Comunicati stampa


Con più di 68 milioni di euro e un avanzo di 298 mila euro, si riconferma un bilancio stabile e il consolidamento della situazione economica e patrimoniale degli ultimi anni: è il quarto bilancio chiuso dall’unificazione, avvenuta il 1 gennaio 2014. Un impegno verso la collettività che non è fatto solo di organizzazione di servizi alla persona o di gestione di immobili, ma anche di accoglienza di giovani in tirocini e/o alternanza scuola-lavoro (733, + 336 rispetto al 2016), di attenzione alle problematiche sociali come il contrasto alla violenza sulle donne, di gestione di momenti culturali per la città che vedono nella Quadreria di Via Marsala il fulcro di un’attività che combina la restituzione di un antico patrimonio alla città con l’attenzione al contesto attuale (oltre 5.600 visitatori per 302 giornate di apertura e 7 eventi temporanei). A questo si aggiunge l’avvio di azioni innovative come il co-housing per giovani di via del Porto 15, la progettazione del gruppo appartamento per adulti fragili e la comunità alloggio per anziani di Viale Roma 21, i 95 alloggi protetti per anziani (ci cui 35 per la struttura di S. Marta, in Strada Maggiore per cui è in corso la gara di lavori) e il co-housing di Via Barozzi per adulti disabili. “Si tratta del terzo bilancio in attivo per ASP - sottolinea l'Amministratore unico Gianluca Borghi -che vede una ulteriore conferma del raggiungimento degli obiettivi posti alla base della nascita di ASP quattro anni fa: obiettivi resi possibili dalla piena collaborazione con Comune e Quartieri e dalla disponibilità di appartenza delle lavoratrici e lavoratrici di ASP. “Un ottimo bilancio di un’Azienda che risponde in modo sempre più appropriato e innovativo alle problematiche emergenti e di prevenzione – dichiara l’Assessore al Welfare e Sanità del Comune di Bologna, Giuliano Barigazzi - in un quadro demografico e sociale che richiede sempre più attenzione alle fasce deboli della popolazione, in particolare agli anziani e alle famiglie, in collaborazione con le altre istituzioni cittadine e con il privato sociale.” Una gestione che mette al centro la persona, valorizzando il rispetto, la condivisione, il benessere e l’innovazione, sia nei confronti dei propri utenti, sia dei propri dipendenti. Costante l’attenzione di ASP al benessere dei dipendenti, che passa anche attraverso una formazione che ha coinvolto, sempre nel 2017, 124 dipendenti sui temi della valutazione della performance individuale dei lavoratori. Nel corso dell’anno ha preso il via anche il concorso per 146 operatori socio-sanitari a tempo indeterminato condotto assieme ad altre 12 ASP dell’Emilia Romagna per cui sono attualmente in corso le assunzioni. Il bilancio consuntivo 2017 è stato approvato dall'Assemblea dei Soci, presieduta dall'Assessore al Welfare del Comune di Bologna, Giuliano Barigazzi, nella seduta del 27/06/2018. Clicca qui per leggere le slides riassuntive del bilancio presentate all'Assemblea dei Soci. Pubblicato il 28 Giugno 2018

Martedì 19 giugno alle ore 13.30, presso la sala Savonuzzi di Palazzo D’Accursio si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto “Smartworking - lavoro agile” promosso da ASP Città di Bologna, l’Azienda di Servizi alla Persona del Comune di Bologna in collaborazione con LepidaSpA, la società per l’attuazione delle politiche digitali e la realizzazione di infrastrutture di rete e servizi telematici della Regione Emilia-Romagna. Hanno partecipato Giuliano Barigazzi Assessore Sanità e Welfare del Comune di Bologna, Raffaele Donini Assessore Reti infrastrutture materiali e immateriali e Agenda digitale della Regione Emilia-Romagna, Gianluca Borghi Amministratore unico ASP Città di Bologna, Gianluca Mazzini Direttore Generale LepidaSpA. 