Nata ufficialmente il primo gennaio del 2014 dall’unificazione delle ASP Giovanni XXIII e Poveri Vergognosi,  la nuova Azienda è per dimensioni la più grande ASP in Italia.
 
Al termine di un percorso partecipato quanto complesso, segnato da significativi passaggi istituzionali che hanno coinvolto la Regione e le istituzioni  locali,  il Comune di Bologna ha approvato il progetto di unificazione delle ASP Giovanni XXIII e Poveri Vergognosi, dando vita, dal primo gennaio del 2014 alla nuova Azienda pubblica di servizi alla persona della città di Bologna, per dimensioni la più grande ASP in Italia.
La nuova ASP può contare su oltre 500 lavoratori, nella grande maggioranza impegnati nei servizi residenziali  e semiresidenziali nei quali sono ospitate persone anziane non autosufficienti. In particolare sono oltre 650 i posti nelle Case Residenza (CRA)  ed oltre 250 quelli nei Centri Diurni. A questi servizi si aggiungono 130 appartamenti protetti e la progressiva assunzione di responsabilità di ASP nella gestione dell’assistenza domiciliare, che raggiungerà oltre 1500 cittadini.
Accanto a questi servizi, proseguendo nell’impegno di ASP Poveri Vergognosi, ASP Bologna gestirà parte significativa delle politiche di inclusione rivolte alle persone adulte con interventi incentrati su nuove povertà, immigrazione e disagio adulto, cui entro breve si aggiungeranno il pronto intervento sociale, il servizio sociale a bassa soglia e gli interventi di integrazione sociale delle persone tossicodipendenti.
Da ultimo, ma non per importanza, la prossima creazione della Istituzione scolastica da parte del Comune, farà confluire in ASP i servizi sociali rivolti ai minori attualmente gestiti da ASP IRIDES a comporre. Sarà questo l’utlimo tassello che porterà a compimento il disegno strategico deciso dal Comune che, assumendo in modo inequivoco il ruolo di programmazione, controllo, regolazione e committenza, ha contestualmente delegato ad ASP la gestione integrata dei Servizi alla persona.
Le due preesistenti ASP (Giovanni XXIII e Poveri Vergognosi) sono giunte all’ unificazione senza indebitamenti, con una buona liquidità ed ingente patrimonializzazione ma,  pur in questo quadro di solidità, nel breve periodo ASP Bologna dovrà fare i conti con il fatto che i servizi caratteristici sono tutti in situazione di difficoltà ed i ricavi non coprono i costi di gestione, squilibrio cui si è fatto fronte negli anni passati attraverso gli introiti derivanti dai ricavi patrimoniali (agrari e urbani).   
In dettaglio, alcuni fattori di problematicità molto concreti richiamano la nostra attenzione già da ora. Il fisiologico aumento dei costi di gestione a fronte di tariffe dei servizi per anziani accreditati bloccate dal 2009; la prossima cessione di circa il 44% dei posti letto a seguito all’entrata in vigore dell’Accreditamento dei servizi per anziani; la difficile congiuntura del mercato immobiliare che sta comprimendo la redditività del settore: questi elementi, assieme ad altri, richiedono nuova responsabilità e comprensione delle  dinamiche e del contesto completamente nuovo, anche dal punto di vista istituzionale, in cui ASP deve operare.
Nessuna dicotomia con il Comune, ma anzi partecipazione attiva ai processi di riforma in atto, sinergie con le Istituzioni e con tutti i soggetti che naturalmente sono interlocutori di ASP (Quartieri, ASL, Università, ACER, AMA….), volta ad ampliare l’offerta complessiva dei servizi sociali e socio-sanitari, anche sperimentando percorsi innovativi che colgano bisogni nuovi o comunque ancora non sufficientemente presi in carico dai Servizi.
Va in questa direzione l’impegno che, a partire dalla positiva esperienza effettuata nei quartieri Reno/Porto e Savena, sarà posto nella diffusione dell’assistenza domiciliare. Le persone anziane saranno sostenenute nel loro contesto di vita in modo sostanziale pur nella flessibilità delle risposte, che dovranno anche comprendere le reti informali dell’assistenza (care giver),  fornendo loro strumenti e percorsi di acquisizione di competenze. Un lavoro, quello della domiciliarità, che sempre più dovrà svolgersi in piena sinergia con gli operatori territoriali dei quartieri, presidio imprescindibile per implementare e arricchire il welfare di comunità.  
Miglioramento della qualitàdei servizi residenziali e semiresidenziali, domiciliarità, telesoccorso, formazione assistenti familiari e familiari, contributi alle famiglie, continuità assistenziale nelle  dimissioni ospedaliere, utilizzo di tecnologie per la stimolazione cognitiva e la socializzazione, luoghi di accoglienza a bassa soglia per persone affette da Alzheimer, sostegno a progetti di co-housing sociale: questi gli obiettivi che ci poniamo per sostenere l’inclusione delle persone anziane.
Per riuscire in questo, accanto a un impiego ottimale delle risorse economiche, finanziarie e patrimoniali, in grado di finanziare investimenti e innovazioni progettuali, servirà anche un recupero di efficienza nei processi che comprenderanno diversi aspetti gestionali. Tra questi, necessariamente, l’ampliamento del controllo di gestione a tutta l’Azienda, la razionalizzazione della struttura organizzativa, la precisa definizione delle responsabilità aziendali, la razionalizzazione della logistica e delle sedi e l’avvio di progetti innovativi,  anche di dimensione europea.  
 
Gianluca Borghi - Amministratore Unico