Ad inizio agosto avevamo iniziato ad introdurre il ruolo del pedagogista all’interno dei Servizi Abitativi, senza però menzionare un tassello fondamentale che meritava un articolo a sé. Parliamo dei laboratori per famiglie che vivono una condizione di momentanea precarietà abitativa accolte in alloggi di transizione abitativa o  di pronta accoglienza. 

Nello specifico parliamo dei laboratori che mettono al centro il rapporto genitori–figli e che vengono organizzati e realizzati dai pedagogisti, dagli educatori e in stretta collaborazione con esperti e counselor esterni. Ecco in cosa consistono e quali sono le loro finalità.

Il ruolo dei laboratori per famiglie

La programmazione e la realizzazione di questi laboratori richiede una concertazione tra le diverse equipe dei servizi abitativi  e le associazioni che svolgono attività di comunità, ma richiede anche una buona conoscenza di quelle che sono le esigenze e le dinamiche genitoriali .

L’osservazione fatta in questi anni  ha messo in luce una tendenza all’isolamento e poco tempo dedicato alla costruzione della relazione madre e figlio anche attraverso l’utilizzo del gioco.

Per questo la realizzazione di questi laboratori ha come obiettivo quello di fornire maggiore consapevolezza e supportare fornendo strumenti affinché i genitori  possano poi in autonomia creare momenti genitori-figli ad hoc, comprendendo che a volte basta veramente poco per  rendere assolutamente felice un bimbo. 

Durante alcuni di questi laboratori rivolti alle famiglie, ad esempio, ci sono dunque i genitori che, insieme ai figli, realizzano oggetti con  materiale di scarto da appendere poi alle proprie porte. Questo per dare una connotazione agli spazi in cui vivono i bambini e per far riconoscere quindi le proprie abitazioni alle persone esterne alla struttura 

Quello del laboratorio è un modo per creare momenti genitori-figli ad hoc, facendo capire ai genitori che, con strumenti molto semplici è possibile trascorrere momenti piacevoli e di condivisione coi propri bambini. Non si tratta infatti di un laboratorio fine a se stesso, ma di un’attività che i genitori possono riproporre in seguito anche a casa loro, una volta terminato il laboratorio.

I percorsi educativi impostati per gli  adulti

Ma oltre ai laboratori per famiglie, sono anche presenti dei percorsi educativi impostati per gli  adulti. Si tratta in questo caso di percorsi di consapevolezza del proprio ruolo genitoriale, creati appositamente dai pedagogisti che hanno notato alcune difficoltà pratiche di gestione dei propri figli.

E’ stato fatto qualche incontro, nei quali venivano condivisi con i genitori i loro compiti principali, partendo dalla cura personale e dal benessere dei propri figli, con un’attenzione particolare anche all’attenzione. 

L’obiettivo principe consiste dunque nel sensibilizzare i genitori quali sono le attività che possono fare con i propri figli, ma anche far capire loro che non possono delegare la genitorialità ai fratelli maggiori, i quali a loro volta hanno bisogni caratteristici della loro età e proprio per rispondere a queste esigenze sono stati creati in questo senso dei percorsi con centri di aggregazione giovanile per creare momenti di svago e ludici con ragazzi. 

In un’altra struttura si è creato inoltre un angolo delle mamme, così che possano avere momenti per confrontarsi tra di loro su argomenti a piacere, coadiuvate e indirizzate da alcune counselor, per poi terminare l’incontro con momento di gioco insieme ai loro bimbi.

Difficoltà che si creano e soluzioni per risolverle

Certo, anche in questo caso le difficoltà non mancano e tra le più frequenti la principale risulta essere la carenza molto elevata di stimoli. Questo accade anche  perché spesso le famiglie vivono "alla giornata" e i bambini si relazionano spesso solo con altri bimbi, mentre i genitori faticano a  ritagliarsi momenti di condivisione insieme a loro. 

Un altro aspetto, invece, è legato alla provenienza  culturale: ci sono culture in cui ci si rapporta con modalità differenti con i bambini rispetto a quelle che noi riteniamo opportune e quindi anche parlare ai genitori di questi aspetti non è sempre semplice.

In linea di massima, infatti, i genitori tendono a delegare alla figura educativa, tuttavia non mancano i genitori molto attenti e finanche troppo protettivi. Per responsabilizzare maggiormente i genitori vengono organizzate di tanto in tanto delle riunioni per aumentare la consapevolezza circa le attività presenti  all’interno della struttura e quello che i genitori possono fare coi loro figli.

Questa routine degli incontri è stata fondamentale per i genitori, dato che è emerso che molti di loro non sapevano dell’esistenza di tali attività, ma erano comunque interessati a far partecipare i loro figli

Infatti, in questi casi è importante creare il più possibile momenti di condivisione tra genitori e figli. Non a caso c’è anche l’opportunità di andare in biblioteca e scegliere un libro per poi sfogliarlo insieme in un momento della giornata: sono state create alcune biblioteche interne alle strutture grazie alle donazioni di libri di alcune Associazioni.

È molto importante sensibilizzare i genitori e i bambini circa l’importanza del leggere che serve sia per tenere i bambini lontani dall’utilizzo eccessivo di dispositivi elettronici, sia per ritagliarsi momenti di condivisione coi propri figli.

Per quante difficoltà si creino, perciò, l’importante è sempre cercare di trovare una soluzione adeguata e che riesca anche ad essere utile per gli obiettivi che ci si è prefissati. 

 

Pubblicato il 15 settembre 2020

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