Centro per le famiglie

E’ arrivata l’estate! Lo Sportello Informafamiglie rimarrà chiuso al pubblico dall’8 al 19 agosto compresi. Il Centro per le Famiglie continuerà con lo svolgimento delle altre attività. Visita la pagina del Centro per le Famiglie Per qualsiasi comunicazione o per avere maggiori informazioni sulle attività del Centro per le Famiglie sarà possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById('cloakb8626d44127a791e34981584314f4469').innerHTML = ''; var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addyb8626d44127a791e34981584314f4469 = 'centrofamiglie' + '@'; addyb8626d44127a791e34981584314f4469 = addyb8626d44127a791e34981584314f4469 + 'aspbologna' + '.' + 'it'; var addy_textb8626d44127a791e34981584314f4469 = 'centrofamiglie' + '@' + 'aspbologna' + '.' + 'it';document.getElementById('cloakb8626d44127a791e34981584314f4469').innerHTML += ''+addy_textb8626d44127a791e34981584314f4469+''; . Buon ferragosto!
È prevista domani: 18 giugno dalle 10.00 alle 18.00 l’inaugurazione del Centro Metropolitano “Adozione Affido Accoglienza” (A.A.A.) nella sede della Casa della Salute Porto-Saragozza, in via Isaia 90. Il Centro Metropolitano A.A.A. è un servizio dell’AUSL di Bologna che lavora mettendo al centro i diritti dei bambini e delle bambine, preparando e sostenendo le famiglie adottive, affidatarie e accoglienti e supportando i servizi del territorio al fine di migliorare la cultura dell’Accoglienza. L’evento vedrà la presenza dell’Amministratore unico di ASP Città di Bologna Stefano Brugnara e delle operatrici del Centro per le Famiglie di ASP. Il Centro per le Famiglie di Asp è la sede delle equipes centralizzate Affido-Accoglienza e Adozione che lavorano in stretta collaborazione con le psicologhe del Centro AAA. La giornata rappresenta un’occasione di significativa importanza per la diffusione dell’etica dell’accoglienza , per la condivisione tra le famiglie accoglienti, adottive e affidatarie dei temi di maggior rilievo che si stanno vivendo. La giornata si articolerà come segue: In apertura dell’evento i saluti istituzionali. Seguirà la testimonianza di Alessandro Marchesini, un giovane ucraino che racconterà l’esperienza del suo viaggio di ritorno in Ucraina e dell’incontro con la sua famiglia d’origine. Dopo il taglio del nastro, la visita e la benedizione del centro, alle ore 12.30 si assisterà alla presentazione dell’Associazione “Ci vuole un Villaggio ODV”. L’associazione opera per favorire il sostegno ai bisogni di tutte le famiglie adottive, accoglienti e affidatarie offrendo servizi che le affianchino nei loro compiti educativi, promuove l’integrazione sociale e scolastica dei bambini adottati e stimola al superamento dell’esclusione e del bullismo. Alle ore 12.40 è prevista una pausa con buffet, organizzato dall’Associazione “Ci vuole un Villaggio ODV”, e durante la quale sarà possibile fare una visita guidata al Roncati insieme alla guida turistica Lilia Collina. Dalle 14.00 l’avvio di un confronto dal titolo “L’ACCOGLIENZA CHE CI UNISCE: UN DIALOGO TRA PROTAGONISTI- Riflessioni confronti ed orientamenti del Centro Metropolitano A.A.A. tra famiglie adottive, affidatarie, accoglienti, servizi e associazioni familiari. Saranno messi in luce tutti i progetti ad oggi presenti , in particolare dal Centro per le famiglie verrà approfondito il progetto Vicinanza Solidale del Comune di Bologna a cui il Centro per le Famiglie collabora in maniera sinergica da diversi anni . L’evento si concluderà, alle 17.45 con le considerazioni e proposte per il futuro della Psicologa Formatrice Franca Olivetti Manoukian. Per maggiori informazioni consultare il Programma.
