Il percorso espositivo
Con i quadri che l'ASP Poveri Vergognosi ha gelosamente conservato per secoli, si è costruito un nuovo percorso espositivo, seguendo l'ordine dei vecchi inventari delle collezioni e lasciando riaffiorare in trasparenza, quello della collezione costituita dagli amministratori dell'Ente nei secoli passati per abbellire la propria residenza: è stato come rintracciare le tessere di più puzzles raggruppate per colore e dimensione e volerle riassemblare seguendo antichi disegni (i documenti d'archivio), inevitabilmente sbiaditi nel tempo.
Chi, nei secoli, varcava il portone di un'abitazione o la sede di un Ente, rimaneva ammaliato dalla bellezza degli apparati decorativi (quadri, statue, arazzi ed affreschi), dal mondo fantastico che questi dispiegavano sui muri dove santi ed eroi davano vita ad allegorie dai significati palesi alla cultura dell'epoca ma non alla nostra.
La storia dei bolognesi benestanti è fatta di vite vissute pacatamente in palazzi opulenti, una società che mai smise di credere negli ideali della Repubblica del Sapere di ateniese memoria, stemperati, però, dallo spirito cristiano della Controriforma.
Una cultura condivisa in salotti dove si era soliti rivestire la propria esistenza terrena di valori simbolici traslati dalla mitologia, valori resi espliciti ai visitatori da quadri di diverse epoche, scuole artistiche e soggetto.
Quadri riuniti con l'unico scopo di raccontare una storia, quella del padrone di casa, resa evanescente, lontana dalla realtà contingente, da una schiera di angeli, santi e sibille: un gioco di rimandi che, come un gioco di specchi, svanisce se si muta l'ordine originale.
L'arte non raffigura la realtà fenomenica ma come la percepiamo: il nostro modo di sentire e di vivere.
L'esposizione attuale è volta al recupero della storia dei quadri, oltre che a quella del fare artistico del loro autore: da chi furono commissionati, a che scopo, come furono riutilizzati dai Poveri Vergognosi e com'è mutata la loro percezione del tempo. Questa scelta è stata dettata dalla volontà di dare al visitatore la possibilità di fruire non solo della bellezza dell'opera ma anche dei mondi fantastici cui i quadri davano vita negli antichi allestimenti, perchè grazie a loro si può venire a contatto con la cultura di un epoca, con il modo di sentire di un singolo o di un'intera classe sociale.
Un mondo in continua evoluzione, quello in cui il quadro veniva inserito, cui veniva adeguato con ridipinture, perchè il valore delle opere d'arte non era dato principalmente dal prestigio di chi le firmava ma per ciò che in modo esteticamente accattivante sapevano rappresentare o solamente evocare.
Questa esposizione vuol essere perciò una sorta di macchina del tempo che permetta di apprezzare e vedere un quadro con gli occhi di chi lo commissionò, lo mise nella sala dei ricevimenti o in cima al suo letto per posarvi l'ultimo sguardo prima di addormentarsi.
Per tentare di cogliere i passaggi fondamentali, di cui i quadri si sono fatti portavoce nel corso dei secoli, si sono presi tre punti di vista: quello dell'artista, del collezionista e dei Poveri Vergognosi. In ognuna delle dodici sale dell'esposizione, questi percorsi interpretativi sono illustrati con schede di colore e titolo diverso: l'opera e l'artista, il gusto bolognese e un'ideologia al servizio del prossimo.
 
Tratto da M.Rubbini (2004), La Quadreria dei Poveri Vergognosi, Costa Editore, Bologna.
 
Pubblicato il 10 ottobre 2014