro per Operatori Socio-sanitari, si conclude il concorso delle ASP dell’Emilia-Romagna Giunge alla conclusione il concorso per assunzioni di Operatori Socio-sanitari (OSS), nato dall’innovativa convenzione tra ASP Città di Bologna ealtre dodici ASP e Istituzioni della Regione Emilia-Romagna,con la pubblicazione della graduatoria finale di merito che sancisce i vincitori dei 146 posti a tempo indeterminato (appartenenti alla categoria giuridica ed economica B3) da cui si attingerà inoltre per assunzioni future a tempo determinato e non, in base alle esigenze organizzative delle varie Aziende. La graduatoria è consultabile sul sito di ASP Città di Bologna nella sezione “Concorsi e selezioni pubbliche” a questo link http://www.aspbologna.it/bandi-di-concorso-2/opportunita-di-lavoro/concorsi-e-selezioni-pubbliche. ASP Città di Bologna ha curato gli aspetti amministrativi e ha offerto supporto ai partecipanti durante lo svolgimento di tutto il concorso che ha coinvolto le ASP di Pianura Est (BO), Circondario Imolese (BO), ASP Ad personam (PR), Casa Valloni Marecchia (RN), Delia Repetto (MO), Terre d’Argine (MO), Comuni modenesi Area nord (MO), “Reggio Emilia – Città delle persone”, Comuni della Bassa Romagna (RA), Opus Civium (RE), Romagna faentina (RA) e l’Istituzione dei servizi alla persona–Unione dei Comuni del Distretto Ceramico (MO). Il progetto è stato innovativo e ambizioso. Un unico bando di concorso, un unico svolgimento delle prove, un’unica commissione e un’unica spesa per individuazione delle strutture di svolgimento. Questa strategia ha permesso di ridurre i costi e i tempi grazie anche alla gestione delle domande online e a un sistema di conteggio elettronico. Il concorso è stato molto partecipato: le domande pervenute da tutta Italia sono state infatti più di 6.000 e hanno coinvolto donne (58%) e uomini (42%) di diverse fasce d’età (il 35% tra i 28 e i 37 anni, il 24% sotto i 27 anni) e nazionalità. Le ASP dell’Emilia-Romagna hanno individuato e sperimentato con successo un modello di gestione coordinata delle procedure pubbliche per l’assunzione di personale. “Le nostre Aziende pubbliche – conclude l’Amministratore unico di ASP Città di Bologna, Gianluca Borghi – rappresentano un’opportunità di lavoro stabile e qualificato, a cui si accede attraverso una selezione che valorizza le competenze e che offre occasioni di formazione e crescita professionale in un settore in costante sviluppo e evoluzione”. Bologna, 19 Luglio 2018 Servizio TG3 Emilia-Romagna del 19.07.2018 - Conclusione del concorso OSS per 146 Operatori Socio Sanitari

Con più di 68 milioni di euro e un avanzo di 298 mila euro, si riconferma un bilancio stabile e il consolidamento della situazione economica e patrimoniale degli ultimi anni: è il quarto bilancio chiuso dall’unificazione, avvenuta il 1 gennaio 2014. Un impegno verso la collettività che non è fatto solo di organizzazione di servizi alla persona o di gestione di immobili, ma anche di accoglienza di giovani in tirocini e/o alternanza scuola-lavoro (733, + 336 rispetto al 2016), di attenzione alle problematiche sociali come il contrasto alla violenza sulle donne, di gestione di momenti culturali per la città che vedono nella Quadreria di Via Marsala il fulcro di un’attività che combina la restituzione di un antico patrimonio alla città con l’attenzione al contesto attuale (oltre 5.600 visitatori per 302 giornate di apertura e 7 eventi temporanei). A questo si aggiunge l’avvio di azioni innovative come il co-housing per giovani di via del Porto 15, la progettazione del gruppo appartamento per adulti fragili e la comunità alloggio per anziani di Viale Roma 21, i 95 alloggi protetti per anziani (ci cui 35 per la struttura di S. Marta, in Strada Maggiore per cui è in corso la gara di lavori) e il co-housing di Via Barozzi per adulti disabili. “Si tratta del terzo bilancio in attivo per ASP - sottolinea l'Amministratore unico Gianluca Borghi -che vede una ulteriore conferma del raggiungimento degli obiettivi posti alla base della nascita di ASP quattro anni fa: obiettivi resi possibili dalla piena collaborazione con Comune e Quartieri e dalla disponibilità di appartenza delle lavoratrici e lavoratrici di ASP. “Un ottimo bilancio di un’Azienda che risponde in modo sempre più appropriato e innovativo alle problematiche emergenti e di prevenzione – dichiara l’Assessore al Welfare e Sanità del Comune di Bologna, Giuliano Barigazzi - in un quadro demografico e sociale che richiede sempre più attenzione alle fasce deboli della popolazione, in particolare agli