Contrasto grave emarginazione adulta

Confermato anche per il 2022 il programma educativo rivolto ai detenuti avviato durante il lockdown con l’intervento settimanale di professionisti AUSL su tanti temi di prevenzione e promozione della salute Tutti i giorni, dalle prime ore del mattino su Radio Città Fujiko e durante il giorno su LepidaTv e TeleTricolore, nelle celle della Casa Circondariale Rocco D’Amato di Bologna, nota anche come carcere Dozza, risuonano le voci e i volti di Liberi dentro Eduradio&tv, la trasmissione che fa da ponte tra il carcere e la città. Nato nell’aprile 2020, su iniziativa delle associazioni di volontariato che operano in carcere per far fronte alle restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19, il progetto è coordinato da ASP Città di Bologna e portato avanti dall’associazione Insight assieme alle altre realtà associative del carcere. Da subito anche l’equipe sanitaria dell’Azienda USL che si occupa dell’assistenza ai detenuti è stata coinvolta con una rubrica settimanale dedicata alla promozione della salute. Ora l’Azienda USL entra a far parte del coordinamento del progetto, sostenendo con un finanziamento di 12.000 euro le attività per il 2021-2022, per proseguire la collaborazione tra istituzioni e volontariato in un’ottica di rafforzamento dell’integrazione socio-sanitaria necessaria a rispondere sempre meglio ai bisogni dei detenuti e dei cittadini. Tantissimi i temi affrontati nella rubrica sulla salute in questo primo anno e mezzo con l’apporto di oltre 30 professionisti dell’Azienda USL e del Policlinico Sant’Orsola per parlare di alimentazione, diabete, fumo, ortodonzia, salute mentale e dipendenze, oltre alla rubrica di ginnastica da camera guidata dalla Medicina dello Sport. Grazie a Liberi dentro, inoltre, è stato possibile spiegare in maniera approfondita le misure di prevenzione indispensabili per contrastare la diffusione del Covid-19 e di altre malattie infettive, e il funzionamento del vaccino anti-covid per sostenere l’adesione alla campagna vaccinale anche in carcere. Oltre ad approfondimenti con esperti, la rubrica mira a facilitare per i detenuti l’accesso ai servizi sanitari al momento della scarcerazione alla fine della pena, attraverso puntate sul campo per mostrare, per esempio, come arrivare agli ambulatori ad accesso diretto per le malattie a trasmissione sessuale o ai servizi di strada per le tossicodipendenze, ma anche come attivare il proprio Fascicolo Sanitario Elettronico. Interviste e approfondimenti pensati per il carcere ma sempre utili anche alla cittadinanza. Non solo sui temi di salute, ma anche cultura, religione, cucina, teatro, sport con un occhio all’attualità. Sono oltre 500 le puntate andate in onda finora, per oltre 250 ore di contenuti, raggiungendo giornalmente in media circa 7.000 persone via radio e 20.000 tramite le emittenti televisive coinvolte nel progetto. Il progetto ha ricevuto anche l’apprezzamento da parte della Ministra della Giustizia Marta Cartabia che l’ha ritenuta un’iniziativa utile nell’ottica della funzione rieducativa della pena e nel far conoscere la vita nel carcere, in un momento come quello della pandemia che ha portato in primo piano i problemi di salute fisici e psichici dei detenuti, anche a motivo dell’interruzione di molte attività presenti negli Istituti Penitenziari. Ora la programmazione dell’equipe sanitaria va avanti con puntate dedicate ai programmi di screening oncologici e una nuova collaborazione con Psicoradio, la trasmissione radiofonica del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL. Con già quindici anni di esperienza alle spalle, la radio della mente gestita da persone con disturbi psichici, è una sorella maggiore da cui imparare, soprattutto verso un ulteriore obiettivo ambizioso per il futuro: coinvolgere anche detenuti ed ex detenuti nelle trasmissioni attraverso laboratori dedicati al progetto, per mettere in relazione direttamente carcere, esperti e cittadini sui temi più attuali e rilevanti di salute dei singoli e della collettività. -- Liberi dentro Eduradio&tv va in onda dal lunedì al venerdì su Radio Città Fujiko 103.1 alle 6.30 e alle 9, su LepidaTV (canale 118) alle 13 e in replica alle 17, e su Teletricolore (canale 636) alle 17. Sabato e domenica su Teletricolore alle 11 e su LepidaTV alle 13 e in replica alle 17. Visita la sezione dedicata al progetto sul sito della AUSL. Ascolta i podcast delle puntate Comunicato stampa a cura di AUSL Bologna
