VIOLENZA O ABUSO SESSUALE
Per abuso sessuale si intende il coinvolgimento in attività sessuali di una persona non in grado di scegliere per i seguenti motivi: perché sottoposta a costrizione fisica e/o psicologica e/o perché non consapevole delle proprie azioni (come ad esempio per via dell’età o di una particolare condizione psicofisica). Sono perciò abusi sessuali soprattutto la congiunzione carnale ma anche l’induzione a ogni tipo di atto sessuale di una persona che non è in grado di scegliere; l’abuso sessuale è anche detto violenza carnale o stupro.
 
La violenza sessuale viene considerata un grave crimine e viene ufficialmente condannata dalle legislazioni nazionali dei paesi aderenti all’ONU Organizzazione delle Nazioni Unite). Quando viene usata durante i conflitti come mezzo per sottomettere e umiliare la popolazione dei popoli occupati è considerata un crimine di guerra.
 
Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia sono circa 6 milioni e 788 mila le donne che nel corso della propria vita hanno subito qualche forma di violenza fisica e sessuale,un fenomeno diffuso in cui le donne sono anche sottoposte a pregiudizi e a scarsa sensibilità.
 
Lo studio Enveff ha dimostrato che nei primi 12 mesi successivi a un abuso sessuale le donne hanno un rischio 26 volte superiore di suicidarsi; secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), una percentuale di vittime equivalente a 59% sviluppa disturbi depressivi o abuso alcolico e a distanza di tempo sono possibili patologie ginecologiche della sfera sessuale, disturbi alimentari (anoressia e bulimia), autolesionismo e difficoltà a gestire i figli.Perciò,dopo la violenza, nella vita di una donna cambia tutto poiché devastata e distrutta dal trauma e costretta a ricostruire il suo sé.
 
VIOLENZA PSICOLOGICA
per violenza psicologica si intende ogni forma di violenza non fisica volta a denigrare, sminuire l’altra persona e il suo modo di essere, al fine di averne il controllo incondizionato. La violenza psicologica si articola in molte altre forme e può essere agita a diversi livelli: possiamo infatti fare riferimento a violenza economica, culturale, religiosa, ecc.
 
Nonostante la violenza fisica implichi sempre conseguenze sul piano emotivo, la violenza psicologica è indipendente e non necessita di atti violenti a supportarla. Viene spesso sottovalutata in quanto è difficilmente identificabile perfino dalle vittime stesse, che non la riconoscono come “violenza”, poiché non è strettamente collegata a percosse o molestie.
 
La violenza psicologica si manifesta generalmente sotto forma di atteggiamenti o atti denigratori che si ripetono e si rafforzano nel tempo con lo scopo di demolire definitivamente l’autostima della partener che, non più in grado di decidere in maniera indipendente, si vede costretta a rinunciare al controllo della sua stessa persona, diventando un oggetto da possedere. Il controllo può tradursi in un comportamento eccessivamente geloso,  patologico, caratterizzato da sospetti continui ed infondati.
 
Una strategia alla base della violenza psicologica è costituita da continue critiche volte e distruggere l’autostima del compagno, mirando alle insicurezze, alla sua scarsa utilità e alla sua mancanza di valore; per esempio la persona può essere denigrata per quello che fa, può essere accusata di pazzia, criticata rispetto al suo aspetto fisico o alle sue capacità intellettuali. Umiliare, svilire, ridicolizzare, costituiscono atti peculiari di violenza psicologica. Critiche a sfondo sessuale sono tra le più umilianti e generano un senso di vergogna che diventa un ulteriore ostacolo nel cercare un aiuto esterno. La violenza psicologica include anche minacce o atti intimidatori quali lo sbattere le porte, lanciare o rompere gli oggetti, maltrattare animali domestici, ecc. Queste non vanno considerate forme di violenza repressa, bensì azioni di violenza indiretta. Tali comportamenti hanno lo scopo di intimidire l’altro, minacciarlo mostrando la propria forza e capacità di fare del male (agli altri e a se stessi).
 
La minaccia di suicidio costituisce una violenza di estrema gravità perché porta il partner a sentirsi responsabile delle azioni dell’altro e a dover restare immobile per il timore delle conseguenze di qualsiasi sua scelta.
 
VIOLENZA DOMESTICA
comprende ogni forma di abuso fisico o psicologico compiuto all’interno delle mura domestiche; nella maggior parte dei casi questa forma di abuso avviene in ambito familiare o nella cerchia di conoscenti.
 
Le forme di violenza utilizzate sono delle più svariate a partire da minacce, maltrattamenti fisici e psicologici, atteggiamenti persecutori, percosse, abusi sessuali, "delitti d'onore", uxoricidi (omicidio della propri moglie) passionali o premeditati fino ad arrivare all’ incesto che coinvolge soprattutto bambine e ragazze adolescenti. Sulla donna viene esercitato il controllo completo grazie anche allo stato di isolamento a cui viene costretta, con lo scopo di renderla completamente dipendete dal compagno così che non possa fuggire: le viene impedito di lavorare o di accedere alle finanze personali/comuni e di avere una vita sociale, di vedere gli amici, di mantenere rapporti con quest’ultimi e con i parenti.
 
In ambito familiare molto frequente è la VIOLENZA ASSISTITA da minori e riguarda tutti i bambini spettatori di qualsiasi forma di maltrattamento espresso attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative, adulte o minori. È una violenza indiretta, non subita in prima persona, ma esercitata su altri individui presenti in famiglia, generalmente la madre e/o fratelli e sorelle. Viene considerata violenza assistita anche la presa di conoscenza diretta o indiretta di maltrattamenti in ambito familiare non solo riguardanti membri della famiglia ma anche di animali.
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