26 persone coinvolte tra operatrici e operatori dei nuclei per la domiciliarità di ASP Città di Bologna. Oltre 3000 gli utenti che in un anno potranno contare su un servizio più agile ed efficiente. Più tempo a disposizione di chi lavora per dare risposta alle richieste di chi ha necessità di supporto. I servizi per la domiciliarità sono il sistema di sostegno a persone di età avanzata che, attraverso il confronto stabilito grazie alle visite periodiche presso le abitazioni degli utenti, attiva interventi a supporto degli anziani; parte questa estate il progetto di Smartworking nell’Azienda pubblica di Servizi alla Persona del Comune di Bologna e muove dalla missione stessa di questi servizi: la vicinanza agli utenti. Un’esperienza pilota nata da un percorso di confronto con operatrici e operatori sulle modalità più efficaci per garantire presenza e risposta adeguata alla richiesta: è infatti il personale ad organizzare la propria giornata lavorativa, con l’obiettivo di prendere in carico e adeguare gli interventi (dall’assistenza domiciliare al telesoccorso, passando per le dimissioni protette o il supporto nell’assunzione di personale per l’assistenza) più rapidamente possibile, offrendo un confronto diretto all’anziano, ai suoi familiari e ai caregiver. La possibilità di iniziare l’attività direttamente sul luogo della prima visita, grazie alla procedura di timbratura del cartellino su smartphone senza passare dalla sede fisica dell’ufficio, ha come ricaduta una sensibile riduzione dei tempi di spostamento, che favorisce tra l’altro la conciliazione dei tempi vita/lavoro: un aspetto rilevante per il personale di questo servizio, composto per il 90% da donne. Il progetto è stato infatti promosso dal CUG, Comitato unico di Garanzia di ASP Città di Bologna, ed è parte delle azioni positive per le pari opportunità, con particolare attenzione a chi si prende cura di familiari, bambini o anziani. Tra i vantaggi anche una modalità più flessibile di attività per il personale del servizio, oltre alla maggiore tempestività e disponibilità di tempo da dedicare alle visite domiciliari. Il progetto sin dal suo inizio ha visto un percorso di collaborazione e coprogettazione con LepidaSpA, la società in-house della Regione Emilia-Romagna e degli enti pubblici, che ha permesso di individuare le tecnologie più idonee per offrire ai lavoratori coinvolti nella sperimentazione di strumenti di facile uso in particolare in mobilità. Grazie a un kit compostoda smartphone, auricolarie notebook, da trasportare in uno zainetto ad hoc (per cui ASP Città di Bologna ha investito una cifra complessiva di 23mila euro) il personale del servizio, che seguirà un percorso di formazione e affiancamento sull’uso delle tecnologie informatiche e sull’applicazione del regole di lavoro specifiche per lo smart working, potrà lavorare ovunque. Oltre agli uffici, oggi suddivisi nelle rispettive sedi di Quartiere, e alla residenza degli utenti, operatori e operatrici potranno essere attivi in ogni sede necessaria al momento. Avranno infatti la possibilità di connettere il notebook all’Internet grazie all’uso dello smartphone come hot spot e di collegarsi alla rete aziendale anche dall’esterno. Sui portatili saranno installati applicativi per gestire l’accesso alle informazioni relative alle necessità di ciascun utente e l’inserimento di nuovi dati, la posta elettronica, la comunicazione con i gestori dei servizi a cui eventualmente segnalare la necessità delle diverse tipologie di intervento. Pubblicato il 20 giugno 2018

Vivere in comunità, con l’opportunità di svolgere in autonomia le principali attività di ogni giorno e contribuire al buon funzionamento della vita quotidiana, condividendo spazi e attività grazie a due nuovi servizi che ASP Città di Bologna inaugura oggi, in collaborazione con Ausl di Bologna e Comune di Bologna: la Comunità Alloggio e il Gruppo Appartamento. È il Centro servizi Giovanni XXIII dell’Azienda pubblica di Servizi alla Persona del Comune di Bologna ad ospitare le due nuove strutture socio-assistenziali che hanno l’obiettivo di ritardare il ricorso ai servizi residenziali: vita comunitaria e reciproca solidarietà, nella condivisione di spazi e tempi, sono i tratti distintivi di queste esperienze, che consentono di vivere in sicurezza, con la garanzia di un supporto assistenziale e infermieristico di base, creando allo stesso tempo le condizioni per una almeno parziale autogestione della quotidianità, grazie ad