Comunicati stampa


Lavo&Lavoro, a detenuti della Dozza la commessa per il lavaggio della biancheria degli anziani ospiti di ASP Città di Bologna, grazie al progetto della Cooperativa Quattro Castelli Quattro lavatrici industriali e sei detenuti al lavoro per lavare gli indumenti degli ospiti di ASP Città di Bologna: è il progetto Lavo&Lavoro, attivo all’interno della casa circondariale della Dozza, che oltre a garantire ai detenuti una remunerazione a tutti gli effetti e una prospettiva di impiego futuro, consente di offrire alla comunità un servizio essenziale. Lavo&Lavoro nasce dalla proposta della cooperativa Quattro Castelli, impegnata nell’inserimento al lavoro di soggetti svantaggiati: l’azienda Servizi Ospedalieri, che dal 2013 è titolare del contratto per il lavaggio della biancheria di ASP Città di Bologna (456 posti letto) ha così deciso di avvalersi della collaborazione della cooperativa per la pulizia degli indumenti degli ospiti. ASP, da tempo impegnata nell’ambito delle attività a supporto dei detenuti, ha accolto con grande interesse e attenzione il progetto che consiste in una commessa di circa 160.000 euro sul totale di 580.000, ovvero del costo che l’Azienda pubblica di servizi alla persona sostiene ogni anno per il lavaggio della biancheria di propria pertinenza e di quella degli ospiti. Se tecnicamente si tratta di un subappalto, di fatto la proposta si concretizza nella collaborazione, con modalità innovative, tra una realtà profit e una cooperativa sociale per offrire ai detenuti l’opportunità di lavorare. Grazie alla convinta adesione della Direttrice della Dozza Claudia Clementi, al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna insieme a Banca Etica, ASP ha potuto contare su questa attività di lavanolo già dai primi giorni di aprile. Nel dettaglio, la commessa riguarda lavaggio e stiratura degli indumenti per gli anni 2018 e 2019. Il lavoro impegnerà sei detenuti, affiancati dal Coordinatore della Cooperativa Quattro Castelli, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 16, nella lavanderia interna alla casa circondariale, attrezzata con macchinari idonei a svolgere un’attività lavorativa rivolta anche all’esterno, con tre lavatrici barriera sanitaria da Kg 70+70+50 per una capacità di 10 quintali al giorno ed una lavatrice per rilavaggi con capienza 35 Kg. Per ASP Città di Bologna l’attività che prende il via oggi affianca esperienze consolidate: l’Azienda pubblica di servizi alla persona è infatti impegnata da tempo nel coordinamento, per il Comune, di progetti di integrazione all’interno della casa circondariale, e in generale di attività svolte in stretta collaborazione con le altre istituzioni coinvolte nello specifico settore di intervento. Lo sportello informativo e di mediazione è dedicato all’incontro con la popolazione straniera in carcere e fornisce supporto ai colloqui d’ingresso. È garantita la presenza fissa di mediatori di lingua e cultura araba, albanese e rumena e al bisogno di traduttori in altre lingue. La programmazione di momenti di formazione a cadenza semestrale, rivolti ai detenuti in uscita dal carcere, ha l’obiettivo di orientarli ai servizi presenti in città e limitare la possibilità di recidiva. Nel 2017 sono stati svolti 1615 colloqui informativi, di cui 1534 rivolti a stranieri. 435 i colloqui con nuovi giunti. Il progetto dimittendi è rivolto a detenuti con pena definitiva e vulnerabili: prevede percorsi di uscita dal carcere. Il progetto segue i detenuti nei 12 mesi precedenti alla scarcerazione e nei 6 mesi successivi, eventualmente dando supporto agli altri servizi sociali. Nel 2017 i percorsi sono stati 69. L’impegno all’esterno della casa circondariale prevede 5 posti letto dedicati in strutture d’accoglienza e altrettanti tirocini formativi attivabili durante il corso dell’anno. ASP è inoltre coinvolta nel mantenimento del network locale e nel raccordo con le risorse private presenti sul territorio oltre che nell’organizzazione del tavolo tecnico carcere. Pubblicato il 19 aprile 2018

