Argelato all'epoca era composto da un gruppo di case  lungo la via Centese: da una parte la scuola, dall'altra la chiesa.

A sinistra il negozio di frutta e verdura, a destra, il macellaio.

Un giorno, tornando da scuola, al negozio di frutta e verdura mi attira una novità....sulle casse della frutta, che la Valda allineava in bella vista, c'era un cartello che annunciava alla clientela: NUOVI ARRIVI!

Dentro ad una delle casse, c'era una “roba” che non avevo mai visto: attaccate ad una specie di ceppo, vi erano delle cose lunghe, gialle, un po' curve..

entro senza pensarci due volte e chiedo:

“Valda, cos'è quella cosa che hai messo lì fuori??”

“ Corri a casa che la mamma ti aspetta! Quella lì non è roba per te: costa troppo!”

Indispettita dalla risposta per niente esauriente, corro a casa.

Mia madre stava ancora lavorando ed il mio pranzo era al caldo sulla stufa.

Con lei, c'era una vecchia cliente, la Signora Montanari, che si era rivolta a mia madre per confezionare dei grembiuli che il marito avrebbe indossato per andare nella stalla.

Si accorsero subito che avevo il broncio, e mia madre mi chiese cosa mi fosse successo...

Le raccontai l'accaduto, infiorandolo di particolari, su come ero stata trattata dalla Valda, alla mia richiesta di spiegazioni.

La Signora Montanari, aprì il borsellino e disse:

“Tieni! Torna in bottega con i soldi bene in vista e vedrai che la Valda cambierà idea!”

Così feci, ed alla vista della banconota, la fruttivendola diventò gentile e servile.

“Allora la vuoi proprio una banana?? Vieni, sono qui per questo!”

Con un coltello ne tolse una dal ciuffo, la mise sulla bilancia ed escalmò:

“Otto lire! Mica poco!”

Presi il resto e me ne tornai a casa.

La banana venne passata di mano in mano, rimirata per bene...poi:

“Mamma, adesso la posso mangiare?”

“No! Dei figli ne ho due: corri a chiamare tuo fratello!”

Mi precipitai a chiamarlo e quando arrivò, la sorpresa fu enorme...

“Cosa facciamo??”

“La tagliamo a metà!”

“Ma quale metà mi tocca?”

“Tiriamo a sorte”

Preparammo due bigliettini, uno con la scritta TESTA, l'altro con la scritta CODA...

Buttai per aria i bigliettini e mio fratello corse  a raccoglierne uno, quello con la scritta CODA...

La banana fu tagliata esattamente a metà ed ognuno prese il suo pezzo, per poi tornare  col  trofeo alle sue occupazioni: io a fare i compiti, lui che non andava ancora a scuola, a giocare con gli amici del cortile...

Venne la sera, mio padre rientrò dal lavoro mentre la mamma preparava la cena, a base di patate bollite portate dalla Signora Montanari.

“E Carlo?? Dov'è Carlo?? Non è mai sera per lui??” Affermò mio padre, prima di affacciarsi in cortile e richiamare mio fratello con due urli..

Eccolo rientrare, più bello del sole, e, nonostante l'ora, stava ancora masticando!!

“Cosa stai masticando?” domandò mia madre.

“La banana!”

“Non è possibile!

Carlo aprì la bocca, che risultò piena di un groviglio di filamenti.....

“E' il gambo della banana! Mastico mastico, ma non si consuma mai....anzi: adesso lo metto via così me ne resta anche per domani!”....

 

 

-Commenti:

Attraverso la lettura di questo brano si può arrivare a percepire e persino a guardare gli oggetti “di tutti i giorni” con occhi di un bambino che scopre per la prima volta l'esistenza di questa “ROBA”, termine usato da Carla Borghi, nel suo piccolo ma veramente vivo racconto, per definire l'oggetto misterioso come una semplice banana color giallo.

Fatna Kanoui