Venerdì 26 novembre dalle ore 18:00 al 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐚𝐭𝐨 in via Giuseppe Tartini 3, presentazione e illustrazione pubblica dei progetti “Out of Shade” e “Shelt(H)er”, a sostegno di donne senza dimora vittime di violenza di Asp Città di Bologna, Associazione MondoDonna Onlus e Cooperativa Sociale Società Dolce. ore 18 ingresso e saluti istituzionali con partecipazione di: Emily Clancy | Vicesindaca e assessora con delega al contrasto alle discriminazioni, lotta alla violenza e alla tratta sulle donne Monica Brandoli | ASP Città di Bologna Loretta Michelini | Presidente Associazione MondoDonna Onlus Luciano Serio | Cooperativa Sociale Società Dolce ore 18.30 Esperienze a confronto, dialogo tra: Maria Chiara Rosa | Associazione MondoDonna Onlus Mariarosa Amato | Cooperativa Sociale Società Dolce Annamaria Nicolini | ASP Città di Bologna Caterina Cortese | fio.PSD - Osservatorio sulla condizione delle Persone Senza Dimora L’incontro sarà accompagnato da intermezzi musicali dell’Orchestra SenzaSpine. Durante la serata verranno, inoltre, proiettati alcuni video a cura di Lorenzo Amorosi. Andrea Cavalieri legge un brano tratto dalla pièce teatrale “ Le donne non si sono ancora estinte” ore 20.15 aperitivo con musica *** Ingresso gratuito con esibizione del green pass e Tessera Arci 2021/22. Info e aggiornamenti: Evento Facebook Bologna di traverso Leggi le altre notizie sul contrasto alla grave emarginazione adulta
Anche quest’anno, per il terzo anno consecutivo, la Fondazione ERT in collaborazione con Cineteca, attraverso la Tessera One For You, permette ai beneficiari dei servizi e delle strutture di accoglienza di ASP Città di Bologna di accedere alla Stagione 2021/2022 presso il Teatro Arena del Sole e presso il Cinema Lumière al prezzo simbolico di un euro. Anche i beneficiari dei servizi di Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta, Protezioni Internazionali e Servizi Abitativi saranno fruitori di questa interessante e preziosa iniziativa. I titolari della tessera potranno presentarsi direttamente, durante tutto l’arco della stagione, alla biglietteria del Teatro e del Cinema con la tessera e acquistare il biglietto al prezzo, appunto, di un euro. L’iniziativa One For You ha un grandissimo valore educativo e simbolico: da un lato, la possibilità di partecipare ad una proiezione o di assistere a una pièce teatrale permette di ri-abilitare e ri-scoprire la sfera dei desideri e della “cura del bello”, fondamentale nel percorso di reintegrazione sociale della persona. Dall’altro, questa possibilità è la conferma che la Cultura è davvero per tutti, indipendentemente dai fattori sociali, economici e culturali che influenzano la vita della persona. Sembra doveroso infine cogliere questa occasione per rilanciare l’importanza di tornare tutte e tutti al cinema e a teatro, in questo momento più che mai. Sostenere la cultura è il modo migliore per tornare a quella normalità in cui tutti speriamo. Torniamo presto con nuove notizie in materia di Grave Emarginazione Adulta nel panorama bolognese! Tratto da www.bolognatida.it
