Contrasto grave emarginazione adulta


Due giornate per confrontarsi sulla situazione delle donne senza dimora: “Diritti a Fior di pelle” è un evento formativo accreditato dall’Ordine degli Avvocati d Bologna in programma venerdì 9 e venerdì 16 febbraio nella sala “Prof Marco Biagi” in via Santo Stefano 119 a Bologna. Fulcro degli incontri le cause del fenomeno, i numeri e le azioni di contrasto: ASP Città di Bologna è presente con Monica Brandoli, responsabile del settore Grave Emarginazione Adulta, che il 16 febbraio discuterà con Cristina Avonto (presidente FTOPSD) sul tema della “Necessità di un approccio di genere – Politiche e azioni a contrasto del fenomeno sul territorio bolognese e a livello nazionale”. A seguire, l’attenzione si sposterà sulla tutela della salute e la tutela giuridica delle donne senza dimora, con gli interventi del dottor Angelo Rossi di Sokos e dell’avvocato Gianluca Cardi di Avvocato di strada. L’incontro di apertura, il 9 febbraio, sarà invece dedicato allo stato attuale del fenomeno sul territorio e sulle situazioni affrontate dalle associazioni, ricostruito grazie all’esperienza sul campo dei relatori, la dottoressa Elsa Antonioni per Casa delle Donne e il dottor Massimo Manzali per il Dormitorio Madre Teresa di Calcutta. Gli incontri, che rilasciano rispettivamente 2 crediti formativi (9 febbraio) e 3 crediti formativi (16 febbraio) sono organizzati da Avvocato di strada Onlus e hanno il patrocinio del Comune di Bologna. Pubblicato il 6 febbraio 2018

REI- di cosa si tratta e come fare domanda. Questo il tema dell'evento organizzato per mercoledì 24 gennaio alle ore 18 presso il Laboratorio Scalo 051, in via dello Scalo 23 a Bologna. L'incontro della durata di un'ora ha l'obiettivo di dare informazioni pratiche circa il reddito di Inclusione, modalità di accesso, requisiti, caratteristiche del contributo, vincoli e finalità, nonchè di raccogliere dubbi e domande. La partecipazione è libera e gratuita. Leggi qui il volantino. Pubblicato il 22 gennaio 2018

IL GIOCO DELLA MASCHERA - corso gratuito di teatro e di costruzione di maschere - inizierà martedì 23 gennaio dalle 14:30 alle 17:00, presso l'Happy Center Bolognina in collaborazione con l'associazione Dramophone . Il laboratorio, finanziato dal Pon Metro, si propone di visitare e vivere il teatro con la propria maschera e di mettere in gioco la creatività del corpo, di conoscere le energie e le peculiarità individuali attraverso un lavoro fisico, che dia vita alla libertà espressiva dei partecipanti sullo spazio scenico. E' consigliato un abbigliamento comodo. Il Laboratorio è gratuito e si articola su tre mesi, tutti i Martedì h.14:30 - 17. Per info e iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById('cloak4230d25556fe49f1a9d687fe24507c2b').innerHTML = ''; var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addy4230d25556fe49f1a9d687fe24507c2b = 'happycenterbolognina' + '@'; addy4230d25556fe49f1a9d687fe24507c2b = addy4230d25556fe49f1a9d687fe24507c2b + 'piazzagrande' + '.' + 'it'; var addy_text4230d25556fe49f1a9d687fe24507c2b = 'happycenterbolognina' + '@' + 'piazzagrande' + '.' + 'it';document.getElementById('cloak4230d25556fe49f1a9d687fe24507c2b').innerHTML += ''+addy_text4230d25556fe49f1a9d687fe24507c2b+''; Evento facebook - Leggi il volantino

