Servizi Abitativi


Da lunedì 22 Marzo sono operativi alcuni punti informativi in città che svolgeranno attività di informazione, diffusione e sensibilizzazione sulle opportunità di abitare condiviso e sulle realtà già operanti nell’ambito dell’abitare collaborativo come il co-housing. Dietro agli sportelli operatori e volontari di una rete di partner che per un anno ha lavorato insieme, grazie al progetto “Casa Facendo: pratiche per un abitare condiviso” finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sostenuto dalla Regione Emilia Romagna, accompagnato da Volabo e dall’Ufficio di Piano del Comune di Bologna. La rete dei partner - composta da Auser Territoriale Bologna odv, capofila del progetto, AV.o.C, Porto 15, Associazione Babel Tribù, Piazza Grande, Ancescao e Next Generation Italy - ha dapprima realizzato un percorso di mappatura e indagine sul campo delle esperienze di abitare condiviso e collaborativo presenti nel Comune di Bologna, poi ha seguito un percorso di formazione per l'avvio sperimentale di una rete di sportelli informativi sulle diverse soluzioni di abitare condiviso e collaborativo, rivolti alla cittadinanza. La rete di sportelli informativi e di orientamento è accessibile, sia in presenza sia online, in alcuni giorni della settimana, in fasce orarie differenziate. Per accedere alla rete di Info Point scrivi una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById('cloak4328f237871ad08f336f85fde8d25d55').innerHTML = ''; var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addy4328f237871ad08f336f85fde8d25d55 = 'infopoint.casafacendo' + '@'; addy4328f237871ad08f336f85fde8d25d55 = addy4328f237871ad08f336f85fde8d25d55 + 'gmail' + '.' + 'com'; var addy_text4328f237871ad08f336f85fde8d25d55 = 'infopoint.casafacendo' + '@' + 'gmail' + '.' + 'com';document.getElementById('cloak4328f237871ad08f336f85fde8d25d55').innerHTML += ''+addy_text4328f237871ad08f336f85fde8d25d55+''; per informazioni e prenotare appuntamenti, sia in presenza sia online. Per ulteriori informazioni: sito dedicato https://www.auserbologna.it/casa-facendo/ pagina FB https://www.facebook.com/casafacendo Pubblicato il 25 marzo 2021

Il diffondersi del Covid e il lockdown dell’anno scorso hanno impegnato l’équipe della struttura San Sisto in un lavoro quotidiano di sensibilizzazione, comprensione e supporto per rendere consapevoli le famiglie circa le nuove misure da adottare, al fine di evitare il diffondersi del contagio. Non è stato un lavoro semplice, e non lo è tuttora, ma abbiamo deciso di raccontare tutte le decisioni che sono state prese e le attività che si sono svolte per restare comunque sempre accanto alle famiglie in difficoltà all’interno della struttura S.Sisto. Didattica a Distanza In piena crisi pandemica è stato fondamentale fornire ai genitori maggiori strumenti per sostenere i bambini e migliorare le competenze genitoriali. Sotto questo aspetto è stato infatti riformulato il supporto scolastico di gruppo, dando la possibilità ad ogni studente di accedere alla sala comune presente in struttura , individualmente e con la supervisione del proprio genitore. L’educatore di riferimento di ogni famiglia ha avuto così la possibilità di sostenere la relazione genitore-bambino in un’ottica di maggiore autonomia di gestione. Vivere la scuola con modalità e tempi diversi ha significato intensificare il supporto alle famiglie nell’uso di dispositivi e programmi per garantire la partecipazione di tutti i bambini alle lezioni. Non a caso è stato ideato uno spazio dedicato alla partecipazione alle lezioni nel quale i bambini potessero ri-costruire la loro appartenenza al gruppo classe. La nascita di Bibliomia Durante il lockdown il gruppo di lavoro di S.Sisto ha avviato una riflessione sulle modalità di gestione della vita comunitaria e, attraverso mirati focus group, sono state ri-progettate le proposte educative e di sostegno alla genitorialità per ripartire insieme e in sicurezza. E’ così che proprio nel periodo del lockdown nasce la biblioteca di S.Sisto: Bibliomia. Si tratta di una proposta di biblioteca fatta