Entro il prossimo novembre ASP Città di Bologna, con il finanziamento di Home care Premium INPS, realizzerà il nuovo Centro di incontro Margherita per persone con problemi di memoria lievi-moderati e i loro familiari, con l’intento di realizzare un luogo di ascolto, sostegno e accompagnamento nel percorso di evoluzione della malattia. Verrà realizzato nei locali che ospitavano il Centro diurno, in via Anna Grassetti n. 4, nel quartiere S. Vitale. 

Un aspetto qualificante del progetto è la collaborazione con il Comune di Bologna, l’Ausl distretto di Bologna e dipartimento Cure primarie, l’Azienda ospedaliera Sant’Orsola-Malpighi Centro per i disturbi cognitivi, il dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna e le associazioni Arad e Non Perdiamo la Testa.

L’esperienza maturata nell’ambito dei Servizi per anziani di ASP ha evidenziato come il nucleo composto dall’anziano affetto da demenza e il suo familiare (generalmente un coniuge anziano), oppure il nucleo costituito dall’anziano e dalla “badante” si rivelino spesso molto fragili: l’insorgere della disabilità connessa alla perdita della memoria innesca un senso di smarrimento sia nella persona con demenza, sia in chi se ne prende cura, generando un vissuto di ansia, frustrazione, preoccupazione per la perdita dell’autonomia e paura del futuro.

La persona con demenza si trova di fronte a sfide molto complesse che comportano l’accettazione-adattamento alla malattia, mantenendo un’immagine positiva di sé e preparandosi ai cambiamenti che l’aspettano. Tale obiettivo può essere perseguito cercando di salvaguardare il proprio equilibrio emotivo e attraverso il mantenimento e lo sviluppo delle relazioni sociali e delle relazioni di cura. Prendersi cura di una persona con significativi problemi di memoria, particolarmente nella fase di esordio della malattia, può risultare quindi piuttosto difficile. Il ricorso ai servizi della rete, a cui normalmente vengono indirizzati i caregivers, comporta spesso lunghi tempi di attesa e una certa rigidità organizzativa, che possono dissuadere chi non ha ancora maturato una chiara consapevolezza della malattia.

ASP Città di Bologna in questi anni ha sperimentato nuovi tipi di interventi, detti a bassa soglia: nel progetto “Teniamoci per mano” sono stati attivati i Caffè Alzheimer e l’assistenza domiciliare specializzata. Il Centro di incontro si inserisce in questa linea di indirizzo e sperimentazione.

Il modello di riferimento sono i Meeting Center, che hanno origine ad Amsterdam nel 1993 ad opera di Rose Mary Droes (docente del dipartimento di Psichiatria di Vrije, Università di Amsterdam). Si tratta di “una tipologia di approccio integrato volto a fornire, mediante l’attività di specifici professionisti, supporto e sostegno sia alla persona con demenza sia ai suoi familiari e accompagnatori per aiutarli a far fronte alla malattia”. L’iniziativa si è notevolmente sviluppata non soltanto nei Paesi Bassi, ma anche in altri paesi europei. Attualmente è in corso il progetto europeo MeetingDem che vede coinvolti un consorzio di paesi fra cui Olanda, Regno Unito, Italia e Polonia per lo sviluppo e la diffusione di questo modello di sostegno e supporto.

Su iniziativa di ASP e con il coordinamento scientifico e la supervisone del professor Rabih Chattat del dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, dal mese di giugno scorso il gruppo di lavoro ha coinvolto le istituzioni e le associazioni sopracitate che operano nell’ambito degli interventi e iniziative per le persone affette da demenza. Il Comitato guida per la elaborazione del progetto ha evidenziato i seguenti obiettivi:
• Offrire spazi di ascolto, informazione, orientamento, incontro e coinvolgimento per anziani e caregivers, superando il senso di inadeguatezza e la vergogna che spesso accompagnano l’insorgere della malattia della demenza.
• Supportare la persona con demenza nell’affrontare la disabilità conseguente all’avanzare del deterioramento cognitivo, migliorare l’umore, promuovere la partecipazione e l’attività, favorire il benessere.
• Offrire alla persona con demenza attività volte a favorire la socializzazione, il movimento e il benessere psico-fisico, l’espressione artistica e delle proprie competenze e abilità pratiche, la attivazione della memoria e del vissuto di reminescenza, coinvolgendo anche il caregiver in attività condivise e di gruppo.
Supportare i familiari per evitare il rischio di isolamento e di solitudine attraverso informazioni e sostegno psicologico con attività in gruppo e/o confronti individuali.
• Creare dei momenti di sollievo per i caregivers finalizzati a concedere uno spazio per la “cura di sé”.
• Creare e diffondere nel familiare una mentalità di gruppo e di auto-mutuo aiuto.
• Coinvolgere e includere gli assistenti familiari per superare la solitudine connessa a questo tipo di professione, realizzando momenti aggregativi di scambio e di condivisione, finalizzati a offrire supporto psicologico, strumenti di integrazione, e opportunità formative.
• Rispondere a bisogni di inclusione, di socializzazione, di informazione e di orientamento, svolgendo anche una funzione di monitoraggio e raccordo con la rete dei servizi.

 

I destinatari delle attività sono persone residenti a Bologna, prioritariamente utenti beneficiari del progetto Home Care Premium INPS-gestione dipendenti pubblici, con problemi di demenza lieve-moderata e i loro familiari. Il Centro avrà una capienza massima di 40 persone fra anziani e familiari e prevede un’attività di accoglienza e orientamento attraverso un “momento specializzato” di informazione e indirizzo verso i servizi, le iniziative e le proposte attivi nella città. L’accoglienza sarà curata anche con la collaborazione volontaria delle associazioni Arad e Non perdiamo la Testa.

L’accoglienza potrà indirizzare verso un inserimento, valutato sulla base di un successivo e più dettagliato colloquio con lo psicologo-coordinatore del Centro e mirato a cogliere il bisogno dell’anziano e del familiare e delineare il programma di attività di cui fruire all’interno del progetto.

Il Centro di incontro si avvarrà di un’équipe composta di professionisti, operatori e volontari che, in collaborazione con gli altri servizi del territorio, realizzeranno:
• Attività occupazionali (orto, giardinaggio, cucina, cucito, attività di laboratorio).
• Attività di socializzazione e ludico-ricreative (canto, ballo, giochi di società ecc.).
• Attività artistico-espressive (laboratori musicali, di pittura, lettura e scrittura ecc.).
• Laboratori di attivazione cognitiva (reminescenza, lettura del giornale).
• Attività di benessere (attività motoria, passeggiate, cure estetiche ecc.).
• Attività di gruppo di supporto emotivo che possono essere rivolte sia ai caregivers che agli anziani.
• Sostegno psicologico individuale per il caregiver e/o l’anziano.
 

Sono previsti inoltre incontri informativi-formativi definiti “il tè con l’esperto”, aperti alla comunità e con cadenza periodica, nell’ambito dei quali professionisti esperti in vari ambiti di interesse (assistente sociale, geriatra, avvocato, dietista, fisioterapista, psicologo, terapista occupazionale ecc.) forniranno conoscenze e strumenti pratici per fronteggiare nel miglior modo possibile la malattia e le sue conseguenze.

Il centro aprirà indicativamente tre mezze giornate fino al 31 dicembre 2015, mentre entro breve saranno definiti i criteri di contribuzione degli utenti.

 

Tratto dal periodico di informazione di ASP Città di Bologna_Mosaico News nr. 2/2015

 

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