Dalla propria nascita nel gennaio del 2014 ASP ha intrapreso con decisione la strada di porre sul mercato dell’affitto la rilevante parte di proprietà agraria storicamente gestita in economia. Siamo partiti dal presupposto che agricoltori competenti e radicati sul territorio potessero da un lato assicurare un’equa rendita ad ASP per la lavorazione in affitto dei terreni, e dall’altro, attraverso la immissione sul mercato di quasi 800 ettari di terreni, trovare strumenti per ampliare e consolidare la propria attività imprenditoriale.
Nel Dicembre 2014, quindi, l’ASP Città di Bologna ha sottoscritto, con l’amministrazione provinciale e le amministrazioni comunali sui cui insistono i propri terreni, un protocollo d’intesa con l’impegno di immettere sul mercato fondiario provinciale la totalità del patrimonio agrario. Successivamente, e siamo a marzo 2015, è stata stipulata fra l’ASP e le organizzazioni professionali agricole (Confederazione Italiana Agricolturi, Coldiretti, Copagri e Confagricoltura) un’intesa circa la procedura per l’assegnazione in affitto di fondi rustici, prevedendo il ricorso al metodo dell’asta pubblica.
 
Nel giugno scorso, a seguito di quel protocollo, ASP ha emesso 32 bandi di asta pubblica per l’assegnazione di tutti i fondi in precedenza gestiti in economia dall’ASP, per una superficie complessiva di 770 ettari.
A quei bandi, con scadenza lo scorso agosto, 63 imprese agricole hanno presentato 248 domande e sulla base di criteri improntati alla innovazione e alla sostenibilità, entro una concezione non “liberista” ma di libero mercato, 14 agricoltori, in parte under 40 e donne, si sono aggiudicati i terreni di ASP per i prossimi 5 anni.
I contenuti del bando erano totalmente coerenti con i più innovativi principi e indirizzi di politica agricola comunitaria, nazionale e regionale e prevedevano l’assegnazione di punteggi aggiuntivi all’offerta economica in relazione a:
1. Imprese agricole di under 40.
2. Imprese femminili.
3. Competenze professionali (IAP o CD).
4. Imprese confinanti e residenti nel Comune o nei Comuni limitrofi all’ubicazione del fondo.
5. Impegno a completare la conversione a biologico di tutto il fondo.
6. Aziende con certificazione EMAS, ISO 14001 e SA8000, agricoltura biologica.
 
A questi criteri va aggiunto l’esplicito divieto di coltivazioni per produzioni energetiche e speculative: insomma, sui terreni ASP si coltiveranno solo cibo e foraggio.
Anche la determinazione della base d’asta è stata concordata con le associazioni provinciali degli agricoltori, e rivendico il confronto e la concertazione, nell’assoluta autonomia delle responsabilità delle parti, come metodo virtuoso, che ha portato ASP a una redditività ai livelli del mercato, nulla più, e 14 imprese a scommettere sul proprio futuro.
 
In un anno ASP ha realizzato una rivoluzione sostanziale, abbandonando la gestione diretta e scommettendo sul protagonismo delle imprese agricole, attraverso un percorso di assoluta trasparenza, rendendo accessibili dati e informazioni a tutti gli operatori interessati.
CIA “loda la lungimiranza del Sindaco [Virginio Merola, ndr] che è riuscito a dare la terra ai contadini, un segnale per tutta l’Italia”, Coldiretti parla di “operazione importante, frutto di mediazione che andrà perfezionata in futuro”. “Un ottimo lavoro, non scontato” anche per Copagri; Confagricoltura “esprime la soddisfazioni di tutti e promette collaborazione anche per il futuro”.
 
Questi commenti resi dai responsabili delle associazioni provinciali degli agricoltori alla agenzia di stampa Dire, durante la presentazione pubblica, lo scorso 17 settembre degli esiti del bando di gara, alla quale ha partecipato anche il sindaco Merola, esprimono al meglio la condivisione del mondo agricolo delle scelte di ASP.
 
E non abbiamo finito: entro il prossimo mese andremo al rinnovo dei contratti in essere, per circa 220 ettari di terreni, proponendo agli attuali, spesso “storici”, affittuari un diritto di prelazione che consentirà loro di proseguire a condurre i terreni di ASP. Nonostante la ridefinizione dei canoni, necessariamente coerente con quelli dei bandi di agosto, tutti gli agricoltori, a parte uno, hanno liberamente accettato di rinnovare i contratti, per 5 anni.
 
E così via per tutte le prossime scadenze, in modo che, a regime, tutti (TUTTI) i 2.000 ettari di terreni di ASP saranno affittati con le stesse modalità e le stesse condizioni, senza alcuna discrezionalità, differenziazione, zona d’ombra. ASP è una Azienda Pubblica, e sono fermamente convinto che questa iniziativa, che non ha eguali in Italia nella conduzione di terreni di proprietà pubblica, riprenda l’essenza stessa della nostra missione.
 
Tratto dal periodico di informazione di ASP Città di Bologna_Mosaico News nr. 2/2015