Viviamo in un clima sociale che tende a relegare l’emergenza sbarchi nella sola categoria del “problema sociale”, aggiungendosi ai problemi della povertà e acuendo ulteriormente il disagio nelle zone tristemente colpite dai terremoti. Un clima difficile, in cui spesso si vuole attivare la competizione tra i diversi svantaggi sociali per la suddivisione e la distribuzione delle risorse economiche pubbliche. La sfida che oggi si vuole vincere è quella di accogliere i profughi che giungono sul nostro territorio, favorendo la dimensione della piccola struttura, dell’accoglienza in contesti adeguati, con personale preparato.   

Tutto questo valorizzando l’esperienza dei servizi sociali dei territori e dei soggetti del privato sociale che in questi anni hanno dimostrato di sapere sviluppare nelle nostre realtà servizi di qualità, nuove idee e nuovi progetti orientati all’accoglienza.

66,5 milioni di euro in tre anni. 2676 posti da sviluppare nel triennio 2017-2019 per l’accoglienza di profughi adulti, di persone con vulnerabilità sociali e di minori stranieri non accompagnati. Questo è il dimensionamento economico della gara che ASP Città di Bologna ha pubblicato lo scorso 31 marzo 2017 per individuare gli Enti Attuatori del progetto che il Comune di Bologna ha presentato lo stesso giorno, per le successive autorizzazioni, al Sistema Centrale dello SPRAR (Sistema di protezione per Richiedenti asilo e Rifugiati). Punto di partenza è la condivisione con i Comuni della provincia di Bologna e la Prefettura della necessità di avviare un percorso finalizzato alla progressiva sostituzione dell’accoglienza emergenziale dei cosiddetti “CAS” (Centri di Accoglienza Straordinaria) con il sistema di accoglienza SPRAR, ben consolidato nella realtà bolognese. Il tema è quello dell’applicazione della “clausola di salvaguardia” che prevede che i Comuni che aderiscono al sistema SPRAR possano non sviluppare ulteriori posti di accoglienza, ma prevede anche di attivare le singole realtà territoriali per favorire reali processi di integrazione.

Tutto questo con la regia del Comune di Bologna, ente titolare del sistema SPRAR, che presenta la domanda di finanziamento a valere sul Fondo nazionale per le Politiche ed i servizi dell’asilo, e diretto interlocutore del Ministero dell’Interno.

Il Comune di Bologna si avvale di ASP Città di Bologna per funzioni di informazione, ascolto, orientamento e presa in carico di persone e nuclei con particolare fragilità sociale, ma anche con funzioni di coordinamento amministrativo delle procedure di scelta degli enti cui affidare l’accoglienza e le altre funzioni di integrazione sociale. Questi gli obiettivi da raggiungere insieme ai Comuni del bolognese che hanno accolto la sfida: valorizzare l’esperienza della precedente triennalità di gestione del sistema SPRAR; favorire l’accoglienza in famiglia e in strutture di piccole-medie dimensioni; cercare di garantire una adeguata formazione per l’inserimento lavorativo, a partire dall’apprendimento della lingua italiana.

Per conseguire questi obiettivi, ASP Città di Bologna ha optato per la co-progettazione come procedura di individuazione dei partner del Terzo Settore con i quali collaborare. Procedura che si sostanzia in alcuni incontri, condotti con i partner che hanno le caratteristiche amministrative per partecipare al procedimento, durante i quali verranno individuate azioni, modalità dell’accoglienza e organizzazione dei servizi. Al termine degli incontri, ci sarà un’altra selezione. Una procedura che vuole coniugare la co-progettazione, strumento principe delle norme sui servizi sociali, con il nuovo Codice degli appalti, in una logica innovativa.

 

Tratto da ASP NEWS 2/2017.  Scarica il pdf di ASP NEWS 2/2017