Centro per le famiglie


Giovedì 29 ottobre alle ore 16.30 presso la Biblioteca della Salute Mentale, Via Sant'Isaia 90, si affronta il tema dell’adozione attraverso l'incontro con gli autori del libro Essere in un gesto . Il titolo richiama non solo il gesto della nascita, ma anche il gesto dell’abbandono e dell’adozione. Esserci è quello che conta, condividere un tempo e un luogo dove basta un gesto per capirsi. Interviene Chiara Labanti, responsabile Centro per le famiglie di ASP Città di Bologna. Consulta il programma Pubblicato il 22 Ottobre 2015

E' stata inaugurata sabato 26 settembre 2015, in via del Pratello 53 la nuova sede che riunisce il Servizio per minori e il Centro per le famiglie, finora gestiti da ASP Città di Bologna in luoghi separati. Si realizza così l’obbiettivo dell'Azienda pubblica di Servizi alla Persona di riunire tutti i servizi offerti ai minori e alle famiglie in difficoltà nella nostra città. Nella nuova sede trovano spazio: - il coordinamento del Sistema di accoglienza residenziale e semiresidenziale per minori e per madri con minori; - il Sistema sociale dedicato alla tutela dei minori stranieri non accompagnati, dei minori vittime della tratta e non riconosciuti alla nascita; - il Centro per le famiglie, che offre i servizi di sportello informativo, counseling genitoriale, mediazione familiare, adozione nazionale e internazionale, affidamento familiare, volontariato familiare, banca del tempo, sostegno economico per le famiglie. La nuova sede dei Servizi per minori e famiglie, nata dopo una ristrutturazione di storici locali di proprietà ASP, rappresenta, per l’Amministratore unico di ASP Gianluca Borghi, “un luogo di accoglienza, relazione ed integrazione di politiche ed interventi a disposizione della città. La sua collocazione, centrale e strategica, afferma la assoluta priorità che ASP riserva agli interventi a favore dei minori in difficoltà all’interno dei propri compiti complessivi.” La presentazione alla cittadinanza è stata anche l'occasione per far conoscere qualche dato importante sui minori avuti in carico da ASP nel 2014: sono stati 448, fra quelli non accompagnati e quelli con madre. Per loro è stato definito un percorso di reintegrazione nella comunità ovvero è stato creato un nuovo legame con altri nuclei familiari. Sempre lo scorso anno, sono stati 114 i nuovi nuclei familiari di cui ASP si è fatta carico, di cui 70 erano composti da minori soli. Nel corso del 2015 queste cifre sono in aumento, se sarà confermata la tendenza in corso, che vede sempre più frequentemente l'arrivo di minori non accompagnati, come emerge dalle segnalazioni di forze di polizia e servizi sociali. “La maggior parte di questi minori stranieri non accompagnati non è all’interno del flusso migratorio che sta interessando l'Italia e l'Europa - ha affermato Elisabetta Scoccati, Direttore Generale di ASP – considerando che la maggior parte dei minori che arrivano a Bologna proviene soprattutto da paesi vicini come l'Albania, oppure dal Pakistan e Bangladesh. Un obiettivo importante è per ASP quello di sensibilizzare la cittadinanza e le famiglie, sollecitando la loro disponibilità a percorsi di Affido ed Adozione, strumenti straordinari di accoglienza, ma con numeri ancora insufficienti.” Una storia positiva vissuta e raccontata nel corso della inaugurazione, è quella di Giovanna Cosenza, madre affidataria di una bambina di 11 anni: grazie al percorso intrapreso con ASP, ha potuto aiutare anche i genitori della minore in affido, assistendoli nella crescita della propria figlia naturale. “Dopo i primi colloqui con psicologhe e assistenti, ho incontrato la bambina e la sua famiglia, ed è stata una magia, un colpo di fulmine reciproco - ha raccontato Giovanna Cosenza - che ha