Servizi Abitativi

Giovedì 21 luglio a partire dalle ore 18:00 presso il Fuori Orsa, all’interno del Parco del Dopolavoro Ferroviario, in via Sebastiano Serlio 25/2, si terrà l'evento di di presentazione dei risultati raggiunti nell’ambito dei Servizi per l’inclusione socio-economica, lavorativa e abitativa del Progetto Nausicaa. Per ASP parteciperà all'evento Simona Cavallini, responsabile dei servizi abitativi. Nausicaa è un progetto di inclusione abitativa e lavorativa nella Città di Bologna che ha l’obiettivo di superare i pregiudizi, proporre soluzioni innovative, favorire l’incontro tra domanda-offerta abitativa e lavorativa e dare continuità al confronto con i policy makers. Un progetto del Comune di Bologna, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, tramite il Fondo Politiche Migratorie 2019. E' gestito dalle cooperative sociali del Consorzio l’Arcolaio, è attivato in stretta collaborazione con i nostri Servizi Abitativi per quanto riguarda i servizi relativi all’abitare, e con lo Sportello Comunale per il Lavoro per l’inclusione socio-economica e lavorativa.
La cittadinanza è invitata alla visita delle mostre organizzate da Artecittà presso la Galleria Ex Fornace Roncaglia di via Roncaglio 11/12, dove arte, cultura e storia della città si intrecciano con una struttura dedicata all'emergenza abitativa. In occasione di Art City White Night 2022 lo spazio espositivo nella galleria Roncaglia sarà aperto in via straordinaria per l’evento Notte Bianca in Fornace dalle 20 alle 24 di sabato 14 maggio, nonchè domenica 15 dalle 16.30 alle 19.30. Inoltre, grazie alla promozione che Artecittà ha svolto presso gli Istituti Comprensivi del territorio e allo spettacolo interattivo offerto a 6 classi delle primarie Mader e Marsili nell'ambito della recente rassegna AQUAE, sono numerose le visite guidate alla mostra didattico-divulgativa Bologna e le acque . Hanno già visitato lo mostra, o hanno in programma di visitarla, le Scuole primarie Mader e le secondarie di primo grado Zappa e Panzini, con grande apprezzamento da parte delle insegnanti. Per saperne di più sulla fornace Roncaglia: https://www.aspbologna.it/notizie-transizione-abitativa/servizi-erogati/transizione-abitativa/fornace-roncaglio-la-cultura-anima-le-periferie
Giovedì 12 maggio 2022 ore 9.30 – 13 anche ASP Città di Bologna porta la propria esperienza a Exposanità con il seminario: Nuove residenzialità, nuove autonomie di vita: è il cohousing. Il Cohousing, come condivisione degli spazi collettivi, è stato praticato di fatto in molte situazioni condominiali durante i recenti periodi di lockdown da Covid19, diventando un’opportunità di inclusione a favore delle persone più fragili e più sole. Questa forma dell’abitare insieme entra a far parte del secondo welfare poichè genera forme di mutuo sostegno e può offrire anche servizi a distanza, con alleggerimento dei carichi socio-assistenziali. Le Istituzioni, i progettisti e le associazioni racconteranno le esperienze e il futuro del Cohousing, con esempi recenti, dai cohousing intergenerazionali per studenti o giovani coppie e anziani, ai Senior cohousing o dedicati a persone con fragilità e/o disabilità, con la presentazione dell’Evento Spazio CoHousing allestito in Exposanità 2022. Leggi il programma In occasione del seminario del 12 maggio, a partire dall'evoluzione dei modelli di Abitare collaborativo, si parlerà di come progettare un cohousing e saranno approfondite alcune esperienze italiane. Tra queste, Porto15 il primo cohousing pubblico d'Italia, avviato nel 2017 per volontà del Comune di Bologna e ASP Città di Bologna. Sarà presentato il percorso di progettazione strutturale e quello che, in parallelo alla costruzione dell'edificio, è stato un vero e proprio cantiere sociale di costruzione della comunità. Naturalmente, dopo 5 anni tante sono le sfide aperte e le esperienze da condividere. Ingresso libero con iscrizione online - Vi aspettiamo!