un’impostazione che incoraggia relazioni di aiuto attive e dinamiche in grado di potenziare le capacità e le risorse personali di ciascuno. La Comunità Alloggio ospita persone over 65 in condizioni di autosufficienza o lieve non autosufficienza: la struttura è interamente organizzata al piano terra del Centro servizi di viale Roma 21 e conta dodici posti letto. Si tratta di camere singole dotate di allacciamento tv, wifi, aria condizionata e accesso diretto e indipendente dall’esterno. Oltre ad un’ampia cucina per la preparazione casalinga dei pasti per chi lo desidera, un angolo salotto e una grande sala da pranzo e soggiorno, ci sono anche guardaroba, magazzino e deposito. A questo si aggiungono l’assistenza di base fornita da Operatori socio sanitari, quella infermieristica e quella medica, cui si affiancano attività di sostegno come la supervisione nell’igiene personale e nell’assunzione delle terapie farmacologiche. Chi vorrà potrà lavare e stirare i propri indumenti in totale autonomia nei locali attrezzati, ma è a disposizione anche un servizio di lavanderia. Ristorazione (per chi preferisce non cucinare) con programmi dietetici personalizzati, podologo e parrucchiere sono altri dei servizi forniti a pagamento in Comunità alloggio. Sei invece sono i posti letto a disposizione degli ospiti del Gruppo Appartamento: in questo caso il servizio è di tipo multiutenza e comprende adulti fragili in carico ai servizi dell’Azienda Usl nella fascia di età under 65. Le camere sono cinque (quattro singole e una doppia) con accesso diretto al giardino, a cui si aggiungono una sala polivalente, una saletta riservata e i locali di servizio (lavanderia, stireria e guardaroba) oltre alla guardiola degli operatori, tra cui un Educatore professionale, Oss e infermieri. La cucina openspace è il luogo dove la preparazione dei pasti diventa attività educativa. Gli ospiti possono passeggiare o fermarsi all’aperto nella aree verdi che circondano il Centro servizi. Le attività ricreative sono programmate negli spazi comuni al piano terra e nell’area bar: sono previste feste, laboratori, attività artistiche e musicali, cineteca e gli ospiti hanno a disposizione quotidiani e libri. Periodicamente sono organizzate uscite di gruppo. Con l’obiettivo di fornire assistenza su misura, l’ingresso nella Comunità Alloggio prevede un colloquio iniziale con l’anziano e la sua famiglia a cui segue la compilazione del Piano Assistenziale Individualizzato, che definisce obiettivi e attività assistenziali in base alle condizioni presenti e ai bisogni che emergono progressivamente. Per il Gruppo Appartamento è previsto un Progetto Educativo Individuale, elaborato dai servizi invianti, che viene condotto in collaborazione con gli operatori interni di ASP. Ulteriori informazioni sull'evento e chi ha contribuito all'inagurazione a questo articolo. Pubblicato il 5 Giugno 2018

Un seminario per offrire nuovi strumenti a operatrici e operatori dei servizi alla persona di ASP Città di Bologna Domani 25 maggio avrà luogo il primo di una serie di incontri che coinvolgeranno tutto il personale ASP. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso che ASP Città di Bologna ha voluto intraprendere in questi anni, sottoscrivendo il Protocollo di intesa per il miglioramento della protezione delle donne con Comune di Bologna, Prefettura e tutti i soggetti che per ragioni diverse vengono in contatto con donne vittime di violenza, e promuovendo progetti ed iniziative dedicate, sempre in rete con il territorio. Il seminario di formazione Lotta alla violenza contro le donne dedicato alle operatrici e agli operatori dei servizi alla persona di ASP Città di Bologna si terrà Venerdì 25 maggio, dalle 9:30 alle 12.30, presso La Quadreria in via Marsala 7 ed è organizzato insieme a Ass. Senza Violenza e a Casa delle donne per non subire violenza nell’ambito del progetto Radice, che ha ricevuto il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le pari opportunità. Tra gli aspetti più innovativi del progetto, oltre al supporto e a percorsi di empowerment per le donne, c’è quello del lavoro con gli uomini autori