Contrasto grave emarginazione adulta

Sarà aperto 5 giorni a settimana lo sportello di ascolto, supporto, orientamento rivolto alle persone LGBTIQI+, con un segretariato sociale che mette in rete i servizi cittadini per sostenere l'uscita da situazioni di violenza e discriminazione. ASP Città di Bologna è partner del progetto e sarà attiva attraverso la formazione con e tra operatori/operatrici sociali. -------------------------- Venerdì 22 luglio alle ore 9.30, apre il segretariato sociale del Cassero, nella sede dell’associazione, in via Don Minzoni 18. Questo nuovo servizio è reso possibile dalla vincita di un bando Unar, ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, per rafforzare o creare sportelli di questo tipo in tutta Italia. Tutti i servizi di welfare interni al Cassero diventano parte di un vero e proprio sportello antidiscriminazione rivolto alle persone LGBTIQIA+. L'obiettivo di Spazio LGBTI+ Cassero è migliorare le condizioni di vita materiali e psicologiche delle persone LGBTQIA+ che hanno subito o subiscono violenze e discriminazioni a causa del proprio orientamento e identità di genere. Il progetto adotta un’ottica intersezionale che tiene conto contemporaneamene anche di altri fattori di discriminazione ed è gestito da persone LGBTIQIA+, seguendo un metodo peer to peer. Quando si vive una situazione di marginalità multipla, spesso è come se il proprio capitale sociale, e la possibilità di agire concretamente sulla propria vita, venissero erose. Lo sportello mira ad aiutare le persone in situazioni di fragilità a ricostruire una rete di relazioni e il proprio benessere in senso ampio, non solo riferito alle necessità di sopravvivenza. In questo processo viene recuperata anche la propria autodeterminazione di essere umano. La rete di servizi che si è creata - dichiara la vicesindaca Emily Clancy - mira ad un empowerment delle persone, in modo da non fornire solo assistenza, ma la possibilità di recuperare autonomia e ricostruire la propria vita . Camilla Ranauro, presidente del Cassero sottolinea che: discriminazioni e violenza verso le persone LGBTQIA+ si esercitano in ogni contesto della vita: a casa, al lavoro, a scuola, nel percorso migratorio, quando si è ormai anziani, etc. Ciò accade anche all’interno dei servizi sociosanitari . Per questo le persone LGBTIA+ a volte non si rivolgono ai servizi perché non si sentono tutelate, oppure non ricevono una risposta adeguata. Inoltre, sottolinea Margherita Neri, vice presidente di Piazza Grande, primo partner del Cassero: Intorno al 30% delle persone senza dimora sono LGBTQIA+. Era ormai da tempo giunto il momento di creare un servizio dedicato . Il Cassero, insieme alla rete di partner mette a sistema i servizi di aiuto, supporto e orientamento che ha già attivi: il telefono amico lo sportello di sostegno psicologico e quello giuridico il settore Scuola e formazione il settore Salute gruppi di socializzazione La rete dei partner offre altri contributi, come il sostegno sul disagio abitativo, nel caso di PiazzaGrande o l'inserimento lavorativo nel caso dell’ente di formazione Enfap. Allo sportello sociale potrai: accedere a colloqui individuali ricevere informazioni dettalgiate sui servizi fissare un appuntmento per sportello psicologico e giuridico ricevere orientamento e accompagnamento ai servizi competenti per la presa in carico Come accedere allo sportello: l'accesso è libero e puoi recarti direttamente negli orari di apertura: dalle 9.30 alle 13.30 il martedì, mercoledì e venerdì; dalle 15 alle 18 il lunedì e il giovedì puoi telefonare al numero 3880925933 L’elenco completo dei partner: Unar Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le pari opportunità Regione Emilia-Romagna - Assessorato Pari opportunità Comune di Bologna ASP Città di Bologna Casa delle donne per non subire violenza Bologna Enfap Emilia-Romagna Legacoop Bologna Coordinamento Arcigay Emilia-Romagna Consulta la carta dei servizi Fonte: Comunicato Stampa - Comune di Bologna
Un “percorso di ascolto verso la definizione del nuovo Piano Sociale e Sanitario Regionale” dell’Emilia Romagna, così è definito il ciclo di incontri tematici che mirano ad un confronto sinergico e condiviso tra mondo del Terzo settore, Università, Organizzazioni sindacali, Centrali cooperative ed esperti. Nell’ambito del terzo appuntamento dal titolo “Politiche dell’abitare e dimensione sociale”, previsto per l’11 maggio, il contribuito di ASP ai dialoghi e ai gruppi di lavoro verso la costruzione del testo finale del PSSR, si manifesterà attraverso la voce di Annamaria Nicolini del Servizio Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta, che ha approfondito il tema delle “Esperienze di Social Housing nei percorsi di cura”.