Due milioni di euro per ristrutturare una delle chiese più amate dai bolognesi: è l’impegno di ASP Città di Bologna, che investe nel recupero e nella valorizzazione del Santuario di Santa Maria del Baraccano, di proprietà dell’Azienda pubblica di servizi alla persona. Obiettivo, dare il via ad un intervento che prevede anche la valorizzazione del contesto urbano in cui l’immobile è situato. È questa una nuova scommessa per la città e la sua storia, che ASP ha voluto di condividere con le istituzioni bolognesi: il percorso, che restituirà alla città uno dei suoi gioielli storico-architettonici, ha ufficialmente preso il via oggi, 13 marzo, con la firma del Protocollo di Intesa per il Recupero del Santuario di Santa Maria del Baraccano e la valorizzazione del contesto in cui è inserito. Il Protocollo, che insieme ad ASP coinvolge Comune di Bologna, Arcidiocesi di Bologna, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Fondazione Carisbo e Quartiere Santo Stefano, è stato siglato nella sala Biagi del Quartiere, alla presenza dell’Assessore a Sanità e Welfare Giuliano Barigazzi, dell’Amministratore unico di ASP Città di Bologna Gianluca Borghi, dell’Arcivescovo S.E. Mons. Matteo Maria Zuppi, delProfessorRiccardo Gulli Delegato del Rettore per Edilizia e Sostenibilità ambientale dell’Università di Bologna, del Presidente di Fondazione CARISBO Leone Sibani, della Presidente del Quartiere Santo Stefano Rosa Maria Amorevole. La stima dell’impegno economico per la totalità dell’intervento è di 3.600.000 euro. Oltre al primo stanziamento di ASP nel bilancio 2018, pari appunto a 2.000.000 euro, è previsto il contributo di 342.500 euro dall’Agenzia Regionale per la Ricostruzione Sisma 2012. Nel dettaglio, ASP Città di Bologna si è impegnata a realizzare gli interventi di restauro della chiesa e quelli di recupero del contesto urbano, che vede il Santuario in stretta relazione con la cinta muraria, l’ex convento e il portico che si apre su via Santo Stefano, sottolineandone così la natura di parte peculiare del patrimonio storico-sociale della città. Il Comune di Bologna garantirà il coordinamento delle azioni necessarie alla realizzazione del progetto. Leggi la nota storica sul Santuario

Nato dalla collaborazione tra Azienda USL Distretto di Bologna, ASP Città di Bologna e Comune di Bologna, il progetto si muove all’interno della cornice più ampia dello sviluppo di percorsi di vita indipendente attraverso risposte diversificate, per offrire opportunità abitative in grado di valorizzare l'autonomia della persona con disabilità garantendo pari opportunità, dignità e riservatezza. ASP ha così scelto di mettere a disposizione di questo percorso un intero stabile adiacente al centro storico di Bologna e alla stazione ferroviaria, costituito da 7 appartamenti e da ampi spazi comuni che potranno essere gestiti in modo condiviso dagli abitanti. Il progetto di cohousing si avvale del supporto educativo di AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici), soggetto gestore con grande esperienza appositamente selezionato dall’Azienda USL. AIAS avrà soprattutto il compito di mettere insieme le risorse e i bisogni delle diverse persone che hanno scelto questo percorso, prospettando ed agendo soluzioni personalizzate e promuovendo percorsi virtuosi per tutti i soggetti coinvolti, nel dichiarato intento di promuovere una convivenza stabile nel tempo tra persone con disabilità, in una esperienza abitativa improntata a criteri di ottimizzazione delle risorse assistenziali nonché di quelle ambientali ed energetiche. Il progetto parte nel 2016 con un accordo interistituzionale. Poi ha preso forma con la ricerca di persone con disabilità che potessero/volessero abitare nella stessa palazzina nella logica del co-housing. Sono persone adulte, spesso senza alcun altro sostegno familiare, seguite dai servizi socio-sanitari che abitano da pochi giorni quegli appartamenti. “Co-housing” come vivere insieme,usando spazi propri (il proprio appartamento), ma anche locali comuni a piano terra (in corso di predisposizione), condividendo momenti insieme di socialità e sperimentando il reciproco aiuto. Sperimentando insomma una vita autonoma, dopo alcuni anni di percorsi di vita anche comunitari o di transizione