di violenza, che ha portato alla nascita – in locali messi a disposizione da ASP – del Centro Senza Violenza. Elisabetta Scoccati, Direttrice generale, ed Irene Bruno, Dirigente dell'Area anziani di ASP Città di Bologna, apriranno i lavori di una mattinata che si preannuncia molto ricca di spunti e contenuti, grazie alla presenza di Elena Jolanda Ceria, ViceQuestore aggiunto e Dirigente della Squadra Mobile, Angela Romanin, coordinatrice del Progetto Radice, e di Giuditta Creazzo e Gabriele Pinto, del Centro per uomini Senza Violenza. Il dialogo tra donne e uomini impegnati insieme nel contrasto alla violenza maschile da' avvio ad una nuova fase nel nostro paese, che vogliamo sostenere e promuovere a partire da questa iniziativa. Per approfondire: Il programma del seminario Progetti e iniziative ASP nel blog Contrasto alla violenza di genere Bologna, 24 maggio 2018

Lavo&Lavoro, a detenuti della Dozza la commessa per il lavaggio della biancheria degli anziani ospiti di ASP Città di Bologna, grazie al progetto della Cooperativa Quattro Castelli Quattro lavatrici industriali e sei detenuti al lavoro per lavare gli indumenti degli ospiti di ASP Città di Bologna: è il progetto Lavo&Lavoro, attivo all’interno della casa circondariale della Dozza, che oltre a garantire ai detenuti una remunerazione a tutti gli effetti e una prospettiva di impiego futuro, consente di offrire alla comunità un servizio essenziale. Lavo&Lavoro nasce dalla proposta della cooperativa Quattro Castelli, impegnata nell’inserimento al lavoro di soggetti svantaggiati: l’azienda Servizi Ospedalieri, che dal 2013 è titolare del contratto per il lavaggio della biancheria di ASP Città di Bologna (456 posti letto) ha così deciso di avvalersi della collaborazione della cooperativa per la pulizia degli indumenti degli ospiti. ASP, da tempo impegnata nell’ambito delle attività a supporto dei detenuti, ha accolto con grande interesse e attenzione il progetto che consiste in una commessa di circa 160.000 euro sul totale di 580.000, ovvero del costo che l’Azienda pubblica di servizi alla persona sostiene ogni anno per il lavaggio della biancheria di propria pertinenza e di quella degli ospiti. Se tecnicamente si tratta di un subappalto, di fatto la proposta si concretizza nella collaborazione, con modalità innovative, tra una realtà profit e una cooperativa sociale per offrire ai detenuti l’opportunità di lavorare. Grazie alla convinta adesione della Direttrice della Dozza Claudia Clementi, al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna insieme a Banca Etica, ASP ha potuto contare su questa attività di lavanolo già dai primi giorni di aprile. Nel dettaglio, la commessa riguarda lavaggio e stiratura degli indumenti per gli anni 2018 e 2019. Il lavoro impegnerà sei detenuti, affiancati dal Coordinatore della Cooperativa Quattro Castelli, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 16, nella lavanderia interna alla casa circondariale, attrezzata con macchinari idonei a svolgere un’attività lavorativa rivolta anche all’esterno, con tre lavatrici barriera sanitaria da Kg 70+70+50 per una capacità di 10 quintali al giorno ed una lavatrice per rilavaggi con capienza 35 Kg. Per ASP Città di Bologna l’attività che prende il via oggi affianca esperienze consolidate: l’Azienda pubblica di servizi alla persona è infatti impegnata da tempo nel coordinamento, per il Comune, di progetti di integrazione all’interno della casa circondariale, e in generale di attività svolte in stretta collaborazione con le altre istituzioni coinvolte nello specifico settore di intervento. Lo sportello informativo e di mediazione è dedicato all’incontro con la popolazione straniera in carcere e fornisce supporto ai colloqui d’ingresso. È garantita la presenza fissa di mediatori di lingua e cultura araba, albanese e rumena e al bisogno di traduttori in altre lingue. La programmazione di momenti di formazione a cadenza semestrale, rivolti ai detenuti in uscita dal carcere, ha l’obiettivo di orientarli ai servizi presenti in città e limitare la possibilità di recidiva. Nel 2017 sono stati svolti 1615 colloqui informativi, di cui 1534 rivolti a stranieri. 