• A. non riusciva più a sostenere il mutuo di oltre mille euro al mese, tanto che la sua casa è stata pignorata e venduta all’asta. Da quel giorno, i membri della sua famiglia abitano in case diverse, ospiti di amici o parenti. Non riescono a trovare un appartamento nonostante due di loro abbiamo contratti a tempo indeterminato, forse perché sono stranieri.
  • S. è una madre sola che, pur avendo un lavoro a tempo indeterminato, non riesce a trovare un alloggio sul libero mercato a Bologna e provincia. La causa? Gli affitti troppo alti e il fatto che, essendo l’unico genitore della famiglia, S. difficilmente potrà produrre un secondo reddito di garanzia, come spesso richiesto da chi affitta.
  • O. è sposato con 3 figli, di cui uno minorenne. Ha un contratto a tempo indeterminato, come anche sua moglie e la figlia maggiore. Nonostante questo, O. e la sua famiglia non riescono a trovare casa, perché quando i proprietari capiscono che si tratta di un nucleo numeroso preferiscono non affittare loro l’appartamento.
  • L., italiana, 38 anni, non riesce a trovare un appartamento per sé e per il marito. Secondo i proprietari mancano le garanzie, in quanto lei ha un contratto a tempo determinato e il marito da più di 15 anni è titolare di partita IVA. Serve quindi come garante un genitore, oppure una fideiussione di 6-12 mesi. C’è anche chi ha fatto problemi per la presenza di animali domestici.
  • P., agente immobiliare, racconta che spesso i proprietari degli immobili preferiscono lasciarli sfitti piuttosto che darli in affitto a famiglie straniere, specie se numerose o con un solo stipendio, anche se a tempo indeterminato e molto elevato.

Questi sono solo alcuni esempi delle difficoltà che le persone incontrano quando cercano un alloggio in città, sia che si tratti di un appartamento, sia che si parli di una stanza singola o di un posto letto. Chi cerca casa a volte deve affrontare processi di selezione complessi, proprietari che spariscono nel nulla senza dare risposte, per non parlare delle truffe sempre diverse in cui si rischia di incappare, o ancora delle aste al rialzo lanciate per affittare la stanza al miglior offerente. In questo contesto desolante, le persone vengono giudicate sulla base della loro nazionalità o della tipologia di contratto di lavoro.

Ecco perché si fa sempre più pressante l’esigenza di una regolamentazione del mercato delle case, che possibilmente disciplini il regime degli affitti brevi, in modo da aumentare il numero degli alloggi destinati a affitti di lungo periodo, in modo da contenere i prezzi. L’Agenzia per l’Abitare di ASP Città di Bologna sostiene le famiglie e i singoli segnalati dai servizi, sia attraverso consulenze, sia con il supporto nella ricerca di un alloggio sul libero mercato. Tale servizio rientra nella più ampia strategia messa in atto dalle istituzioni per dare una risposta all’emergenza abitativa.

Pubblicato il 20 novembre 2019

Tratto da ASPNEWS 3_2019

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