"Il granoturco “Al furminton” " del Centro sociale ricreativo culturale Il Mulino

 

 

“AL FURMINTON”, il frumento grande, detto anche granoturco (perché grano che viene dall’estero) o mais si semina in primavera.

Prima di seminare, il campo veniva arato dai buoi. Il terreno veniva lavorato e con una sorta di rastrello si creavano dei piccoli solchi dove i bambini mettevano i semi, molti si ricordano di averlo fatto, e poi si coprivano con un po’ di terra con la zappetta. Si raccoglieva all’inizio di settembre. Prima della meccanizzazione, la raccolta veniva fatta a mano: c’era un carro accostato al campo dove si mettevano le pannocchie che poi venivano portate nell’aia per la SPANOCCHIATURA. Questa era una festa, partecipavano tutti, vicini, parenti, amici e, una volta finita, era occasione per fare festa e passare un po’ di tempo fra ragazzi e ragazze. C’era chi portava la fisarmonica o il grammofono.

 

Pasqua

Una sera si andava da una famiglia, una sera da un’altra, eravamo sempre in festa!

 

Bruna

Col granoturco si faceva di tutto: i bimbi della farmacia mangiavano il granoturco crudo. Coi “SCARTUZ” (brattee) si riempivano i “PAIAZ” (materassi), si facevano le ciabatte da portare in casa, le sporte, le ceste, e anche le bamboline.

 

Luciano

Col fusto si faceva una specie di chitarra, erano i nostri giochi!

 

Gelsa

Le pannocchie si sgranavano con le mani; a volte mettevamo le pannocchie sulle braci e le mangiavamo arrostite. Erano buone, ma dovevano essere ancora un po’ verdi. “AL BIROC” (torsolo) che restava veniva bruciato nel fuoco. Con i “SCARTUZ” facevamo anche le suole delle ciabatte.

 

Arturina

Quando si sgranava lavoravamo tutti, lavoravano anche i nonni. Ci si rovinava le mani. Con la farina ricavata dal granoturco si faceva la polenta e noi mangiavamo tanta polenta. Con i chicchi si facevano i “GALET” (pop-corn). Dopo la raccolta si andava a spigolare per raccogliere “I PANUCEN”, il granoturco che era rimasto nei campi; si usava la sacchetta. Ciò che veniva raccolto serviva per nutrire le galline.

Finiti i lavori si ballava e ci sgridavano perché andavamo a letto tardi.

 

Nora

Anch’io andavo a ballare, ma dovevo essere a casa all’orario stabilito.

 

Gemma

Anche noi raccoglievamo le pannocchie a mano; si mettevano nel paniere, poi si vuotavano i panieri nei panieroni che si trovavano in testa alla cavedagna. I panieroni pieni venivano portati a casa col carro. Le pannocchie venivano liberate dalle brattee e poi con la macchina si provvedeva alla sgranatura. Altre macchine invece sgranavano senza che le pannocchie venissero prima sfogliate. I chicchi venivano stesi sull’aia ad asciugare; noi bambini facevamo le “stradine” camminando, a piedi nudi, in mezzo ai chicchi per rivoltarli, poi con il rastrello venivano sistemati. Le aie erano molto ben tenute. I bambini li mandavano anche a spigolare. Noi trovavamo sempre qualcosa: delle piccole pannocchie, quelle dimenticate.

 

Luciano

Per sgranare meglio le pannocchie, per fare meno fatica, mio padre le metteva in un sacco e le batteva, poi venivano sgranate a mano. Con i “SCARTUZ” (le brattee) si riempivano i “PAIAZ” (materassi); l’involucro di stoffa aveva dei buchi attraverso i quasi si mettevano le brattee, si rimescolavano per ravvivarle e si sostituivano quelle che si sbriciolavano nel tempo. Ogni quattro o cinque anni si rinnovavano. In seguito si diffusero anche i materassi di crine. I cuscini si riempivano con le penne di gallina, quelle più belle e più morbide. Le lenzuola erano di tela tessuta in casa.

 

Nella

Mi ricordo quando si spannocchiava e poi si ballava; a casa mia veniva una macchina per sgranare le pannocchie.

 

Anna

Si andava a spannocchiare perché dopo si ballava un po’; si facevano vari balli.

 

Luciano

I chicchi li mettevamo anche sulla cucina economica: era il nostro divertimento farli scoppiare! Facevano “di CIUC”! Un tempo, dopo aver mietuto il grano, il terreno veniva usato per coltivare il cinquantino, una varietà di granoturco ad accrescimento veloce che veniva usato per nutrire gli animali. Si usava anche svettare le piante di granturco (“FER LA VETTA”), veniva cioè tagliata la parte verde della pianta al di sopra della pannocchia per farle sviluppare meglio. La cima delle piante di granoturco si usava per nutrire le mucche, per risparmiare il fieno. A volte per risparmiare il fieno, lo mescolavano con la paglia, ciò accadeva soprattutto d’inverno, quando le mucche non lavoravano e venivano nutrite meno o con foraggi di minor qualità.

 

Faustina

Se penso al granoturco mi viene in mente la polenta.

 
 
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