contribuito a far nascere un “nucleo allargato” per la minore.” Il Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza Luigi Fadiga, ha dal canto suo affermato come “questa nuova sede è una risposta importante e positiva alla tendenza alla polverizzazione dei servizi che spesso rende inefficaci le risposte” Ha concluso l’inaugurazione, a cui hanno partecipato anche l'Assessore comunale alla Sanità Luca Rizzo Nervo ed il Presidente del Quartiere Saragozza Roberto Fattori, il Sindaco di Bologna Virginio Merola, che ha affermato come “questa nuova sede rappresenti un ulteriore strumento per il sistema di welfare della nostra città, e conferma la volontà del Comune, attraverso ASP, di investire sempre più, nonostante le difficoltà economiche che stanno vivendo gli Enti Locali, in politiche sociali inclusive ed innovative”. Leggi l'articolo su il Corriere Bologna online del 28 settembre 2015 Approvata la bozza del Quarto Piano nazionale infanzia (2015-2017) leggi sul sito Minori.it Pubblicato il 25 Settembre 2015

Da giovedì 27 agosto il Servizio Minori e Famiglie di ASP Città di Bologna assumerà la propria sede presso i nuovi uffici di via del Pratello 53. Saranno così riunite le tre Unità Operative che fanno capo al Servizio: Centro per le Famiglie, Sistema di accoglienza residenziale e semiresidenziale per minori e per madri con bambini, Minori stranieri non accompagnati, vittime della tratta, non riconosciuti alla nascita, finora distribuite tra via Castiglione, via Orfeo e via Dè Buttieri. Pubblicato il 6 Agosto 2015

Di Chiara Labanti - Responsabile Centro per le Famiglie I centri per le famiglie dell'Emilia Romagna erano in attesa di queste linee guida. La maggior parte dei centri ha “compiuto” più di 15 anni e nel 2012 la celebrazione dei loro 20 anni è stata un'occasione per focalizzarsi sull’esigenza di “mettersi al passo con i tempi”. I Centri, infatti, cambiano proprio perché seguono i cambiamenti delle famiglie. La “varietà” di famiglie che accogliamo ci stimola a rispondere alla molteplicità delle richieste ed è questo che rende i centri un servizio“locale”, non standardizzato, ma duttile e teso a svolgere le attività con professionisti aggiornati . Credo che le nuove linee abbiano colto proprio questo aspetto di grande cambiamento per porre ancora una volta l'accento sul lavorare per il benessere della famiglia, perché questo crea il benessere dell'intera comunità locale. Dopo l'uscita delle linee, si siano già attivati sottogruppi di riflessione sul tema della mediazione e per strutturare un nuovo strumento di rilevazione delle attività: segno che non si è voluto solo scrivere, ma dare il via ad azioni di riflessione e di rinnovamento di tematiche molto attuali. Tratto dal periodico di informazione di ASP Città di Bologna - Mosaico news n.ro 1/2015

Cambia la struttura delle famiglie, la crisi economica non allenta la sua morsa, le comunità cambiano insieme alla natura dei problemi che si trovano ad affrontare. Chi deve sostenere il benessere delle famiglie e degli individui di fronte a questi mutamenti deve poter agire in maniera dinamica, flessibile, adeguata. L’Assessorato al Welfare della Regione Emilia Romagna ha risposto emanando nuove linee guida per i Centri per le Famiglie, con l'obiettivo di fornire una serie di indicazioni utili per la loro riorganizzazione, aggiornandone la fisionomia e adattandone le finalità al contesto attuale. I nuclei sono mediamente più piccoli che in passato, spesso più instabili, molte sono le famiglie di origine straniera, le famiglie ricomposte, le famiglie monogenitoriali o omogenitoriali. Questa eterogeneità convive in un contesto duramente colpito dalla crisi. Uno scenario molto diverso da quello che caratterizzava la fine degli anni 80, quando i