Sono cominciati i lavori di restauro e recupero funzionale del complesso Santa Marta, che ha l’obiettivo di sperimentare un nuovo modello di residenzialità per le persone anziane, facilitando il mantenimento di un’alta qualità di vita e l’esigenza di autonomia e socialità. L'edificio è disposto su 4 livelli e ha una superficie complessiva di circa 3.300 mq, a cui si aggiungono altri 2.100 mq di aree esterne. Il progetto prevede la costruzione di 31 appartamenti di varie tipologie e la riqualificazione degli spazi comuni aperti alla cittadinanza: spazi wellness, aree adibite alla socializzazione, biblioteca e sala informatica, lavanderia e giardino monumentale.

Il complesso nasce nel XVI secolo come sede del monastero delle monache di Santa Caterina di strada Maggiore. All’inizio del ’600 le monache avviarono grandi rifacimenti e nel 1623 fecero erigere due alti muraglioni lungo vicolo Borchetta e via Torleone, ancora ben visibili, che rendono il giardino un luogo particolarmente raccolto. Nel 1833 il complesso divenne la sede del Conservatorio delle Putte di Santa Marta, un istituto assistenziale per fanciulle povere appartenenti a buone famiglie cadute in miseria.

Oggi l’intenzione non è semplicemente quella di portare a compimento l’opera, ma anche di reinterpretarla alla luce di nuove visioni sull’abitare e dei bisogni residenziali delle persone anziane cui tale progetto è destinato. A marzo 2018 è stato approvato il progetto esecutivo: 21 ditte sono state ammesse alla fase di apertura delle offerte economiche. Ad agosto 2019 la procedura si è conclusa con l’aggiudicazione da parte di Pangea Consorzio Stabile s.c.a.r.l., che oggi ha dato il via ai lavori.

Pubblicato il 16 dicembre 2019

Tratto da ASPNEWS 4_2019

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