In questi ultimi anni si è ampliata la tipologia delle richieste che le famiglie rivolgono ai servizi: nuovi timori legati al futuro dei figli adolescenti e preadolescenti, utilizzo delle tecnologie, limiti e regole, risorse e scelte, ecc. La quotidianità legata alla situazione pandemica, vede le famiglie insicure e spaventate. Ciò si riflette nella relazione con i figli e nei comportamenti dei figli stessi. Gli stessi giovani, meno vulnerabili al contagio, hanno sofferto pesantemente durante le diverse forme di lockdown che si sono succedute, costretti all’isolamento proprio nel momento in cui il loro naturale processo di sviluppo avrebbe dovuto aprirli alla socialità e al contatto con l’altro. Gli adolescenti, meno esposti a conseguenze gravi per la propria salute, hanno pagato un prezzo altissimo dal punto di vista della crescita personale e del percorso di vita. L’attenzione all’adolescenza come età complessa, con caratteristiche specifiche da conoscere e riconoscere, è una priorità da sostenere attraverso interventi professionali diversificati. Il Centro per le Famiglie di ASP, nell’ambito dei finanziamenti regionali dedicati a progetti a favore degli adolescenti, si è attivato per ampliare le proprie attività, volte ad accompagnare i ragazzi/e nel complesso passaggio all’età adulta, migliorandone gli stili di vita e il sistema di relazioni con coetanei e familiari. Il progetto AdoleScienza, attivo da marzo a dicembre 2022, vuole offrire nuove possibilità di consulenza, attraverso un approccio specifico e coordinato dei diversi servizi: NPI, Spazio Giovani, Servizi Educativi ed equipe educativa del Centro per le Famiglie di Bologna. Si attueranno attività informative, di orientamento e di approfondimento sulla fase dell’adolescenza rivolte alle famiglie ed agli adulti di riferimento delle/i ragazze/i, attività di sostegno alle competenze genitoriali attraverso consulenze ed altre forme di ascolto ed accompagnamento anche in rete con altri servizi socio-educativi e sanitari. Si attiveranno anche gruppi e azioni di confronto tra famiglie per facilitare l’auto mutuo aiuto, offrendo un sostegno pratico ed emotivo nella quotidianità a genitori di adolescenti e l’attivazione di gruppi di confronto e supporto tra ragazzi adolescenti. Tratto da ASPNEWS 1/2022
Dal primo marzo il Centro per le Famiglie si trasferirà in Via de Buttieri 5 A , 40125, Bologna. I nuovi locali ci consentiranno di accogliere con maggiore e migliore ospitalità i bambini e le loro famiglie per continuare ad offrire i nostri Servizi. Tutte le informazioni alla pagina Centro per le Famiglie
Con l’obiettivo di garantire a tutti i bambini adottati gli stessi diritti, la Corte costituzionale, affrontando una questione di legittimità costituzionale sollevata dal tribunale per i minorenni di Bologna, decide per l’incostituzionalità di due articoli - il 55 della legge del 1983 sulle adozioni, nonché l’articolo 300 del Codice civile (il secondo comma). Tutti i bambini adottati devono avere un legame giuridico con i parenti del genitore adottante. Lo ha stabilito la Corte costituzionale dichiarando illegittime le disposizioni che escludono, nelle adozioni di minori in casi particolari l'esistenza di rapporti civili tra il bambino adottato e i parenti dell'adottante. Le cosiddette adozioni “in casi particolari” riguardano quattro categorie di bambini adottabili, i bambini orfani di padre e di madre, i bambini afflitti da disabilità, i bambini nati da un precedente matrimonio, o ancora bambini che vivono con il coniuge del genitore biologico, comunque tutti i bambini che non sono altrimenti adottabili. Tutti questi bambini, per “colpa” delle leggi, non hanno gli stessi diritti degli altri. Per esempio nel cognome, nel ruolo del genitore, che non è un genitore fino in fondo, per cui il bambino non ha né nonni, né zii, né effettivi legami