Attiva dagli anni Novanta, l’Unità di strada (Uds) è un servizio di ASP Città di Bologna rivolto a persone con consumo problematico e dipendenza da sostanze che hanno in prevalenza una vita di strada. Dal 2014 è gestito dalla cooperativa sociale Open Group. Le attività dell’Unità di strada si svolgono direttamente nei luoghi di aggregazione spontanea dei consumatori di sostanze e all’interno di una sede fissa. Da pochi giorni il servizio si è trasferito in via Carracci 59, in Bolognina. Nella nuova sede vengono offerti quei servizi che, negli spazi precedenti in via Polese, non era possibile realizzare. In particolare, la collocazione nei nuovi locali favorisce la collaborazione con altri servizi di bassa soglia presenti in quartiere e con il programma integrato “Dipendenze patologiche e assistenza alle popolazioni vulnerabili” del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell’Azienda Usl di Bologna. La sede di via de’ Carracci, che prende il nome di Unità di Strada – Fuori Binario, si configura come un servizio di riduzione del danno: uno spazio che offre accoglienza diurna, ascolto e orientamento ai servizi per le tossicodipendenze, counseling e informazioni sulle sostanze psicoattive. Lo sportello è aperto dalle 10 alle 17 dal lunedì al venerdì. Ogni giorno, inoltre, gli operatori effettuano uscite a piedi e con un furgone attrezzato. Particolare attenzione è rivolta ai soggetti che, oltre al consumo di sostanze, rientrano nelle cosiddette fasce deboli e presentano alti livelli di fragilità sociale o sanitaria. Il servizio offre: • informazioni sugli effetti e i rischi delle sostanze stupefacenti • informazioni, orientamento e accompagnamento ai servizi sociosanitari • distribuzione di materiale sterile a scopo preventivo • ritiro di materiale sanitario usato • prevenzione sanitaria • accompagnamenti presso l’Unità mobile per la terapia metadonica per persone con problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti oppiacei. Parallelamente, gli operatori dell’Unità di strada, insieme a rappresentanti del Comune, del Quartiere e delle forze dell’ordine, portano avanti un lavoro di comunità per informare e sensibilizzare le persone del quartiere circa il servizio e i benefici che darà al territorio, ma anche per progettare strategie comuni per prevenire e ridurre possibili problemi di ordine pubblico, di sicurezza e di salute. Gli stessi utenti del servizio vengono coinvolti in percorsi di cittadinanza attiva, laboratori artistici, attività culturali e sportive in grado di rompere la routine quotidiana e favorire l’inserimento sociale. Nel 2021, l’Unità di strada ha incontrato 344 persone, di cui 135 nuovi utenti. I contatti totali sono stati 5.431 Comunicato stampa a cura del Comune di Bologna : https://www.comune.bologna.it/notizie/lunita-strada-cambia-sede
Il Piano Freddo 2021-2022 promosso il 1 dicembre dal Comune di Bologna, e attuato da Asp Città di Bologna in collaborazione con il Consorzio L'Arcolaio sta per giungere alla conclusione, giovedì 31 marzo. Il progetto ha previsto l’accoglienza notturna delle persone fragili che dormono in strada durante il periodo invernale in strutture apposite nel rispetto delle norme di prevenzione del Covid-19. Facciamo dunque un riepilogo di come è andato il Piano Freddo in questi 4 mesi invernali e quali sono stati i punti di forza del progetto. Quali sono stati punti di forza del Piano Freddo 2021/2022 Come è ormai consuetudine da diversi anni, il servizio Help-Center – Città Prossima si è attivato in modalità mobile per raggiungere le persone in strada in condizioni di marginalità. Le uscite sono state guidate dalle segnalazioni da parte dei servizi, delle stesse persone senza dimora e dei cittadini. Infatti, contestualmente all’avvio del piano freddo, si è maggiormente divulgata la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById('cloak0dfda33cb6070018d5cda8b5685c258d').innerHTML = ''; var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addy0dfda33cb6070018d5cda8b5685c258d = 'instrada' + '@'; addy0dfda33cb6070018d5cda8b5685c258d = addy0dfda33cb6070018d5cda8b5685c258d + 'piazzagrande' + '.' + 'it'; var addy_text0dfda33cb6070018d5cda8b5685c258d = 'instrada' + '@' + 'piazzagrande' + '.' + 'it';document.getElementById('cloak0dfda33cb6070018d5cda8b5685c258d').innerHTML += ''+addy_text0dfda33cb6070018d5cda8b5685c258d+''; alla quale chiunque può scrivere circa la presenza di persone in strada. Questa modalità ha rappresentato un enorme vantaggio per gli operatori e ha inoltre consentito di monitorare la città in maniera diffusa e di venire a conoscenza di situazioni non note ai servizi. Gli operatori, durante il periodo del Piano freddo 2021-2022, hanno infatti elaborato un totale di 1084 segnalazioni. Le persone accolte quindi erano nella maggior parte già conosciute dai servizi di prossimità, altri casi più fragili sono stati messi in protezione rapidamente. Anche quest’anno sono state diverse le persone “irriducibili” che hanno accettato un posto in struttura, frutto del lavoro di relazione nel tempo. Un altro punto di forza che ha caratterizzato il Piano Freddo 2021/2022 è stata l’atmosfera serena che si è respirata in generale nelle strutture di accoglienza, con un numero inferiore di allontanamenti rispetto agli anni precedenti, nonché molta flessibilità e competenza delle equipe nell’accettare i ritmi e le necessità, soprattutto delle persone più diffidenti. Infine, anche quest’anno una grande rete di volontari ha consentito di portare valore aggiunto ai servizi istituzionali. Si sono tenuti infatti corsi di formazione per i cittadini che si sono resi disponibili che hanno prestato il loro servizio nelle strutture o in strada dando un prezioso apporto al lavoro già prezioso degli operatori professionisti. I numeri del Piano Freddo dal 1 dicembre 2021 al 31 marzo 2022 Come ogni anno è giusto offrire un breve riepilogo rispetto a ciò che è stato il Piano Freddo, e lo vogliamo fare dando qualche numero, iniziando dagli accessi. I posti letto messi a disposizione dalle strutture per il Piano freddo 2021-2022 sono stati in totale 212 (a cui si aggiungono i posti letti ordinari, per un totale complessivo di 550 posti letto), suddivisi tra: ● Sottocoperta (Casa Zaccarelli): per il Piano Freddo sono stati messi a disposizione 30 posti; ● Rifugio: per il Piano Freddo è stato messo a disposizione un posto; ● Casa Willy: la struttura ha messo a disposizione 51 posti; ● Beltrame: sono stati messi a disposizione 25 posti; ● Villa Aldini: la struttura ha messo a disposizione 52 posti; ● Fantoni: sono stati messi a disposizione 23 posti; ● Locomotiva: ha previsto 4 posti per il Piano Freddo; ● Rostom: la struttura ha a disposizione 10 posti per il Piano freddo; ● Parrocchie: le parrocchie di S. Antonio da Padova a la Dozza, di S. Bartolomeo della Beverara, di S. Donnino e di S. Rita hanno complessivamente messo a disposizione 16 posti per il Piano Freddo. Inoltre sono stati messi a disposizione 4 posti Pris in strutture dedicate. Un totale di 300 persone sono state ospitate nelle strutture previste per il Piano Freddo, ripartite in questo modo: 1. Villa Aldini: 86 persone; 2. Casa Willy: 81 persone; 3. Sottocoperta (Casa Zaccarelli): 38 persone; 4. Beltrame: 45 persone; 5. Locomotiva: 10 persone; 6. Fantoni: 12 persone; 7. Rifugio: 4 persone; 8. Rostom: 10 persone; 9. Parrocchie: la parrocchia di S. Bartolomeo della Beverara ha accolto complessivamente 4 persone; la parrocchia di S. Donnino 2 persone; la parrocchia di S. Antonio da Padova alla Dozza 7 persone; la parrocchia di S. Rita 1 persona. Inoltre sottolineiamo come la percentuale di persone che nel corso del Piano freddo 2021-2022 è stata ospitata da più di una struttura sia dell’11.6%; e che tra le persone accolte, gli uomini sono 253 mentre le donne 47. L’età delle persone accolte quest’anno è mediamente alta. Infatti, la maggior parte delle persone fragili ospiti nelle strutture ha un’età compresa tra i 31 e i 64 anni. Concludiamo con un accenno alle nazionalità che sono state ospitate durante il Piano Freddo, in cui spiccano gli stranieri, ben 219 (tra cui 180 persone non comunitarie e 39 persone comunitarie straniere), contro le 81 persone italiane accolte nelle varie strutture. Dopo il Piano Freddo i servizi della Grave Emarginazione Adulta continueranno ad occuparsi delle persone senza dimora provando ad essere a fianco e a supporto dei più fragili. Sempre. Tratto da Bologna ti da