centri nacquero in Emilia Romagna. Ora sono 32, con una copertura territoriale di circa l’80% della popolazione. “Sono un presidio importante per l’accoglienza e il sostegno a tutte le famiglie che attraversano fisiologici momenti di difficoltà o di cambiamento (…). Lo fanno partendo dall’idea che tutte le famiglie portano al loro interno energie e risorse per superare i momenti difficili e a volte essere risorsa per altre famiglie in difficoltà”. Questo si legge nella Prefazione alle linee guida, a firma Elisabetta Gualmini (Vice Presidente della Regione e Assessore al Welfare), linee guida che individuano anche le tre aree di attività fondamentali dei Centri: informazione, sostegno alle competenze genitoriali e sviluppo delle risorse familiari e comunitarie. Agendo su queste leve, si promuove il benessere delle famiglie e con esse dell’intera comunità locale, in un’ottica proattiva, cioè rendendo protagoniste attive le famiglie stesse. In occasione dell’emanazione delle nuove linee guida, abbiamo visitato il Centro per le Famiglie di Bologna, gestito da ASP, incontrando Chiara Labanti, responsabile del Centro, Daniela Vit, che si occupa di assegni di maternità e al nucleo familiare con 3 o più figli, Alisia Pellegrino, assistente sociale nell'équipe affido e adozione, Benedetta Verondini, assistente sociale nell’équipe affido e adozione, e Stefania Pilastri, che si occupa di sviluppo risorse di comunità, progetti di sostegno familiare e del programma Pippi. Il centro, che per lungo tempo è stato in Via Orfeo 40/2, si sta preparando al trasloco. La nuova sede sarà in Via del Pratello 53, nei locali che ospitavano il Circolo Culturale Pavese. Chiara Labantici ha prima di tutto illustrato le attività fondamentali del Centro per le famiglie di Bologna. “Il Centro è un luogo in cui le famiglie trovano informazioni, le risposte a qualsiasi dubbio o difficoltà quando si hanno dei figli. Accanto al lavoro informativo ci sono servizi specifici: il counseling genitoriale, che accoglie genitori che sentono di avere problemi con i figli e li ascolta, riflette e stimola a metter in gioco le risorse che già hanno e magari in quel momento di difficoltà non vedono” e la mediazione familiare a cui si rivolgono genitori separati che devono prendere accordi sui figli, con l’intento che entrambi possano mantenere in pieno il proprio ruolo di padre e di madre. “L'ottica di riferimento”, ci ha spiegato Stefania Pilastri, che lavora nel progetto Pippi, “è quella di lavorare per sostenere i legami genitori e figli. Molto spesso ci troviamo a lavorare con famiglie che ci sono segnalate dai servizi sociali territoriali e che presentano alcune fragilità. Sono fragilità che in genere si sommano: di ordine economico, di integrazione, fragilità personali che si ripercuotono sullo sviluppo dei propri figli. Il Centro per le Famiglie si attiva in modo trasversale, di supporto, con l’idea che ci può essere un tessuto sociale solidale, che può creare rete intorno a queste famiglie. Sono nuclei spesso isolati, privi di legami anche sociali, il nostro obiettivo è sostenere e promuovere questo tipo di mentalità (fare rete) anche con azioni di sensibilizzazione della cittadinanza, con interventi anche molto concreti di affiancamento alle famiglie nelle diverse forme che l'accoglienza prevede. Quello che intendiamo con il termine accoglienza ce lo ha spiegato Benedetta Verondini: “è un termine molto ampio che utilizziamo per definire vari tipi di intervento, collegati fra di loro. C'è l'affidamento familiare vero e proprio, che può essere l'affidamento a tempo pieno di un bambino presso una famiglia affidataria ma può essere anche l'affidamento part time per alcuni momenti nell'arco di una settimana. Può essere l'appoggio familiare, quindi