di parentela. Con gravi conseguenze, anche di tipo ereditario, ma anche nella garanzia di poter godere della stessa assistenza sanitaria o ancora degli alimenti. Rispetto alle adozioni “in via principale”, quelle di piccoli abbandonati o di coppie coniugate, parliamo dunque di bambini discriminati nei loro diritti. La Corte scrive che il mancato riconoscimento dei rapporti civili con i parenti di chi adotta viola l’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza e discrimina appunto quel bambino che è stato adottato nella categoria dei “casi particolari” rispetto agli altri figli più fortunati perché adottati nella pienezza del significato che il concetto stesso di adozione può avere. La conseguenza è che il bambino adottato “in casi particolari” non potrà godere, come scrive la Corte, delle “relazioni giuridiche che contribuiscono a formare la sua identità e a consolidare la sua dimensione personale e patrimoniale”. Tutto questo in netto contrasto con la nostra Carta che all’articolo 31 tutela “l’infanzia” e con l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che tutela a sua volta il rispetto della vita privata e familiare. Fonte: www.repubblica.it - Il Corriere di Bologna
Si è concluso giovedi 28 ottobre il percorso organizzato dall’Equipe Affido Accoglienza del Centro per le Famiglie, sul tema dell’affidamento familiare e dell’accoglienza familiare più in generale. Il percorso è stato suddiviso in due moduli: il primo ( due incontri), dedicato in particolare alle persone interessate ai progetti di vicinanza solidale (o affiancamento familiare), il secondo (altri tre incontri) dedicato ai progetti di affidamento familiare. Se nel primo caso le persone possono decidere se fermarsi dopo i due incontri nel secondo è necessaria la partecipazione a tutti e cinque gli incontri per un totale di 15 ore ( formazione richiesta alle risorse affidatarie, per normativa regionale). Sicuramente la modalità on line ci ha dato l’occasione di sperimentare nuove formule e competenze per interagire e coinvolgere le persone, che in totale sono state 21 (6 coppie e 9 single). Quattro di queste ultime ha partecipato unicamente al primo modulo e 17 persone hanno frequentato per intero. I temi affrontati hanno riguardato in generale : · le diverse forme dell’accoglienza familiare · il sistema dei Servizi a supporto delle famiglie, · come si può costruire vicinanza con un bambino e con la sua famiglia, · il ruolo dei Servizi, · la formalizzazione dei progetti e del percorso delle risorse impegnate in un progetto · la normativa e cornice giuridica dell’affidamento familiare, · le fragilità delle famiglie e la genitorialità sociale · dinamiche psicologiche dei progetti di affidamento e dei suoi possibili attori. Tutto questo intrecciato con numerose testimonianze, elemento preziosissimo a dire di tutti per immergersi più “concretamente”nelle esperienze teorizzate. Per informazioni sul prossimo corso si puo scrivere una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById('cloakfe0b81c23b93154743bf3a72494c3ced').innerHTML = ''; var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addyfe0b81c23b93154743bf3a72494c3ced = 'affidoaccoglienza' + '@'; addyfe0b81c23b93154743bf3a72494c3ced = addyfe0b81c23b93154743bf3a72494c3ced + 'aspbologna' + '.' + 'it'; var addy_textfe0b81c23b93154743bf3a72494c3ced = 'affidoaccoglienza' + '@' + 'aspbologna' + '.' + 'it';document.getElementById('cloakfe0b81c23b93154743bf3a72494c3ced').innerHTML += ''+addy_textfe0b81c23b93154743bf3a72494c3ced+''; o contattare il numero 3311715527