Come ogni anno, il Comune di Bologna ed ASP Città di Bologna, in collaborazione con il Consorzio Arcolaio che gestisce i servizi dedicati alla grave emarginazione adulta, stanno predisponendo il Piano Freddo 2021/2022, per dare riparo alle persone fragili che vivono in strada nei giorni di freddo intenso. Anche quest’anno è aperta la raccolta di coperte, piumoni, sacchi a pelo e lenzuola singole presso gli uffici di ASP Città di Bologna presso il Palazzo della Formazione di via Bigari 3, terzo piano. Sarà possibile consegnare dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 12,00. Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero 051 6201901 Leggi le altre informazioni sui servizi di contrasto alla grave emarginazione adulta
Bologna Di Tra Verso 2021 è un festival di due giorni a Bologna co-progettato tra l’associazione Naufragi, le cooperative socie, ASP Città di Bologna e altre realtà e associazioni del panorama bolognese. Il Festival si articola in due giornate di promozione della cultura del sociale: eventi sportivi, attività laboratoriali, proiezioni e convegni realizzati in spazi pubblici e privati. Leggi il programma completo Sarà un’occasione di ritrovo, di conoscenza e di discussione, all’aperto e in sicurezza, che coinvolgerà i cittadini e le cittadine con dimora, le comunità di soggetti vulnerabili, le realtà facenti parte di Naufragi e quelle che con essa collaborano da anni, le Istituzioni. La varietà di linguaggi e la molteplicità di voci darà un’impronta innovativa al Festival, approcciandosi con nuovi strumenti e nuove collaborazioni ai destinatari, rielaborando la struttura del festival Bologna Di Tra Verso già proposta nel 2019 con positivo riscontro da parte della città. L’attuale momento storico, segnato da una emergenza sanitaria a livello mondiale, che ci ha relegati ancora di più nei personali spazi privati, fa sì che, ancora di più di quanto già normalmente non accada, le realtà che accolgono persone vulnerabili rischino di restare isolate e le persone che le abitano siano escluse dalle dinamiche sociali ed economiche della città. È quindi necessaria una riflessione, a partire dal punto di vista socio-culturale, in riferimento a come, ciò che sta accadendo, si ripercuote sulla capacità del territorio di continuare a garantire coesione sociale e sostegno alle categorie più vulnerabili e come invece rischi di andare ad inficiare in maniera ancora più forte l’esistenza di fasce della popolazione già in difficoltà. Il Festival si apre con il tour di Gira la Cartolina del laboratorio Scalo giovedì 23 settembre. Sabato 25 settembre al polo del Lazzaretto una giornata di sport inclusivo e giochi dalle 15 alle 23. Ci saranno varie attività, incontri e proiezioni pensate insieme ai servizi afferenti al polo che coinvolgeranno beneficiarə, operatorə e pubblico cittadino. Domenica 26 al Centro Beltrame dalle 15 alle 18.30, con laboratori sul verde e legati al tema dell'ecologia relazionale, dimostrazioni sportive, musica e un mercatino dell'artigianato. Dalle 19.30 al Fuori Orsa per l'incontro finale sul tema del lavoro di rete e la proiezione conclusiva del festival. Il Festival si svolgerà nel rispetto delle norme anti-contagio da Covid-19; pertanto, per partecipare è necessario essere muniti di Certificazione verde COVID-19 (Green Pass). Tutti gli eventi sulla pagina facebook di Associazione Naufragi
Martedì 20 luglio si è tenuto, a Palazzo D’Accursio e in diretta YouTube, il convegno “Grave Emarginazione Adulta: accoglienza, azioni, lavoro di comunità e una visione per il futuro”, promosso dall’Assessore alla Sanità e Welfare Giuliano Barigazzi e organizzato dal Comune di Bologna e da ASP Città di Bologna. Attraverso la presentazione del documento a firma dell’Assessore Barigazzi, l’evento è diventato un'occasione per restituire alla città il lavoro svolto nell’ultimo triennio 2018-2021 nell’ambito del Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta, ripercorrendo gli interventi messi in campo a favore della popolazione senza dimora presente sulla città di Bologna, ma anche per delineare una visione futura in grado di affrontare le sfide ancora aperte. Il fenomeno della homelessness a Bologna Il tema che ha fatto da sfondo all’intera mattinata è stata la centralità della partecipazione nella