Nella puntata del 2 aprile di Liberi Dentro-Eduradio si è affrontato un tema molto interessante e di grande rilievo che riguarda tutte le persone che terminano il proprio periodo di detenzione. 

 

Si tratta nello specifico di come ci si sente e ci si percepisce una volta che finisce il periodo da scontare in carcere. Caterina Bombarda, conduttrice della trasmissione, ha dato voce alla testimonianza di Samad Bannaq, trentenne di origine marocchina che ha fatto ingresso nel carcere della Dozza nel 2012.

 

Samad racconta che una volta varcate le mura del carcere per uscirne, dopo aver sostenuto anche il periodo di riabilitazione, inevitabilmente, non si è più la stessa persona. La perdita di dignità, di privacy e il sentimento di umiliazione che spesso si prova  è qualcosa che nel corso del tempo segna le persone, anche quelle con la "corazza" più spessa. 

 

 

Per cui, anche quando avviene il momento di fine pena i fantasmi del passato rimangono sempre nella mente degli ex detenuti, così come i sentimenti di rabbia intensa  che solo dopo lunghi percorsi di supporto psicologico riescono ad essere attenuati.

 

Ciò che segna le persone durante la detenzione, non si cancella appena termina la pena. Samad racconta del suo percorso graduale, un cammino che non si può attraversare da soli e che riguarda chi ne è coinvolto, così come chi gli/le sta intorno.

 

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Pubblicato Martedì 27 aprile 2021
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