Nel Centro Servizi di Via Albertoni è stato realizzato un percorso formativo teorico di 8 ore, che ha coinvolto buona parte del gruppo operativo, con il Dr. Ivo Cilesi, a cui ha fatto seguito una sperimentazione, secondo un protocollo definito in modo preciso e tracciato attraverso moduli precisi, rivolta a 3 ospiti, di consegna della bambola.
Al termine del periodo di sperimentazione abbiamo fatto un incontro di supervisione con la collaboratrice del Dr. Cilesi per la valutazione dei casi, e la definizione della possibilità di utilizzare tale terapia o meno per gli ospiti in sperimentazione.
Oggi abbiamo avviato quindi la TdB su tre ospiti e abbiamo iniziato una ulteriore sperimentazione con altri due ospiti.
Nell’arco di circa un trimestre avremo la possibilità di vedere l’efficacia di tale terapia, sia in termini di riduzione dei disturbi del comportamento che di diminuzione, o non incremento, dell’uso di psicofarmaci. Studiare, Vivere, Realizzare tale percorso porterà anche, nelle intenzioni dell’ASP e, per il personale che si sentirà portato, ad essere in grado di diventare formatore di colleghi, equipe di altri CS dell’ASP Città di Bologna, creando così una condizione di diffusione sempre più capillare di tale terapia non farmacologica nei nostri CS, che andrà ad affiancarsi alle altre già utilizzate, quali Validation, Musicoterapia, Pet Therapy, Danzaterapia, arricchendo le possibilità di gestione e aiuto agli ospiti con gravi disturbi del comportamento.
CHE COS’E’ LA TERAPIA DELLA BAMBOLA (TdB)
La TdB è una terapia non farmacologica, parola fondamentale nella interpretazione della strategia, per la gestione dei disturbi comportamentali, dove la bambola rappresenta un oggetto simbolico quale strumento nella relazione di aiuto. Sperimentata in più paesi la TdB può aiutare a ridurre alcuni disturbi del comportamento. Questa terapia risulta molto utile quando la persona comincia a staccarsi dalla realtà condivisa (la nostra realtà) per vivere una “sua realtà” quotidiana, che noi operatori, aiutando in questo anche i famigliari, dobbiamo accettare e accompagnare con un corretto approccio relazionale.
La bambola è il bambino da accudire, da curare, da accarezzare, da guardare, da stringere, stimolando così emozioni arcaiche negli ospiti affetti da demenza e disturbi del comportamento, che riconoscono come vero l’oggetto inanimato. Bisogna comprendere che la persona affetta da demenza può perdere le competenze cognitive ma in lei rimane presente fino al termine della vita la capacità di emozionarsi , di dare e ricevere affetto e amore, insomma rimane presente l’area emotiva e affettiva; per questo la terapia della bambola può essere molto utile. Attraverso l’accudimento e il maternage della bambola terapeutica la persona attiva relazioni tattili e affettive.
La TdB ha diverse finalità realizzabili, tra cui:
  • Ridurre i disturbi del comportamento e dell’umore quali insonnia, inversione ritmo sonno-veglia, wandering, agitazione e nervosismo, aggressività, ansia e paure, apatia e depressione.
  • Rilassare, e così favorire uno stato di benessere personale.
  • Consentire di allentare l'attenzione su se stessi e sui propri disturbi.
  • Promuovere la comunicazione e lo scambio tra le storie di vita.
  • Veicolare la propria dimensione affettiva, rispondere ai bisogni emotivo-affettivi che, nonostante il deterioramento cognitivo, rimangono presenti ma non sono più soddisfatti come in età precedenti.
  • Conservare, per quanto possibile, le prassie.
  • Migliorare la qualità di vita del paziente, la qualità del clima nella comunità per l’operatore e il familiare.
  • Inoltre si è rivelata utile nel momento dell’igiene, dove alcuni pazienti mostrano un picco di aggressività o di rifiuto dell’intervento assistenziale.
  • peso
  • posizione delle braccia e delle gambe
  • dimensioni
  • tratti somatici
  • materiale
La terapia della bambola risulta efficace se è inserita in un insieme di cure e di interventi sanitari e assistenziali mirati a favorire il benessere psicofisico del paziente. Senza il grande lavoro di tutto il gruppo degli operatori diventa difficile inserire nella quotidianità la terapia della bambola, così come tutte le terapie non farmacologiche mirate a ridurre i disturbi del comportamento.
Aver pensato ad una bambola significa UNA GRANDE ATTENZIONE E CURA nei confronti della persona e dei suoi familiari, al punto che tramite questa terapia si riesce in molti casi a diminuire il carico farmacologico somministrato alle persone con demenza.
La bambola ha caratteristiche particolari e ben studiate, quali
La TdB non è solo per le donne, infatti non bisogna escludere a priori la figura maschile che per la sua storia di vita dedicata all’accudimento dei figli può essere inserita in TdB.
L’inserimento delle persone in TdB deve essere condivisa dall’equipè con i familiari di riferimento. Sono ormai tantissime le sperimentazioni attivate in tanti centri italiani che si occupano di persone affette da demenza e i risultati sono sicuramente positivi.
 
Pubblicato il 25 febbraio 2014
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