Abitare possibile: Idee e proposte per contrastare l’emergenza abitativa , il convegno organizzato da CARITAS e Antoniano di Bologna si svolgerà Sabato 2 aprile dalle 10:00 in Antoniano, Via Guinizelli 3 a Bologna. La giornata sarà articolata in due sessioni, una al mattino e una al pomeriggio. Nella sessione pomeridiana interverrà Simona Cavallini, Responsabile Servizi Abitativi di ASP Città di Bologna. SESSIONE DELLA MATTINA 10.00 - 12.00 un momento di analisi e confronto tra attori istituzionali sul tema dell’emergenza abitativa: l’assessora alla casa e vicesindaca Emily Clancy; il presidente di ACER Marco Bertuzzi; il direttore Antoniano, Giampaolo Cavalli; il direttore Caritas, don Matteo Prosperini e una rappresentante della rete europea URBACT. Modera Gianluigi Chiaro, esperto di politiche abitative. SESSIONE DEL POMERIGGIO 15.00 - 17.30 tre tavoli di discussione che coinvolgono diversi enti impegnati sull’abitare: 15.00 - 15.45 L’accoglienza dal basso: una nuova forma di società? Intervengono Isabella Sommi per CIAC Onlus, Maria Cristina Visioli per Refugees Welcome, Irene Pancaldi per CIDAS. 15.45-16.30 Dall’attivismo alla progettualità: trasformare i problemi in risorse Intervengono Federico Bernini per la rete Discriminazioni alla Porta, Cecilia Colombo per Kilowatt, Fabio D’Alfonso per Pensare Urbano. 16.30 - 17.15 Coprogettare le risposte: l’alleanza tra terzo settore e amministrazione. Intervengono Ilaria Avoni per Piazza Grande, Simona Cavallini per ASP, Elmina Castiglioni per la cooperativa sociale Libellula. Scarica qui il programma dell'evento Parallelamente ai tavoli di discussione del pomeriggio saranno condotti due laboratori per bambini: “Case di Tutti i Colori!”, per bambini dai 3 ai 6 anni, condotto da Antoniano Insieme “Casa per me, casa per noi”, per bambini dai 7 ai 13 anni, condotto dall’associazione Hayat Onlus Il ritrovo per genitori e bambini è via Guinizelli n.3 alle 14.30. 15.00 - 15.45 Presso la Sala Anna Bruno Rangoni sarà inoltre possibile visitare una mostra fotografica organizzata da Fabio Mantovani che farà da cornice a tutto l’evento. Per informazioni e iscrizioni: https://www.antoniano.it/abitare-possibile/ Tratto da https://www.antoniano.it/abitare-possibile/
Il progetto Nausicaa si propone di migliore l’inclusione sociale dei cittadini non comunitari, supportando i servizi nella definizione e attuazione di progetti personalizzati di intervento, in particolare verso alcuni target su cui si rilevano maggiori criticità:i giovani adulti ed i nuclei famigliari in uscita dall’accoglienza Siproimi e transizione abitativa, che hanno difficoltà nel reperimento di un alloggio spesso acuite da precarie condizioni lavorative. È prevista una partnership, oltre che dei settori /servizi del Comune e di ASP impegnati nella realizzazione degli interventi, di diversi soggetti pubblici e privati, compresi quelli che parteciperanno al Tavolo metropolitano sussidiarietà: UNHCR, Prefettura di Bologna, Città metropolitana di Bologna, AUSL di Bologna, Ufficio di Piano del territorio metropolitano, Agenzia regionale per il lavoro- ambito metropolitano, Cooperative sociali che gestiscono progetti SIPROIMI e CAS in area metropolitana APS e OdV. Il progetto è gestito dal Consorzio l’Arcolaio, in collaborazione con il Comune di Bologna, l’ufficio per il lavoro e ASP Città di Bologna attraverso l'Agenzia per l'abitare. Casa e lavoro sono gli elementi