Tre nuove realtà nascenti, tre prototipi di start up e tanti nuovi progetti in cantiere: ecco le novità che arrivano dai laboratori di comunità, servizi del Comune di Bologna e gestiti da ASP Città di Bologna, spazi di socialità che in città favoriscono la contaminazione culturale e l’incontro tra cittadini di età e background diverso, con e senza dimora, al fine di rafforzare i legami sociali, l’inclusione e la capacitazione personale e di gruppo. “Questo è un momento particolarmente favorevole”, commenta Simona Quartieri, referente di ASP Città di Bologna per i laboratori di comunità. “Nei prossimi mesi, ai 5 laboratori già esistenti (E-20, Happy Center, Scalo, Belletrame e Gomito a Gomito) si aggiungeranno tre nuove realtà: R8, Tessuti Urbani e laboratorio di sartoria del centro Madre Teresa di Calcutta. Segno del fatto che il lavoro sul territorio sta dando i suoi frutti”.

Il laboratorio R8 nasce all’interno del condominio Pallavicini 12, struttura a bassa soglia che ospita anche persone con forti fragilità sanitarie. “I rapporti di vicinato non sempre sono stati facili, ma quest’estate, con la vittoria del bilancio sociale, si è rafforzata la collaborazione con le associazioni di Piazza dei Colori”, continua Quartieri. “È proprio da questa sinergia che nasce questo laboratorio di comunità, che ha l’obiettivo di creare eventi e momenti di incontro nel quartiere”.

Tessuti Urbani invece è una succursale del laboratorio Gomito a Gomito, situata nel quartiere Borgo Panigale – Reno. “Abbiamo un gruppo di ascolto e condivisione di storie, dedicato al sostegno alla genitorialità per famiglie e adolescenti”, racconta Quartieri. “E poi c’è il progetto Antenne, in cui gli operatori e gli ospiti si fanno ricettori delle fragilità per indirizzare le persone al servizio più consono”.

Infine c’è il laboratorio di sartoria del centro Madre Teresa di Calcutta, che si occupa di accoglienza di donne, nato in stretta collaborazione con il laboratorio E-20 e svolto proprio nei suoi spazi: un corso di taglio e cucito, rivolto alle ospiti del centro ma anche a privati cittadini.

Nel frattempo, all’interno dei laboratori di comunità Belletrame, Happy Center e Scalo, sono state ideate tre start-up: Gira la cartolina!, progetto del laboratorio Scalo che offre tour condotti da guide turistiche amatoriali (tra cui persone senza dimora e studenti), per mostrare al turista una Bologna diversa; Ciap, piattaforma nata nel laboratorio Belletrame per offrire un servizio di portierato di quartiere, dove le persone si offrono per lavoretti come piccole manutenzioni, babysitter, dogsitter, aiuto a far la spesa per gli anziani; e infine Pasta Grande, laboratorio di produzione di pasta fresca nata all’interno di Happy Center.

“I laboratori di comunità stanno assolvendo al loro obiettivo di creare occasioni di incontro e scambio tra persone diverse, e speriamo che in futuro le opportunità aumenteranno ancora”, conclude Simona Quartieri.

 

Tratto da ASPNEWS 1/2019 - Scarica il pdf ASP NEWS 1 2019

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