programmazione, erogazione e fruizione dei servizi, che si rinforza nell’obiettivo che il Comune di Bologna e ASP auspicano di raggiungere nei prossimi anni: quello di una reale ed efficace co-progettazione dei servizi di Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta insieme agli enti del Terzo Settore. A Bologna transitano in un anno circa 4000 persone senza dimora le quali, proprio per la loro condizione, non possiedono un'abitazione e, in molti casi, una residenza. La condizione di povertà estrema è il risultato di fattori sociali, sanitari, economici e psicologici che conducono alla deprivazione ed alla marginalità. Ciò che connota le persone senza dimora è una situazione di disagio abitativo, che è parte determinante di una più ampia situazione di povertà estrema. L’esposizione prolungata alla vita in strada o in sistemazioni alloggiative inadeguate comporta conseguenze gravi e difficilmente reversibili nella vita delle persone, con un forte impatto anche in termini di costi sociali. Tra le persone senza dimora si registrano, infatti, tassi di malattia più elevati che tra la popolazione ordinaria, una speranza di vita più bassa, una maggior frequenza di vittimizzazione e maggiori tassi di incarcerazione. Ciò che si è evidenziato è che nella vita delle persone senza dimora sono avvenute microfratture, cioè lesioni quasi invisibili dell’esistenza che interessano sia la personalità che il contesto sociale e che si ripercuotono a un livello profondo del vissuto. Non per forza si tratta di eventi oggettivabili nella realtà, ma di quotidiani slittamenti di senso, di esperienze fallimentari che hanno la forza destrutturante di mettere in discussione e allentare il legame sociale. È difficile intercettare queste microfratture perché spesso si tratta di piccole privazioni quotidiane che assumono la loro pervasività solo nel lungo periodo e in modo graduale, spesso non percepite o non riconosciute nemmeno da chi le vive in prima persona. Sta proprio qui, a partire da queste lesioni, che comincia il lavoro dei servizi dedicati alla Grave Emarginazione Adulta. Quali sono i target presenti all'interno dei servizi GEA Importante anche sottolineare quali sono le varie tipologie di target di persone che sono maggiormente presenti all’interno dei servizi a contrasto della Grave Emarginazione Adulta. . Nello specifico ecco di chi stiamo parlando: persone italiane e straniere, multiproblematiche e con cronicizzazione dell’esclusione; persone dimissibili dagli ospedali che necessitano di accoglienze temporanee e di interventi intensivi sul piano sociale; persone con problemi di dipendenza patologica e/o disturbi di tipo psichico, spesso immigrati; persone con vulnerabilità sociale e disturbi di personalità, che necessitano di azioni di supporto per evitare fasi di peggioramento; coppie di persone senza dimora (eterosessuali, omosessuali, genitore-figlio/a, amica/o-amica/o) che hanno come unica relazione quella formata dalla coppia stessa; persone LGBT; persone in uscita dagli Istituti di Pena; anziani senza dimora per i quali è necessario intervenire per evitare gravi peggioramenti. Come si sta contrastando la homelessness oggi: le azioni messe in campo da GEA Al momento i servizi della Grave Emarginazione Adulta sono in prima fila per contrastare i disagi delle persone senza dimora, in particolare attraverso la messa in campo di servizi di accesso, presa in carico e accompagnamento, accoglienza e laboratori di comunità. L’approccio capacitante è il superamento del tradizionale approccio assistenziale; quest’ultimo parte dall’analisi dei bisogni degli utenti e cerca di soddisfarli senza il loro coinvolgimento. In tal modo manca la risposta a un bisogno ignorato ma fondamentale: quello di poter esprimere il proprio “punto di vista” su ciò che li riguarda. Le Competenze elementari prese in considerazione nell’approccio capacitante sono cinque: La competenza a comunicare La competenza emotiva La competenza a