Si è già scritto e detto molto sulle varie conseguenze, stimoli, ed esigenze che il lavoro con il pubblico ha dovuto attraversare e ancora sta attraversando a causa dell’emergenza sanitaria. Al Centro per le Famiglie, le Consulenze educative agli adolescenti, ai genitori con figli adolescenti e al gruppo di genitori “Standard Minimo” sono continuati con varie modalità, su piattaforme online o sul classico canale telefonico. Alcuni ne hanno apprezzato i vantaggi, altri hanno deciso di sospendere momentaneamente le consulenze per la mancanza di uno spazio  tranquillo per poter parlare.

Alcuni genitori hanno avuto una fase iniziale difficile, ma poi hanno saputo cogliere questo tempo così particolare in casa per costruire uno spazio condiviso, per conoscere di più i propri figli e a volte riscoprirsi con nuove risorse e sorprese.

La maggior parte dei ragazzi ha preferito continuare gli appuntamenti al telefono. Con grande sorpresa  le parole non sono mancate,  è piaciuta la possibilità di sentirsi più spesso, in modo  più intimo e confidenziale. Gli argomenti sono stati molto vari: la scuola e le sue nuove forme, il tempo libero, gli amici,  lo sport, sospeso oppure online.. Non sono mancate  le confidenze sentimentali o la scelta delle serie TV!

“Standard Minimo”, il gruppo per genitori con figli adolescenti, ha cominciato ad incontrarsi nella Fase 1 attraverso le piattaforme online, più per un bisogno di evadere dalla costrizione dal lockdown e di incontrare dei volti amici. Poi lo spazio è stato ben gestito e utilizzato per riflettere sui temi che “disturbavano”, quali le dinamiche familiari, i “nuovi” canali di relazioni con i figli o con gli ex partner.

Anche in questo caso siamo entrati uno nella casa dell’altro (una mamma una volta ha partecipato a tutta la durata dell’incontro dal bagno, unico spazio “privato”), abbiamo conosciuto animali domestici, parti di stanze e nuovi rumori che appartengono alle famiglie e alle persone che lavorano con le famiglie.

La Fase due non ha distratto dal mantenere i consueti appuntamenti, per tutti, ma sono cambiati i temi. Abbiamo potuto osservare, sicuramente su un piccolo campione di persone, che i ragazzi hanno reagito in maniera migliore rispetto agli adulti. Sono “scivolati” accomodandosi in situazioni più

o meno accettabili per loro. Forse sono abituati a sentire qualcuno che gli dice che cosa fare e cosa non fare, mentre noi adulti abbiamo fatto fatica a sentire qualcuno che limitasse la nostra conquistata libertà privata, che ci dicesse cosa fare e soprattutto cosa non fare. Siamo tornati forse anche noi un po’ adolescenti, alcuni con la voglia di trasgredire, altri con la volontà di rimanere diligentemente, e comodamente, dentro le regole.

Forse una soluzione accettabile è nel  vivere le situazioni senza fermarsi, lasciando che le fasi uno, due, ma soprattutto quelle di crescita possano essere fasi e non situazioni definitive. Il confronto aiuta sempre a fare emergere delle grandi e, spesso, inaspettate sorprese.

 

Pubblicato il 07.07.2020

Tratto da ASPNews_2_2020

 

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