centrali intorno ai quali si sviluppa la reale integrazione delle persone di origine straniera e il Progetto Nausicaa, che conta già 177 beneficiari, parte proprio da queste esigenze. La difficoltà nella ricerca della casa è più frequente per le persone di origine straniera che, oltre a criticità di carattere economico, incontrano altri ostacoli sul mercato immobiliare. Complice è la diffidenza in parte dovuta alla retorica di criminalizzazione che negli ultimi anni ha accompagnato il discorso pubblico sulle migrazioni. Altro aspetto decisivo nei processi di integrazione è il lavoro. Così come per la ricerca abitativa, il difficile accesso al mercato del lavoro risulta ancora più complesso per le persone di origine straniera. Il servizio per l’inclusione socio-economica e lavorativa del Progetto Nausicaa sviluppa percorsi di formazione, accompagnamento, valorizzazione delle competenze e autonomia individuale a favore di cittadini/e di paesi terzi. Grazie al sito, le aziende e proprietari di immobili potranno aderire al progetto ed entrare a far parte di un’innovativa esperienza che salvaguardi i propri interessi senza sottovalutare tematiche come solidarietà e integrazione. Aderire al progetto Nausicaa significa far parte di una rete che coinvolge direttamente gli attori nella progettazione di strumenti innovativi, il network interessato all’inserimento lavorativo e abitativo di cittadini/e di paesi terzi, aziende locali, proprietari di immobili e istituzioni. Nausicaa fornisce occasioni di sensibilizzazione e mette a disposizione strumenti di garanzia a supporto della proprietà e strumenti a sostegno delle aziende Per maggiori informazioni visita il sito www.progettonausicaa.it Tratto da ASP NEWS 4 - 2021
Le acque a Bologna e nel suo territorio, due mostre presso la Galleria Ex Fornace Roncaglia di via Roncaglio 11/12. In programma visite guidate fino al 6 gennaio. Orario visite: sabato e domenica mattina 10 - 12.30 pomeriggio 15.30 - 18 Dal lunedì al venerdì solo su prenotazione e in orario concordato. Ingresso gratuito con Green Pass. Il dettaglio nel volantino allegato Informazioni e prenotazioni tel 3336917884 anche whatsapp - Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById('cloak983ae3e9f368e02c25b261a1d03ba9f7').innerHTML = ''; var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addy983ae3e9f368e02c25b261a1d03ba9f7 = 'info' + '@'; addy983ae3e9f368e02c25b261a1d03ba9f7 = addy983ae3e9f368e02c25b261a1d03ba9f7 + 'bolognartecitta' + '.' + 'it'; var addy_text983ae3e9f368e02c25b261a1d03ba9f7 = 'info' + '@' + 'bolognartecitta' + '.' + 'it';document.getElementById('cloak983ae3e9f368e02c25b261a1d03ba9f7').innerHTML += ''+addy_text983ae3e9f368e02c25b261a1d03ba9f7+'';
Nausicaa è un progetto di inclusione abitativa e lavorativa nella Città di Bologna. Propone soluzioni innovative alle persone di origine straniera, ai proprietari di immobili e alle aziende che aderiscono al progetto. E' online il portale dedicato: https://progettonausicaa.it il progetto è finanziato dal Fondo Politiche migratorie 2019 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è un progetto del Comune di Bologna gestito dal Consorzio l'Arcolaio. ASP collabora attraverso l'Agenzia per l'abitare, infatti il progetto ha come obiettivo principale l'inclusione abitativa, oltre che a quella socio-economica e lavorativa, realizzata in collaborazione con lo sportello comunale per il lavoro.