abitativa. Alcune di queste persone lavorano, e quindi hanno un reddito, altre un assegno di accompagnamento/pensione. Devono sostenere il pagamento dell’affitto (a canone concordato), delle utenze, e di quanto altro necessario per la propria vita, ricorrendo anche all’aiuto/sostegno di altre realtà del territorio che collaboreranno con AIAS (responsabile del progetto “sociale” più complessivo) e che fanno parte del tessuto sociale del Quartiere dove insiste la struttura. Relazioni che vanno costruite e consolidate nel tempo. L’OASI è una nuova esperienza nella direzione già avviata da ASP con il co-housing per giovani “Porto 15”, inaugurato a settembre 2017, e nei progetti dedicati alle persone disabili da altri soggetti cittadini (si pensi alle esperienze cittadine della Fondazione Dopo di Noi). L’idea che sottende questo, come altre progettazioni, è quella dell’integrazione nel tessuto cittadino delle persone più fragili, che attraverso il sostegno dei servizi, delle Associazioni del terzo settore, ma soprattutto della comunità, possono sperimentare percorsi di vita autonoma ed indipendente, facendo leva sulle proprie risorse personali. Oltre, quindi, mere logiche di assistenzialismo e istituzionalizzazione. L’OASI è stata inaugurata oggi, mercoledì 28 febbraio alle ore 12, in via Barozzi 7, alla presenza di: Giuliano Barigazzi, Assessore Sanità e Welfare Comune di Bologna Rosa Amorevole, Presidente Quartiere Santo Stefano Chiara Gibertoni, Direttore Generale AUSL Gianluca Pizzi, Presidente AIAS Gianluca Borghi, Amministratore unico ASP Città di Bologna Guarda le slides che raccontano L'OASI proiettate in occasione dell'inaugurazione Comunicato stampa del 28/02/2018

Valorizzare la parità di genere anche nel linguaggio amministrativo: ASP Città di Bologna mette in atto le indicazioni dell’Ordine del Giorno 24/2018 approvato dal Consiglio comunale di Bologna. L’Azienda pubblica dei Servizi alla Persona porta così all’attenzione delle dipendenti e dei dipendenti e di tutte le istituzioni con cui collabora il proprio impegno a sostegno del riconoscimento della piena parità di genere. La delibera dall’Amministratore unico Gianluca Borghi dà quindi mandato alla struttura organizzativa di uniformare a questi principi tutti i propri provvedimenti ed atti amministrativi, oltre a intervenire su Statuto e Regolamenti. “Concretamente - afferma Borghi - tutti gli atti ed i documenti di comunicazione istituzionale saranno rispondenti alla normativa più recente in tema, con l’adozione di un linguaggio non discriminante, adottando declinazione al femminile per ogni tipo di incarico interno, nonché per le cariche istituzionali. A questo si aggiunge l’indicazione di promuovere e supportare azioni che nel contesto dell’organizzazione aziendale possano facilitare la parità di genere. Questa iniziativa si pone in coerenza con la costante attenzione al contrasto alle discriminazioni di genere e valorizzazione delle differenze che ASP Città di Bologna ha avuto sin dalla sua costituzione, 4 anni fa, fino alla recente costituzione, con determinazione della Direttrice Generale, del Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità”. Pubblicato il 15 febbraio 2018

Si è concluso con successo il progetto di Pet Therapy “Inter-specie”, finanziato dalla Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna e realizzato ad opera dell’Associazione ChiaraMilla in collaborazione con il Centro di Giustizia Minorile di via del Pratello. Lunedì 12 febbraio alle ore 10,30 presso la Casa Residenza Anziani di Saliceto, in via di Saliceto 71, si è svolto lincontro di approfondimento e condivisione dell’esperienza, con la proiezione delle immagini più significative. Presenti, insieme all’Amministratore unico Gianluca Borghi e la responsabile del Centro Servizi Paola Bulzamini, i referenti dell’associazione ChiaraMilla e i referenti dei Servizi minorili che hanno supervisionato la partecipazione dei ragazzi/e al progetto Inter-specie. Il progetto Inter-specie prevedeva attività ludiche, ricreative e terapeutiche nei Centri servizi di ASP Città di Bologna, CRA Saliceto e Centro Diurno Savioli, a