di testi e suddivisa per fasce di età. Gli accessi alla biblioteca sono programmati per costruire percorsi di avvicinamento ed esplorazione al mondo della lettura in totale sicurezza. Inoltre, l’accompagnamento alla Bibliomia è individualizzato per i genitori con bambini di età compresa fra i 2 e i 5 anni. L’educazione ecologica in tempi di pandemia Con l’arrivo dell’estate, inoltre, nella struttura S.Sisto sono stati avviati dagli operatori alcuni laboratori settimanali dedicati ai bambini e ai genitori sul tema del riuso e riciclo. L’obiettivo era quello di permettere ai bambini, insieme ai propri genitori, di esplorare il giardino, conoscere i materiali naturali, trasformarli e costruire manufatti, così da affinare il pensiero creativo, educare i bambini alla bellezza e permettere loro di abitare in maniera consapevole gli spazi che li circondano. Questi momenti, tra l’altro, hanno rappresentato anche importanti occasioni per i genitori per poter passare del tempo di qualità insieme ai propri figli, condividendo momenti di spensieratezza e stando all’aria aperta, dopo settimane chiusi in casa. Collaborazioni e lavori in corso Così come nel caso delle strutture Gandhi e Battiferro, anche per la struttura S.Sisto sono state ultimate diverse collaborazioni, oltre che progetti in cantiere per il futuro. Ecco i più significativi dell’ultimo anno: - Associazione di COunselling MEdiazione FOrmazione (COMEFO)e Centro per le Famiglie: le counselor dell’associazione hanno realizzato presso la struttura S.Sisto attività rivolte a mamme e bambini in fascia 0-3 per favorire la relazione tra genitori e bambini attraverso laboratori con materiale di recupero - Meta Morfosi: L'Associazione di promozione sociale Meta Morfosi di Bologna è una realtà che facilita la promozione del benessere e della salute attraverso il teatro Playback. S.Sisto è diventata la sede stabile del teatro di comunità - ReMida Bologna Terre d’Acqua centro di Riuso Creativo dei Materiali di Scarto Aziendale: da tempo è stata avviata questa collaborazione con il centro per l’ideazione di proposte educative e per il reperimento di materiali utili alla loro realizzazione. Anche quest’anno il piccolo atelier degli scarti di S.Sisto si arricchisce di materiali preziosi per il compimento di piccole rivoluzioni ecologiche - Centro Documentazione Handicap e Storie per tutti: collocato nel Quartiere del Pilastro rappresenta un punto di riferimento per le proposte educative accessibili. - E’ stato stretto un patto di collaborazione con Ufficio Patto per la Lettura del Comune di Bologna, Associazioni Equilibristi e Biblios che ha permesso di arricchire le nostre Biblioteche con cospicue donazioni di libri permettendo quindi di dare una maggiore offerta di libri ai bimbi della struttura - E’ stata anche stretta una collaborazione con la libreria per bambini e ragazzi Attraverso: la libreria ha attenzione particolare alle diversità, al rispetto dell'altro e al tema ambiente e vista la coincidenza della visione è in cantiere la realizzazione di letture animate e laboratori per le famiglie di S.Sisto Purtroppo non è semplice riuscire a gestire strutture abitative come S.Sisto in una crisi pandemica come quella che sta attraversando il nostro Paese. Ma gli sforzi che vengono fatti tutti i giorni per riuscire a salvaguardare le famiglie e il rapporto genitori-figli è assolutamente lodevole e vanno riconosciuti. Non perdete i prossimi contenuti sul sito di ASP Città di Bologna, per restare aggiornati in materia di Servizi Abitativi e strutture d’accoglienza per le famiglie. Pubblicato il 29 marzo 2021