L’Accoglienza Pallone è una struttura gestita dalla Cooperativa sociale “La Piccola Carovana” nella rete dei Servizi Abitativi di ASP Città di Bologna, che da luglio 2020 ospita singoli e nuclei famigliari, su segnalazione dei Servizi Sociali Territoriali del Comune di Bologna. Obiettivo principale del servizio è quello di offrire un adeguata e rapida accoglienza temporanea e al contempo supporto e accompagnamento educativo. Ogni nucleo porta una sua personale storia, un viaggio carico di progetti e spesso fallimenti pesanti, si incontrano vicende simili, ma vissute da ciascuno in modo differente, la convivenza può presentarsi come carica di aspettative postitive o di rabbia e frustrazione. La sfida quotidiana è quella di incoraggiare, creare un buon clima pur nelle oggettive difficoltà di convivenza tra tanti nuclei con provenienze geografiche, culturali, anagrafiche differenti e difficoltà condivise. Gli uomini, le donne e i nuclei familiari accolti hanno quindi la possibilità di trovare al Pallone uno spazio dove, grazie all’aiuto degli educatori, è possibile non perdere la propria autonomia, riprendere fiato e ricevere un aiuto per ridefinire il proprio progetto di vita e migratorio. “L’accoglienza presso il Pallone è quasi interamente rivolta a nuclei familiari, attualmente su 60 ospiti più della metà sono bambini. Per questo diventa necessario organizzare spazi di relazione e gioco. Tra i diversi strumenti educativi che utilizzano gli educatori il libro ha sicuramente un posto di rilievo. Il libro è uno strumento potente di relazione sia con il singolo bambino sia con il gruppo: attraverso la lettura o la narrazione, infatti, si può creare un legame privilegiato tra educatore e bambino. In questi ultimi mesi di attività abbiamo pensato di allargare la proposta anche ai genitori proponendo loro la possibilità di leggere insieme ai figli e prendere a prestito dei libri in una piccola biblioteca. I vissuti delle famiglie risultano spesso molto complesse, adulti e bambini hanno subito situazioni di sradicamento e di precarietà abitativa e non solo. Alcuni bimbi hanno compiuto un lungo viaggio generalmente con le sole mamme, altri hanno dovuto cambiare più volte casa anche in situazione di urgenza. Arrivati al Pallone i bambini dimostrano di avere grandi risorse e cercano fin da subito una situazione di normalità fatta di gioco e relazioni, mentre i genitori sono assorbiti da problemi che sembrano immensi. In mezzo a tutte queste fatiche vorremmo proporre un luogo nel quale genitori e figli possano avere un tempo e uno spazio insieme fatto di libri, parole, calore e relazione. Inoltre, la situazione pandemica attuale, ha costretto le famiglie a ripensare ai propri ritmi e alle modalità di incontro e di socializzazione. L’idea di realizzare una biblioteca condivisa ha quindi anche l’obiettivo di dare colore e creatività in un periodo povero di esperienze stimolanti. Gli educatori organizzeranno una biblioteca vera e propria, con tanto di catalogazione tessera di iscrizione e registri. La biblioteca verrà realizzata con l’uso di materiali di riciclo e collocata nella sala comune della struttura. I libri saranno divisi in sezioni dedicate alle diverse fasce d’età e l’apertura settimanale della biblioteca sarà regolata secondo le misure di contenimento in contrato alla diffusione al covid-19 che prevedono accessi contingentati. Gli educatori forniranno ai bambini degli stimoli che li aiuteranno creare la propria esperienza di scoperta e lettura del libro. Nello spazio di una “struttura di accoglienza” dove il privato è molto limitato e non è casa, vogliamo offrire la possibilità che ogni bambino possa avere qualcosa di “suo”, anche se in prestito, da poter portare in camera e leggere con i fratelli, con mamma, con papà ma anche da solo.” a cura di Simona Cavallini - Responsabile Servizi Abitativi Tratto da ASP NEWS 2-2021