435 i colloqui con nuovi giunti. Il progetto dimittendi è rivolto a detenuti con pena definitiva e vulnerabili: prevede percorsi di uscita dal carcere. Il progetto segue i detenuti nei 12 mesi precedenti alla scarcerazione e nei 6 mesi successivi, eventualmente dando supporto agli altri servizi sociali. Nel 2017 i percorsi sono stati 69. L’impegno all’esterno della casa circondariale prevede 5 posti letto dedicati in strutture d’accoglienza e altrettanti tirocini formativi attivabili durante il corso dell’anno. ASP è inoltre coinvolta nel mantenimento del network locale e nel raccordo con le risorse private presenti sul territorio oltre che nell’organizzazione del tavolo tecnico carcere. Pubblicato il 19 aprile 2018

Due milioni di euro per ristrutturare una delle chiese più amate dai bolognesi: è l’impegno di ASP Città di Bologna, che investe nel recupero e nella valorizzazione del Santuario di Santa Maria del Baraccano, di proprietà dell’Azienda pubblica di servizi alla persona. Obiettivo, dare il via ad un intervento che prevede anche la valorizzazione del contesto urbano in cui l’immobile è situato. È questa una nuova scommessa per la città e la sua storia, che ASP ha voluto di condividere con le istituzioni bolognesi: il percorso, che restituirà alla città uno dei suoi gioielli storico-architettonici, ha ufficialmente preso il via oggi, 13 marzo, con la firma del Protocollo di Intesa per il Recupero del Santuario di Santa Maria del Baraccano e la valorizzazione del contesto in cui è inserito. Il Protocollo, che insieme ad ASP coinvolge Comune di Bologna, Arcidiocesi di Bologna, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Fondazione Carisbo e Quartiere Santo Stefano, è stato siglato nella sala Biagi del Quartiere, alla presenza dell’Assessore a Sanità e Welfare Giuliano Barigazzi, dell’Amministratore unico di ASP Città di Bologna Gianluca Borghi, dell’Arcivescovo S.E. Mons. Matteo Maria Zuppi, delProfessorRiccardo Gulli Delegato del Rettore per Edilizia e Sostenibilità ambientale dell’Università di Bologna, del Presidente di Fondazione CARISBO Leone Sibani, della Presidente del Quartiere Santo Stefano Rosa Maria Amorevole. La stima dell’impegno economico per la totalità dell’intervento è di 3.600.000 euro. Oltre al primo stanziamento di ASP nel bilancio 2018, pari appunto a 2.000.000 euro, è previsto il contributo di 342.500 euro dall’Agenzia Regionale per la Ricostruzione Sisma 2012. Nel dettaglio, ASP Città di Bologna si è impegnata a realizzare gli interventi di restauro della chiesa e quelli di recupero del contesto urbano, che vede il Santuario in stretta relazione con la cinta muraria, l’ex convento e il portico che si apre su via Santo Stefano, sottolineandone così la natura di parte peculiare del patrimonio storico-sociale della città. Il Comune di Bologna garantirà il coordinamento delle azioni necessarie alla realizzazione del progetto. Leggi la nota storica sul Santuario Pubblicato il 16 Marzo 2018

Nato dalla collaborazione tra Azienda USL Distretto di Bologna, ASP Città di Bologna e Comune di Bologna, il progetto si muove all’interno della cornice più ampia dello sviluppo di percorsi di vita indipendente attraverso risposte diversificate, per offrire opportunità abitative in grado di valorizzare l'autonomia della persona con disabilità garantendo pari opportunità, dignità e riservatezza. ASP ha così scelto di mettere a disposizione di questo percorso un intero stabile adiacente al centro storico di Bologna e alla stazione ferroviaria, costituito da 7 appartamenti e da ampi spazi comuni che potranno essere gestiti in modo condiviso dagli abitanti. Il progetto di cohousing si avvale del supporto educativo di AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici), soggetto gestore con grande esperienza appositamente selezionato dall’Azienda USL. AIAS avrà soprattutto il compito di mettere insieme le risorse e i bisogni delle diverse persone che hanno scelto questo percorso, prospettando ed agendo soluzioni personalizzate e promuovendo percorsi virtuosi per tutti i soggetti coinvolti, nel