Vista l’emergenza sanitaria da Covid-19 che ha comportato l'esigenza di concentrarsi sul contrastare la dispersione scolastica dei minori appartenenti ai nuclei di etnia sinta, è stato necessario costruire azioni che permettessero di riappropriarsi della vita sociale e delle proprie esistenze ricostruendo un’identità comune. ASP Città di Bologna ha quindi concordato con il Consorzio L’Arcolaio che si occupa della gestione delle azioni a supporto della Comunità Sinta di Bologna, la rimodulazione delle azioni del progetto in ottica di promozione del benessere e di facilitazione dei processi di integrazione sul territorio, con un focus specifico sull’adesione scolastica dei/delle minori. Il progetto in questione prende il nome di Biblioterapia e in questo articolo ve ne illustreremo gli obiettivi, i benefici e ovviamente i destinatari specifici. Leggi l'articolo completo su bolognatida.it
Confermato anche per il 2022 il programma educativo rivolto ai detenuti avviato durante il lockdown con l’intervento settimanale di professionisti AUSL su tanti temi di prevenzione e promozione della salute Tutti i giorni, dalle prime ore del mattino su Radio Città Fujiko e durante il giorno su LepidaTv e TeleTricolore, nelle celle della Casa Circondariale Rocco D’Amato di Bologna, nota anche come carcere Dozza, risuonano le voci e i volti di Liberi dentro Eduradio&tv, la trasmissione che fa da ponte tra il carcere e la città. Nato nell’aprile 2020, su iniziativa delle associazioni di volontariato che operano in carcere per far fronte alle restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19, il progetto è coordinato da ASP Città di Bologna e portato avanti dall’associazione Insight assieme alle altre realtà associative del carcere. Da subito anche l’equipe sanitaria dell’Azienda USL che si occupa dell’assistenza ai detenuti è stata coinvolta con una rubrica settimanale dedicata alla promozione della salute. Ora l’Azienda USL entra a far parte del coordinamento del progetto, sostenendo con un finanziamento di 12.000 euro le attività per il 2021-2022, per proseguire la collaborazione tra istituzioni e volontariato in un’ottica di rafforzamento dell’integrazione socio-sanitaria necessaria a rispondere sempre meglio ai bisogni dei detenuti e dei cittadini. Tantissimi i temi affrontati nella rubrica sulla salute in questo primo anno e mezzo con l’apporto di oltre 30 professionisti dell’Azienda USL e del Policlinico Sant’Orsola per parlare di alimentazione, diabete, fumo, ortodonzia, salute mentale e dipendenze, oltre alla rubrica di ginnastica da camera guidata dalla Medicina dello Sport. Grazie a Liberi dentro, inoltre, è stato possibile spiegare in maniera approfondita le misure di prevenzione indispensabili per contrastare la diffusione del Covid-19 e di altre malattie infettive, e il funzionamento del vaccino anti-covid per sostenere l’adesione alla campagna vaccinale anche in carcere. Oltre ad approfondimenti con esperti, la rubrica mira a facilitare per i detenuti l’accesso ai servizi sanitari al momento della scarcerazione alla fine della pena, attraverso puntate sul campo per mostrare, per esempio, come arrivare agli ambulatori ad accesso diretto per le malattie a trasmissione sessuale o ai servizi di strada per le tossicodipendenze, ma anche come attivare il proprio Fascicolo Sanitario Elettronico. Interviste e approfondimenti pensati per il carcere ma sempre utili anche alla cittadinanza. Non solo sui temi di salute, ma anche cultura, religione, cucina, teatro, sport con un occhio all’attualità. Sono oltre 500 le puntate andate in onda finora, per oltre 250 ore di contenuti, raggiungendo giornalmente in media circa 7.000 persone via radio e 20.000 tramite le emittenti televisive coinvolte nel progetto. Il progetto ha ricevuto anche l’apprezzamento da parte della Ministra della Giustizia Marta Cartabia che l’ha ritenuta un’iniziativa utile nell’ottica della funzione rieducativa della pena e nel far conoscere la vita nel carcere, in un momento come quello della pandemia che ha portato in primo piano i problemi di salute fisici e psichici dei detenuti, anche a motivo dell’interruzione di molte attività presenti negli Istituti Penitenziari. Ora la programmazione dell’equipe sanitaria va avanti con puntate dedicate ai programmi di screening oncologici e una nuova collaborazione con Psicoradio, la trasmissione radiofonica del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL. Con già quindici anni di esperienza alle spalle, la radio della mente