Dopo aver parlato dei Servizi alla domiciliarità, continuiamo ad addentrarci all’interno di un altro Servizio messo in campo da ASP Città di Bologna, ovvero il Centro per famiglie. In questo articolo ti spiegheremo nel dettaglio come si articola questo particolare Servizio e a chi si rivolge, con anche qualche informazione utile su come fare richieste. Come si struttura il Centro per le famiglie Il Centro per le famiglie è un servizio cittadino gestito da ASP Città di Bologna, in collaborazione con il Comune di Bologna Offre ai genitori della città con figli minori uno spazio di ascolto, orientamento e accompagnamento per affrontare situazioni per le quali si sente il bisogno di un confronto e un sostegno. Il Centro per le famiglie si rivolge alle famiglie con figli da 0 a 18 anni presenti sul territorio della città e intende porsi come punto di ascolto su diverse tematiche, come l'adolescenza, la nascita di un bambino la difficoltà nelle relazioni familiari, la separazione della coppia genitoriale. Il Centro per le famiglie si occupa tra le altre cose di dare informazioni e formazione a singoli, coppie, genitori e famiglie sul tema dell'accoglienza e affidamento familiare, e di accompagnare le coppie che intendono aprirsi al percorso adottivo. All'interno del Centro per le Famiglie si svolgono inoltre Come accedere ai Servizi del Centro per famiglie: Sportello Informafamiglie Apertura ai cittadini: lunedi martedi venerdi dalle 9 alle 13, martedi pomeriggio dalle 14.30 alle 17.30. Spazio Orientamento Adolescenza: Giovedi pomeriggio dalle 14.30alle 17.30 Accesso telefonico: lunedi martedi e venerdi dalle 12 alle 13 tel. 051 6201960 mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById('cloakcb419a787801729144492302970ed84a').innerHTML = ''; var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addycb419a787801729144492302970ed84a = 'centrofamiglie' + '@'; addycb419a787801729144492302970ed84a = addycb419a787801729144492302970ed84a + 'aspbologna' + '.' + 'it'; var addy_textcb419a787801729144492302970ed84a = 'centrofamiglie' + '@' + 'aspbologna' + '.' + 'it';document.getElementById('cloakcb419a787801729144492302970ed84a').innerHTML += ''+addy_textcb419a787801729144492302970ed84a+''; Pubblicato il 12 febbraio 2021
Archivi eventi - Confido Giovedi 29 ottobre2020 alle ore 21 in diretta Facebook sarà possibile partecipare alla presentazione del progetto Confido -Nuove comunità di affido familiare e adozione. Progetto a cura del Forum delle Associazioni Familiari finanziato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Verrà affrontato il tema dell'Accoglienza nella sua più ampia accezione,declinato e rappresentato dai punti di vista dei diversi relatori : Chiara Labanti- Centro per le Famiglie Asp Città di Bologna, Tiziana Giusberti per il Centro AAA dell'Asl di Bologna. e Maria Adele Mimmi Per l'Area Welfare del Benessere del Comune di Bologna per il collegamento sarà necessario accedere al profilo facebook @forumfamiglier
Si è già scritto e detto molto sulle varie conseguenze, stimoli, ed esigenze che il lavoro con il pubblico ha dovuto attraversare e ancora sta attraversando a causa dell’emergenza sanitaria. Al Centro per le Famiglie, le Consulenze educative agli adolescenti, ai genitori con figli adolescenti e al gruppo di genitori “Standard Minimo” sono continuati con varie modalità, su piattaforme online o sul classico canale telefonico. Alcuni ne hanno apprezzato i vantaggi, altri hanno deciso di sospendere momentaneamente le consulenze per la mancanza di uno spazio tranquillo per poter parlare. Alcuni genitori hanno avuto una fase iniziale difficile, ma poi hanno saputo cogliere questo tempo così particolare in casa per costruire uno spazio condiviso, per conoscere di più i propri figli e a volte riscoprirsi con nuove risorse e sorprese. La maggior parte dei ragazzi ha preferito continuare gli appuntamenti al telefono. Con grande sorpresa le parole non sono mancate, è piaciuta la possibilità di sentirsi più spesso, in modo più intimo e confidenziale. Gli argomenti sono stati molto vari: la scuola e le sue nuove forme, il tempo libero, gli amici, lo sport, sospeso oppure