La puntata di Liberi Dentro - Eduradio, andata in onda giovedì 11 febbraio, si è aperta con una notizia davvero splendida portata alla luce dall’articolo di Matteo Vercelli sul quotidiano l’Unione Sarda che parla dell’entusiasmo dei detenuti nei confronti dei corsi universitari in carcere proprio in Sardegna.

 

Caterina Bombarda, conduttrice del programma radiofonico, ha posto subito l’accento su questa tematica sottolineando come addirittura oltre il 5% dei detenuti in Sardegna frequenta corsi accademici, contro la media nazionale che si aggira intorno all’1,4%. 

 

Un fenomeno assolutamente significativo e positivo, tanto da poter considerare la Sardegna come la regione capofila per la progettualità dei corsi accademici all’interno del panorama nazionale.

 

 

 

In questo senso appare fondamentale l’impegno da parte dell’Università nelle carceri per aiutare le persone detenute ad avere accesso a questi corsi, dato che la maggior parte di loro, purtroppo, non  riuscito nella vita ad avere accesso a questa possibilità a causa di vari fattori come l’analfabetismo o le scarse risorse economiche.

 

Però è importante che l’Università offra la possibilità di accedere al diritto allo studio anche alle persone ristrette per una crescita non solo personale, ma anche per rendere il carcere davvero una possibilità di ri-educazione. Così come per poterle farle crescere nella cultura e nella stima di se stessi, perché autostima e cultura sono strettamente legate fra di loro ed è giusto che tutti abbiano la possibilità di accrescere il proprio livello culturale, anche coloro che per un motivo o per un altro hanno dovuto scontare una pena in carcere.

 

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Pubblicato martedì 23 febbraio 2021
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