Un nuovo spazio per supportare le famiglie che hanno adottato bambini o li hanno in affidamento. Nasce il Centro metropolitano AAA, dove le tre A stanno per adozione, affido, accoglienza, gestito da AUSL con il coinvolgimento dell’equipe del Centro per le famiglie di ASP Città di Bologna. Il secondo piano di Corte Roncati, in via Sant’Isaia, si trasforma così in un punto d’ascolto e di ritrovo per i genitori che hanno adottato o hanno in affidamento bambini, con psicologi e assistenti sociali che metteranno a disposizione le proprie competenze per supportare le famiglie durante tutta la durata del percorso.

“Tenere insieme i temi dell’adozione con quelli dell’accoglienza e dell’affido è molto importante in un momento come questo”, spiega Chiara Labanti, responsabile dell’area minori di ASP. “Oggi i confini non sono più così separati: spesso il Tribunale per i minorenni sceglie coppie adottive per affidamenti di alcuni bambini, quando l’iter giuridico è in corso, poiché si presuppone che l’esito possa essere quello di un’adozione. Mettere insieme queste tematiche permette di creare sinergia e di formare le persone a una genitorialità sociale. È bello vedere come alcune persone si fidino dei servizi e collaborino fattivamente per il bene dei bambini, in un’ottica che esula dal senso dipossesso e sopportando, con l’aiuto di noi operatori, le incertezze e le difficoltà legate all’accoglienza”.

Negli ultimi anni, le adozioni si sono dimezzate, soprattutto quelle internazionali: il centro ha l’obiettivo di invertire la rotta, mettendo a disposizione degli strumenti in più. Lo spazio, che verrà inaugurato in autunno, ospiterà percorsi di formazione per i futuri genitori, per prepararli all’esperienza, ma anche discussioni di gruppo fra aspiranti mamme e papà e chi questa esperienza l’ha già iniziata tanto tempo fa. E poi ci sarà una stanza dedicata esclusivamente ai più piccoli, con laboratori e attività ludiche. La vera novità per la città di Bologna è il progetto “Vicinanza solidale”, che promuove diverse forme di solidarietà tra famiglie: un nucleo verrà sostenuto da un altro nucleo o da singole persone, in una logica di affiancamento e di condivisione delle risorse e delle opportunità. Ecco allora che ci sarà chi si offrirà per accompagnare il bambino al cinema, per andare al parco nel pomeriggio o per preparargli la cena, oppure per portarlo in vacanza.

Nel 2018, nell’area metropolitana di Bologna 135 coppie hanno seguito corsi di formazione, 223 si sono iscritti ai corsi di post-adozione e 190 minori sono andati in affidamento alle famiglie. “Con una sede che riunisce i diversi operatori dell’AUSL dell’area metropolitana, potremo avere più visibilità ed economizzare le risorse”, continua Chiara Labanti. “Nel clima attuale di sfiducia rispetto all’affidabilità dei servizi sociali, c’è bisogno di riottenere credibilità attraverso progetti solidi e positivi. Saranno proprio le famiglie già coinvolte nell’accoglienza a cui chiederemo aiuto per ottenere nuovamente stima e coinvolgere altri in questa esperienza, che produce ricchezza e nutrimento per ogni comunità che vuole prendersi cura dei bambini”.

 

Pubblicato il 18 novembre 2019

tratto da ASPNews n.3_2019

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