dichiarato intento di promuovere una convivenza stabile nel tempo tra persone con disabilità, in una esperienza abitativa improntata a criteri di ottimizzazione delle risorse assistenziali nonché di quelle ambientali ed energetiche. Il progetto parte nel 2016 con un accordo interistituzionale. Poi ha preso forma con la ricerca di persone con disabilità che potessero/volessero abitare nella stessa palazzina nella logica del co-housing. Sono persone adulte, spesso senza alcun altro sostegno familiare, seguite dai servizi socio-sanitari che abitano da pochi giorni quegli appartamenti. “Co-housing” come vivere insieme,usando spazi propri (il proprio appartamento), ma anche locali comuni a piano terra (in corso di predisposizione), condividendo momenti insieme di socialità e sperimentando il reciproco aiuto. Sperimentando insomma una vita autonoma, dopo alcuni anni di percorsi di vita anche comunitari o di transizione abitativa. Alcune di queste persone lavorano, e quindi hanno un reddito, altre un assegno di accompagnamento/pensione. Devono sostenere il pagamento dell’affitto (a canone concordato), delle utenze, e di quanto altro necessario per la propria vita, ricorrendo anche all’aiuto/sostegno di altre realtà del territorio che collaboreranno con AIAS (responsabile del progetto “sociale” più complessivo) e che fanno parte del tessuto sociale del Quartiere dove insiste la struttura. Relazioni che vanno costruite e consolidate nel tempo. L’OASI è una nuova esperienza nella direzione già avviata da ASP con il co-housing per giovani “Porto 15”, inaugurato a settembre 2017, e nei progetti dedicati alle persone disabili da altri soggetti cittadini (si pensi alle esperienze cittadine della Fondazione Dopo di Noi). L’idea che sottende questo, come altre progettazioni, è quella dell’integrazione nel tessuto cittadino delle persone più fragili, che attraverso il sostegno dei servizi, delle Associazioni del terzo settore, ma soprattutto della comunità, possono sperimentare percorsi di vita autonoma ed indipendente, facendo leva sulle proprie risorse personali. Oltre, quindi, mere logiche di assistenzialismo e istituzionalizzazione. L’OASI è stata inaugurata oggi, mercoledì 28 febbraio alle ore 12, in via Barozzi 7, alla presenza di: Giuliano Barigazzi, Assessore Sanità e Welfare Comune di Bologna Rosa Amorevole, Presidente Quartiere Santo Stefano Chiara Gibertoni, Direttore Generale AUSL Gianluca Pizzi, Presidente AIAS Gianluca Borghi, Amministratore unico ASP Città di Bologna Guarda le slides che raccontano L'OASI proiettate in occasione dell'inaugurazione Comunicato stampa del 28/02/2018

Valorizzare la parità di genere anche nel linguaggio amministrativo: ASP Città di Bologna mette in atto le indicazioni dell’Ordine del Giorno 24/2018 approvato dal Consiglio comunale di Bologna. L’Azienda pubblica dei Servizi alla Persona porta così all’attenzione delle dipendenti e dei dipendenti e di tutte le istituzioni con cui collabora il proprio impegno a sostegno del riconoscimento della piena parità di genere. La delibera dall’Amministratore unico Gianluca Borghi dà quindi mandato alla struttura organizzativa di uniformare a questi principi tutti i propri provvedimenti ed atti amministrativi, oltre a intervenire su Statuto e Regolamenti. “Concretamente - afferma Borghi - tutti gli atti ed i documenti di comunicazione istituzionale saranno rispondenti alla normativa più recente in tema, con l’adozione di un linguaggio non discriminante, adottando declinazione al femminile per ogni tipo di incarico interno, nonché per le cariche istituzionali. A questo si aggiunge l’indicazione di promuovere e supportare azioni che nel contesto dell’organizzazione aziendale possano facilitare la parità di genere. Questa iniziativa si pone in coerenza con la costante attenzione al contrasto alle discriminazioni di genere e valorizzazione delle differenze che ASP Città di Bologna ha avuto sin dalla sua costituzione, 4 anni fa, fino alla recente costituzione, con determinazione della Direttrice Generale, del Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità”. Pubblicato il 15 febbraio 2018