La rottura delle relazioni con i propri cari è una costante delle storie di vita delle persone accolte dai servizi dedicati alla Grave Emarginazione Adulta. È questo quello che emerge dall’osservatorio di ASP Città di Bologna che nei primi 8 mesi del 2017 ha registrato un totale di 2.494 persone che hanno usufruito di questi servizi, la grande maggioranza uomini (81%). L’80% delle persone incontrate si sono allontanate dalla famiglia rompendo legami e relazioni, avendo alle spalle una situazione pregressa di fragilità: perdita del lavoro, della stabilità economica e della casa. C’è chi ci finisce una sola volta nella vita, chi saltuariamente e c’è chi, invece, in strada ci vive tutti i giorni. Dai dati raccolti dall’osservatorio emerge che alcune delle persone senza dimora hanno un lavoro che comunque non permette loro di usufruire di situazioni abitative stabili e autonome. E questo essenzialmente per tre motivi principali: perché il lavoro è stato ottenuto da poco, perché le entrate economiche non sono sufficienti al mantenimento di una casa o perché si tratta di persone straniere. Nella vita di strada si registrano differenze rispetto al genere: per le donne l’esperienza risulta essere saltuaria (per le collaboratrici domestiche o per le donne che fanno le badanti è il tempo che trascorre tra la morte di un anziano e l’ottenimento di un nuovo incarico familiare), mentre tra gli uomini è più cronicizzata. Tra le persone senza fissa dimora è aumentato anche il numero delle persone richiedenti asilo o protezione internazionale, che vivono in totale assenza di una rete familiare di riferimento (solo il 31% dei senza fissa dimora è di nazionalità italiana). Nei centri notturni e nei dormitori sempre più spesso si assiste all’ingresso di uomini che si allontanano dal nucleo familiare di origine oppure uomini sposati di cui però mogli e figli sono stati inseriti in comunità madre-bambino perché, in assenza di strutture specifiche, non è stato possibile accogliere l’intero nucleo familiare. Vi accedono anche donne espulse dalle famiglie acquisite o donne che hanno avuto l’allontanamento dei figli minori e che hanno gravi condizioni economiche. Tratto da ASPNEWS 4_2017. Scarica il pdf di ASP NEWS 4/2017

Superare l’approccio assistenziale e quello a gradini (costituito da benefici progressivi) che ha spesso caratterizzato le attività di sostegno rivolte agli adulti che vivono una situazione di disagio e di povertà, per far posto a un aiuto costruito “dal basso” partendo dall’ascolto dei bisogni delle persone. Questo è il cambio di passo voluto nei servizi dedicati al contrasto della Grave Emarginazione Adulta, che dal 2008 sono gestiti da ASP per conto del Comune di Bologna. Un diverso paradigma d’azione che ha portato gli operatori coinvolti ad un cambiamento culturale e di prospettiva, passando da un lavoro per le persone senza dimora ad un lavoro con loro, cercando di stimolare le loro capacità e le loro competenze e mettendole nella condizione di poter fare ciò che desiderano. Un’anticipazione di quanto previsto dalle “Linee nazionali di Indirizzo per il Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta”, uscite qualche anno dopo, in cui parte di queste esperienze sono confluite. Questo nuovo approccio è stato sperimentato per la prima volta in un centro notturno di accoglienza del Piano Freddo del 2010- 2011, in cui gli operatori sociali cercarono di mettere al primo posto i percorsi di vita delle persone accolte, offrendo loro una possibilità di scelta (accettare o meno il posto letto, o scegliere un centro invece che un altro), in contrasto, talvolta, con un’altra visione del servizio che limita l’intervento all’offerta del posto letto e alla conseguente azione di riduzione del danno. I cambiamenti hanno coinvolto tutti i servizi, disegnandone di nuovi, come quelli in risposta ai bisogni valutati indifferibili e urgenti o il servizio cittadino di housing first, che attualmente ospita circa 80 persone, uomini e donne, prevalentemente in coabitazione in stanze singole, ma non solo, come nel caso delle coppie. L’idea non è semplicemente mettere a disposizione una casa, ma partire da questa per iniziare a costruire una relazione di fiducia e di benessere. Le persone con o senza dimora sono state coinvolte, inoltre, all’interno dei laboratori di comunità, spazi sociali rivolti a tutti i cittadini, in cui costruire una rete di relazioni significative e in cui partecipare e costruire attività ed eventi, anche a fini commerciali e di autofinanziamento attraverso la creazione di start-up. Spazi di qualità dove poter sviluppare l’empowerment di comunità. Questi progetti (finanziati grazie ai fondi europei del PON Metro e PON Inclusione) vogliono dare una risposta ad alcuni bisogni specifici, come la tutela delle relazioni nate in strada, sia di coppie eterosessuali che omosessuali, o di relazioni mantenute nonostante la strada (fra amici o parenti); la tutela di ragazzi neo maggiorenni e dei giovani che si trovano a vivere in strada, perché in uscita dalle comunità per minori stranieri non accompagnati oppure perché in attrito con le famiglie d’origine, o ancora per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere o perché soffrono di un grave disturbo psichiatrico. Esempi che permettono di capire la complessità racchiusa in un fenomeno poco conosciuto e spesso semplificato in una categoria stereotipata che, invece, chiede un intervento professionale capace di leggere il fenomeno, in costante cambiamento, in termini di bisogni e aspirazioni e dare delle risposte che hanno nella casa soltanto un punto di inizio. a cura del Servizio contrasto alla grave emarginazione adulta. Tratto da ASPNEWS 4_2017 Scarica il pdf di ASP NEWS 4/2017

