Martedì 20 luglio si è tenuto, a Palazzo D’Accursio e in diretta YouTube, il convegno “Grave Emarginazione Adulta: accoglienza, azioni, lavoro di comunità e una visione per il futuro”, promosso dall’Assessore alla Sanità e Welfare Giuliano Barigazzi e organizzato dal Comune di Bologna e da ASP Città di Bologna.
 
Attraverso la presentazione del documento a firma dell’Assessore Barigazzi, l’evento è diventato un'occasione per restituire alla città il lavoro svolto nell’ultimo triennio 2018-2021 nell’ambito del Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta, ripercorrendo gli interventi messi in campo a favore della popolazione senza dimora presente sulla città di Bologna, ma anche per delineare una visione futura in grado di affrontare le sfide ancora aperte.
 
 
 
 
Il fenomeno della homelessness a Bologna
 
Il tema che ha fatto da sfondo all’intera mattinata è stata la centralità della partecipazione nella programmazione, erogazione e fruizione dei servizi, che si rinforza nell’obiettivo che il Comune di Bologna e ASP auspicano di raggiungere nei prossimi anni: quello di una reale ed efficace co-progettazione dei servizi di Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta insieme agli enti del Terzo Settore. 
 
A Bologna transitano in un anno circa 4000 persone senza dimora le quali, proprio per la loro condizione, non possiedono un'abitazione e, in molti casi, una residenza. La condizione di povertà estrema è il risultato di fattori sociali, sanitari, economici e psicologici che conducono alla deprivazione ed alla marginalità.
 
Ciò che connota le persone senza dimora è una situazione di disagio abitativo,  che è parte determinante di una più ampia situazione di povertà estrema. L’esposizione prolungata alla vita in strada o in sistemazioni alloggiative inadeguate comporta conseguenze gravi e difficilmente reversibili nella vita delle persone, con un forte impatto anche in termini di costi sociali. Tra le persone senza dimora si registrano, infatti, tassi di malattia più elevati che tra la popolazione ordinaria, una speranza di vita più bassa, una maggior frequenza di vittimizzazione e maggiori tassi di incarcerazione.
 
Ciò che si è evidenziato è che nella vita delle persone senza dimora sono avvenute microfratture, cioè  lesioni quasi invisibili dell’esistenza che interessano sia la personalità che il contesto sociale e che si ripercuotono a un livello profondo del vissuto. Non per forza si tratta di eventi oggettivabili nella realtà, ma di quotidiani slittamenti di senso, di esperienze fallimentari che hanno la forza destrutturante di mettere in discussione e allentare il legame sociale. 
 
È difficile intercettare queste microfratture perché spesso si tratta di piccole privazioni quotidiane che assumono la loro pervasività solo nel lungo periodo e in modo graduale, spesso non percepite o non riconosciute nemmeno da chi le vive in prima persona. Sta proprio qui, a partire da queste lesioni, che comincia il lavoro dei servizi dedicati alla Grave Emarginazione Adulta. 
 
Quali sono i target presenti all'interno dei servizi GEA
 
Importante anche sottolineare quali sono le varie tipologie di target di persone che sono maggiormente presenti all’interno dei servizi a contrasto della Grave Emarginazione Adulta. . Nello specifico ecco di chi stiamo parlando:
 
  • persone italiane e straniere, multiproblematiche e con cronicizzazione dell’esclusione;
  • persone dimissibili dagli ospedali che necessitano di accoglienze temporanee e di interventi intensivi sul piano sociale;
  • persone con problemi di dipendenza patologica e/o disturbi di tipo psichico, spesso immigrati;
  • persone con vulnerabilità sociale e disturbi di personalità, che necessitano di azioni di supporto per evitare fasi di peggioramento;
  • coppie di persone senza dimora (eterosessuali, omosessuali, genitore-figlio/a, amica/o-amica/o) che hanno come unica relazione quella formata dalla coppia stessa; 
  • persone LGBT;
  • persone in uscita dagli Istituti di Pena;
  • anziani senza dimora per i quali è necessario intervenire per evitare gravi peggioramenti.
 
Come si sta contrastando la homelessness oggi: le azioni messe in campo da GEA
 
Al momento i servizi della Grave Emarginazione Adulta sono in prima fila per contrastare i disagi delle persone senza dimora, in particolare attraverso la messa in campo di servizi di accesso, presa in carico e accompagnamento, accoglienza e laboratori di comunità.
L’approccio capacitante è il superamento del tradizionale approccio assistenziale; quest’ultimo parte dall’analisi dei bisogni degli utenti e cerca di soddisfarli senza il loro coinvolgimento. In tal modo manca la risposta a un bisogno ignorato ma fondamentale: quello di poter esprimere il proprio “punto di vista” su ciò che li riguarda.
Le Competenze elementari prese in considerazione nell’approccio capacitante sono cinque:
 
  • La competenza a comunicare 
  • La competenza emotiva
  • La competenza a contrattare sulle cose che riguardano la vita quotidiana
  • La competenza a decidere, anche in presenza di deficit cognitivi e in contesti di ridotta libertà decisionale. 
 
Il lavoro di rete nell’intervento sociale consiste nella creazione di legami, energie, connessioni tra varie risorse formali, informali, primarie e secondarie al fine di promuovere il benessere della persona e della collettività.
 
E’ inoltre doveroso aggiungere che il lavoro di rete si svolge seguendo tre direzioni:
 
  • con la persona: si esplorano le reti in cui l’utente è inserito, si svolge un’azione di mobilitazione delle reti, promuovendo quelle già esistenti o supportando lo sviluppo di nuove reti;
  • nel servizio e tra i servizi: l’operatore si attiva  per creare connessioni nel servizio e tra diversi servizi per intervenire su un caso singolo o per attivare nuovi servizi necessari;
  • sul territorio: promozione di connessioni e legami tra varie risorse allo scopo di rendere il territorio più nutritivo.
 
Qualunque sia l’approccio che caratterizza la formazione di base del professionista dell’aiuto è importante che si passi da una cultura del bisogno e dell’assistenza a una cultura della possibilità, al riconoscimento di risorse individuali e ambienti di vita
 
Di fatto è determinante superare l’assistenzialismo con atteggiamenti di fiducia nel prossimo, di potenziamento delle opportunità anche in situazioni di grave marginalità, di pratiche d’aiuto che siano in grado di sviluppare condizioni attive e responsabili.
 
Se avete piacere di riascoltare tutti gli interventi, potete farlo direttamente sul canale YouTube del Comune di Bologna, al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=JEm-ZHsOIqw&t=8285s
 
Torniamo presto con nuovi aggiornamenti in materia di Grave Emarginazione Adulta, non perdete le prossime novità!
 
Pubblicato lunedì 2 agosto 2021
 
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