Nei mesi scorsi dieci studenti del primo anno del Corso di Laurea in Dietistica dell’Università di Bologna hanno effettuato un tirocinio in ASP con l’obiettivo di approfondire il tema della ristorazione collettiva in ambito geriatrico. La loro tutor era Matilde Rossini, esperta dietista di ASP Città di Bologna. Perché ASP ha voluto attivare questo tirocinio? Matilde Rossini: L’Azienda ha voluto favorire questa esperienza per preparare al meglio gli studenti su principi e metodologie che riguardano la sicurezza alimentare degli anziani partendo da coloro che vivono e frequentano i nostri Centri Servizi. Il tirocinio ha dato l’opportunità agli studenti di approfondire le diverse soluzioni applicabili davanti a particolari patologie, le modalità con cui avviene il controllo dei pasti, della qualità e del gradimento di ciò che viene proposto. Come è stato articolato? Matilde Rossini: Si sono svolti tre incontri teorici in aula di tre ore ciascuno, ci siamo conosciuti e raccontati. Sono state fornite le informazioni sull’alimentazione dell’anziano, sul metodo della valutazione nutrizionale, sulla ristorazione collettiva rivolta a questa fascia di popolazione che si alimenta in modo molto differenziato, per le diverse storie di ognuno, le abitudini, le necessità, le fragilità. Poi gli studenti sono stati divisi in tre gruppi: una settimana di tirocinio per ogni gruppo, per tre settimana. Hanno usato i programmi informatici di cui ASP si dota per definire le diete e per trasformarle in menù appetibili e personalizzati. Sono stati nei diversi reparti dove hanno conosciuto anziani, medici ed operatori. Come riassumere l’esperienza? Matilde Rossini: Chi ha partecipato al tirocinio ha assaggiato e valutato. In modo serio e scrupoloso ha analizzato ingredienti, ricette e composizione bromatologica. Gli studenti hanno mostrato meraviglia per la bontà delle preparazioni cremose, per lo studio volto ad alimentare persone con disfagia e grandi anziani che riconoscono prevalentemente un unico gusto. Importante, per chi lavora come me da anni in questo servizio, sono le loro domande, curiosità, impressioni.

Qualche giorno dopo il termine dell’esperienza di tirocinio, ho ricevuto due testimonianze, la prima di una studentessa, la seconda di uno studente:

“L’esperienza del tirocinio all’ ASP Città di Bologna è stata molto interessante. Avvicinarsi ad un mondo, come quello degli anziani, permette di vedere molte cose, anche dal punto di vista dell’alimentazione, in maniera diversa. Parlare con gli ospiti della struttura mi ha fatto capire non solo quanto è difficile cercare di soddisfare il più possibile le necessità di tutti, ma anche quanto è importante essere sempre presenti sul campo e curare al meglio l’aspetto umano di questa professione. Le indagini alimentari, che ci hanno dato modo di confrontarci direttamente con queste persone, sono state la parte più bella ed intensa di questa esperienza. Tramite gli assaggi dei pasti o la partecipazione al servizio durante i pranzi, ho scoperto molte cose interessanti ad esempio il modo in cui i gusti alimentari possono cambiare con l’età o in seguito a qualche patologia. Alcuni anziani, infatti, tendono a preferire cibi semplici a quelli molto elaborati o sapori dolci a quelli salati. Sono rimasta piacevolmente sorpresa nello scoprire, inoltre, che è possibile mangiare cibi saporiti e gradevoli ance se si è costretti a frullarli o a tritarli. Nel complesso posso dire che questo tirocinio è stato intenso ed affascinante e che questo ambito lavorativo, per quanto ritengo che sia impegnativo, mi ha incuriosito molto.

“L’assistenza all’anziano non era un esperienza nuova per me, ciò nonostante non era un ambito di mio particolare interesse nella pratica infermieristica.  In questo tirocinio ho sicuramente potuto apprezzare un’altra faccia dell’assistenza e dei servizi nella cura dell’anziano, in quanto nel mio lavoro mi limitavo a monitorare (ed incoraggiare) che il pasto venisse consumato. Mi è molto piaciuta l’attenzione per ogni singolo paziente e penso che tutta la cura per il singolo sia di inestimabile valore per la percezione della qualità della vita dell’anziano. Ovviamente è possibile fino a certi limiti, ma non mi aspettavo che si potesse scendere così nello specifico nei gusti del paziente, data la grande mole di distribuzione. Gli anziani con cui ho avuto modo di parlare erano tutti molto ben disposti a discutere sui loro gusti e preferenze alimentari (cosa che ritengo già un buon segnale) e, a differenza del previsto, molto più soddisfatti di quello che pensavo fosse solo un alimentazione ospedaliera. La varietà e la disponibilità di molte sostituzioni ci hanno permesso di arrivare spesso ad un punto di accordo con l’anziano. Ho inoltre potuto notare quanto sia importante nella gestione di un ampio territorio che conta diverse strutture il monitoraggio e l’indagine continuativa sul campo per intercettare le possibili problematiche e mantenere gli standard richiesti. Concludo dicendo che è stata un’esperienza positiva dal punto di vista formativo e personale, e con il ringraziarla per la continua disponibilità soprattutto nel condividere consigli professionali maturati con l’esperienza”.

 

Tratto da ASP NEWS 2/2017. Scarica il pdf di ASP NEWS 2/2017