L’emergenza sanitaria legata al COVID-19 ha determinato necessariamente adattamenti organizzativi che hanno coinvolto tutti noi, anziani, operatori e caregiver. Tali cambiamenti, nel vissuto di ognuno, assumono una connotazione emotiva di perdita e di solitudine che necessita ora di spazi di riparazione. È necessario, pertanto, impegnarsi nel creare nuove occasioni in cui anziani, caregiver ed operatori possano sperimentare nuovamente una dimensione relazionale di vicinanza.
 
Il progetto consiste nella creazione di uno spazio in cui proporre alle persone anziane attività di riattivazione (stimolazione cognitiva, reminiscenza, attività psicomotoria …), attività di socializzazione e di valorizzazione degli aspetti emotivi e relazionali. Il valore aggiunto del progetto è dato dalla presenza dei caregiver che, in questo modo, hanno l’opportunità di vivere un momento di “normalità” con il proprio famigliare e, nello stesso tempo, possono avere uno spazio di confronto e condivisione con altri caregiver e con i professionisti del reparto.
Il gruppo è costituito da 8 persone (anziani e accompagnatori) ed è condotto dall’Animatrice e dalla psicologa di reparto, compatibilmente con le disposizioni di sicurezza per il rischio infettivo. In base alla disponibilità dei caregiver, si sono costituiti dei piccoli gruppi omogenei in base al grado di deterioramento cognitivo delle persone anziane nei reparti 1B e 2B della CRA e nella Casa di Riposo del CS Giovanni XXIII.
 
Il progetto è stato avviato lunedì 21 febbraio per tutti e tre i reparti e proseguirà per tutto l’anno 2022.
 
Le parole dei caregiver: “Lavorando manualmente con mia madre per tutto il tempo ho avuto modo di alleggerire il consueto colloquio, troppo spesso monotono e ripetitivo. Potendola osservare nelle interazioni con gli operatori, ho avuto modo di conoscerla meglio, di ascoltare episodi della sua vita che non conoscevo”; “una ventata di ossigeno in questo periodo buio e triste”; “grazie a voi dell’iniziativa, si sono smossi sentimenti ed emozioni sepolte, dimenticate e chiuse in un cassetto”; “mio marito quando ha sentito la musica ha provato a cantare e a ballare!”; “sinceramente non credevo che la mamma sarebbe uscita dal suo mondo, invece come le ho messo in mano una foto di lei con la sua mamma e la sua adorata cagnolina, si è commossa”; “è meraviglioso dare dignità alle piccole/enormi competenze residue ma così enormemente preziose”.

Tratto da ASPNEWS 1/2022