"La cucina nel passato e nel presente" di Barbara Ventura - tratto da La scrittura del ricordo

Nel passato, la cucina, si componeva di cibi poveri come la polenta, che veniva mangiata tutti i giorni, il pane fatto in casa, minestre e zuppe;  da non dimenticare i borlenghi ed i castagnacci due buonissimi piatti tipici delle nostre montagne. I castagnacci, vengono detti anche 'ciacci' e si preparano con pochi ingredienti ovvero 200g di farina di castagne, mezzo bicchiere di latte, mezzo bicchiere di acqua, un pizzico di sale, un pizzico di bicarbonato. Si mescola tutto insieme ottenendo una pastella morbida e soffice. Poi, con la cotica del prosciutto, si unge una padella antiaderente e si fa scivolare la pastella facendo in modo che assuma l’aspetto di una piccola frittata, poi si cuoce cinque minuti da una parte ed altri cinque minuti dall’altra. Per renderlo maggiormente gradevole al palato, si può riempire con salumi o stracchino, mentre un tempo si potevano soltanto mangiare vuoti in quanto le famiglie erano povere.

La preparazione della polenta, comportava l’utilizzo di una calderina in rame o alluminio che veniva riempita per metà di acqua, si salava con sale fino, poi si metteva dapprima la farina di grano grossa ed in seguito quella di grano tenero più sottile quindi dopo venti  minuti circa veniva aggiunta infine si mescolava lasciando cuocere il tutto per almeno un’ora. I borlenghi venivano preparati con 200g di farina, mezzo bicchiere di latte, due bicchieri di acqua, un po’ di sale. Si mescola il tutto sino a quando non avremo ottenuto una pastella molto liquida per terminare si fa cuocere in padella antiaderente  riempiendola con salumi, uno spicchio di aglio, rosmarino  facendo cuocere a parte mettendovi un po’ di forma al termine della cottura. Successivamente, venivano richiusi come se fossero crepès. Altri cibi da non dimenticare erano le tigelle e le crescentine fritte raramente i biscotti che venivano fatti assieme alle torte per la festa del paese.

 

 
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