Un progetto di crowdfunding per finanziare un ciclo di pet therapy per gli anziani residenti nei Centri servizi di ASP Città di Bologna: è al via il 28 marzo “Una mano per una zampa”, realizzato dal servizio Anziani e da alcuni animatori del Centro Servizi Giovanni XXIII in collaborazione con gli studenti dell’Alternanza Scuola Lavoro. L’obiettivo è raccogliere 1.500 euro: il crowdfunding combinerà attività “tradizionali” off line (come la raccolta fondi ai banchetti delle feste) e  la comunicazione sul web per indirizzare alla piattaforma IdeaGinger, ad una pagina che descrive il progetto e permette di contribuire online. 

Stimolare la memoria, facilitare i percorsi di cura, aiutare la socializzazione attraverso nuove relazioni, ricostruire il contatto con le emozioni: sono solo alcuni dei benefici della pet therapy, una terapia non farmacologica basata sulla interazione umano-animale.

La presenza di un animale permette infatti in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con l’anziano e stabilire un efficace canale di comunicazione per stimolare una reazione di partecipazione attiva. Sono numerosi gli studi secondo i quali la pet therapy porta ad un concreto miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale ed emotivo, quando affiancata alle tradizionali terapie: accarezzare un animale, guardarlo negli occhi, giocare con lui sono azioni che permettono di esprimere se stessi e di scambiare affetto in modo immediato e senza condizioni, creando una vera e propria relazione terapeutica.

Questa terapia “dolce” è speciale: permette infatti anche alle persone più fragili, che non sono in grado di esprimere i propri bisogni o indicare necessità e disagi, di stabilire un canale di comunicazione preferenziale con chi si prende cura di loro. Questo rende estremamente più efficace ogni approccio di cura.

Nel dettaglio, la somma che sarà raccolta grazie al progetto di crowdfunding, il primo di ASP Città di Bologna, consentirà di realizzare un ciclo di 12 incontri settimanali di un’ora e mezza ciascuno, per una durata complessiva di circa tre mesi, con operatori in possesso di attestato e operante secondo le linee guida. 

 

Pubblicato il 29 marzo 2018

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