online.. Non sono mancate le confidenze sentimentali o la scelta delle serie TV! “Standard Minimo”, il gruppo per genitori con figli adolescenti, ha cominciato ad incontrarsi nella Fase 1 attraverso le piattaforme online, più per un bisogno di evadere dalla costrizione dal lockdown e di incontrare dei volti amici. Poi lo spazio è stato ben gestito e utilizzato per riflettere sui temi che “disturbavano”, quali le dinamiche familiari, i “nuovi” canali di relazioni con i figli o con gli ex partner. Anche in questo caso siamo entrati uno nella casa dell’altro (una mamma una volta ha partecipato a tutta la durata dell’incontro dal bagno, unico spazio “privato”), abbiamo conosciuto animali domestici, parti di stanze e nuovi rumori che appartengono alle famiglie e alle persone che lavorano con le famiglie. La Fase due non ha distratto dal mantenere i consueti appuntamenti, per tutti, ma sono cambiati i temi. Abbiamo potuto osservare, sicuramente su un piccolo campione di persone, che i ragazzi hanno reagito in maniera migliore rispetto agli adulti. Sono “scivolati” accomodandosi in situazioni più o meno accettabili per loro. Forse sono abituati a sentire qualcuno che gli dice che cosa fare e cosa non fare, mentre noi adulti abbiamo fatto fatica a sentire qualcuno che limitasse la nostra conquistata libertà privata, che ci dicesse cosa fare e soprattutto cosa non fare. Siamo tornati forse anche noi un po’ adolescenti, alcuni con la voglia di trasgredire, altri con la volontà di rimanere diligentemente, e comodamente, dentro le regole. Forse una soluzione accettabile è nel vivere le situazioni senza fermarsi, lasciando che le fasi uno, due, ma soprattutto quelle di crescita possano essere fasi e non situazioni definitive. Il confronto aiuta sempre a fare emergere delle grandi e, spesso, inaspettate sorprese. Pubblicato il 07.07.2020 Tratto da ASPNews_2_2020
Stiamo vivendo un periodo di incertezze, una situazione inedita. Oggi c'è bisogno più che mai di ascolto di sostegno e di avere la possibilità di parlare con qualcuno che ci possa offrire l’opportunità di non essere da soli. Anche essere in casa, con chi forse già non si andava d'accordo, può essere molto difficile. Il Centro per le famiglie mette a disposizione il servizio di ascolto gratuito e on-line gestito da educatori, counselor, mediatori familiari e psicologi. Verrà svolta una prima chiamata di accoglienza che raccoglierà i dati necessari e curerà la parte informativa, verrete poi contattati direttamente dagli operatori. Potete chiamare il numero 3311715527 il mercoledì dalle 10 alle 12. Pubblicato il 06.04.2020
Come ogni autunno sono ripartiti i gruppi di sostegno alla genitorialità adottiva, organizzati dagli operatori dell’équipe adozione di ASP Città di Bologna in collaborazione con AUSL. Si tratta di incontri mensili, condotti da un assistente sociale e uno psicologo, per offrire supporto ai genitori che intraprendono questo percorso, con la possibilità di confrontarsi proprie esperienze. Gli incontri si tengono nel Centro AAA di via Sant’Isaia e ciascun gruppo è composto da circa 10-15 coppie di genitori. Due le novità di quest’anno: il laboratorio “Ti racconto la tua storia” e un gruppo pensato specificamente per i ragazzini delle medie, prima di affrontare la scelta delle scuole superiori. “I genitori adottivi hanno necessità di avere sempre un’attenzione in più su certi comportamenti, domande e modi di relazionarsi dei propri figli – racconta Chiara Labanti, responsabile del Centro per le Famiglie di ASP –. Per questo offriamo un supporto di gruppo per le famiglie con bambini di diverse fasce d’età, dai piccolissimi fino agli adolescenti”. Due gruppi di post-adozione coinvolgono le famiglie con bambini piccoli, fino all’ultimo anno di scuola materna, un altro gruppo segue famiglie con bambini delle scuole elementari e un quarto riunisce i