gestita da persone con disturbi psichici, è una sorella maggiore da cui imparare, soprattutto verso un ulteriore obiettivo ambizioso per il futuro: coinvolgere anche detenuti ed ex detenuti nelle trasmissioni attraverso laboratori dedicati al progetto, per mettere in relazione direttamente carcere, esperti e cittadini sui temi più attuali e rilevanti di salute dei singoli e della collettività. -- Liberi dentro Eduradio&tv va in onda dal lunedì al venerdì su Radio Città Fujiko 103.1 alle 6.30 e alle 9, su LepidaTV (canale 118) alle 13 e in replica alle 17, e su Teletricolore (canale 636) alle 17. Sabato e domenica su Teletricolore alle 11 e su LepidaTV alle 13 e in replica alle 17. Visita la sezione dedicata al progetto sul sito della AUSL. Ascolta i podcast delle puntate Comunicato stampa a cura di AUSL Bologna
Venerdì 26 novembre dalle ore 18:00 al 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 in via Giuseppe Tartini 3, presentazione e illustrazione pubblica dei progetti “Out of Shade” e “Shelt(H)er”, a sostegno di donne senza dimora vittime di violenza di Asp Città di Bologna, Associazione MondoDonna Onlus e Cooperativa Sociale Società Dolce. ore 18 ingresso e saluti istituzionali con partecipazione di: Emily Clancy | Vicesindaca e assessora con delega al contrasto alle discriminazioni, lotta alla violenza e alla tratta sulle donne Monica Brandoli | ASP Città di Bologna Loretta Michelini | Presidente Associazione MondoDonna Onlus Luciano Serio | Cooperativa Sociale Società Dolce ore 18.30 Esperienze a confronto, dialogo tra: Maria Chiara Rosa | Associazione MondoDonna Onlus Mariarosa Amato | Cooperativa Sociale Società Dolce Annamaria Nicolini | ASP Città di Bologna Caterina Cortese | fio.PSD - Osservatorio sulla condizione delle Persone Senza Dimora L’incontro sarà accompagnato da intermezzi musicali dell’Orchestra SenzaSpine. Durante la serata verranno, inoltre, proiettati alcuni video a cura di Lorenzo Amorosi. Andrea Cavalieri legge un brano tratto dalla pièce teatrale “ Le donne non si sono ancora estinte” ore 20.15 aperitivo con musica *** Ingresso gratuito con esibizione del green pass e Tessera Arci 2021/22. Info e aggiornamenti: Evento Facebook Bologna di traverso Leggi le altre notizie sul contrasto alla grave emarginazione adulta
Anche quest’anno, per il terzo anno consecutivo, la Fondazione ERT in collaborazione con Cineteca, attraverso la Tessera One For You, permette ai beneficiari dei servizi e delle strutture di accoglienza di ASP Città di Bologna di accedere alla Stagione 2021/2022 presso il Teatro Arena del Sole e presso il Cinema Lumière al prezzo simbolico di un euro. Anche i beneficiari dei servizi di Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta, Protezioni Internazionali e Servizi Abitativi saranno fruitori di questa interessante e preziosa iniziativa. I titolari della tessera potranno presentarsi direttamente, durante tutto l’arco della stagione, alla biglietteria del Teatro e del Cinema con la tessera e acquistare il biglietto al prezzo, appunto, di un euro. L’iniziativa One For You ha un grandissimo valore educativo e simbolico: da un lato, la possibilità di partecipare ad una proiezione o di assistere a una pièce teatrale permette di ri-abilitare e ri-scoprire la sfera dei desideri e della “cura del bello”, fondamentale nel percorso di reintegrazione sociale della persona. Dall’altro, questa possibilità è la conferma che la Cultura è davvero per tutti, indipendentemente dai fattori sociali, economici e culturali che influenzano la vita della persona. Sembra doveroso infine cogliere questa occasione per rilanciare l’importanza di tornare tutte e tutti al cinema e a teatro, in questo momento più che mai. Sostenere la cultura è il modo migliore per tornare a quella normalità in cui tutti speriamo. Torniamo presto con nuove notizie in materia di Grave Emarginazione Adulta nel panorama bolognese! Tratto da www.bolognatida.it
Come ogni anno, il Comune di Bologna ed ASP Città di Bologna, in collaborazione con il Consorzio Arcolaio che gestisce i servizi dedicati alla grave emarginazione adulta, stanno predisponendo il Piano Freddo 2021/2022, per dare riparo alle persone fragili che vivono in strada nei giorni di freddo intenso. Anche quest’anno è aperta la raccolta di coperte, piumoni, sacchi a pelo e lenzuola singole presso gli uffici di ASP Città di Bologna presso il Palazzo della Formazione di via Bigari 3, terzo piano. Sarà possibile consegnare dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 12,00. Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero 051 6201901 Leggi le altre informazioni sui servizi di contrasto alla grave emarginazione adulta