Fin dall’inizio del primo lockdown di marzo 2020, le strutture abitative Gandhi e Battiferro hanno cercato di sostenere ulteriormente le famiglie condizionate dalla precarietà abitativa, in particolare sviluppando ancora di più il supporto educativo. Quest’ultimo, infatti, è stato fondamentale per le famiglie, in particolare per tutti i bambini e ragazzi che hanno dovuto iniziare la didattica a distanza (DaD). Nel concreto le azioni che sono state messe in pratica in quest’ottica sono state specialmente quelle di raccordo con le famiglie, per il supporto informatico a distanza, e di raccordo con le scuole. In questo ambito, è stato indispensabile il raccordo con le segreterie e con gli insegnanti, quando vi è stata difficoltà da parte delle famiglie nei collegamenti e quando erano presenti bambini con programmi personalizzati. L’arrivo dell’estate e le attività di gruppo in sicurezza Quando le misure di sicurezza lo hanno permesso, si è pensato che fosse arrivato il momento di creare momenti di socialità e spensieratezza, grazie alla collaborazione con il Centro per le Famiglie e COMEFO (COunselling MEdiazione FOrmazione), per stare insieme e ricreare gli aspetti relazionali che si erano affievoliti nei mesi della primavera 2020. Le attività di gruppo all’aria aperta sono state sviluppate per riuscire a divertirsi scherzando e ridendo insieme; per passare del tempo piacevole con i propri figli e altri genitori; per abbellire gli spazi nei quali si vive tutti insieme; e, banalmente, per uscire dalle proprie abitazioni, costruendo insieme momenti di gioia e allegria. Inoltre, grazie al prezioso aiuto di due educatrici, sono state intraprese ulteriori attività in estate, tra cui: - Giochi di gruppo e di relazione nel rispetto delle regole - Realizzazione di biblioteche interne - Collaborazione con Fortitudo per il Sociale che ha garantito quattro settimane gratuite di basket all’aperto Azioni intraprese durante la riapertura della scuola Non è tutto però. Durante la delicata fase di riapertura delle scuole gli operatori si sono adoperati per garantire la presenza di servizi ancor più efficienti dal punto di vista dell’inclusione dei bambini, salvaguardando il rapporto genitori-figli attraverso alcune azioni intraprese: - E’ stato stretto un Patto di Collaborazione con Ufficio Patto per la Lettura del Comune di Bologna, Associazioni Equilibristi e Biblios che ha permesso di arricchire le biblioteche delle strutture con cospicue donazioni di libri, permettendo così di garantire una maggiore offerta di libri ai bambini - I prestiti di libri ai bambini interessati sono continuati, sempre con il coinvolgimento diretto dei genitori per farli sentire direttamente coinvolti nella quotidianità dei loro figli - Sono stati organizzati incontri per coinvolgere direttamente volontari di Biblios affinché possano fare delle letture animate direttamente negli spazi adibiti quando l’emergenza sanitaria lo permetterà - Sono state riprese le attività del Cerchio delle mamme, che erano iniziate nella fase di pre-lockdown e che prevede la possibilità per le mamme di stare insieme e socializzare tra loro e, nello stesso tempo, trascorrere momenti di qualità coi propri bambini.. Ovviamente, a causa dell’emergenza dettata dal Covid, l’attività è stata riproposta ad un numero minore di mamme e ai loro bambini - Nella struttura Gandhi è stata avviata un’attività di supporto compiti per bambini della scuola Primaria e della Scuola Secondaria di Primo Grado, grazie alla presenza di educatrici qualificate Collaborazioni e lavori in corso Infine, nonostante il periodo non semplice legato alla pandemia, sono state intraprese due collaborazioni importanti per quanto riguarda l’intrattenimento dei bambini. La prima riguarda l’Associazione di promozione sociale Meta Morfosi di Bologna, una realtà che facilita la promozione del benessere e della salute attraverso il teatro Playback. Per questo anno scolastico infatti è stata coinvolta una classe delle scuole Romagnoli con il fine di ideare attività da svolgere insieme ai bambini della struttura Gandhi, molti dei quali frequentano appunto questa scuola. La seconda collaborazione invece è stata quella con la libreria per bambini e ragazzi “Attraverso”. Questa libreria pone un’attenzione particolare alle diversità, al rispetto dell'altro e al tema ambiente e vista la coincidenza della visione è in cantiere la realizzazione di letture animate e laboratori per le famiglie delle strutture Gandhi e Battiferro. E’ difficile per tutti noi adeguarci ad uno stile di vita che riduce drasticamente spazi di libertà personale e lo è quindi ancora di più per chi vive in contesti collettivi ma il nostro compito è quello di esserci, sempre, a fianco delle persone, per supportarli anche in un momento così delicato e a volte difficile da comprendere. Non perdete i prossimi aggiornamenti, con notizie e articoli su come le strutture dei Servizi Abitativi sono riuscite in questi mesi di pandemia a coinvolgere ugualmente i bambini e i genitori delle strutture abitative. Pubblicato il 12 marzo 2021