favore di anziani non autosufficienti, attraverso la relazione con cani opportunamente guidati e preparati (Animal Assisted therapy). Tale esperienza è diventata al contempo un'opportunità di crescita personale e professionale per i minori in carico al Centro di Giustizia Minorile della Regione Emilia Romagna e Marche afferenti all'area penale esterna, che hanno partecipato come soggetti attivi nella gestione e nella conduzione degli interventi. Gli operatori dell'équipe multidisciplinare di ChiaraMilla hanno coordinato entrambe le sfere di intervento sugli anziani e sui minori. Pubblicato il 14/02/2018 link di collegamento all’intervista TRC in onda martedì 13/02/2018 https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1664340543612835&id=843921448988086 Nel sito della Fondazione Del Monte, la descrizione del progetto e il video con le interviste: http://fondazionedelmonte.it/progetti/sociale/inter-specie-un-progetto-di-pet-therapy

Visite fiscali, in ASP Città di Bologna è attiva la riforma Madia. L’Azienda dei Servizi alla Persona del Comune di Bologna ha infatti attuato le indicazioni contenute nel nuovo Regolamento in vigore dal 13 gennaio, che ha modificato la disciplina degli accertamenti. Se restano fissate le fasce orarie (9.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00) il decreto interviene su altri aspetti: la visita fiscale potrà infatti essere ripetuta più volte, anche nello stesso giorno. Nel corso dell’accertamento il medico dovrà stilare un verbale che verrà trasmesso all’Inps e messo a disposizione della persona interessata in modalità telematica. L’obbligo di reperibilità è previsto anche per gli infortuni sul lavoro ed è ridefinita la causa di servizio: il riferimento riguarda adesso precise patologie ed una definita percentuale di invalidità. Le patologie che invece sono escluse dalla reperibilità (tra cui quelle che richiedono terapie salvavita e gli stati patologici connessi alla situazione dei invalidità riconosciuta) dovranno essere comprovate da documentazione rilasciata dalla Azienda USL, in cui siano indicate anche le relative terapie. In caso di assenza al momento del controllo, il medico provvederà a rilasciare un invito alla visita ambulatoriale per il primo giorno utile. Infine, in caso di ripresa dell’attività per guarigione anticipata rispetto alla prognosi, la persona dovrà richiedere un certificato sostitutivo alla stesso medico che aveva preparato la precedente certificazione. Bologna, 5 febbraio 2018

Martedì 9 gennaio in Sala Savonuzzi a Palazzo d'Accursio, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Bilancio preventivo 2018 di ASP. Sono intervenuti l'Assessore alla Sanità e Welfare del Comune di Bologna Giuliano Barigazzi e l'Amministratore unico di ASP Gianluca Borghi con il Direttore Generale Elisabetta Scoccati e la dirigente Settore Anziani Irene Bruno. Innovare nei servizi e consolidare i risultati: sarà un anno all’insegna degli investimenti per ASP Città di Bologna, che presenta oggi, 9 gennaio, il bilancio preventivo 2018. Al centro del lavoro dell’Azienda, l’attenzione ai cambiamenti sociali e all’evoluzione dei bisogni dei cittadini. Con un risultato stimato d’esercizio di + € 122.653 (nel 2014 il dato era di - € 909.425) l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona del Comune di Bologna prosegue nella tendenza in crescita degli anni passati e conferma l’esito positivo dell’ultimo consuntivo. 89.382.112 euro sono le entrate previste per il 2018 a fronte di spese per 87.071.444 euro: dati a cui contribuisce, dal 2017, anche l’affidamento ad ASP Città di Bologna dell’attuazione del progetto SPRAR per il settore delle protezioni internazionali (32 milioni). Altre entrate arrivano dalle rette (oltre 11 milioni), 18,1 milioni dal Comune per i servizi relativi al disagio adulto, alla domiciliarità e ai minori. Tra le principali voci di spesa si registrano invece 45 milioni per servizi socio-assistenziali-sanitari, 2,1 per sussidi-borse-lavoro, 16,6 per personale dipendente, 4 per imposte e tasse e 1,7 per manutenzioni e riparazioni. Il patrimonio immobiliare rappresenta l’ossatura dell’attività