Una storia di dolore ma anche di grande coraggio, quella della famiglia El Nezzel,  diventata il simbolo del dramma della guerra in Siria attraverso lo scatto fotografico vincitore del Siena International Photo Award 2021 che ritrae Mustafa e Munzir : il bimbo nato mutilato a causa degli effetti del gas nervino sollevato dalle mani del padre, anche lui mutilato di una gamba a causa dello scoppio di una bomba.

L’arrivo, nove mesi fa, alla Caritas Diocesana di Arbia (Siena ) ha rappresentato per questa famiglia l’inizio di un percorso di speranza e rinascita che ieri è proseguito con l’arrivo al Comune di Budrio dove inizierà un lungo percorso riabilitativo e di integrazione con il supporto di una solida rete solidale.

Un’opportunità che stata resa possibile dall’attivazione del Sistema di Accoglienza e Integrazione – SAI- metropolitano del Comune di Bologna, in stretta collaborazione e sinergia con la nostra Unità Operativa del Coordinamento SAI DM-DS, e con il Comune di Budrio, che ha dato accesso ad un appartamento del progetto dedicato a profughi con vulnerabilità, gestito dalla cooperativa CIDAS.

Saranno impiegati operatori dell’accoglienza, psicologi, tutor per l’inserimento lavorativo, mediatori, coordinatori di progetto, che si manterranno in costante rapporto con le istituzioni pubbliche e sanitarie coinvolte, in modo da garantire il miglior sostegno, come accade con ogni attivazione di ospitalità di rifugiati.

Mosso dalla rete di solidarietà che si è creata anche il Centro Protesi Inail di Vigorso ha manifestato la propria disponibilità a predisporre e attuare i progetti protesici riabilitativi che risulteranno essere necessari.

Non mancheranno anche i momenti di svago e creazione di reti sociali, attraverso il mondo del volontariato locale che è pronto a far sentire a casa la giovane coppia e i figli.

Benvuta famiglia El Nezzel e buona vita!

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