Da lunedì 22 Marzo sono operativi alcuni punti informativi in città che svolgeranno attività di informazione, diffusione e sensibilizzazione sulle opportunità di abitare condiviso e sulle realtà già operanti nell’ambito dell’abitare collaborativo come il co-housing. Dietro agli sportelli operatori e volontari di una rete di partner che per un anno ha lavorato insieme, grazie al progetto “Casa Facendo: pratiche per un abitare condiviso” finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sostenuto dalla Regione Emilia Romagna, accompagnato da Volabo e dall’Ufficio di Piano del Comune di Bologna. La rete dei partner - composta da Auser Territoriale Bologna odv, capofila del progetto, AV.o.C, Porto 15, Associazione Babel Tribù, Piazza Grande, Ancescao e Next Generation Italy - ha dapprima realizzato un percorso di mappatura e indagine sul campo delle esperienze di abitare condiviso e collaborativo presenti nel Comune di Bologna, poi ha seguito un percorso di formazione per l'avvio sperimentale di una rete di sportelli informativi sulle diverse soluzioni di abitare condiviso e collaborativo, rivolti alla cittadinanza. La rete di sportelli informativi e di orientamento è accessibile, sia in presenza sia online, in alcuni giorni della settimana, in fasce orarie differenziate. Per accedere alla rete di Info Point scrivi una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById('cloakd7af5a3d316f652b67d0b084fd391665').innerHTML = ''; var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addyd7af5a3d316f652b67d0b084fd391665 = 'infopoint.casafacendo' + '@'; addyd7af5a3d316f652b67d0b084fd391665 = addyd7af5a3d316f652b67d0b084fd391665 + 'gmail' + '.' + 'com'; var addy_textd7af5a3d316f652b67d0b084fd391665 = 'infopoint.casafacendo' + '@' + 'gmail' + '.' + 'com';document.getElementById('cloakd7af5a3d316f652b67d0b084fd391665').innerHTML += ''+addy_textd7af5a3d316f652b67d0b084fd391665+''; per informazioni e prenotare appuntamenti, sia in presenza sia online. Per ulteriori informazioni: sito dedicato https://www.auserbologna.it/casa-facendo/ pagina FB https://www.facebook.com/casafacendo Pubblicato il 25 marzo 2021
Il diffondersi del Covid e il lockdown dell’anno scorso hanno impegnato l’équipe della struttura San Sisto in un lavoro quotidiano di sensibilizzazione, comprensione e supporto per rendere consapevoli le famiglie circa le nuove misure da adottare, al fine di evitare il diffondersi del contagio. Non è stato un lavoro semplice, e non lo è tuttora, ma abbiamo deciso di raccontare tutte le decisioni che sono state prese e le attività che si sono svolte per restare comunque sempre accanto alle famiglie in difficoltà all’interno della struttura S.Sisto. Didattica a Distanza In piena crisi pandemica è stato fondamentale fornire ai genitori maggiori strumenti per sostenere i bambini e migliorare le competenze genitoriali. Sotto questo aspetto è stato infatti riformulato il supporto scolastico di gruppo, dando la possibilità ad ogni studente di accedere alla sala comune presente in struttura , individualmente e con la supervisione del proprio genitore. L’educatore di riferimento di ogni famiglia ha avuto così la possibilità di sostenere la relazione genitore-bambino in un’ottica di maggiore autonomia di gestione. Vivere la scuola con modalità e tempi diversi ha significato intensificare il supporto alle famiglie nell’uso di dispositivi e programmi per garantire la partecipazione di tutti i bambini alle lezioni. Non a caso è stato ideato uno spazio dedicato alla partecipazione alle lezioni nel quale i bambini potessero ri-costruire la loro appartenenza al gruppo classe. La nascita di Bibliomia Durante il lockdown il gruppo di lavoro di S.Sisto ha avviato una riflessione sulle modalità di gestione della vita comunitaria e, attraverso mirati focus group, sono state ri-progettate le proposte educative e di sostegno alla genitorialità per ripartire insieme e in sicurezza. E’ così che proprio nel periodo del lockdown nasce la biblioteca di S.Sisto: Bibliomia. Si tratta di una proposta di biblioteca fatta di testi e suddivisa per fasce di età. Gli accessi alla biblioteca sono programmati per costruire percorsi di avvicinamento ed esplorazione al mondo della lettura in totale sicurezza. Inoltre, l’accompagnamento alla Bibliomia è individualizzato per i genitori con bambini di età compresa fra i 2 e i 5 anni. L’educazione ecologica in tempi di pandemia Con l’arrivo dell’estate, inoltre, nella struttura S.Sisto sono stati avviati dagli operatori alcuni laboratori settimanali dedicati ai bambini e ai genitori sul tema del riuso e riciclo. L’obiettivo era quello di permettere ai bambini, insieme ai propri genitori, di esplorare il