Si è concluso con successo il progetto di Pet Therapy “Inter-specie”, finanziato dalla Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna e realizzato ad opera dell’Associazione ChiaraMilla in collaborazione con il Centro di Giustizia Minorile di via del Pratello. Lunedì 12 febbraio alle ore 10,30 presso la Casa Residenza Anziani di Saliceto, in via di Saliceto 71, si è svolto lincontro di approfondimento e condivisione dell’esperienza, con la proiezione delle immagini più significative. Presenti, insieme all’Amministratore unico Gianluca Borghi e la responsabile del Centro Servizi Paola Bulzamini, i referenti dell’associazione ChiaraMilla e i referenti dei Servizi minorili che hanno supervisionato la partecipazione dei ragazzi/e al progetto Inter-specie. Il progetto Inter-specie prevedeva attività ludiche, ricreative e terapeutiche nei Centri servizi di ASP Città di Bologna, CRA Saliceto e Centro Diurno Savioli, a favore di anziani non autosufficienti, attraverso la relazione con cani opportunamente guidati e preparati (Animal Assisted therapy). Tale esperienza è diventata al contempo un'opportunità di crescita personale e professionale per i minori in carico al Centro di Giustizia Minorile della Regione Emilia Romagna e Marche afferenti all'area penale esterna, che hanno partecipato come soggetti attivi nella gestione e nella conduzione degli interventi. Gli operatori dell'équipe multidisciplinare di ChiaraMilla hanno coordinato entrambe le sfere di intervento sugli anziani e sui minori. link di collegamento all’intervista TRC in onda martedì 13/02/2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1664340543612835&id=843921448988086 Nel sito della Fondazione Del Monte, la descrizione del progetto e il video con le interviste: http://fondazionedelmonte.it/progetti/sociale/inter-specie-un-progetto-di-pet-therapy Pubblicato il 9 Febbraio 2018

Visite fiscali, in ASP Città di Bologna è attiva la riforma Madia. L’Azienda dei Servizi alla Persona del Comune di Bologna ha infatti attuato le indicazioni contenute nel nuovo Regolamento in vigore dal 13 gennaio, che ha modificato la disciplina degli accertamenti. Se restano fissate le fasce orarie (9.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00) il decreto interviene su altri aspetti: la visita fiscale potrà infatti essere ripetuta più volte, anche nello stesso giorno. Nel corso dell’accertamento il medico dovrà stilare un verbale che verrà trasmesso all’Inps e messo a disposizione della persona interessata in modalità telematica. L’obbligo di reperibilità è previsto anche per gli infortuni sul lavoro ed è ridefinita la causa di servizio: il riferimento riguarda adesso precise patologie ed una definita percentuale di invalidità. Le patologie che invece sono escluse dalla reperibilità (tra cui quelle che richiedono terapie salvavita e gli stati patologici connessi alla situazione dei invalidità riconosciuta) dovranno essere comprovate da documentazione rilasciata dalla Azienda USL, in cui siano indicate anche le relative terapie. In caso di assenza al momento del controllo, il medico provvederà a rilasciare un invito alla visita ambulatoriale per il primo giorno utile. Infine, in caso di ripresa dell’attività per guarigione anticipata rispetto alla prognosi, la persona dovrà richiedere un certificato sostitutivo alla stesso medico che aveva preparato la precedente certificazione. Bologna, 5 febbraio 2018

Martedì 9 gennaio in Sala Savonuzzi a Palazzo d'Accursio, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Bilancio preventivo 2018 di ASP. Sono intervenuti l'Assessore alla Sanità e Welfare del Comune di Bologna Giuliano Barigazzi e l'Amministratore unico di ASP Gianluca Borghi con il Direttore Generale Elisabetta Scoccati e la dirigente Settore Anziani Irene Bruno. Innovare nei servizi e consolidare i risultati: sarà un anno all’insegna degli investimenti per ASP Città di Bologna, che presenta oggi, 9 gennaio, il bilancio preventivo 2018. Al centro del lavoro dell’Azienda, l’attenzione ai cambiamenti sociali e all’evoluzione dei bisogni dei cittadini. Con un risultato stimato d’esercizio di + € 122.653 (nel 2014 il dato era di - € 909.425) l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona del Comune di Bologna prosegue nella tendenza in crescita degli anni passati e conferma l’esito positivo dell’ultimo consuntivo. 