Grandi spazi comuni per incontri, feste e laboratori partecipati, alloggi privati e un nuovo modo di condividere l’abitare. Tutto questo è Porto 15 , il primo progetto di cohousing ad iniziativa interamente pubblica rivolto a giovani under 35. ASP Città di Bologna è uno dei gestori e co-finanziatori del progetto, insieme al Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il sostegno del Comune di Bologna. Abbiamo intervistato Lorenza Malucelli, referente per ASP del progetto che ci racconta le diverse tappe che hanno portato alla realizzazione di Porto 15.

Quando nasce il progetto? Il progetto di cohousing parte nel 2009 quando il Comune di Bologna partecipa e vince il bando del Dipartimento della Gioventù finalizzato all’autonomia abitativa dei giovani. Viene individuato l’immobile da ristrutturare tra le diverse proprietà di ASP e parte la selezione dei cohouser. L’obiettivo, oltre ad incrementare la disponibilità di alloggi nell’area metropolitana, è formare una comunità che possa convivere e condividere uno spazio e un’idea. La governance totalmente pubblica è la più grande novità di questo tipo di progetto: ASP è l’ente proprietario finanziatore e gestore, il Comune è l’ente promotore e ACER è responsabile della riqualificazione edilizia. Porto 15 si ispira a un modello di abitare molto diffuso in Nord Europa, che guarda non tanto alla casa in sé, ma a quello che ci sta intorno. E cosa c’è intorno a Porto 15? Grandi spazi comuni, un percorso partecipato e dei laboratori di cohousing per cercare insieme ai futuri inquilini la strada migliore per vivere, condividere e co-progettare questo luogo. Nell’agosto del 2015, parallelamente al cantiere edilizio, è partito quello che abbiamo definito il ‘cantiere sociale’, affidato a SuMisura, una cooperativa di Torino, con l’obiettivo di creare la comunità di giovani che abiteranno lo stabile. Chi può partecipare e fare domanda per un alloggio? Possono essere persone singole, coppie e famiglie, tra i 18 e i 35 anni. Devono avere la cittadinanza italiana o di uno stato dell’Unione Europea, mentre per chi invece è originario di uno stato non appartenete alla UE è necessario avere un permesso di soggiorno di lungo periodo. Tra gli altri requisiti ci sono un ISEE compreso tra 6.000 e 40.000 euro, la residenza nella Città Metropolitana di Bologna, non essere mai stati sfrattati da alloggi ACER e non essere proprietari di un alloggio. La selezione dei cohouser si è conclusa nel marzo 2106; sono state raccolte 143 candidature e circa 40 persone hanno partecipato ai laboratori per la costruzione della comunità. Gli inquilini pagheranno un affitto mensile a canone concordato.

Per maggiori informazioni: www.porto15.it

 

tratto da ASPNEWS 3_2017

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