giardino, conoscere i materiali naturali, trasformarli e costruire manufatti, così da affinare il pensiero creativo, educare i bambini alla bellezza e permettere loro di abitare in maniera consapevole gli spazi che li circondano. Questi momenti, tra l’altro, hanno rappresentato anche importanti occasioni per i genitori per poter passare del tempo di qualità insieme ai propri figli, condividendo momenti di spensieratezza e stando all’aria aperta, dopo settimane chiusi in casa. Collaborazioni e lavori in corso Così come nel caso delle strutture Gandhi e Battiferro, anche per la struttura S.Sisto sono state ultimate diverse collaborazioni, oltre che progetti in cantiere per il futuro. Ecco i più significativi dell’ultimo anno: - Associazione di COunselling MEdiazione FOrmazione (COMEFO)e Centro per le Famiglie: le counselor dell’associazione hanno realizzato presso la struttura S.Sisto attività rivolte a mamme e bambini in fascia 0-3 per favorire la relazione tra genitori e bambini attraverso laboratori con materiale di recupero - Meta Morfosi: L'Associazione di promozione sociale Meta Morfosi di Bologna è una realtà che facilita la promozione del benessere e della salute attraverso il teatro Playback. S.Sisto è diventata la sede stabile del teatro di comunità - ReMida Bologna Terre d’Acqua centro di Riuso Creativo dei Materiali di Scarto Aziendale: da tempo è stata avviata questa collaborazione con il centro per l’ideazione di proposte educative e per il reperimento di materiali utili alla loro realizzazione. Anche quest’anno il piccolo atelier degli scarti di S.Sisto si arricchisce di materiali preziosi per il compimento di piccole rivoluzioni ecologiche - Centro Documentazione Handicap e Storie per tutti: collocato nel Quartiere del Pilastro rappresenta un punto di riferimento per le proposte educative accessibili. - E’ stato stretto un patto di collaborazione con Ufficio Patto per la Lettura del Comune di Bologna, Associazioni Equilibristi e Biblios che ha permesso di arricchire le nostre Biblioteche con cospicue donazioni di libri permettendo quindi di dare una maggiore offerta di libri ai bimbi della struttura - E’ stata anche stretta una collaborazione con la libreria per bambini e ragazzi Attraverso: la libreria ha attenzione particolare alle diversità, al rispetto dell'altro e al tema ambiente e vista la coincidenza della visione è in cantiere la realizzazione di letture animate e laboratori per le famiglie di S.Sisto Purtroppo non è semplice riuscire a gestire strutture abitative come S.Sisto in una crisi pandemica come quella che sta attraversando il nostro Paese. Ma gli sforzi che vengono fatti tutti i giorni per riuscire a salvaguardare le famiglie e il rapporto genitori-figli è assolutamente lodevole e vanno riconosciuti. Non perdete i prossimi contenuti sul sito di ASP Città di Bologna, per restare aggiornati in materia di Servizi Abitativi e strutture d’accoglienza per le famiglie. Pubblicato il 29 marzo 2021
Fin dall’inizio del primo lockdown di marzo 2020, le strutture abitative Gandhi e Battiferro hanno cercato di sostenere ulteriormente le famiglie condizionate dalla precarietà abitativa, in particolare sviluppando ancora di più il supporto educativo. Quest’ultimo, infatti, è stato fondamentale per le famiglie, in particolare per tutti i bambini e ragazzi che hanno dovuto iniziare la didattica a distanza (DaD). Nel concreto le azioni che sono state messe in pratica in quest’ottica sono state specialmente quelle di raccordo con le famiglie, per il supporto informatico a distanza, e di raccordo con le scuole. In questo ambito, è stato indispensabile il raccordo con le segreterie e con gli insegnanti, quando vi è stata difficoltà da parte delle famiglie nei collegamenti e quando erano presenti bambini con programmi personalizzati. L’arrivo dell’estate e le attività di gruppo in sicurezza Quando le misure di sicurezza lo hanno permesso, si è pensato che fosse arrivato il momento di creare momenti di socialità e spensieratezza, grazie alla collaborazione con il Centro per le Famiglie e COMEFO (COunselling MEdiazione FOrmazione), per stare insieme e ricreare gli aspetti relazionali che si erano affievoliti nei mesi della primavera 2020. Le attività di gruppo all’aria aperta sono state sviluppate per riuscire a