anziani e alle famiglie, in collaborazione con le altre istituzioni cittadine e con il privato sociale.” Una gestione che mette al centro la persona, valorizzando il rispetto, la condivisione, il benessere e l’innovazione, sia nei confronti dei propri utenti, sia dei propri dipendenti. Costante l’attenzione di ASP al benessere dei dipendenti, che passa anche attraverso una formazione che ha coinvolto, sempre nel 2017, 124 dipendenti sui temi della valutazione della performance individuale dei lavoratori. Nel corso dell’anno ha preso il via anche il concorso per 146 operatori socio-sanitari a tempo indeterminato condotto assieme ad altre 12 ASP dell’Emilia Romagna per cui sono attualmente in corso le assunzioni. Il bilancio consuntivo 2017 è stato approvato dall'Assemblea dei Soci, presieduta dall'Assessore al Welfare del Comune di Bologna, Giuliano Barigazzi, nella seduta del 27/06/2018. Clicca qui per leggere le slides riassuntive del bilancio presentate all'Assemblea dei Soci. Pubblicato il 28 Giugno 2018

Martedì 19 giugno alle ore 13.30, presso la sala Savonuzzi di Palazzo D’Accursio si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto “Smartworking - lavoro agile” promosso da ASP Città di Bologna, l’Azienda di Servizi alla Persona del Comune di Bologna in collaborazione con LepidaSpA, la società per l’attuazione delle politiche digitali e la realizzazione di infrastrutture di rete e servizi telematici della Regione Emilia-Romagna. Hanno partecipato Giuliano Barigazzi Assessore Sanità e Welfare del Comune di Bologna, Raffaele Donini Assessore Reti infrastrutture materiali e immateriali e Agenda digitale della Regione Emilia-Romagna, Gianluca Borghi Amministratore unico ASP Città di Bologna, Gianluca Mazzini Direttore Generale LepidaSpA. 26 persone coinvolte tra operatrici e operatori dei nuclei per la domiciliarità di ASP Città di Bologna. Oltre 3000 gli utenti che in un anno potranno contare su un servizio più agile ed efficiente. Più tempo a disposizione di chi lavora per dare risposta alle richieste di chi ha necessità di supporto. I servizi per la domiciliarità sono il sistema di sostegno a persone di età avanzata che, attraverso il confronto stabilito grazie alle visite periodiche presso le abitazioni degli utenti, attiva interventi a supporto degli anziani; parte questa estate il progetto di Smartworking nell’Azienda pubblica di Servizi alla Persona del Comune di Bologna e muove dalla missione stessa di questi servizi: la vicinanza agli utenti. Un’esperienza pilota nata da un percorso di confronto con operatrici e operatori sulle modalità più efficaci per garantire presenza e risposta adeguata alla richiesta: è infatti il personale ad organizzare la propria giornata lavorativa, con l’obiettivo di prendere in carico e adeguare gli interventi (dall’assistenza domiciliare al telesoccorso, passando per le dimissioni protette o il supporto nell’assunzione di personale per l’assistenza) più rapidamente possibile, offrendo un confronto diretto all’anziano, ai suoi familiari e ai caregiver. La possibilità di iniziare l’attività direttamente sul luogo della prima visita, grazie alla procedura di timbratura del cartellino su smartphone senza passare dalla sede fisica dell’ufficio, ha come ricaduta una sensibile riduzione dei tempi di spostamento, che favorisce tra l’altro la conciliazione dei tempi vita/lavoro: un aspetto rilevante per il personale di questo servizio, composto per il 90% da donne. Il progetto è stato infatti promosso dal CUG, Comitato unico di Garanzia di ASP Città di Bologna, ed è parte delle azioni positive per le pari opportunità, con particolare attenzione a chi si prende cura di familiari, bambini o anziani. Tra i vantaggi anche una modalità più flessibile di attività per il personale del servizio, oltre alla maggiore tempestività e disponibilità di tempo da dedicare alle visite domiciliari. Il progetto sin dal suo inizio ha visto un percorso di collaborazione e coprogettazione con LepidaSpA, la società in-house della Regione Emilia-Romagna e degli enti pubblici, che ha permesso di individuare le tecnologie più idonee per offrire ai lavoratori coinvolti nella sperimentazione di strumenti di facile uso in particolare in mobilità. Grazie a un kit compostoda smartphone, auricolarie notebook, da trasportare in uno zainetto ad hoc (per cui ASP Città di Bologna ha investito una cifra complessiva di 23mila euro) il personale del servizio, che seguirà un percorso di formazione e affiancamento sull’uso delle tecnologie informatiche e sull’applicazione del regole di lavoro