Un video per raccontare la vita che scorre all’interno dei laboratori, con un focus su alcune delle attività messe in campo sia dalle persone senza dimora, che dai cittadini residenti sul territorio.I laboratori di comunità nascono dal cambiamento che i servizi sociali bolognesi hanno attuato, ovvero adottando azioni che vanno al di là di fornire risposte emergenziali. Questo il link al video https://vimeo.com/247279309. Nel luglio 2017, grazie alla finanziamento del Pon Metro, è stato possibile creare ed ampliare spazi già esistenti e nati all’interno di realtà che già operavano sul territorio come Laboratorio “Belle trame”all’interno del Riparo Notturno “Beltrame”, “Gomito a Gomito” all’interno del Rifugio della Solidarietà sia dare forma a una realtà laboratoriale “Scalo 051 “. L’intera rete dei servizi ora lavora per implementare le capacità (capabilities) delle persone senza dimora, valorizzare le competenze già presenti (dal welfare della necessità al welfare delle possibilità ), rinforzare i processi di inclusione lavorando con cittadini con dimora, associazioni, comunità. Il quadro di riferimento teorico è noto come approccio capacitazionale. Tale approccio fa perno sui concetti di funzionamento e di capacitazione, intendendo per funzionamento “ciò che una persona può desiderare in quanto gli dà valore di fare o di essere”. Questi funzionamenti vanno dai più elementari, come l’essere nutriti a sufficienza, ai più complessi, come il partecipare alla vita della comunità. Da qui parte l’idea della creazione dei primi due laboratori di comunità, nati nel dicembre 2014: Laboratorio E-20 e Happy Center, luoghi in cui convergono e si incontrano persone con dimora e senza dimora, nell’ottica di tenere insieme nelle attività proposte e nell’interazione, due mondi apparentemente diversi. Pubblicato il 15/12/2017

“E io farò lo stesso” è il documentario prodotto da Arte e Salute per raccontare l'integrazione socio-sanitaria. E' il risultato della seconda edizione del Laboratorio In Servizio 2.0 dedicato agli operatori dei servizi sociali del Comune di Bologna, di ASP Città di Bologna e della AUSL. Il video di Cinzia Pietribiasi, Gabriele Tesauri e Michele Zaccaria, con il montaggio di Andrea Mainardi, è stato presentato nella sala Salmon del Teatro Arena del Sole il 19 dicembre 2017 alle 21. L’obiettivo del percorso formativo è quello di dare supporto agli operatori nella rielaborazione del proprio impegno quotidiano, nella riflessione e nell’elaborazione di un linguaggio comune. La forma del documentario, che ha consentito maggiore libertà di racconto ai protagonisti, ha permesso allo stesso tempo di fornire uno spaccato sullo stato dell’arte. Alla proiezione del video è seguita la presentazione degli esiti di “A scuola dai matti 2.0”, progetto di formazione per nuovi allievi attori di Arte e Salute, con un recital di letture delle testimonianze degli operatori protagonisti del documentario. Alla serata hanno preso parte l’Assessore al Welfare del Comune di Bologna Giuliano Barigazzi, il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale -Dipendenze Patologiche della AUSL Bologna Angelo Fioritti, la Capo Area dell’Area Benessere di Comunità del Comune di Bologna Maria Adele Mimmi, la psichiatra Ivonne Donegani (già Direttore Dipartimento di Salute Mentale – Dipendenze Patologiche - AUSL Bologna) e Monica Brandoli, Responsabile Servizio di Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta Asp Città di Bologna. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Comune di Bologna e la AUSL, mentre il progetto “A scuola dai matti 2.0” ha il contributo di Regione Emilia-Romagna e Fondazione del Monte. ARTE E SALUTE ONLUS presenta: “E IO FARO’ LO STESSO” di Cinzia Pietribiasi, Gabriele Tesauri, Michele Zaccaria.

In questi giorni di freddo intenso, per dare riparo alle persone fragili che vivono in strada, ASP, su indicazione del Comune di Bologna ed in collaborazione con le Cooperative che gestiscono i servizi dedicati al disagio adulto, ha attivato una raccolta mirata al reperimento di: coperte, sacchi a pelo e maglioni (esclusivamente questi generi). Chi vuole può contribuire portando i suindicati beni presso i diversi guardaroba che saranno punto di raccolta: Centro Servizi di ASP Città di Bologna in Viale Roma n. 21 – Cra Saliceto Via di Saliceto n. 80 – Cra Albertoni Via P. Albertoni n. 11 – Centro Polifunzionale Giacomo Lercaro Via Bertocchi n. 12 , dal lunedì al sabato dalle ore 08.00 alle ore 12.00.