divertirsi scherzando e ridendo insieme; per passare del tempo piacevole con i propri figli e altri genitori; per abbellire gli spazi nei quali si vive tutti insieme; e, banalmente, per uscire dalle proprie abitazioni, costruendo insieme momenti di gioia e allegria. Inoltre, grazie al prezioso aiuto di due educatrici, sono state intraprese ulteriori attività in estate, tra cui: - Giochi di gruppo e di relazione nel rispetto delle regole - Realizzazione di biblioteche interne - Collaborazione con Fortitudo per il Sociale che ha garantito quattro settimane gratuite di basket all’aperto Azioni intraprese durante la riapertura della scuola Non è tutto però. Durante la delicata fase di riapertura delle scuole gli operatori si sono adoperati per garantire la presenza di servizi ancor più efficienti dal punto di vista dell’inclusione dei bambini, salvaguardando il rapporto genitori-figli attraverso alcune azioni intraprese: - E’ stato stretto un Patto di Collaborazione con Ufficio Patto per la Lettura del Comune di Bologna, Associazioni Equilibristi e Biblios che ha permesso di arricchire le biblioteche delle strutture con cospicue donazioni di libri, permettendo così di garantire una maggiore offerta di libri ai bambini - I prestiti di libri ai bambini interessati sono continuati, sempre con il coinvolgimento diretto dei genitori per farli sentire direttamente coinvolti nella quotidianità dei loro figli - Sono stati organizzati incontri per coinvolgere direttamente volontari di Biblios affinché possano fare delle letture animate direttamente negli spazi adibiti quando l’emergenza sanitaria lo permetterà - Sono state riprese le attività del Cerchio delle mamme, che erano iniziate nella fase di pre-lockdown e che prevede la possibilità per le mamme di stare insieme e socializzare tra loro e, nello stesso tempo, trascorrere momenti di qualità coi propri bambini.. Ovviamente, a causa dell’emergenza dettata dal Covid, l’attività è stata riproposta ad un numero minore di mamme e ai loro bambini - Nella struttura Gandhi è stata avviata un’attività di supporto compiti per bambini della scuola Primaria e della Scuola Secondaria di Primo Grado, grazie alla presenza di educatrici qualificate Collaborazioni e lavori in corso Infine, nonostante il periodo non semplice legato alla pandemia, sono state intraprese due collaborazioni importanti per quanto riguarda l’intrattenimento dei bambini. La prima riguarda l’Associazione di promozione sociale Meta Morfosi di Bologna, una realtà che facilita la promozione del benessere e della salute attraverso il teatro Playback. Per questo anno scolastico infatti è stata coinvolta una classe delle scuole Romagnoli con il fine di ideare attività da svolgere insieme ai bambini della struttura Gandhi, molti dei quali frequentano appunto questa scuola. La seconda collaborazione invece è stata quella con la libreria per bambini e ragazzi “Attraverso”. Questa libreria pone un’attenzione particolare alle diversità, al rispetto dell'altro e al tema ambiente e vista la coincidenza della visione è in cantiere la realizzazione di letture animate e laboratori per le famiglie delle strutture Gandhi e Battiferro. E’ difficile per tutti noi adeguarci ad uno stile di vita che riduce drasticamente spazi di libertà personale e lo è quindi ancora di più per chi vive in contesti collettivi ma il nostro compito è quello di esserci, sempre, a fianco delle persone, per supportarli anche in un momento così delicato e a volte difficile da comprendere. Non perdete i prossimi aggiornamenti, con notizie e articoli su come le strutture dei Servizi Abitativi sono riuscite in questi mesi di pandemia a coinvolgere ugualmente i bambini e i genitori delle strutture abitative. Pubblicato il 12 marzo 2021
