In un momento storico in cui il problema dell’inquinamento legato alla plastica è sempre più forte e le istituzioni si stanno mobilitando per trovare soluzioni innovative, anche ASP Città di Bologna sta lavorando concretamente per utilizzare materiali diversi dal propilene, fibra plastica generalmente molto usata per confezionare i cibi serviti agli utenti. Dal primo agosto, infatti, le nuove confezioni monouso sono costruite da acido polilattico, un materiale elastico, resistente, biodegradabile e compostabile, che può essere smaltito insieme ai rifiuti organici. In alcune strutture, invece, la plastica è stata sostituita da contenitori di acciaio o policarbonato lavabili, oppure confezioni in alluminio riciclabile con un coperchio in cartone. “È fondamentale eliminare la plastica il prima possibile, ce lo chiede il pianeta”, commenta Matilde Rossini, responsabile Igiene ambientale di ASP. “Per essere più veloci, è necessario fare un lavoro di equipe: tutti devono contribuire, dagli addetti del servizio di ristorazione e di pulizie che ci aiutano a smaltire le confezioni negli appositi contenitori, agli operatori, fino ovviamente agli ospiti”. Anche Camst, l’azienda fornitrice del servizio di ristorazione di ASP, non sta a guardare, e di recente ha acquistato un macchinario per confezionare i cibi con nuovi materiali organici. “La fase di test è fondamentale per capire quali di questi materiali funzionano, se si piegano o si sciolgono con il calore”, racconta Rossini. “Siamo ancora in una fase di sperimentazione: la cosa importante è continuare su questa strada, affinché nel minor tempo possibile tutti i nostri servizi siano completamente plastic-free”.

Pubblicato il 20 novembre 2019

Tratto da ASPNEWS 3_2019

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