In occasione dell’esposizione in Quadreria della Ruota dei bambini esposti, ritrovata nei depositi del Conservatorio del Baraccano e fatta restaurare da ASP, viene dedicato un momento pubblico di confronto e promozione di nuove forme di accoglienza familiare, nell’ambito della campagna Bologna a braccia aperte lanciata da ASP e Comune di Bologna, insieme a Open Group ed AMISS.
 
La scelta di esporre questo manufatto dell'Ottocento, dall’importante significato storico, è per ASP Città di Bologna una rinnovata occasione per promuovere l’accoglienza familiare, per sensibilizzare la città ai bisogni di bambini e ragazzi che vivono situazioni di abbandono o di fragilità familiare, per facilitare il coinvolgimento delle tante persone che desiderano dedicare a questi bambini e ragazzi/e tempo e spazi di relazione.
 
Venerdì 23 giugno alle 17 presso La Quadreria – via Marsala 7. Bologna -  Dalla “ruota degli esposti” a nuove forme di accoglienza 
Saranno presenti:
Mons. Matteo Zuppi - Arcivescovo Metropolita 
Maria Clede Garavini - Garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
Luca Rizzo Nervo - Assessore a Welfare e Famiglia del Comune di Bologna
Gianluca Borghi - Amministratore unico di ASP Città di Bologna
Francesca Novaco - Direttore Sanitario dell'Azienda USL di Bologna
Elisabetta Scoccati - Direttore generale e Direttore dei servizi di ASP Città di Bologna
 
È prevista la testimonianza di famiglie accoglienti. 
In conclusione, “Senza nome, né famiglia” performance per voce e violoncello a cura del Teatro del Pratello. 
 
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Tutela della salute della donna e del bambino

Assistenza e anonimato sono garantiti per le donne che decidono di non riconoscere i neonati, come previsto dalla legge.

Possono rivolgersi e chiedere aiuto a ospedali, servizi sociali e consultori. Questi servizi operano in piena e continua collaborazione, tutelando l’anonimato della donna, per assicurare: assistenza, cure mediche, sostegno psicologico nel periodo della gravidanza durante e dopo il parto.

Dopo il parto, per il quale è garantita la piena segretezza, la madre del bambino può chiedere di non riconoscerlo e, a quel punto, è l’ospedale che segnala tale nascita all’Autorità Giudiziaria Minorile che apre il percorso adottivo per il neonato, individuando per lui una famiglia adottiva nel più breve tempo possibile.

Nel periodo che intercorre tra la dimissione del neonato dall’ospedale e l’accoglienza nella casa dei genitori adottivi, il piccolo, attraverso il Centro per le Famiglie di ASP Città di Bologna, è affidato temporaneamente alle cure di una famiglia, formata per queste particolari accoglienze. Questa famiglia ha il compito di accudirlo e accompagnare l’incontro di conoscenza tra il bambino e i futuri genitori.
Ogni attività è svolta in collaborazione tra i servizi sociali, le strutture sanitarie della città, le Anagrafi e la Regione.

ASP intende rilanciare il tema della tutela e della salute di donne e bambini con un seminario tecnico di approfondimento nell’autunno 2017 che vedrà il coinvolgimento dei servizi sanitari, delle anagrafi, del Comune e della Regione Emilia-Romagna.

Alcuni dati degli ultimi anni

Parti in forma anonima e bambini non riconosciuti alla nascita: nel 2017 ad oggi due bambini (uno nato il 9.06.2017), 8 neonati nel 2016, 4 nel 2015 e 6 nel 2014.

La presente vale come invito