Salus Space è un progetto che ha vinto il primo bando europeo del Programma U.I.A.(Urban Innovative Actions), scelto con altri 17 tra i 378 proposti. Le tematiche sulle quali si è focalizzato il progetto sono le seguenti: inclusione sociale di migranti e rifugiati, sviluppo di nuovi posti di lavoro, povertà urbana e transizione energetica. Questo progetto è co-finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale tramite l’Iniziativa Azioni Urbane Innovative, che ha destinato un finanziamento di 5 milioni di euro per la sua realizzazione. In questo contesto il Comune di Bologna (Area Quartieri e Nuove cittadinanze, Ufficio Relazioni e Progetti internazionali, Edilizia e Patrimonio) è il coordinatore del progetto, ideato e realizzato insieme a 16 partner tra cui ASP Città di Bologna, che attraverso l’Agenzia per l’abitare dei Servizi abitativi collabora con gli altri partner nella costruzione della comunità degli abitanti. Salus Space: nascita del progetto e rapporto con la comunità circostante L’area e gli immobili dell’ex clinica privata Villa Salus, che versavano in uno stato di degrado e abbandono da anni, sono stati riconvertiti per dare spazio ad un nuovo progetto basato su un modello di integrazione ed accoglienza destinato a fare la storia non solo a Bologna, ma anche su scala nazionale ed internazionale. L’intervento si caratterizza come cantiere per l’innovazione sociale, attraverso un processo di progettazione partecipata ed una forte impronta di Welfare generativo e interculturale. A tal fine si deciso di recuperare il toponimo originale “Salus” ovvero Salute, nel senso di “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto come assenza di malattia” come definito direttamente dall’OMS. Il progetto Salus Space si rivolge perciò in generale alla città di Bologna e in particolare ai diversi target di ospiti previsti per la residenzialità temporanea nella struttura. All’interno di Salus Space è previsto che saranno ospitate un numero massimo di circa 80 persone, tra le quali famiglie in transizione abitativa, rifugiati o richiedenti asilo. Ma non è tutto. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di luoghi ricreativi come: bar, laboratori, teatro, centro studi con il fine di ricreare una vera e propria comunità all’interno della città di Bologna. L’intero processo di realizzazione di Salus Space viene valutato e sottoposto ad attività di monitoraggio/valutazione condivisa con tutti gli attori del processo, compresi quindi anche i cittadini. Non a caso il ruolo degli abitanti del territorio rimarrà centrale attraverso forme di organizzazione che saranno oggetto di studio e di verifica, dall’associazione di promozione sociale all’impresa sociale di comunità. Il progetto, nella sua interezza, è così accompagnato da una forte campagna di comunicazione rivolta alla città: una comunicazione partecipata, che vede coinvolti sia i partner del progetto ma anche la comunità di abitanti del territorio. Gli obiettivi del progetto Salus Space L’obiettivo generale di questo progetto, della durata di 3 anni, è l’inserimento nel contesto locale di un centro di ospitalità, lavoro, welfare interculturale e benessere in senso lato: Salus Space, appunto. L’obiettivo finale è invece quello di creare un polo di servizi di prossimità, che avrà il suo culmine con l’inaugurazione dell’edificio polifunzionale in cui saranno ospitati il ristorante multietnico, i laboratori artistici e artigianali e il teatro. In questa fase saranno raccolti i risultati della sperimentazione e verrà avviata la gestione vera