Dal 1° gennaio 2015 l’ASP Città di Bologna si occuperà anche della gestione dei servizi alla prima infanzia e di quelli rivolti alla fascia della pre-adolescenza e adolescenza, prima affidati all’ASP IRIDeS. Si chiude così il processo di unificazione delle ASP e nasce in città l’Azienda del sociale.
 
Il 1° gennaio 2014 ha portato a battesimo ASP Città di Bologna, nata dall’unificazione di due delle tre ASP cittadine: Giovanni XXIII e Poveri Vergognosi. L’inizio della scorsa estate ha invece segnato l’avvio dell'Istituzione dei servizi educativi e delle scuola d’infanzia, ultimo tassello dell’impegnativo percorso di ricomposizione, nell’ambito di un’unica articolazione organizzativa, in seno al Comune di Bologna, della gestione dei servizi alla prima infanzia e di quelli rivolti alla fascia della pre-adolescenza e adolescenza, prima suddivisa tra il Comune stesso e IRIDeS, la terza delle ASP cittadine. All’inizio del prossimo anno troverà compimento il processo di unificazione delle ASPcon la confluenza, in ASP Città di Bologna, dei servizi transitoriamente ancora gestiti da IRIDeS e la contestuale cessazione dell’attività di quest’ultima.
É forse utile inquadrare questa successione di eventi nell’ambito del più ampio percorso di riordino del sistema dei servizi sociali e socio-sanitari e delle funzioni di programmazione, committenza e produzione, che hanno visto – in particolare – Regione e Comune protagonisti di un ridisegno complessivo dell’architettura del welfare locale.
A seguito delle previsioni contenute nella Legge regionale 2/2003, risale infatti alla fine del 2005 la delibera del Consiglio Comunale con la quale fu approvato il programma delle trasformazioni aziendali delle IPAB in ASP, prevedendo la costituzione di tre ASP sul territorio distrettuale bolognese, in deroga al principio, contenuto nella normativa regionale, che prevedeva la fusione in un'unica ASP delle Istituzioni che operavano nello stesso settore di attività ed ambito distrettuale. Le tre Asp si costituirono tra il 2007 [Giovanni XXIII] e il 2008 [Poveri Vergognosi e IRIDeS] e tuttavia, già nel "Piano Generale di sviluppo 2012-2016" del Comune di Bologna si annovera, tra i progetti strategici da realizzare, quello della costituzione di un'unica ASP cittadina per i servizi sociali e socio-sanitari e l’affidamento ad ASP Irides di un ruolo strategico per lo sviluppo dei servizi comunali per l'infanzia, con particolare riferimento alle scuole dell'infanzia comunali. Quest’ultimo indirizzo, com’è noto, è stato oggetto di ampio dibattito, risolto proprio tramite la costituzione dell'Istituzione dei servizi educativi sopra richiamata. Dal canto suo la Regione, nel frattempo, é nuovamente intervenuta - estate 2013 - con la legge n. 12, dettando le norme per il processo di riordino delle forme pubbliche di gestione dei servizi sociali e socio-sanitari, con la previsione di un’unica forma di gestione dei servizi per ciascun ambito distrettuale e l'unificazione delle Aziende di servizi alla persona già costituite ed operanti nel medesimo territorio.
Alla luce di queste, più recenti, disposizioni normative la conclusione del processo di unificazione delle ASP cittadine rappresenta il compimento di un percorso e il parallelo avvio di un significativo investimento che vedrà incardinare, proprio nell’unica ASP cittadina, le funzioni di accesso e produzione di tutta la gamma dei servizi sociali e socio sanitari in ambito distrettuale, bacino che nel nostro territorio coincide con il perimetro comunale.
Nel breve periodo, con lo scioglimento di IRIDeS, il prossimo 31 dicembre, il novero dei servizi conferiti dal Comune in capo ad ASP Città di Bologna si arricchirà dei Servizi Sociali dedicati ai minori. L’ASP condurrà così, dal prossimo gennaio, i servizi sociali e socio-sanitari dedicati a tre specifici target di utenza:
Anziani, attraverso la gestione diretta di servizi a sostegno alla domiciliarità e di servizi residenziali e semiresidenziali rivolti al mondo della non-autosufficienza. La connessione operativa del patrimonio di competenze specifiche, maturate negli anni da Giovanni XXIII e Poveri Vergognosi, rende ASP Città di Bologna il più qualificato produttore di servizi innovativi ed altamente specializzati, in questo settore, nell’area cittadina e metropolitana. A fianco dei tradizionali servizi a sostegno della non-autosufficienza si introducono percorsi di dimissioni protette di persone anziane da ospedale a domicilio; l’offerta di posti specializzati nell’assistenza di anziani affetti da demenza in Casa-Residenza e in Centro diurno, e di un nucleo, anch’esso specializzato, dedicato ad adulti portatori di gravissime disabilità acquisite, all’interno del Centro Servizi Cardinale Giacomo Lercaro.
Adulti, con la gestione dei servizi di Inclusione sociale rivolti:
-          alla sfera del disagio, ovvero a singole persone adulte o nuclei familiari con scarsa autonomia e prive di reti significative, alle quali sono offerti la costruzione di percorsi individuali, l’accoglienza temporanea, laboratori di sviluppo dell’autonomia lavorativa. Il servizio cura, inoltre, il coordinamento di attività e di progetti nell’ambito dell’esecuzione penale e servizi di prossimità, volti a intercettare precocemente forme ed espressioni di disagio anche legati a problemi di dipendenza da sostanze psicotrope;
-          alle nuove povertà, con l'obiettivo di costruire percorsi per singoli e famiglie in stato di povertà, proponendo risposte concrete al problema dell'impoverimento diffuso - oggi incidente anche su fasce di cittadini prima esclusi dal rischio di emarginazione ed esclusione sociale - attraverso progetti orientati all’autonomia sociale, anche tramite la costruzione di un sistema di accompagnamento ai servizi;
-          all’immigrazione, mediante il coordinamento e la gestione dei servizi del sistema di protezione dei rifugiati e richiedenti asilo [SPRAR], con lo Sportello protezioni internazionali per l’informazione e la presa in carico delle persone e, infine, tramite la gestione delle strutture di accoglienza e di appartamenti per singoli e famiglie.
