Nato dalla collaborazione tra Azienda USL Distretto di Bologna, ASP Città di Bologna e Comune di Bologna, il progetto si muove all’interno della cornice più ampia dello sviluppo di percorsi di vita indipendente attraverso risposte diversificate, per offrire opportunità abitative in grado di valorizzare l'autonomia della persona con disabilità garantendo pari opportunità, dignità e riservatezza.

ASP ha così scelto di mettere a disposizione di questo percorso un intero stabile adiacente al centro storico di Bologna e alla stazione ferroviaria, costituito da 7 appartamenti e da ampi spazi comuni che potranno essere gestiti in modo condiviso dagli abitanti.

Il progetto di cohousing si avvale del supporto educativo di AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici), soggetto gestore con grande esperienza appositamente selezionato dall’Azienda USL. AIAS avrà soprattutto il compito di mettere insieme le risorse e i bisogni delle diverse persone che hanno scelto questo percorso, prospettando ed agendo soluzioni personalizzate e promuovendo percorsi virtuosi per tutti i soggetti coinvolti, nel dichiarato intento di promuovere una convivenza stabile nel tempo tra persone con disabilità, in una esperienza abitativa improntata a criteri di ottimizzazione delle risorse assistenziali nonché di quelle ambientali ed energetiche.

Il progetto parte nel 2016 con un accordo interistituzionale. Poi ha preso forma con la ricerca di persone con disabilità che potessero/volessero abitare nella stessa palazzina nella logica del co-housing. Sono persone adulte, spesso senza alcun altro sostegno familiare, seguite dai servizi socio-sanitari che abitano da pochi giorni quegli appartamenti.

“Co-housing” come vivere insieme,usando spazi propri (il proprio appartamento), ma anche locali comuni a piano terra (in corso di predisposizione), condividendo momenti insieme di socialità e sperimentando il reciproco aiuto. Sperimentando insomma una vita autonoma, dopo alcuni anni di percorsi di vita anche comunitari o di transizione abitativa.

Alcune di queste persone lavorano, e quindi hanno un reddito, altre un assegno di accompagnamento/pensione. Devono sostenere il pagamento dell’affitto (a canone concordato), delle utenze, e  di quanto altro necessario per la propria vita, ricorrendo anche all’aiuto/sostegno di altre realtà del territorio che collaboreranno con AIAS (responsabile del progetto “sociale” più complessivo) e che fanno parte del tessuto sociale del Quartiere dove insiste la struttura.

Relazioni che vanno costruite e consolidate nel tempo.

L’OASI è una nuova esperienza nella direzione già avviata da ASP con il co-housing per giovani “Porto 15”, inaugurato a settembre 2017, e nei progetti dedicati alle persone disabili da altri soggetti cittadini (si pensi alle esperienze cittadine della Fondazione Dopo di Noi).

L’idea che sottende questo, come altre progettazioni, è quella dell’integrazione nel tessuto cittadino delle persone più fragili, che attraverso il sostegno dei servizi, delle Associazioni del terzo settore, ma soprattutto della comunità, possono sperimentare percorsi di vita autonoma ed indipendente, facendo leva sulle proprie risorse personali. Oltre, quindi, mere logiche di assistenzialismo e istituzionalizzazione.

L’OASI è stata inaugurata oggi, mercoledì 28 febbraio alle ore 12, in via Barozzi 7, alla presenza di:

Giuliano Barigazzi, Assessore Sanità e Welfare Comune di Bologna
Rosa Amorevole, Presidente Quartiere Santo Stefano
Chiara Gibertoni, Direttore Generale AUSL
Gianluca Pizzi, Presidente AIAS
Gianluca Borghi, Amministratore unico ASP Città di Bologna

Guarda le slides che raccontano L'OASI proiettate in occasione dell'inaugurazione

 

Comunicato stampa del 28/02/2018

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