Il 13 dicembre presso la sala Tassinari del Comune di Bologna in piazza maggiore 6, dalle 14 alle 18, si terrà il seminario relativo al programma PON METRO: rappresentare il lavoro dei laboratori di comunità a seguito del finanziamento. Tra i relatori della giornata, Monica Brandoli, Responsabile del servizio contrasto alla grave emarginazione adulta di ASP Città di Bologna. Seguirà programma dettagliato.

Partenza in anticipo per il Piano freddo: a fronte del calo delle temperature segnalato per questa settimana, sono già a disposizione 30 posti. L’avvio ufficiale del servizio è previsto per il primo dicembre: il Piano freddo del Comune di Bologna è gestito da ASP Città di Bologna e offre l’accoglienza notturna in struttura delle persone che vivono in strada. La collaborazione di Arpa consente di avere informazioni su meteo e allerte. Questo inverno i posti a disposizione sono 287, tra strutture cittadine e ospitalità fornita da alcune parrocchie, anche della prima area metropolitana. Si accede attraverso l’Help center nel piazzale est della Stazione Centrale, aperto tutti i giorni, dal lunedì al venerdì 14.30/18.30, sabato e domenica 15.30/18.30. Quest'anno inoltre i servizi che hanno la presa in carico delle persone potranno segnalarle direttamente ad ASP, che provvederà ad assegnare il posto letto. L’accoglienza nelle strutture va dalle 19 alle 9 del mattino seguente. Durante il giorno sono due i luoghi dove si può trovare riparo ad accesso libero e diretto: dal lunedì al venerdì presso il Laboratorio E20 di via Mauro Sarti e il sabato e la domenica presso il Centro Beltrame di via Sabatucci. Le unità di strada usciranno 5 giorni alla settimana e quotidianamente in presenza di allerte gelo per monitorare le situazioni delle persone che continuano a vivere in strada, per distribuire generi di conforto e coperte e per effettuare eventuali accompagnamenti presso le strutture di accoglienza, nel caso la persona accettasse il posto letto. Durante le allerte le strutture metteranno a disposizione posti aggiuntivi. Il Piano freddo del Comune di Bologna è caratterizzato anche dall’importante collaborazione che forniscono associazioni di volontariato e organizzazioni del territorio che mettono in rete le proprie disponibilità e competenze.

Il 28 novembre in Area 15, servizio promosso da ASP Città di Bologna rivolto a giovani dai 18 ai 30 anni con problematiche legate al consumo di sostanze, una avuto luogo un incontro su futuri scenari che potrebbero delinearsi con l’utilizzo del Drug Checking. Sostanze stupefacenti e web: quale rapporto? All’incontro presenti due esperti a confronto sull'evoluzione del fenomeno del consumo di sostanze nei contesti notturni del divertimento e sul rapporto che esiste tra web e sostanze, nello specifico la parte nascosta del deep web. Vedi depliant. Il Drug Checking è una misura di grande impatto nella riduzione dei rischi da droghe. Una pratica anonima e gratuita. Oltre all’analisi chimica delle sostanze, i programmi di “drug checking “ prevedono una consulenza individuale. In Tv e sui giornali si sente parlare sempre più spesso di Deep Web che, in parole povere è una parte del Web “sommersa” in cui vengono svolte tantissime attività, da quelle più discutibili ed illegali, come la vendita di documenti falsi o l’acquisto sul mercato nero di sostanze, ad altre molto più “tranquille”. Si tratta della parte più recondita, inesplorata ed oscura del web, come se fosse la parte sommersa di un iceberg. Partecipanti all'incontro: -> Flavia Atzori - Dottoranda in Sociologia e ricerca sociale, Università di Bologna che ha curato una tesi di ricerca dal titolo: Droghe 2.0: il mercato delle sostanze psicoattive nella web society -> Elisa Fornero – Coordinatrice del progetto europeo Baonps - Be Aware On Night Pleasure Safety, sperimentazione italiana del drug checking, lo strumento per l’analisi delle sostanze nei luoghi e contesti del divertimento -> Modera Giovanni Stinco, Radio Città del Capo Banchetto con materiale gratuito informativo su sostanze psicoattive e infezioni sessualmente trasmissibili + preservativi

È partito lunedì 27 novembre alle 17 il secondo laboratorio gratuito di informatica di base. L'appuntamento fa parte del ricco programma invernale delle iniziative di Happy Center Bolognina, che il servizio proPONe attraverso i finanziamenti del Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane Pon Metro. Il laboratorio si tiene presso Happy Center Bolognina in via Antonio di Vincenzo 26/F a Bologna. Per informazioni vedi locandina.