Minori, così articolato:
-          gestione del Servizio Sociale dedicato ai minori stranieri non accompagnati, minori vittime della tratta e non riconosciuti alla nascita, unità specialistica di Servizio Sociale, a livello cittadino, per la presa in carico e l’accesso ai servizi di tutti i minori, sprovvisti di riferimenti parentali, rinvenuti sul territorio comunale. Per ognuno di loro il Servizio definisce - in modo personalizzato e tenendo conto della storia pregressa e di quella migratoria - specifici progetti d’integrazione, socializzazione, formazione, passaggio all’autonomia, cura della documentazione. I progetti sono gestiti in raccordo con il Tutore, l’Ufficio Tutele e Protezioni del Comune di Bologna, in collaborazione con le Comunità di accoglienza e con le famiglie affidatarie, in un’ottica di collaborazione e co-conduzione dei percorsi personalizzati intrapresi;
-          servizio di accoglienza residenziale e semiresidenziale per minori e per madri con bambini, che si attiva sulla base di richieste e progetti, formulati dai Servizi Sociali Territoriali, in risposta a casi in cui le difficoltà familiari richiedono l'allontanamento temporaneo del minore e la sua accoglienza in comunità o in servizi a carattere diurno, anche a causa di situazioni di emergenza che ne richiedano un’immediata tutela. Il servizio si attiva altresì in risposta a bisogni di accoglienza di gestanti e madri, anche minorenni, sole con figli, in situazione di precarietà e in condizione di disagio e/o difficoltà nello svolgimento delle funzioni genitoriali, eventualmente sancite da provvedimento dell’Autorità Giudiziaria;
-          Centro per le famiglie, che offre ai genitori con figli minori, sostegno nel risolvere i piccoli e grandi problemi della vita familiare. Il Centro per le Famiglie è uno spazio di ascolto, orientamento e accompagnamento per affrontare situazioni come l’adolescenza dei figli, la nascita di un bambino, la separazione e per accedere ad alcune forme di sostegno economico specifiche per le famiglie [family card, ssegno di maternità per le mamme che non lavorano, assegno per il nucleo familiare].
Il Centro per le Famiglie offre, inoltre, servizi d’informazione e formazione alle famiglie che intendono aprirsi alle diverse forme di accoglienza familiare e funziona come punto unico cittadino per intraprendere i percorsi di affido e adozione.
Questa breve carrellata ci restituisce la cifra che, gradualmente, va assumendo l’attività dell’ASP in termini di volumi di servizio e diversificazione dei target di cittadini serviti, e la portata della svolta rappresentata dalla scadenza del prossimo 1° gennaio, sia per l’ASP che per la città stessa.
Il conseguimento dell’obiettivo dell’unificazione delle ASP e il conferimento dei servizi per minori ad ASP Città di Bologna sancisce, infatti, la costituzione dell’Azienda del sociale nella nostra città – una fra le più grandi aziende pubbliche di servizi alla persona dell’intera regione – e un forte investimento sull’Azienda e sulle sue capacità tecniche e organizzative. In un orizzonte di medio periodo ASP Città di Bologna si prepara ad assumere, progressivamente, sia i servizi socio-sanitari ancora delegati al distretto AUSL di Bologna – segnatamente quelli a favore degli adulti con disabilità – sia il percorso di presa in carico e accesso ai servizi ricomponendo, in tal modo, l’intera filiera, dalla presa in carico dei cittadini fino all’erogazione del servizio.
Quest’ultimo snodo segna un’eccezionale opportunità per promuovere un mutamento, metodologico e operativo, nella progettazione e realizzazione degli interventi, consegnando all’ASP la responsabilità di sviluppare e innovare i processi assistenziali di presa in carico e di cura, in un’ottica di integrazione professionale, istituzionale, gestionale e comunitaria. La complessità e la multi-problematicità con cui si confronta sempre più frequentemente il lavoro sociale – pensiamo a nuclei in cui sono compresenti diverse persone che convivono con comuni problematiche di fragilità-dipendenza – non potrà, infatti, trovare risposte che fanno riferimento al tradizionale approccio per target d’utenza, all’interno del quale si delinea la corrispondenza univoca “bisogno-servizio erogato”. La presa in carico efficace di tali casi complessi richiede, piuttosto, reti professionalmente adeguate e integrate, all’interno come all’esterno dell’organizzazione (es: rete socio-sanitaria), in grado di sviluppare capacità olistiche di lettura dei bisogni ed elaborazione di risposte, progettuali e operative, capaci di assumere la complessità e lavorare simultaneamente sulla specializzazione degli interventi e sulla promozione delle risorse individuali, delle reti di solidarietà, dei legami di mutuo-auto aiuto e di cura.
Il riconoscimento della centralità dell’utente e la realizzazione di interventi appropriati ed efficaci sono necessariamente mediati, nella fase attuale, dal riconoscimento e dalla capacità di interpretare questi mutamenti metodologici e operativi: ASP Città di Bologna, insieme a Comune e Azienda Usl, è partecipe e impegnata in questa decisiva sfida professionale.