Un tutore legale per ogni minore straniero che arrivi in Italia senza famiglia. È questo quello che prevede la legge 47, conosciuta come legge Zampa, approvata lo scorso maggio e che istituisce un elenco di volontari per ogni regione. Obiettivo è creare una forma di genitorialità sociale, diffusa e partecipata da parte di tutti i cittadini che hanno voglia di mettere a disposizione il proprio tempo per accogliere e accompagnare un minore. “Il punto di forza di questa figura è quello relazionale. Questi minori vengono subito accolti in comunità, senza però nessuna rete familiare o affettiva che possa guidarli nella costruzione del loro progetto di vita”, spiega la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Emilia Romagna Clede Maria Garavini. Il tutore volontario, oltre ad avere una funzione di rappresentanza legale (affidata prima a una figura istituzionale), dovrà essere un punto di riferimento educativo, accompagnare il minore nella sua crescita e stabilire con lui un rapporto di fiducia e di aiuto. Sono circa 100 le persone che a Bologna fin da subito hanno offerto la loro disponibilità e che ora sono in attesa di essere abbinate con alcuni dei ragazzi stranieri che sono sul nostro territorio.

Per iscriversi basta avere più di 25 anni e compilare un modulo direttamente online sul sito garanteinfanzia.org. Una volta consegnata la domanda di iscrizione si dovrà seguire una formazione obbligatoria, di circa 30 ore, per affrontare con esperti temi diversi: “si parlerà di psicologia, di come aiutare e sostenere l’adolescente nella sua fase di crescita e come muoversi nella rete dei servizi del territorio. Quest’ultimo è un aspetto importante perchè non si è mai da soli ad affrontare questo percorso, ma si cammina accanto alle principali istituzioni coinvolte nei percorsi di presa in carico sociale dei minori”, spiega ancora Clede Maria Garavini. La scelta del tutore a cui affidare l’adolescente avviene in stretta collaborazione con il Tribunale dei Minori, con il quale la Garante collabora per tutto l’iter di selezione.

Ad inizio anno in Italia erano presenti 15.458 minori non accompagnati, di cui 1.160 in Emilia Romagna, la maggior parte maschi (circa il 94%) quasi tutti tra i 16 e i 17 anni (il 90%). “Questo è un dato importante, perché ci dice che non abbiamo a che fare con dei bambini, ma neanche con i ‘nostri’ adolescenti, di solito poco autonomi e meno maturi. I minori stranieri sono giovani adulti che hanno alle spalle il carico di vita e di esperienza di un migrante. Sono adolescenti che hanno livelli di indipendenza e autonomia molto accentuati” racconta Garavini e continua “per questo diventa importante riuscire ad instaurare con loro una relazione basata sull’ascolto e sulla fiducia, in modo da garantire il benessere psicofisico di cui hanno bisogno”.

La maggior parte dei ragazzi stranieri non accompagnati presenti in regione è di origine albanese (circa il 40%) e solo una minoranza proviene da paesi africani come Gambia, Marocco e Nigeria.

Al momento dell’approvazione della legge la Regione Emilia Romagna ha dovuto implementare e raccordare con le indicazioni nazionali una macchina già rodata, poichè, come altre regioni, già nel 2014 aveva finanziato dei corsi di formazione per aspiranti volontari. Il progetto prevedeva anche un percorso di affiancamento e conoscenza con i minori accolti nel sistema Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e delle “lezioni” su come muoversi all’interno della rete dei servizi. Alcune di queste formazioni erano state gestite da ASP, insieme al Comune di Bologna e altre realtà del privato sociale.

“Una volta che il minore diventa maggiorenne non si ha più la funzione legale nei suoi confronti, ma la relazione resta. Si rimane un punto di riferimento affettivo. I tutori volontari sono la massima espressione della solidarietà sociale e della cittadinanza attiva” conclude la Garante regionale.

La domanda per candidarsi come tutori si può scaricare dal sito dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (www.garanteinfanzia.org) e va inviata all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

Tratto da ASPNEWS 4_2017. Scarica il pdf di ASP NEWS 4/2017

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