e propria, che si concretizzerà attraverso una procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento di servizi. Il modello Salus Space da replicare su scala nazionale ed europea Il progetto di Salus Space vuole definire un modello innovativo di accoglienza e integrazione che sia replicabile ed esportabile in altre città italiane e contesti europei. Per questo motivo deve affrontare la sfida della sostenibilità economica e della gestione pubblica-privata, con un ruolo attivo degli abitanti del territorio. In questa fase di sperimentazione verranno avviate le attività nella palazzina storica e all’interno dei fabbricati temporanei, progettati insieme ai partner per ospitare in modo funzionale ed integrato i nuovi servizi. Sarà proprio durante questa delicata fase che verrà costituito il primo nucleo di abitanti degli appartamenti disponibili nella nuova palazzina e saranno avviate iniziative sociali e culturali insieme ai cittadini per rendere Salus Space un luogo vivo e attrattivo. Salus Space è destinato a far parlare ancora molto di sé e noi non mancheremo di aggiornarvi attraverso articoli e post sui social con le ultime novità. Non perdetevi dunque le notizie legate a questo progetto nelle prossime settimane Pubblicato il 19 febbraio 2021

La mostra riapre al pubblico dal lunedì al venerdì solo su prenotazione, in ottemperanza al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14.01.2021 dal 2 febbraio 2021 e fino al permanere della Regione Emilia-Romagna in zona gialla, salvo ulteriori disposizioni governative. Le visite saranno sempre guidate da Giuseppe Parenti, curatore della mostra. Un colorato teatro di figure per raccontare la storia del rapporto tra Bologna e il suo territorio con l’acqua. Con le parole di Simona Cavallini, responsabile Servizi Abititivi di ASP: Questo progetto che oggi si concretizza, dimostra che i luoghi per essere amati e apprezzati vanno vissuti, curati e impreziositi da esperienze particolari come questa, dove l’arte e la cultura ma soprattutto la storia della nostra città, entrano in una struttura come quella di Roncaglio che accoglie nuclei in emergenza abitativa e si intreccia con i loro vissuti difficili La sezione Vie d’acqua della mostra ospita un’esposizione di reperti dal Canale Navile, a cura dell’Associazione Salviamo il Navile. Per informazioni e prenotazioni: 3336917884 anche whatsapp– Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById('cloake98f9810ce894cdcf12bd5c3fe2b5161').innerHTML = ''; var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addye98f9810ce894cdcf12bd5c3fe2b5161 = 'info' + '@'; addye98f9810ce894cdcf12bd5c3fe2b5161 = addye98f9810ce894cdcf12bd5c3fe2b5161 + 'bolognartecitta' + '.' + 'it'; var addy_texte98f9810ce894cdcf12bd5c3fe2b5161 = 'info' + '@' + 'bolognartecitta' + '.' + 'it';document.getElementById('cloake98f9810ce894cdcf12bd5c3fe2b5161').innerHTML += ''+addy_texte98f9810ce894cdcf12bd5c3fe2b5161+''; Scarica la locandina Pubblicato il 4 febbraio 2021

Salus Space: un luogo per sperimentare benessere, inclusione, welfare. Due gli appuntamenti aperti alla città per dare il benvenuto a Salus Space. Mercoledì 27 gennaio ore 15 -18: Il progetto, la sua storia e il suo percorso online su Zoom e in streaming sul canale Youtube di Salus Space Venerdì 29 gennaio ore 12: lnaugurazione - trasmessa in diretta sui canali Facebook e Youtube di Salus Space Interverranno: Virginio Merola, Sindaco di Bologna Elly Schlein, Vice Presidente Regione Emilia-Romagna Marzia Benassi, Presidente Quartiere Savena Antonio Parenti, Capo rappresentanza della Commissione Europea in Italia Leggi il programma completo Leggi l'articolo dedicato sul sito saluspace.eu L’obiettivo del progetto è sperimentare uno spazio di convivenza collaborativa in cui l’inclusione sociale dei migranti e dei rifugiati si coniughi con una visione di welfare interculturale e di cittadinanza attiva. La comunità sarà composta secondo criteri di mix sociale, sostenibilità e motivazione; sarà mista per età, origini e status sociale, composta da migranti e rifugiati, persone singole e