Martedì 19 giugno alle ore 13.30, presso la sala Savonuzzi di Palazzo D’Accursio si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto “Smartworking  - lavoro agile” promosso da ASP Città di Bologna, l’Azienda di Servizi alla Persona del Comune di Bologna in collaborazione con LepidaSpA, la società per l’attuazione delle politiche digitali e la realizzazione di infrastrutture di rete e servizi telematici della Regione Emilia-Romagna. Hanno partecipato Giuliano Barigazzi Assessore Sanità e Welfare del Comune di Bologna, Raffaele Donini Assessore Reti infrastrutture materiali e immateriali e Agenda digitale della Regione Emilia-Romagna, Gianluca Borghi Amministratore unico ASP Città di Bologna, Gianluca Mazzini Direttore Generale LepidaSpA.
26 persone coinvolte tra operatrici e operatori dei nuclei per la domiciliarità di ASP Città di Bologna. Oltre 3000 gli utenti che in un anno potranno contare su un servizio più agile ed efficiente. Più tempo a disposizione di chi lavora per dare risposta alle richieste di chi ha necessità di supporto.
 
I servizi per la domiciliarità sono il sistema di sostegno a persone di età avanzata che, attraverso il confronto stabilito grazie alle visite periodiche presso le abitazioni degli utenti, attiva interventi a supporto degli anziani; parte questa estate il progetto di Smartworking nell’Azienda pubblica di Servizi alla Persona del Comune di Bologna e muove dalla missione stessa di questi servizi: la vicinanza agli utenti.
Un’esperienza pilota nata da un percorso di confronto con operatrici e operatori sulle modalità più efficaci per garantire presenza e risposta adeguata alla richiesta: è infatti il personale ad organizzare la propria giornata lavorativa, con l’obiettivo di prendere in carico e adeguare gli interventi (dall’assistenza domiciliare al telesoccorso, passando per le dimissioni protette o il supporto nell’assunzione di personale per l’assistenza) più rapidamente possibile, offrendo un confronto diretto all’anziano, ai suoi familiari e ai caregiver.
 
La possibilità di iniziare l’attività direttamente sul luogo della prima visita, grazie alla procedura di timbratura del cartellino su smartphone senza passare dalla sede fisica dell’ufficio, ha come ricaduta una sensibile riduzione dei tempi di spostamento, che favorisce tra l’altro la conciliazione dei tempi vita/lavoro: un aspetto rilevante per il personale di questo servizio, composto per il 90% da donne. Il progetto è stato infatti promosso dal CUG, Comitato unico di Garanzia di ASP Città di Bologna, ed è parte delle azioni positive per le pari opportunità, con particolare attenzione a chi si prende cura di familiari, bambini o anziani. Tra i vantaggi anche una modalità più flessibile di attività per il personale del servizio, oltre alla maggiore tempestività e disponibilità di tempo da dedicare alle visite domiciliari.
 
Il progetto sin dal suo inizio ha visto un percorso di collaborazione e coprogettazione con LepidaSpA, la società in-house della Regione Emilia-Romagna e degli enti pubblici, che ha permesso di individuare le tecnologie più idonee per offrire ai lavoratori coinvolti nella sperimentazione di strumenti di facile uso in particolare in mobilità. Grazie a un kit compostoda smartphone, auricolarie notebook, da trasportare in uno zainetto ad hoc (per cui ASP Città di Bologna ha investito una cifra complessiva di 23mila euro) il personale del servizio, che seguirà un percorso di formazione e affiancamento sull’uso delle tecnologie informatiche e sull’applicazione del regole di lavoro specifiche per lo smart working, potrà lavorare ovunque. Oltre agli uffici, oggi suddivisi nelle rispettive sedi di Quartiere, e alla residenza degli utenti, operatori e operatrici potranno essere attivi in ogni sede necessaria al momento. Avranno infatti la possibilità di connettere il notebook all’Internet grazie all’uso dello smartphone come hot spot e di collegarsi alla rete aziendale anche dall’esterno. Sui portatili saranno installati applicativi per gestire l’accesso alle informazioni relative alle necessità di ciascun utente e l’inserimento di nuovi dati, la posta elettronica, la comunicazione con i gestori dei servizi a cui eventualmente segnalare la necessità delle diverse tipologie di intervento.
 
Pubblicato il 20 giugno 2018

 

 

 
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