una famiglia che si affianca ad un'altra un po' più in difficoltà, oppure una famiglia che si occupa di un bambino solo per delle esigenze di carattere pratico organizzativo (accompagnarlo a scuola, aiutarlo nei compiti), nella formula del volontariato familiare. Sul tema dell’accoglienza l’impegno del Centro per le Famiglie di Bologna è molto forte. “Nel Centro per le Famiglie di Bologna ci sono le équipes centralizzate, cioè per tutta l'area bolognese, con assistenti sociali e psicologhe, che trattano il tema dell'adozione, dell’affido e dell’accoglienza familiare”, ha precisato Chiara Labanti. “Per una coppia che ha l'idea di voler adottare il primo punto di riferimento è il Centro per le Famiglie. Qui farà tutto il percorso preliminare e poi troverà il sostegno nel corso dell'adozione. Abbiamo gruppi di genitori adottivi per fasce di età. Stessa cosa per l'affido, anche se non ne seguiamo l'iter, ma prepariamo le coppie, le abbiniamo ai bambini che sono seguiti dai Servizi Sociali Territoriali e supportiamo la famiglia, che partecipa al gruppo delle famiglie affidatarie. La famiglia di provenienza del bambino viene invece seguita dai Servizi Sociali Territoriali.” Stefania Pilastri ci ha parlato delle difficoltà a trovare famiglie disposte all’accoglienza, in tutte le sue forme: “Non è facile trovare nella cittadinanza una risposta di solidarietà, ma se non si lavora alla creazione di ponti con il contesto sociale di appartenenza, le famiglie con fragilità resteranno sempre escluse o problematiche o incapaci di sostenere da sole la crescita dei loro figli”. Che cosa trattiene le famiglie dall’offrirsi per aiutarne altre? Ci ha risposto Chiara Labanti: “Io credo principalmente i pregiudizi. C'è un pregiudizio sui servizi, sulle assistenti sociali. Sono viste come quelle che si fanno i fatti degli altri, che portano via i bambini, che hanno idee sbagliate sulle persone. La preoccupazione poi è che i servizi sociali chiedano troppo e poi spariscano nelle situazioni di difficoltà. L'altro pregiudizio è forse che si pensi che i bambini e le famiglie da sostenere siano troppo difficili. Invece sono persone molto normali che aiutano delle persone molto normali. L’aiuto diventa reciproco: è vero che posso aver preso i tuoi bambini ogni giovedì pomeriggio per giocare con i miei, ma magari quando ho traslocato sei venuto a casa mia a smontare il mio armadio e lo hai rimontato per me. Tratto dal periodico di informazione di ASP Città di Bologna - Mosaico news n.ro 1/2015

A partire da lunedì 13 aprile 2015 è possibile presentare la domanda per l'assegno al nucleo con almeno 3 figli minori allo Sportello Informafamiglie - Centro per le Famiglie di Bologna- Via Orfeo 40/2 solo previo appuntamento telefonico, chiamando il numero 051/6563311 dal lunedì al giovedì dalle 13:00 alle 14:00, entro il 31 gennaio 2016. L'assegno per il nucleo familiare è un contributo concesso dal Comune tramite l’Inps, a favore dei nuclei familiari residenti a Bologna, con almeno tre figli minorenni, il cui valore ISEE sia inferiore o pari a euro 8.555,99. L'assegno se spettante in misura intera e per tutto l'anno 2015 ammonta ad € 1.836,90. NOVITA' 2015 – ISEE - Per l'anno in corso le domande devono essere presentate con nuova Attestazione Isee, come previsto dal D.PC.M. 159/2013, che ha modificato le modalità di calcolo e di rilascio del valore ISEE. Dal 1° gennaio 2015 l'attestazione ISEE si ottiene presentando la Dichiarazione Sostitutiva Unica (D.S.U.), presso un Caf o autonomamente, per via telematica, direttamente all'INPS collegandosi al sito internet www.Inps.itnella sezione “Servizi on-line” – “Servizi per il Cittadino”. Per scaricare modulo di domanda e istruzioni operative, clicca qui. Pubblicato il 16 Aprile 2015