nuclei familiari, studenti, lavoratori. E' stato avviato un avviso pubblico per costituire il primo nucleo di abitanti che si riconoscono nei valori del progetto (espressi nella Carta dei Valori e nelle Regole di Convivenza) e che sono disposti a diventare parte attiva di una comunità collaborativa che avrà a disposizione oltre agli spazi abitativi anche degli spazi comuni, per rispondere alle esigenze che saranno espresse dalla comunità stessa. Salus Space apre al Quartiere e alla città numerosi servizi collaborativi: orti condivisi, uno spazio di coworking, un punto ristoro, una sala convegni, un laboratorio teatrale, un laboratorio artigianale e tanto altro ancora. Pubblicato il 19.01.2021

La Piccola Carovana è una cooperativa sociale, con sede a Crevalcore, che svolge servizi anche sul territorio di Bologna. In particolare, per conto di ASP, gestisce alcuni servizi educativi tra cui la struttura abitativa Il Pallone, sulla quale ci vogliamo concentrare proprio in questo articolo. La trasformazione de “Il Pallone” in struttura di accoglienza Il Pallone consiste ora in una struttura d’accoglienza anche se in realtà non ha sempre avuto questa veste. Infatti, fino al 30 giugno 2020 Il Pallone era un vero e proprio albergo, e sviluppava un progetto particolare: al suo interno ospitava sia turisti che soggetti in situazione di difficoltà abitativa, inviati dai servizi sociali Il lockdown però ha cambiato le carte in tavolae Il Pallone ha dovuto chiudere le proprie porte agli ospiti commerciali, rimanendo attivo però come struttura di accoglienza per le persone in emergenza abitativa. Organizzazione della struttura di accoglienza Durante il periodo del lockdown ma anche nei mesi successivi, l’emergenza sanitaria ha portato ad un’iniziale calo, fino alla toltale assenza di prenotazioni commerciali. Di conseguenza I gestiori, in collaborazione con ASP, si sono resi conto che Il Pallone non era più fruibile e agibile in qualità di albergo, ma poteva continuare a dare ancora più risposta ai bisogni abitativi del territorio bolognese. Perciò, dal primo di luglio, Il Pallone ha mantenuto la sua funzione originaria simile ad un ostello, dedicandosi esclusivamente all’accoglienza di persone che si trovano momentaneamente prive di alloggio a causa di sfratti o allontanamenti dai contesti familiari per maltrattamenti, oppure a singoli adulti in condizioni sanitarie precarie che non trovano accolgienza nelle strutture della grave emarginazione adulta. Il Pallone ha una capienza di circa 60 posti e al suo interno lavorano diversi professionisti tra cui educatori che supportano i percorsi individuali insieme ai servizi sociali territoriali. Mediamente il tempo di permanenza all’interno della struttura è di circa 4 mesi. E’ prevista la presenza di un’equipe multidisciplinare (pedagogista, coordinatore del servizio, educatore professionale, assistente sociale) in grado di raccogliere i bisogni e le risorse. Attraverso un’attenta osservazione gli educatori affiancano quel determinato nucleo e/o ospite, nella costruzione di un progetto di autonomia, supportandolo nella ricerca di lavoro, abitazione.. La struttura non è provvista di cucina, ma è comunque attrezzata per consumare i pasti al suo interno. Attività e laboratori all’interno della struttura Il Pallone non è solo una semplice struttura di accoglienza, bensì un luogo in cui è possibile svolgere diverse attività di laboratorio, specialmente dedicate ai minori. Questo perché la maggior parte degli ospiti dentro alla struttura sono proprio loro, i bambini. Il Pallone si è attrezzato a dovere, fornendo aiuto ai nuclei familiari, anche grazie al support prezioso della pedagogista, che collabora con l’equipe degli educatori, e li aiuta due volte a settimana nell’organizzazione di attività tra cui: momenti di gioco, laboratori creativi, giornata del cinema con proiezione film e tanto altro. Anche in questo periodo di distanziamento fisico gli operatori stanno comunque cercando di fare un ulteriore sforzo per dedicare momenti di svago ai bambini, sempre nel rispetto delle norme e prendendo tutte le precauzioni del caso, prediligendo infatti le attività all’aperto e a distanza. Nelle prossime settimane racconteremo altre strutture d’accoglienza, evidenziando altre attività e laboratori che vengono messi a disposizione dagli operatori ed educatori per coinvolgere le persone in difficoltà. Pubblicato il 27 ottobre 2020