Salus Space è un progetto che ha vinto il primo bando europeo del Programma U.I.A.(Urban Innovative Actions), scelto con altri 17 tra i 378 proposti. Le tematiche sulle quali si è focalizzato il progetto sono le seguenti: inclusione sociale di migranti e rifugiati, sviluppo di nuovi posti di lavoro, povertà urbana e transizione energetica. Questo progetto è co-finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale tramite l’Iniziativa Azioni Urbane Innovative, che ha destinato un finanziamento di 5 milioni di euro per la sua realizzazione. In questo contesto il Comune di Bologna (Area Quartieri e Nuove cittadinanze, Ufficio Relazioni e Progetti internazionali, Edilizia e Patrimonio) è il coordinatore del progetto, ideato e realizzato insieme a 16 partner tra cui ASP Città di Bologna, che attraverso l’Agenzia per l’abitare dei Servizi abitativi collabora con gli altri partner nella costruzione della comunità degli abitanti. Salus Space: nascita del progetto e rapporto con la comunità circostante L’area e gli immobili dell’ex clinica privata Villa Salus, che versavano in uno stato di degrado e abbandono da anni, sono stati riconvertiti per dare spazio ad un nuovo progetto basato su un modello di integrazione ed accoglienza destinato a fare la storia non solo a Bologna, ma anche su scala nazionale ed internazionale. L’intervento si caratterizza come cantiere per l’innovazione sociale, attraverso un processo di progettazione partecipata ed una forte impronta di Welfare generativo e interculturale. A tal fine si deciso di recuperare il toponimo originale “Salus” ovvero Salute, nel senso di “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto come assenza di malattia” come definito direttamente dall’OMS. Il progetto Salus Space si rivolge perciò in generale alla città di Bologna e in particolare ai diversi target di ospiti previsti per la residenzialità temporanea nella struttura. All’interno di Salus Space è previsto che saranno ospitate un numero massimo di circa 80 persone, tra le quali famiglie in transizione abitativa, rifugiati o richiedenti asilo. Ma non è tutto. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di luoghi ricreativi come: bar, laboratori, teatro, centro studi con il fine di ricreare una vera e propria comunità all’interno della città di Bologna. L’intero processo di realizzazione di Salus Space viene valutato e sottoposto ad attività di monitoraggio/valutazione condivisa con tutti gli attori del processo, compresi quindi anche i cittadini. Non a caso il ruolo degli abitanti del territorio rimarrà centrale attraverso forme di organizzazione che saranno oggetto di studio e di verifica, dall’associazione di promozione sociale all’impresa sociale di comunità. Il progetto, nella sua interezza, è così accompagnato da una forte campagna di comunicazione rivolta alla città: una comunicazione partecipata, che vede coinvolti sia i partner del progetto ma anche la comunità di abitanti del territorio. Gli obiettivi del progetto Salus Space L’obiettivo generale di questo progetto, della durata di 3 anni, è l’inserimento nel contesto locale di un centro di ospitalità, lavoro, welfare interculturale e benessere in senso lato: Salus Space, appunto. L’obiettivo finale è invece quello di creare un polo di servizi di prossimità, che avrà il suo culmine con l’inaugurazione dell’edificio polifunzionale in cui saranno ospitati il ristorante multietnico, i laboratori artistici e artigianali e il teatro. In questa fase saranno raccolti i risultati della sperimentazione e verrà avviata la gestione vera e propria, che si concretizzerà attraverso una procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento di servizi. Il modello Salus Space da replicare su scala nazionale ed europea Il progetto di Salus Space vuole definire un modello innovativo di accoglienza e integrazione che sia replicabile ed esportabile in altre città italiane e contesti europei. Per questo motivo deve affrontare la sfida della sostenibilità economica e della gestione pubblica-privata, con un ruolo attivo degli abitanti del territorio. In questa fase di sperimentazione verranno avviate le attività nella palazzina storica e all’interno dei fabbricati temporanei, progettati insieme ai partner per ospitare in modo funzionale ed integrato i nuovi servizi. Sarà proprio durante questa delicata fase che verrà costituito il primo nucleo di abitanti degli appartamenti disponibili nella nuova palazzina e saranno avviate iniziative sociali e culturali insieme ai cittadini per rendere Salus Space un luogo vivo e attrattivo. Salus Space è destinato a far parlare ancora molto di sé e noi non mancheremo di aggiornarvi attraverso articoli e post sui social con le ultime novità. Non perdetevi dunque le notizie legate a questo progetto nelle prossime settimane Pubblicato il 19 febbraio 2021