specifiche per lo smart working, potrà lavorare ovunque. Oltre agli uffici, oggi suddivisi nelle rispettive sedi di Quartiere, e alla residenza degli utenti, operatori e operatrici potranno essere attivi in ogni sede necessaria al momento. Avranno infatti la possibilità di connettere il notebook all’Internet grazie all’uso dello smartphone come hot spot e di collegarsi alla rete aziendale anche dall’esterno. Sui portatili saranno installati applicativi per gestire l’accesso alle informazioni relative alle necessità di ciascun utente e l’inserimento di nuovi dati, la posta elettronica, la comunicazione con i gestori dei servizi a cui eventualmente segnalare la necessità delle diverse tipologie di intervento. Pubblicato il 20 giugno 2018

Vivere in comunità, con l’opportunità di svolgere in autonomia le principali attività di ogni giorno e contribuire al buon funzionamento della vita quotidiana, condividendo spazi e attività grazie a due nuovi servizi che ASP Città di Bologna inaugura oggi, in collaborazione con Ausl di Bologna e Comune di Bologna: la Comunità Alloggio e il Gruppo Appartamento. È il Centro servizi Giovanni XXIII dell’Azienda pubblica di Servizi alla Persona del Comune di Bologna ad ospitare le due nuove strutture socio-assistenziali che hanno l’obiettivo di ritardare il ricorso ai servizi residenziali: vita comunitaria e reciproca solidarietà, nella condivisione di spazi e tempi, sono i tratti distintivi di queste esperienze, che consentono di vivere in sicurezza, con la garanzia di un supporto assistenziale e infermieristico di base, creando allo stesso tempo le condizioni per una almeno parziale autogestione della quotidianità, grazie ad un’impostazione che incoraggia relazioni di aiuto attive e dinamiche in grado di potenziare le capacità e le risorse personali di ciascuno. La Comunità Alloggio ospita persone over 65 in condizioni di autosufficienza o lieve non autosufficienza: la struttura è interamente organizzata al piano terra del Centro servizi di viale Roma 21 e conta dodici posti letto. Si tratta di camere singole dotate di allacciamento tv, wifi, aria condizionata e accesso diretto e indipendente dall’esterno. Oltre ad un’ampia cucina per la preparazione casalinga dei pasti per chi lo desidera, un angolo salotto e una grande sala da pranzo e soggiorno, ci sono anche guardaroba, magazzino e deposito. A questo si aggiungono l’assistenza di base fornita da Operatori socio sanitari, quella infermieristica e quella medica, cui si affiancano attività di sostegno come la supervisione nell’igiene personale e nell’assunzione delle terapie farmacologiche. Chi vorrà potrà lavare e stirare i propri indumenti in totale autonomia nei locali attrezzati, ma è a disposizione anche un servizio di lavanderia. Ristorazione (per chi preferisce non cucinare) con programmi dietetici personalizzati, podologo e parrucchiere sono altri dei servizi forniti a pagamento in Comunità alloggio. Sei invece sono i posti letto a disposizione degli ospiti del Gruppo Appartamento: in questo caso il servizio è di tipo multiutenza e comprende adulti fragili in carico ai servizi dell’Azienda Usl nella fascia di età under 65. Le camere sono cinque (quattro singole e una doppia) con accesso diretto al giardino, a cui si aggiungono una sala polivalente, una saletta riservata e i locali di servizio (lavanderia, stireria e guardaroba) oltre alla guardiola degli operatori, tra cui un Educatore professionale, Oss e infermieri. La cucina openspace è il luogo dove la preparazione dei pasti diventa attività educativa. Gli ospiti possono passeggiare o fermarsi all’aperto nella aree verdi che circondano il Centro servizi. Le attività ricreative sono programmate negli spazi comuni al piano terra e nell’area bar: sono previste feste, laboratori, attività artistiche e musicali, cineteca e gli ospiti hanno a disposizione quotidiani e libri. Periodicamente sono organizzate uscite di gruppo. Con l’obiettivo di fornire assistenza su misura, l’ingresso nella Comunità Alloggio prevede un colloquio iniziale con l’anziano e la sua famiglia a cui segue la compilazione del Piano Assistenziale Individualizzato, che definisce obiettivi e attività assistenziali in base alle condizioni presenti e ai bisogni che emergono progressivamente. Per il Gruppo Appartamento è previsto un Progetto Educativo Individuale, elaborato dai servizi invianti, che viene condotto in collaborazione con gli operatori interni di ASP. Ulteriori informazioni sull'evento e chi ha contribuito all'inagurazione a questo articolo. Pubblicato il 5 Giugno 2018