di ASP: aumentarne la redditività per sostenere gli investimenti nei servizi è una priorità fra le azioni strategiche; nello stesso ambito per il 2018 è prevista la manutenzione straordinaria di appartamenti finalizzata alla rilocazione, che affianca l’impegno sulla sicurezza e la riqualificazione energetica. La valorizzazione del patrimonio artistico e la stabilità della dotazione organica sono altrettanti obiettivi per l’anno che inizia. Il Piano Investimenti Anziani rappresenta il focus per i prossimi mesi: sono in arrivo innovazioni rilevanti nell’accoglienza anche per la non autosufficienza. In cantiere c’è infatti la realizzazione di 95 nuovi appartamenti nelle strutture in aggiunta ai 102 già esistenti, con avvio delle gare e dei lavori: nel dettaglio saranno interessati il Centro servizi Giovanni XXIII (nell’ex Teatro 20 nuove unità), la struttura Madre Teresa di Calcutta (20), il Centro servizi di via di Saliceto (20) e l’ex convento Santa Marta (35). È prossima l’apertura del Gruppo Appartamento multiutenza presso la struttura di Viale Roma che garantirà 6 posti. Attenzione anche per il tema del “Dopo di noi”: alla realizzazione di un progetto di vita indipendente per le persone con disabilità sono destinati i locali comuni di Via Barozzi per il Co-housing “L’Oasi”, mentre un ulteriore appartamento è disponibile per un nuovo progetto in collaborazione con il privato sociale. Scarica le slide di presentazione Pubblicato il 9/01/2018 Rassegna stampa Corriere di Bologna 10.01.2018 Il Resto del Carlino 10.01.2018 Iperbole - Comune di Bologna

A proposito dell'alienazione parziale del Palazzo dell'istituto di aiuto materno e di assistenza ai lattanti , autorizzata con una delibera licenziata nell'ultima riunione della giunta del Comune di Bologna e oggetto di una nota del gruppo consiliare Coalizione Civica, l'amministratore unico di Asp Città di Bologna Gianluca Borghi dichiara quanto segue: Alienare la parte di immobile tra via Don Minzoni, via F.lli Rosselli e via del Porto, rappresenta una scelta oculata e razionale perché, con questa vendita, Asp Città di Bologna realizzerà un obiettivo preciso: alloggi per persone over 65 seguendo percorsi innovativi per la città di Bologna. Ristrutturare il complesso immobiliare richiederebbe una cifra non inferiore a 10 milioni di euro, risorse alle quali Asp Città di Bologna potrebbe far fronte solo andando ad alienare altro patrimonio. Il concetto di 'svendita', quindi, non è un vocabolo che fa parte della mission dell’Azienda dei servizi alla persona. In coerenza con il compito assegnatoci dal Comune, stiamo portando avanti progetti di co housing per giovani coppie e persone con disabilità, sosteniamo in transizione abitativa 126 nuclei famigliari ed in pronta accoglienza abitativa altri 42 nuclei, siamo impegnati con nostri immobili nell’accoglienza diffusa dello SPRAR metropolitano. Ed infine ASP Città di Bologna è impegnata nel continuo miglioramento della gestione degli oltre mille immobili di proprietà intervenendo sulla morosità colpevole ma, allo stesso tempo, favorendo piani di rientro per chi è in situazioni di necessità . Comunicato Stampa del 16.12.2017 -

6.192 domande da tutta Italia: tutti i numeri del concorso per 146 Operatori Socio-Sanitari delle ASP dell’Emilia-Romagna 146 posti a tempo indeterminato, più di seimila domande, oltre quarantamila utenti connessi al sito web, mille risposte alle richieste di consulenza telefonica: sono solo alcuni numeri del concorso per Operatore Socio-Sanitario (OSS) bandito da ASP Città di Bologna con altre ASP/Istituzioni della Regione Emilia-Romagna che hanno stipulato un’innovativa convenzione. Nel dettaglio, alla data di scadenza (il 23 novembre alle ore 12) le domande pervenute sono 6.192. ASP Città di Bologna, che riveste il ruolo di capofila, ha offerto assistenza e consulenza a tempo pieno nei 30 giorni di apertura del bando: 10 operatori del servizio Risorse Umane hanno a turno risposto a oltre 1.000 richieste di consulenza telefonica al Numero verde predisposto e ad un migliaio di e-mail, 8 operatori del servizio Bilanci hanno verificato e registrato i pagamenti, gli