contrattare sulle cose che riguardano la vita quotidiana La competenza a decidere, anche in presenza di deficit cognitivi e in contesti di ridotta libertà decisionale. Il lavoro di rete nell’intervento sociale consiste nella creazione di legami, energie, connessioni tra varie risorse formali, informali, primarie e secondarie al fine di promuovere il benessere della persona e della collettività. E’ inoltre doveroso aggiungere che il lavoro di rete si svolge seguendo tre direzioni: con la persona: si esplorano le reti in cui l’utente è inserito, si svolge un’azione di mobilitazione delle reti, promuovendo quelle già esistenti o supportando lo sviluppo di nuove reti; nel servizio e tra i servizi: l’operatore si attiva per creare connessioni nel servizio e tra diversi servizi per intervenire su un caso singolo o per attivare nuovi servizi necessari; sul territorio: promozione di connessioni e legami tra varie risorse allo scopo di rendere il territorio più nutritivo. Qualunque sia l’approccio che caratterizza la formazione di base del professionista dell’aiuto è importante che si passi da una cultura del bisogno e dell’assistenza a una cultura della possibilità, al riconoscimento di risorse individuali e ambienti di vita. Di fatto è determinante superare l’assistenzialismo con atteggiamenti di fiducia nel prossimo, di potenziamento delle opportunità anche in situazioni di grave marginalità, di pratiche d’aiuto che siano in grado di sviluppare condizioni attive e responsabili. Se avete piacere di riascoltare tutti gli interventi, potete farlo direttamente sul canale YouTube del Comune di Bologna, al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=JEm-ZHsOIqw&t=8285s Torniamo presto con nuovi aggiornamenti in materia di Grave Emarginazione Adulta, non perdete le prossime novità! Pubblicato lunedì 2 agosto 2021
L’anno scorso vi avevamo cominciato a parlare di un progetto unico nel suo genere che vedeva coinvolte le persone senza dimora del Laboratorio Scalo, una struttura abitativa del Comune di Bologna, gestita da ASP Città di Bologna con il Consorzio L’Arcolaio. Ci riferiamo alla startup “Gira la Cartolina”, ideata con lo scopo di creare opportunità di reddito vantaggiose per le persone più fragili economicamente, sfruttando le abilità e le capacità di ciascuno di loro. Nello specifico, il progetto consiste nell’organizzare dei tour alla scoperta del quartiere Porto-Saragozza, con le persone senza dimora in veste di narratori per bolognesi e non, con l’obiettivo di raccontare una Bologna alternativa e far scoprire curiosità e aneddoti della città. Come funziona il tour di Gira la Cartolina Questo tour non è il classico giro turistico alla scoperta delle attrazioni principali di Bologna. Si tratta di un itinerario a piedi di circa 1.30h attraverso i luoghi più significativi delle persone senza dimora; un itinerario dove alla base di esso ci sono le esperienze di vita e le emozioni delle persone che le hanno vissute. All’inizio del tour, dunque, ci si riunisce nel parco 11 settembre, all’incrocio con Via Azzo Gardino, dove ci si presenta insieme alle persone senza dimora che vestono i panni dei narratori per un giorno. Da questo momento in poi sono proprio i narratori che prendono la parola e si alternano di luogo in luogo nel parlare, per raccontare in primis alcuni aspetti della loro vita, fino ad arrivare al legame che hanno con Bologna, in particolare con il luogo da loro scelto. E’ così che si passa dal Parco 11 Settembre al Parco del Cavaticcio, passando per il cinema Lumière, e concludendo al Condominio Scalo, dove a fine tour tutti i partecipanti possono godere di un rinfresco adattato alle norme Covid insieme agli organizzatori e, ovviamente, insieme ai narratori di questa esperienza. Il rapporto tra narratori e partecipanti Sin da subito i narratori, ovvero le persone senza dimora, appaiono smaniose di prendere la parola e nei loro occhi si legge la gioia nel condividere con i partecipanti