Il 5 ottobre 2015 il Comune di Bologna ci ha consegnato la struttura di Via Fantin 15, ex Residence Galaxy, per avviare un progetto di accoglienza per famiglie bolognesi in emergenza abitativa. La struttura è stata data in affitto da INAIL al Comune di Bologna, nell’ambito di una concertazione tra Prefettura e Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, per affrontare concretamente questa emergenza sociale.
In 10 giorni, come ASP, abbiamo riavviato gli impianti, pulito la struttura, effettuato le manutenzioni necessarie, ripristinato la funzionalità di camere ed attrezzature: un palazzo di 5 piani, 97 camere (di cui 85 ammobiliate con bagno e angolo cottura), diversi locali di servizio, tra cui una lavanderia, una palestra (con annessi spogliatoi) e sotterranei da adibire a garage o magazzini.
 
Il 15 ottobre sono entrate le prime famiglie, individuate dall’équipe casa del Comune di Bologna, che valuta le situazioni di emergenza abitativa ed indica un ordine di priorità per l’ingresso nelle strutture individuate. Le famiglie accolte aderiscono ad un progetto che le vede protagoniste di percorsi di integrazione sociale, verso la progressiva autonomizzazione dalla condizione di disagio che li ha portati nell’emergenza abitativa, determinata spesso da sfratti o dalla necessità di lasciare alloggi in condizioni igieniche precarie. Firmano un patto di collaborazione con il Comune e con ASP impegnandosi a corrispondere una cifra pari a 200 euro mensili, quale quota di contribuzione ai costi del servizio. Il progetto prevede azioni finalizzate alla ricerca di situazioni abitative più stabili nel tempo (quello massimo è di 18 mesi), il recupero di una dimensione di socializzazione e di integrazione nel contesto cittadino, nella scuola e nel quartiere. Per questo operatori sociali professionali di ASP e Piazza Grande, operano nella struttura tutti i giorni della settimana: dialogano con le famiglie, parlano dei problemi dei nuclei per individuare insieme ai diretti interessati soluzioni idonee e si occupano dei percorsi di inserimento scolastico dei bambini. Per un primo periodo la struttura è dotata di un portierato sociale, attivo sia il giorno che la notte: operatori socio-sanitari che lavorano nei reparti delle strutture di ASP per gli anziani da molti anni, selezionati per tenere costantemente monitorati gli accessi, garantire azioni per la vivibilità e la convivenza, supportare i nuclei nelle prime fasi della vita comunitaria, accompagnare all’uso degli appartamenti, alla loro manutenzione, alla gestione di una vita che prevede momenti di socializzazione in locali appositamente attrezzati.
La presenza di questi nuclei non è stata vissuta bene nel quartiere in un primo periodo; si teme che un accentramento di famiglie in condizioni di disagio possa portare problemi di sicurezza, episodi di degrado e quindi svalutazione dei prezzi degli appartamenti. Abbiamo incontrato le persone che pensano questo ed aperto un dialogo per costruire condizioni di “buon vicinato”. Lavoriamo al fine di integrare nella città questo condominio, fatto di persone che hanno avuto un problema di emergenza abitativa, aiutati da attività di volontariato, associazionismo, parrocchie in uno scambio di opportunità, per gli adulti che devono poter trovare un lavoro, per i bambini che devono poter frequentare le strutture scolastiche e ricreative, per gli abitanti del quartiere, che devono poter vivere bene l’arrivo di tante famiglie.
 
Tratto dal periodico di informazione di ASP Città di Bologna_Mosaico News nr.3/2015
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