operatori del centralino hanno raccolto le richieste più generiche. Il sito web di ASP Città di Bologna è stato visitato da 41.507 utenti, che hanno effettuato 77.837 sessioni e 262.801 visualizzazioni di pagina nel solo periodo di apertura del bando. Le domande sono arrivate da tutto il territorio nazionale: le regioni più rappresentate, oltre all’Emilia-Romagna, sono la Sicilia e la Campania. Il 58% delle domande è stato presentato da lavoratrici donne, contro il 42% di uomini. Rispetto alle fasce d’età, il 35% delle domande è di persone tra i 28 e i 37 anni, i giovani sotto i 27 anni rappresentano il 24% delle domande, mentre gli over 48 sono il 14%. La grande maggioranza dei partecipanti è nata in Italia (5.488persone), 100 di questi sono nati a Bologna. Tra i nati all’estero, Moldavia (140), Romania (138) e Albania (55) esprimono i numeri più alti di domande. Quelli del concorso sono numeri importanti: 146 persone avranno diritto ad un posto di lavoro a tempo indeterminato nel servizio pubblico (categoria giuridica ed economica B3) e sarà data l’occasione a moltissimi altri di lavorare con contratti a tempo determinato nelle diverse strutture interessate. L’indizione del concorso nasce dalla volontà di consolidare la forma di lavoro dipendente all’interno delle aziende, nella logica di perseguire una politica di stabilizzazione delle risorse umane. Tutte le informazioni relative al concorso saranno pubblicate alla pagina dedicata del sito internet di ASP Città di Bologna: http://www.aspbologna.it/bandi-di-concorso-2/opportunita-di-lavoro/concorsi-e-selezioni-pubbliche Una curiosità: l’eco del concorso è arrivato anche ai social network. È infatti nato un gruppo Facebook dedicato alla preparazione, per organizzarsi e confrontarsi in vista delle prove, che conta già 1520 membri. Bologna, 24 novembre 2017

Il 24 Novembre La Quadreria – Palazzo Rossi Poggi Marsili ha festeggiato il suo primo anno di apertura. La scelta di esporre parte del patrimonio artistico delle antiche opere pie, oggi riunite in ASP Città di Bologna, ha portato alla creazione di un nuovo museo nel cuore della città. Si narra così, attraverso lo sguardo dei pittori della sua scuola, la storia di Bologna e una delle prime esperienze di welfare in Italia ed in Europa. In questo primo anno di apertura, La Quadreria ha accolto ben 7.122 visitatori, dalle provenienze più diverse: bolognesi e turisti dai 5 continenti, delegazioni in visita (dal Libano, dalla Norvegia) e meeting europei, studenti della città e non solo. Aperta al pubblico durante l'Art City White Night 2017, la Quadreria è stata poi protagonista di una serie di appuntamenti: dal ciclo di visite guidate A Zonzo per i Musei , in collaborazione con i Musei Civici d'Arte Antica, all’inaugurazione della Sala delle Mappe, che raccoglie cinque mappe originali della fine del XVII secolo, nell'ambito del Festival It.a.cà - Migranti e Viaggiatori. Successivamente, all'interno della campagna Bologna a braccia aperte , la Quadreria ha aggiunto alla sua collezione la Ruota degli Esposti, oggetto storico ritrovato al deposito del Baraccano che rappresenta l’evoluzione dei servizi di accoglienza dei minori a Bologna fino ai giorni nostri. Infine, nell'ambito della Festa Internazionale della Storia, si è tenuto l'evento “La Natura Rappresentata”: una conferenza sui cabrei e un concerto di musica lirica in collaborazione con l'Associazione Culturale Italo - Ceca Lucerna. Tra i numerosi appuntamenti, oltre ad una serie di incontri nazionali, convegni, sessioni formative ospitati nella sala delle mappe, anche la mostra temporanea “Il filo di Arianna” in occasione della Biennale della Prossimità. Ma La Quadreria va oltre le mura di Palazzo Rossi Poggi Marsili: il “Ritratto di architetto” è stata esposto nell’ambito della mostra “Luigi Crespi ritrattista nell’età di papa Lambertini”, tenutasi al Davia Bargellini e conclusasi il 19 novembre scorso. Altre opere sono in comodato presso le Collezioni Comunali d’Arte, Pinacoteca Nazionale, Museo d’arte industriale e Galleria Davia Bargellini, Fondazione Fornasini di Poggio Renatico e Museo del Risorgimento.