le loro storie e gli aneddoti che li hanno portati ad amare Bologna. Quello tra narratori e partecipanti infatti non è un semplice rapporto univoco. L’obiettivo del tour Gira la Cartolina è quello di coinvolgere il più possibile coloro che aderiscono al tour, per spronarli ad intervenire ogni qualvolta ne sentano il bisogno e la necessità. La facilità e la fluidità con la quale i narratori interagiscono durante il tour è sorprendente, merito anche del recentissimo corso di narrazioni che le persone senza dimora hanno svolto tra aprile e maggio 2021 insieme ad una professionista del mestiere, che ha insegnato loro le tecniche per raccontare le storie, rendendole ancora più avvincenti ed emozionali. I tour dell’estate si sono conclusi giovedì 15 luglio, con un fantastico exploit di presenze e una partecipazione ricchissima. Ci auguriamo davvero che da settembre, restrizioni permettendo, questo progetto possa prendere sempre più piede, così da far conoscere a più persone questo tour alla scoperta di una Bologna vera e autentica. Pubblicato venerdì 30 luglio 2021
Martedì 20 luglio 2021 si è tenuto l'evento online promosso da Comune di Bologna e da ASP Città di Bologna su “Grave emarginazione adulta: accoglienza, azioni, lavoro di comunità e una visione per il futuro”. L’iniziativa è stata occasione per illustrare e restituire alla città le azioni di contrasto alla grave emarginazione adulta svolte dal Comune di Bologna, da ASP Città di Bologna insieme a cooperative, soggetti del Terzo settore e del volontariato. Insieme alle operatrici e agli operatori abbiamo ripercorso gli interventi messi in campo e guardato al futuro con una visione per affrontare le prossime sfide. L'evento è stato trasmesso in diretta sul canale YouTube del Comune di Bologna e si può rivedere a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=JEm-ZHsOIqw&t=190s Per approfondire, è disponibile il documento “Grave emarginazione adulta: accoglienza, azioni, lavoro di comunità e una visione per il futuro presentato nel corso del convegno. Leggi il programma Leggi l'evento sul sito del Comune di Bologna Pubblicato il 19 luglio - Aggiornato il 30 luglio 2021
Dopo la trasferta a Milano alla scoperta di tre realtà della Grave Emarginazione Adulta milanese, ASP Città di Bologna ha colto l’occasione per passare una giornata a Castello Manservisi, dove i servizi della GEA si sono riuniti tutti insieme per la prima volta in presenza dopo i 16 mesi di pandemia. Si è trattato di un momento di riflessione incentrata sul lavoro dei servizi durante e dopo lo scoppio della pandemia Covid19, per capire come questa abbia inciso sia negativamente che positivamente sul lavoro degli operatori, sulla vita delle persone all’interno dei servizi/strutture e in strada, ma anche nel rapporto dei servizi con la città. Le riflessioni emerse nel corso della mattinata La giornata è stata sin da subito suddivisa in due macro momenti: mattina e pomeriggio. Durante il corso della mattinata, gli operatori, guidati dalle referenti ASP, si sono divisi in 5 gruppi all’interno dei quali sono stati sviluppati alcuni punti cruciali. Tra questi si è parlato delle principali fatiche riscontrate nel lavoro; i principali punti di forza che sono emersi nel corso degli ultimi mesi; i principali cambiamenti nei metodi di lavoro dei servizi; e i desideri e le aspettative per il futuro dei servizi. La riflessione della mattina si è dunque conclusa con una restituzione in plenaria, dove sono emersi importanti ed interessanti spunti tra cui: - Il fatto che il covid abbia centrato gli interventi sulla maggiore cura di se stessi e del benessere psicofisico, così come ha consentito l’emersione di autonomie inaspettate degli utenti e dei servizi stessi - Il ritorno ai bisogni primari delle persone, così come la flessibilità e la “camaleonticità” dei gruppi di lavoro e dei servizi. Si è capito come trarre dei risvolti positivi anche da situazioni all’apparenza complicate - La tenuta