In questo periodo di emergenza sanitaria, ASP Città di Bologna ha messo in campo diverse strategie per la tutela dei beneficiari di tutti i servizi, degli ospiti, dei familiari e degli operatori. Tra le diverse azioni intraprese, è stata promossa la possibilità per molti operatori - più di 130 tra amministrativi e tecnici dei servizi - di avviare una nuova modalità di lavoro: lo smart working. Il lavoro in remoto, da casa, è stato proposto al fine di evitare il più possibile gli spostamenti dei lavoratori e per concorrere così al contenimento della diffusione del contagio da COVID 19.  
Al di là dell’emergenza, il lavoro agile è da tempo in fase di studio.
 
Nel corso dello scorso anno, infatti, è stata approntata una sperimentazione di questa modalità nell’area dei servizi per la domiciliarità.
A novembre 2019, ASP ha aderito, con molte altre aziende pubbliche e private del territorio, al protocollo Smart-Bo e, a fine 2019, è stata sottoscritta l’intesa per il contratto integrativo per il triennio 2019-2021 che prevede lo sviluppo di modalità innovative finalizzate a promuovere forme di lavoro agile. Ciò detto, la situazione contingente che stiamo vivendo ci ha spinti ad attivare, in regime emergenziale, modalità operative semplificate, dandoci la possibilità di sperimentare qualcosa di nuovo, un approccio sfidante, ma anche complesso. Si tratta di un cambio culturale nel nostro modo di considerare il lavoro, che da sempre ha visto la presenza presso la sede di lavoro come una condizione indispensabile e irrinunciabile.
 In molti abbiamo aderito allo Smart working, sperimentando così una diversa dimensione lavorativa e professionale. Lavorare in remoto è certo più tutelante, in relazione all’emergenza sanitaria, questo è il motivo cardine per la repentina adesione, ma permette anche, con le dovute attenzioni, di poter migliorare le attività e i compiti lavorativi. In primo luogo, il lavoro agile chiede coordinamento, comunicazione e raccordo.
 
Lavoriamo in luoghi diversi, ma non siamo soli, siamo sempre parte di un ufficio, di un’unità operativa e di un servizio. Per questo, la sfida è quella di dedicare uno spazio consapevole e adeguato al contatto, utilizzando tutti gli strumenti e le modalità di cui disponiamo. Se in ufficio può bastare un veloce scambio di idee per allineare l’operato dei singoli, il lavoro agile richiede spazi strutturati di coordinamento e di ricomposizione dell’operato di ciascuno su compiti e obiettivi di lavoro condivisi, che vanno definiti e misurati. Le persone possono trovare nel lavoro agile la possibilità di esprimere le proprie potenzialità grazie ad una maggiore autonomia. Garantiti momenti certi di connessione e di confronto con il team di lavoro, possono essere valorizzate ancora di più la flessibilità oraria e l’autonoma organizzazione del proprio specifico ambito operativo, a favore di una confermata produttività, della garanzia della funzionalità dei servizi nelle condizioni date e di una reale conciliazione del lavoro con altre dimensioni di vita personale e familiare.  
Infine, è importante ricordare il ruolo che vengono ad assumere gli strumenti tecnologici e gli applicativi di lavoro. ASP, grazie ai colleghi dei sistemi informatici, ha potuto, in poco tempo, dotare tutti coloro che ne hanno fatto richiesta, di mezzi e strumenti essenziali per lavorare a distanza. L’approccio al mezzo informatico, che già molti di noi utilizzavano quotidianamente in ufficio, si arricchisce di dimensioni nuove: piattaforme di lavoro condiviso, videoconferenze, cartelle condivise, sale riunioni virtuali. Anche su questo versante siamo tutti chiamati a crescere e a qualificare sempre di più un approccio agile per accrescere la produttività e per mantenere le relazioni tra le persone, anche a distanza.  
 
Si perché lavorare insieme è importante, anche a distanza. Le relazioni sono importanti, parlarsi, vedersi è importante, anche se con la mediazione di uno schermo. L’emergenza sanitaria ha accelerato in modo improvviso l’avvio di questa sperimentazione che rappresenta nel contempo un’occasione per fare un investimento culturale, organizzativo e tecnologico e che intendiamo far proseguire nel tempo per ottenere risultati nel medio-lungo periodo.
Crediamo che il lavoro agile quindi non debba rimanere solo una reazione all'emergenza, ma rappresenti anche un modo di lavorare del futuro, per promuovere il miglioramento dei servizi efficienti e qualità della vita di chi lavora in ASP.
 
Pubblicato il 21 aprile 2020
 
Tratto da ASPNEWS_1_2020