Bologna Di Tra Verso 2021 è un festival di due giorni a Bologna co-progettato tra l’associazione Naufragi, le cooperative socie, ASP Città di Bologna e altre realtà e associazioni del panorama bolognese. Il Festival si articola in due giornate di promozione della cultura del sociale: eventi sportivi, attività laboratoriali, proiezioni e convegni realizzati in spazi pubblici e privati. Leggi il programma completo Sarà un’occasione di ritrovo, di conoscenza e di discussione, all’aperto e in sicurezza, che coinvolgerà i cittadini e le cittadine con dimora, le comunità di soggetti vulnerabili, le realtà facenti parte di Naufragi e quelle che con essa collaborano da anni, le Istituzioni. La varietà di linguaggi e la molteplicità di voci darà un’impronta innovativa al Festival, approcciandosi con nuovi strumenti e nuove collaborazioni ai destinatari, rielaborando la struttura del festival Bologna Di Tra Verso già proposta nel 2019 con positivo riscontro da parte della città. L’attuale momento storico, segnato da una emergenza sanitaria a livello mondiale, che ci ha relegati ancora di più nei personali spazi privati, fa sì che, ancora di più di quanto già normalmente non accada, le realtà che accolgono persone vulnerabili rischino di restare isolate e le persone che le abitano siano escluse dalle dinamiche sociali ed economiche della città. È quindi necessaria una riflessione, a partire dal punto di vista socio-culturale, in riferimento a come, ciò che sta accadendo, si ripercuote sulla capacità del territorio di continuare a garantire coesione sociale e sostegno alle categorie più vulnerabili e come invece rischi di andare ad inficiare in maniera ancora più forte l’esistenza di fasce della popolazione già in difficoltà. Il Festival si apre con il tour di Gira la Cartolina del laboratorio Scalo giovedì 23 settembre. Sabato 25 settembre al polo del Lazzaretto una giornata di sport inclusivo e giochi dalle 15 alle 23. Ci saranno varie attività, incontri e proiezioni pensate insieme ai servizi afferenti al polo che coinvolgeranno beneficiarə, operatorə e pubblico cittadino. Domenica 26 al Centro Beltrame dalle 15 alle 18.30, con laboratori sul verde e legati al tema dell'ecologia relazionale, dimostrazioni sportive, musica e un mercatino dell'artigianato. Dalle 19.30 al Fuori Orsa per l'incontro finale sul tema del lavoro di rete e la proiezione conclusiva del festival. Il Festival si svolgerà nel rispetto delle norme anti-contagio da Covid-19; pertanto, per partecipare è necessario essere muniti di Certificazione verde COVID-19 (Green Pass). Tutti gli eventi sulla pagina facebook di Associazione Naufragi
Martedì 20 luglio si è tenuto, a Palazzo D’Accursio e in diretta YouTube, il convegno “Grave Emarginazione Adulta: accoglienza, azioni, lavoro di comunità e una visione per il futuro”, promosso dall’Assessore alla Sanità e Welfare Giuliano Barigazzi e organizzato dal Comune di Bologna e da ASP Città di Bologna. Attraverso la presentazione del documento a firma dell’Assessore Barigazzi, l’evento è diventato un'occasione per restituire alla città il lavoro svolto nell’ultimo triennio 2018-2021 nell’ambito del Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta, ripercorrendo gli interventi messi in campo a favore della popolazione senza dimora presente sulla città di Bologna, ma anche per delineare una visione futura in grado di affrontare le sfide ancora aperte. Il fenomeno della homelessness a Bologna Il tema che ha fatto da sfondo all’intera mattinata è stata la centralità della partecipazione nella programmazione, erogazione e fruizione dei servizi, che si rinforza nell’obiettivo che il Comune di Bologna e ASP auspicano di raggiungere nei prossimi anni: quello di una reale ed efficace co-progettazione dei servizi di Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta insieme agli enti del Terzo Settore. A Bologna transitano in un anno circa 4000 persone senza dimora le quali, proprio per la loro