psicologica e personale è diventato un punto di contatto con gli utenti, dato che anche gli operatori hanno vissuto dimensioni simili a quelle vissute da loro - La necessità del riavvicinamento al sanitario come sistema fondamentale per il funzionamento di servizi integrati - Una maggiore consapevolezza del fatto che i servizi GEA sono vere e proprie “antenne sociali”, in grado di rilevare i bisogni plurimi anche se si discostano loro target di elezione. Gli spunti conclusivi del pomeriggio Il lavoro svolto nel pomeriggio è stato condotto invece dalla responsabile del servizio GEA, Monica Brandoli, e dai responsabili delle cooperative gestori del Consorzio L'Arcolaio. Durante questo momento di forte coesione si è lavorato su vari aspetti. Primo su tutti il fatto di capire come poter rinforzare la rete, come migliorare il dialogo, la comunicazione e l’ottimizzazione della partecipazione ai tavoli di lavoro. Infatti, non sempre tutti gli operatori hanno l’obbligo di seguire ogni progetto. In questi casi è fondamentale individuare i metodi più efficaci per valorizzare lo scambio di pareri anche quando non si riesce ad essere fisicamente presenti ad ogni singolo progetto in questione. Inoltre si è cercato di ipotizzare un percorso di lavoro che sia orientato verso la fattibilità di un affidamento dei servizi della Grave Emarginazione Adulta attraverso la coprogettazione, superando così la logica dell’appalto. Sono sfide impegnative, che non possono certo essere risolte in una giornata, ma sulle quali è doveroso cominciare a porre le fondamenta per poterle affrontare nella maniera più efficiente possibile, con uno sguardo fiducioso al futuro. Non perdete tutti gli aggiornamenti in materia di Grave Emarginazione Adulta su bolognatida.it anche sui social di Associazione Naufragi per restare informati su tutte le notizie inerenti a questa sfera.
La puntata di Liberi Dentro-Eduradio di martedì 22 Giugno si è aperta con una notizia a tema carcere dallo sfondo più che roseo. E’ stata riportata la notizia de “Il Giorno” che segnala la splendida iniziativa nella casa circondariale di Torre del Gallo a Pavia. Qui, a inizio Giugno, infatti è stato presentato “Qua la zampa”, il progetto innovativo voluto fortemente dalla Direttrice del carcere di Pavia Stefania D'Agostino, dalla direttrice generale di Ats Mara Azzi e dall’ex garante provinciale dei detenuti Vanna Jahier, in collaborazione con la Scuola Cinofila “Il Biancospino” di Casteggio. Il progetto in questione ha permesso la costruzione nell’area dell’intercinta esterna dell’Istituto di uno spazio di accoglienza stabile per due cani, al momento, provenienti dal canile di Voghera. Ma non è tutto, un altro obiettivo è quello che mira all’attivazione di un percorso di educazione cinofila per i detenuti, finalizzata al raggiungimento di un patentino di educatore usufruendo di un tirocinio formativo . Gli istruttori della scuola cinofila sono responsabili del percorso educativo che prevede un impegno quotidiano nella cura ed educazione dei cani da parte delle persone detenute. Attualmente, su oltre 700 persone ristrette, sono tre coloro che si occupano quotidianamente dei cani e che frequentano regolarmente il corso di educatore cinofilo. Le competenze che acquisiranno durante il corso offriranno loro un’opportunità di impiego dopo la scarcerazione. Nello specifico, il progetto è finanziato da Fondazione Banca del Monte di Pavia e Fondazione UBI di Milano e promosso dall'Associazione di volontariato Amici della Mongolfiera di Pavia, che da anni collabora con la Casa Circondariale Torre del Gallo, attivando laboratori interculturali e servizi di assistenza per detenuti stranieri. La speranza è che il rapporto con questi animali possa creare un’opportunità per le persone detenute nel momento in cui torneranno in libertà. Pubblicato martedì 29 giugno 2021