genitori dei ragazzini delle medie, fino alla prima superiore. Quest’anno, il laboratorio “Ti racconto la tua storia” coinvolgerà un nuovo gruppo di genitori di bambini che frequentano la scuola materna, che lavoreranno sul passato dei propri figli, per avvicinarsi, anche con le poche informazioni a disposizione, a quella parte di vita che il bambino ha trascorso con i propri genitori biologici. Nei primi quattro incontri si utilizzeranno strumenti diversi, come libri per bambini che possano mettere in contatto con le proprie emozioni, diari di ragazzini adottati ed esperienze di altri genitori adottivi. Nei laboratori verranno usati cartoncini colorati, fili di lana e tecniche di collage per ricostruire le tappe e i contesti affettivi nei quali i bambini sono cresciuti: ciascun genitore imparerà a costruire librini diversi, che potrà proporre al proprio figlio quando sente che sarà il momento. “L’adozione è un passaggio particolare della vita di questi bambini: occorre ripercorrerne le diverse tappe, perché andranno a costituire la loro identità – racconta Chiara Labanti –. Questo percorso è volto a ‘ricucire’ il momento di separazione del bambino dai genitori biologici, perché possa fare domande e possa arrivare ad accogliere la propria storia”. Per i ragazzini delle medie, inoltre, quest’anno sono stati organizzati nuovi laboratori, in parallelo a quelli per genitori, dove operatori dedicati lavoreranno con loro sul tema della scelta. Attraverso attività di gruppo e laboratori artistici, questi ragazzi rifletteranno sul proprio modo di essere e su come arrivare a prendere le prime decisioni importanti, come ad esempio la scelta della scuola superiore. Pubblicato il 16 dicembre 2019 Tratto da ASPNEWS 4_2019
Giovedì 28 novembre 2019 a San Giorgio in Poggiale, Bologna, avrà luogo l'iniziativa della Fondazione Augusta Pini, Il figlio alienato , iniziativa patrocinata anche da ASP Città di Bologna, con la partecipazione di Chiara Labanti, Responsabile del Centro per le Famiglie di ASP. “Il figlio alienato” è un’iniziativa finalizzata a sensibilizzare sia gli addetti ai lavori, ma soprattutto chi ne è coinvolto, sulle problematiche delle separazioni conflittuali della coppia genitoriale, per rendere meno difficile il distacco e per tutelare e proteggere i figli nell’infanzia, e adolescenza, per un loro sviluppo emotivo e relazionale più confacente. La tematica sarà approfondita in questo evento gratuito ed aperto a tutti e vedrà dialogare la giurisprudenza, la psicoanalisi e le scienze sociali, su un argomento di grande attualità e interesse comune. Relatori: Giorgio Palmeri | Presidente Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus Clede Maria Garavini | Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Emilia-Romagna Annarita Petrilli | Responsabile Clinico Area Psicologia Giuridica - Fondazione Augusta Pini Stefania Tonini | Avvocato Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Bologna Francesco Brandoli | Avvocato e mediatore famigliare Gina Simoni | Responsabile Servizi e Interventi famiglie e minori del Comune di Bologna Chiara Labanti | Responsabile del Centro per le Famiglie di ASP Città di Bologna Maria Bisegna | Presidente Associazione Nonne Nonni Penalizzati dalle Separazioni Onlus Dibattito e conclusioni Modera Andrea Gori – Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus Collabora Gioacchino Onorati – Aracne TV In collaborazione con Associazione Nonne Nonni Penalizzati dalle Separazioni Onlus Con il patrocinio di: Comune di Bologna ASP Città di Bologna Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna Media partner: Aracne TV Iscrizione gratuita con posti limitati: Eventbrite Per informazioni: Info: 333.9135615 Comunicato stampa tratto da https://www.fondazioneaugustapini.it/promozione/conferenze/conferenze/il-filglio-alienato Pubblicato il 27 novembre 2019