89.382.112 euro sono le entrate previste per il 2018 a fronte di spese per 87.071.444 euro: dati a cui contribuisce, dal 2017, anche l’affidamento ad ASP Città di Bologna dell’attuazione del progetto SPRAR per il settore delle protezioni internazionali (32 milioni). Altre entrate arrivano dalle rette (oltre 11 milioni), 18,1 milioni dal Comune per i servizi relativi al disagio adulto, alla domiciliarità e ai minori. Tra le principali voci di spesa si registrano invece 45 milioni per servizi socio-assistenziali-sanitari, 2,1 per sussidi-borse-lavoro, 16,6 per personale dipendente, 4 per imposte e tasse e 1,7 per manutenzioni e riparazioni. Il patrimonio immobiliare rappresenta l’ossatura dell’attività di ASP: aumentarne la redditività per sostenere gli investimenti nei servizi è una priorità fra le azioni strategiche; nello stesso ambito per il 2018 è prevista la manutenzione straordinaria di appartamenti finalizzata alla rilocazione, che affianca l’impegno sulla sicurezza e la riqualificazione energetica. La valorizzazione del patrimonio artistico e la stabilità della dotazione organica sono altrettanti obiettivi per l’anno che inizia. Il Piano Investimenti Anziani rappresenta il focus per i prossimi mesi: sono in arrivo innovazioni rilevanti nell’accoglienza anche per la non autosufficienza. In cantiere c’è infatti la realizzazione di 95 nuovi appartamenti nelle strutture in aggiunta ai 102 già esistenti, con avvio delle gare e dei lavori: nel dettaglio saranno interessati il Centro servizi Giovanni XXIII (nell’ex Teatro 20 nuove unità), la struttura Madre Teresa di Calcutta (20), il Centro servizi di via di Saliceto (20) e l’ex convento Santa Marta (35). È prossima l’apertura del Gruppo Appartamento multiutenza presso la struttura di Viale Roma che garantirà 6 posti. Attenzione anche per il tema del “Dopo di noi”: alla realizzazione di un progetto di vita indipendente per le persone con disabilità sono destinati i locali comuni di Via Barozzi per il Co-housing “L’Oasi”, mentre un ulteriore appartamento è disponibile per un nuovo progetto in collaborazione con il privato sociale. Scarica le slide di presentazione Pubblicato il 9/01/2018 Rassegna stampa Corriere di Bologna 10.01.2018 Il Resto del Carlino 10.01.2018 Iperbole - Comune di Bologna

A proposito dell'alienazione parziale del Palazzo dell'istituto di aiuto materno e di assistenza ai lattanti , autorizzata con una delibera licenziata nell'ultima riunione della giunta del Comune di Bologna e oggetto di una nota del gruppo consiliare Coalizione Civica, l'amministratore unico di Asp Città di Bologna Gianluca Borghi dichiara quanto segue: Alienare la parte di immobile tra via Don Minzoni, via F.lli Rosselli e via del Porto, rappresenta una scelta oculata e razionale perché, con questa vendita, Asp Città di Bologna realizzerà un obiettivo preciso: alloggi per persone over 65 seguendo percorsi innovativi per la città di Bologna. Ristrutturare il complesso immobiliare richiederebbe una cifra non inferiore a 10 milioni di euro, risorse alle quali Asp Città di Bologna potrebbe far fronte solo andando ad alienare altro patrimonio. Il concetto di 'svendita', quindi, non è un vocabolo che fa parte della mission dell’Azienda dei servizi alla persona. In coerenza con il compito assegnatoci dal Comune, stiamo portando avanti progetti di co housing per giovani coppie e persone con disabilità, sosteniamo in transizione abitativa 126 nuclei famigliari ed in pronta accoglienza abitativa altri 42 nuclei, siamo impegnati con nostri immobili nell’accoglienza diffusa dello SPRAR metropolitano. Ed infine ASP Città di Bologna è impegnata nel continuo miglioramento della gestione degli oltre mille immobili di proprietà intervenendo sulla morosità colpevole ma, allo stesso tempo, favorendo piani di rientro per chi è in situazioni di necessità . Comunicato Stampa del 16.12.2017 -