146 posti da Operatore Socio Sanitario (OSS) a tempo indeterminato, da destinare ad ASP Città di Bologna e alle altre ASP/Istituzioni della Regione Emilia-Romagna che hanno stipulato un’innovativa convenzione: sono aperti i termini per la presentazione online delle domande di ammissione alla selezione pubblica, per titoli ed esami. L’avviso di selezione, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4° Serie Speciale - Concorsi ed Esami n. 81 del 24-10-2017, è consultabile alla pagina del sito web di ASP Città di Bologna: http://www.aspbologna.it/bandi-di-concorso-2/opportunita-di-lavoro/concorsi-e-selezioni-pubbliche. On line anche un link dedicato per la presentazione della domanda: http://www.aspbologna.it:8085/Default.aspx?ccid=11. La scadenza del termine per la presentazione delle domande è prevista per il 23 novembre 2017 alle ore 12:00 Per informazioni sull’avviso e per ottenere supporto nella compilazione della domanda online ci si può rivolgere al numero verde 800055288 dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 12:30 e il martedì e giovedì anche dalle ore 15:30 alle ore 17:00. Pubblicato il 26 ottobre 2017

Sono oltre cento le persone che in questo primo anno di campagna “Bologna A braccia aperte” hanno dato la disponibilità a fare accoglienza familiare. La campagna di promozione e sensibilizzazione all’affido e all’accoglienza familiare è stata lanciata all’inizio del 2017 da ASP Città di Bologna e Comune di Bologna insieme a Open Group e Amissper declinare a livello locale la campagna “A braccia aperte” promossa nell’autunno 2015 dalla Regione Emilia-Romagna. “Proprio per promuovere l’affidamento familiare e incoraggiare le famiglie ad accogliere bambini in stato temporaneo di bisogno, abbiamo cambiato la legge regionale mettendo al primo posto delle strutture di accoglienza le famiglie, possibilmente con minori, e poi le comunità.– dice Elisabetta Gualmini, Vice Presidente della Regione Emilia-Romagna e Assessore al Welfare - Sono tanti i minori che hanno bisogno di relazioni familiari e sociali solide in un periodo di fragilità della loro vita e sono tante le forme di affido (dal full time al part-time, dall’accompagnamento nei weekend all’assistenza per i compiti nel pomeriggio, ecc.), e quindi c’è spazio per tutti quelli che generosamente vogliono mettersi in gioco. “ Negli anni passati, fino al 2016, il Centro per le Famiglie realizzava 2/3 corsi all’anno per la formazione delle persone interessate ad approfondire il tema, con una media di 30/40 partecipanti, mentre solo nei primi sei mesi del 2017 i corsi sono stati 4, e sono stati conclusi da 104 persone. Il prossimo corso partirà nella seconda metà di ottobre. Nell’estate 2017 è stato sperimentato l’affiancamento a ragazzi/e Minori stranieri non accompagnati accolti in comunità, da parte di oltre 15 persone già formate, per favorire la conoscenza reciproca ed avviare gradualmente incontri fuori dalla comunità e progetti individuali di accoglienza familiare. Anche i numeri relativi ai Minori in affido o affiancamento hanno fatto un netto salto in avanti nei primi sei mesi del 2017: sono 80 i minori in affido, a tempo pieno o part-time, e 26 i progetti di affiancamento familiare a sostegno di minori e delle loro famiglie che presentano fragilità (dati al 30.06.2017) per un totale di 106 bambini e ragazzi accolti, rispetto ai 75 nel 2016 e ai 79 affidi in corso al 31.12.2015. Tra i punti che si sono rivelati vincenti per l’efficacia della campagna: · La valorizzazione della “rete” di cittadini sensibili e competenti che ciascuno dei soggetti ha saputo coinvolgere per far crescere una Comunità solidale · Nuovi modi di comunicare alla città il tema dell’affido e dell’accoglienza · La promozione di forme diversificate di affido e di affiancamento famigliare, con la proposta di forme anche più “leggere” di supporto quotidiano ai bambini e ragazzi (per esempio, passare la domenica in famiglia, incontri pomeridiani, momenti di vacanze condivise..) Serviva una svolta e la svolta c’è stata grazie alla comprensione del fatto che tutti gli attori dovevano fare assieme più e meglio - commenta Gianluca Borghi, Amministratore Unico di ASP Città di Bologna- Servizi sociali, ASP, Associazionismo e Volontariato hanno saputo condividere il lavorare per una vera promozione dell’affido. La nostra città non poteva continuare a rimanere il “fanalino di coda” in Regione: Abbiamo scommesso sulla disponibilità dei bolognesi - conclude Borghi- e questa è stata la risposta: Bologna ha aperto le braccia Guarda le immagini della Festa a braccia aperte - 28 settembre 2017 al Centro per le Famiglie Info e articoli sul blog Bologna A braccia aperte del sito di ASP Città di Bologna