Durante la puntata di Liberi Dentro-Eduradio del 18 giugno è stata discussa una notizia tratta dal sito targatocn.it davvero molto avvincente: 5 persone detenute nel carcere di Saluzzo (Cuneo) hanno infatti realizzato a mano delle borse in tessuto. Il progetto in questione ha visto gli albori in piena pandemia, quando il gruppo di persone ristrette aveva iniziato a produrre mascherine con le lenzuola all’interno del laboratorio artigianale di sartoria, nato quasi per caso all’interno del Carcere Rodolfo Morandi di Saluzzo, dal nome Are@51lab. Un anno fa, infatti, la pandemia ha costretto tutti alla chiusura e così alcuni detenuti, desiderosi di contribuire in modo attivo al controllo della diffusione del virus all’interno del carcere, si sono improvvisati creatori di mascherine, realizzate con i mezzi che avevano a disposizione: ovvero le lenzuola In seguito, da questa attività si è pensato di mettersi alla prova con una nuova sfida: produrre borse in tessuto. Si è deciso di cogliere al volo l’occasione di trasformare l’esigenza in opportunità e così i neo-sarti, grazie alla collaborazione di tutto il team carcerario, si sono impratichiti nell’uso della macchina da cucire e hanno iniziato a cucire borse e sacche per usi quotidiani. Ora le persone detenute avranno l’occasione di presentare finalmente la loro prima collezione di borse e sacche, realizzate artigianalmente dentro le mura, e saranno esposte in Start/Artigianato presso Casa Cavassa. Una splendida iniziativa che speriamo possa prendere piede anche in altre case circondariali di tutta Italia, per permettere alle persone detenute di ricominciare e trovare un’attività nella quale convogliare le energie quotidiane. Non perdete gli aggiornamenti costanti con Liberi Dentro-Eduradio in materia carcere anche sui canali social! Pubblicato martedì 22 giugno 2021
Nella puntata di mercoledì 9 giugno di Liberi Dentro-Eduradio & TV si è affrontata immediatamente una tematica molto incoraggiante che arriva dalla sfera carcere e riguarda l’aumento della possibilità di lavoro all’interno degli istituti di pena. A dare le dimensioni di questo incremento è la Relazione al Parlamento relativa allo svolgimento da parte di detenuti di attività lavorative o corsi di formazione professionale per qualifiche richieste da esigenze territoriali con dati che si riferiscono al 2020. Anche il numero dei detenuti impegnati nella gestione quotidiana degli istituti penitenziari è cresciuto: al 30 giugno 2020 risultavano impiegate 14.174 unità contro le 13.582 al 30 giugno del 2019. Non si registra invece lo stesso incremento di lavoro per datori esterni che proprio a causa del Covid-19 hanno mostrato una battuta d’arresto rispetto agli anni precedenti: al 30 giugno 2020, tuttavia, risultano alle dipendenze di datori di lavoro esterni all’Amministrazione penitenziaria 2.072 detenuti. Sempre rispetto al 30 giugno 2020, i detenuti impegnati in attività lavorative erano oltre 17 mila, ovvero quasi il 32% dei presenti negli istituti di pena. Il dato più evidente, tuttavia, riguarda il capitolo di spesa delle retribuzioni per i detenuti lavoranti alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria negli ultimi anni: un dato che ha fatto registrare un forte incremento. Nella relazione “Il lavoro è ritenuto dall'Ordinamento penitenziario l'elemento fondamentale per dare concreta attuazione al dettato Costituzionale, che assegna alla pena una funzione rieducativa, in questo senso l'Amministrazione Penitenziaria è costantemente impegnata ad offrire nuove opportunità lavorative per la popolazione detenuta”. Lavoro che dunque può essere svolto sia alle dipendenze dell'Amministrazione penitenziaria (in attività agricole, industriali, di manutenzione ordinaria dei fabbricati e nei servizi vari d’istituto), sia alle dipendenze di soggetti terzi, come imprese e cooperative. Non perdetevi gli ultimi aggiornamenti in materia di carcere a Bologna e in tutta Italia sui social di Liberi Dentro-Eduradio & TV. Pubblicato martedì 15 giugno 2021

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