Quali sono le forme di volontariato attive in ASP?
ASP ha un’esperienza consolidata e articolata di rapporti con il mondo del volontariato, sia attraverso convenzioni con associazioni o altri enti, sia attraverso l’accoglienza di singole persone desiderose di dedicare un po’ del loro tempo ai nostri ospiti.
Fra le associazioni, ci avvaliamo della collaborazione di Auser per attività di accompagnamento e trasporto dei nostri utenti, soprattutto di quelli dei Centri diurni, ma anche degli ospiti di casa residenza inviati a visite specialistiche o che frequentano i nostri Caffè Alzheimer.
Con Arad condividiamo progetti rivolti ad anziani affetti da deterioramento cognitivo, quali il Caffè Nontiscordardimé all’interno del bar del centro servizi di viale Roma e attività di memory training.
Con altre associazioni quali Non perdiamo la testa, sempre rivolta ad anziani con demenza, collaboriamo per le attività all’interno del progetto “Teniamoci per mano”.
Una collaborazione molto importante per ASP è quella con l’Università di Bologna, attraverso una convenzione che mette a disposizione di studenti universitari un alloggio da parte di ASP, in cambio di 15 ore settimanali di volontariato da svolgere con gli ospiti dei servizi di centro diurno o casa residenza o nell’ambito delle attività dei Caffè Alzheimer, in affiancamento agli operatori professionisti che vi operano, inoltre possono anche svolgere attività di supporto in attività di sportello.
Infine tutte le nostre strutture sono aperte alla disponibilità di volontari che fanno parte delle parrocchie, anche attraverso protocolli di collaborazione come nel caso del gruppo volontari della Parrocchia di San Giovanni in Bosco o che spontaneamente ci chiedono di fare compagnia a ospiti spesso soli o di intervenire nelle attività di animazione organizzate all’interno delle strutture.
In questo ultimo caso sono spesso dei ragazzi che, dopo aver conosciuto i nostri anziani e le attività che svolgiamo con loro a seguito di tirocini formativi o altri progetti scolastici, desiderano prolungare la loro esperienza.
 
Qual è la ricchezza particolare della relazione che si crea tra i volontari e gli utenti?
Pur nella complessità di un rapporto fra ospiti, familiari, operatori e volontari che va presidiato attentamente e che non può essere lasciato alla spontaneità, la ricchezza che ne deriva è grande e reciproca.
I nostri anziani hanno tanto da trasmettere anche in situazioni di grave non autosufficienza, perché sono portatori di una storia che è sempre importante e stimolante e manifestano in tanti modi la voglia di rimanere aperti a nuove relazioni e la gratitudine a chi dimostra interesse, affetto, rispetto, gentilezza.
I volontari che si mettono a disposizione arricchiscono le nostre attività, aggiungono competenze e creano per tutti nuovi stimoli, anche attraverso la freschezza del loro modo di porsi.
Infine gli operatori sono il perno fondamentale per orientare correttamente la ricchezza del volontariato verso azioni e relazioni efficaci, attraverso la loro professionalità, competenza e disponibilità.
 
Che cambiamento ha rilevato nel trascorrere degli anni nella figura del volontario?
Oggi il mondo del volontariato è più strutturato e maturo e questo favorisce una maggiore sistematicità nell’avviare relazioni che garantiscano una certa continuità e disponibilità al confronto.
Rispetto alle figure dei volontari, uno degli aspetti di criticità può diventare quello di essere portatori di interesse non in linea con le esigenze dei nostri ospiti e della struttura che li accoglie, anche in buona fede, con il rischio di non inserirsi in modo integrato e di supporto, ma a volte in contrapposizione.
 
Diventa pertanto un presupposto fondamentale, prima di accogliere i volontari, una informazione reciproca molto chiara e la disponibilità a confrontarci e a correggere il tiro,
se necessario.
 
Tratto dal periodico di informazione di ASP Città di Bologna_Mosaico News nr.2/2015
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