condizione, non possiedono un'abitazione e, in molti casi, una residenza. La condizione di povertà estrema è il risultato di fattori sociali, sanitari, economici e psicologici che conducono alla deprivazione ed alla marginalità. Ciò che connota le persone senza dimora è una situazione di disagio abitativo, che è parte determinante di una più ampia situazione di povertà estrema. L’esposizione prolungata alla vita in strada o in sistemazioni alloggiative inadeguate comporta conseguenze gravi e difficilmente reversibili nella vita delle persone, con un forte impatto anche in termini di costi sociali. Tra le persone senza dimora si registrano, infatti, tassi di malattia più elevati che tra la popolazione ordinaria, una speranza di vita più bassa, una maggior frequenza di vittimizzazione e maggiori tassi di incarcerazione. Ciò che si è evidenziato è che nella vita delle persone senza dimora sono avvenute microfratture, cioè lesioni quasi invisibili dell’esistenza che interessano sia la personalità che il contesto sociale e che si ripercuotono a un livello profondo del vissuto. Non per forza si tratta di eventi oggettivabili nella realtà, ma di quotidiani slittamenti di senso, di esperienze fallimentari che hanno la forza destrutturante di mettere in discussione e allentare il legame sociale. È difficile intercettare queste microfratture perché spesso si tratta di piccole privazioni quotidiane che assumono la loro pervasività solo nel lungo periodo e in modo graduale, spesso non percepite o non riconosciute nemmeno da chi le vive in prima persona. Sta proprio qui, a partire da queste lesioni, che comincia il lavoro dei servizi dedicati alla Grave Emarginazione Adulta. Quali sono i target presenti all'interno dei servizi GEA Importante anche sottolineare quali sono le varie tipologie di target di persone che sono maggiormente presenti all’interno dei servizi a contrasto della Grave Emarginazione Adulta. . Nello specifico ecco di chi stiamo parlando: persone italiane e straniere, multiproblematiche e con cronicizzazione dell’esclusione; persone dimissibili dagli ospedali che necessitano di accoglienze temporanee e di interventi intensivi sul piano sociale; persone con problemi di dipendenza patologica e/o disturbi di tipo psichico, spesso immigrati; persone con vulnerabilità sociale e disturbi di personalità, che necessitano di azioni di supporto per evitare fasi di peggioramento; coppie di persone senza dimora (eterosessuali, omosessuali, genitore-figlio/a, amica/o-amica/o) che hanno come unica relazione quella formata dalla coppia stessa; persone LGBT; persone in uscita dagli Istituti di Pena; anziani senza dimora per i quali è necessario intervenire per evitare gravi peggioramenti. Come si sta contrastando la homelessness oggi: le azioni messe in campo da GEA Al momento i servizi della Grave Emarginazione Adulta sono in prima fila per contrastare i disagi delle persone senza dimora, in particolare attraverso la messa in campo di servizi di accesso, presa in carico e accompagnamento, accoglienza e laboratori di comunità. L’approccio capacitante è il superamento del tradizionale approccio assistenziale; quest’ultimo parte dall’analisi dei bisogni degli utenti e cerca di soddisfarli senza il loro coinvolgimento. In tal modo manca la risposta a un bisogno ignorato ma fondamentale: quello di poter esprimere il proprio “punto di vista” su ciò che li riguarda. Le Competenze elementari prese in considerazione nell’approccio capacitante sono cinque: La competenza a comunicare La competenza emotiva La competenza a contrattare sulle cose che riguardano la vita quotidiana La competenza a decidere, anche in presenza di deficit cognitivi e in contesti di ridotta libertà decisionale. Il lavoro di rete nell’intervento sociale consiste nella creazione di legami, energie, connessioni tra varie risorse formali, informali, primarie e secondarie al fine di promuovere il benessere della persona e della collettività. E’ inoltre doveroso aggiungere che il lavoro di rete si svolge seguendo tre direzioni: con la persona: si esplorano le reti in cui l’utente è inserito, si svolge un’azione di mobilitazione delle reti, promuovendo quelle già esistenti o supportando lo sviluppo di nuove reti; nel servizio e tra i servizi: l’operatore si attiva per creare connessioni nel servizio e tra diversi servizi per intervenire su un caso singolo o per attivare nuovi servizi necessari; sul territorio: promozione di connessioni e legami tra varie risorse allo scopo di rendere il territorio più nutritivo. Qualunque sia l’approccio che caratterizza la formazione di base del professionista dell’aiuto è importante che si passi da una cultura del bisogno e dell’assistenza a una cultura della possibilità, al riconoscimento di risorse individuali e ambienti di vita. Di fatto è determinante superare l’assistenzialismo con atteggiamenti di fiducia nel prossimo, di potenziamento delle opportunità anche in situazioni di grave marginalità, di pratiche d’aiuto che siano in grado di sviluppare condizioni attive e responsabili. Se avete piacere di riascoltare tutti gli interventi, potete farlo direttamente sul canale YouTube del Comune di Bologna, al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=JEm-ZHsOIqw&t=8285s Torniamo presto con nuovi aggiornamenti in materia di Grave Emarginazione Adulta, non perdete le prossime novità! Pubblicato lunedì 2 agosto 2021
L’anno scorso vi avevamo cominciato a parlare di un progetto unico nel suo genere che vedeva coinvolte le persone senza dimora del Laboratorio Scalo, una struttura abitativa del Comune di Bologna, gestita da ASP Città di Bologna con il Consorzio L’Arcolaio. Ci riferiamo alla startup “Gira la Cartolina”, ideata con lo scopo di creare opportunità di reddito vantaggiose per le persone più fragili economicamente, sfruttando le abilità e le capacità di ciascuno di loro. Nello specifico, il progetto consiste nell’organizzare dei tour alla scoperta del quartiere Porto-Saragozza, con le persone senza dimora in veste di narratori per bolognesi e non, con l’obiettivo di raccontare una Bologna alternativa e far scoprire curiosità e aneddoti della città. Come funziona il tour di Gira la Cartolina Questo tour non è il classico giro turistico alla scoperta delle attrazioni principali di Bologna. Si tratta di un itinerario a piedi di circa 1.30h attraverso i luoghi più significativi delle persone senza dimora; un itinerario dove alla base di esso ci sono le esperienze di vita e le emozioni delle persone che le hanno vissute. All’inizio del tour, dunque, ci si riunisce nel parco 11 settembre, all’incrocio con Via Azzo Gardino, dove ci si presenta insieme alle persone senza dimora che vestono i panni dei narratori per un giorno. Da questo momento in poi sono proprio i narratori che prendono la parola e si alternano di luogo in luogo nel parlare, per raccontare in primis alcuni aspetti della loro vita, fino ad arrivare al legame che hanno con Bologna, in particolare con il luogo da loro scelto. E’ così che si passa dal Parco 11 Settembre al Parco del Cavaticcio, passando per il cinema Lumière, e concludendo al Condominio Scalo, dove a fine tour tutti i partecipanti possono godere di un rinfresco adattato alle norme Covid insieme agli organizzatori e, ovviamente, insieme ai narratori di questa esperienza. Il rapporto tra narratori e partecipanti Sin da subito i narratori, ovvero le persone senza dimora, appaiono smaniose di prendere la parola e nei loro occhi si legge la gioia nel condividere con i partecipanti le loro storie e gli aneddoti che li hanno portati ad amare Bologna. Quello tra narratori e partecipanti infatti non è un semplice rapporto univoco. L’obiettivo del tour Gira la Cartolina è quello di coinvolgere il più possibile coloro che aderiscono al tour, per spronarli ad intervenire ogni qualvolta ne sentano il bisogno e la necessità. La facilità e la fluidità con la quale i narratori interagiscono durante il tour è sorprendente, merito anche del recentissimo corso di narrazioni che le persone senza dimora hanno svolto tra aprile e maggio 2021 insieme ad una professionista del mestiere, che ha insegnato loro le tecniche per raccontare le storie, rendendole ancora più avvincenti ed emozionali. I tour dell’estate si sono conclusi giovedì 15 luglio, con un fantastico exploit di presenze e una partecipazione ricchissima. Ci auguriamo davvero che da settembre, restrizioni permettendo, questo progetto possa prendere sempre più piede, così da far conoscere a più persone questo tour alla scoperta di una Bologna vera e autentica. Pubblicato venerdì 30 luglio 2021

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