Riprendono le attività gratuite e aperte a tutti/e negli spazi di Beverara 129. Lunedì 12 ottobre comincia il corso di italiano di alfabetizzazione, si svolgerà le mattine dalle ore 9.30 alle ore 11.30 nei giorno di lunedì e martedì da ottibre a dicembre 2020. Dal 16 ottobre riprendono gli incontri del venerdì pomeriggio Ci vediamo per un tè per confrontarsi tra donne su argomenti diversi e condividere un te' insieme. Dal 19 ottobre riprendono i corsi di corso di taglio e cucito, sartoria e recupero. I corsi hanno come obiettivo quello di dare gli strumenti per riparare e ricreare i propri abiti e accessori. Corsi in cui la creatività si coniuga con l'acquisizione di nozioni base di cucito e nell'utilizzo della macchina da cucire: per imparare divertendosi. Per informazioni ed iscrizioni: tel. Cristiana 3477866846. Leggi il programma del Corso di Italiano e di Sartoria. Pubblicato il 9.10.2020

In uno degli ultimi articoli avevamo illustrato i Servizi abitativi di ASP Città di Bologna, di cosa si occupano in generale e a chi si rivolgono. Oggi vogliamo continuare su questo percorso, andando più nello specifico e parlandovi di un’altra figura che svolge il proprio lavoro all'interno dei servizi abitativi: il pedagogista. Vi illustreremo qual è il suo ruolo e in che contesto lavora tutti i giorni, spiegandovi anche quali persone segue quotidianamente. Come funziona il ruolo di pedagogista Il pedagogista dei servizi abitativi è una figura trasversale, nel senso che si occupa sia dei servizi di pronta accoglienza che di transizione abitativa per le famiglie che chiedono un supporto. La differenza sostanziale è che i servizi di pronta accoglienza entrano in gioco quando vi sono famiglie che ne necessitano alla prima segnalazione (ad esempio per una famiglia che subisce lo sfratto e viene momentaneamente collocata in albergo). I servizi di transizione invece si attivano quando le famiglie possono garantire alcuni requisiti e un’autonomia maggiore (ad esempio un lavoro). Quello di pedagogista è dunque un ruolo variegato, dato che fornisce anche un supporto alle equipes educative. Questo accade ad esempio laddove ci sono situazioni di fragilità (presenza di un minore o problemi di genitorialità), in questi casi viene chiesto il supporto del pedagogista per individuare che tipo di difficoltà esiste e capire come supportare la famiglia in questione. Ècosì quindi che nascono progetti di supporto per creare diverse opportunità atte a risolvere le situazioni problematiche per le famiglie. Ma c’è anche un importante lavoro di rete con i servizi sociali territoriali di riferimento con i quali i pedagogisti partecipano ai tavoli di quartiere per portare le istanze e capire se si possono creare sinergie con ciò che già esiste, così da creare nuove opportunità per il futuro. Fasce più bisognose e utenza media In generale i pedagogisti hanno a che fare con alcune fasce molto bisognose di famiglie che presentano caratteristiche comuni. Vediamo quali : - Le famiglie in questione sono quasi sempre numerose (almeno 2 figli , ma spesso anche 3-4). Sono quindi dei veri e propri nuclei familiari complessi. - Le famiglie sono quasi tutte immigrate (i Paesi di provenienza maggiore sono il Marocco, il Bangladesh, la Romania, il Pakistan e il Kosovo). Solo due famiglie su tre strutture sono italiane - Le famiglie hanno spesso avuto eventi sfortunati nella vita (sfratti, perdita del lavoro su tutti) In questo contesto per nulla semplice, si aggiunge anche la difficoltà delle situazioni più gravi , ovvero quelle in cui ci sono bambini in carico alla neuropsichiatria, o in cui i bambini piccoli non frequentano i servizi educativi (come asili nido e scuole di infanzia), o ancora quando la frequenza scolastica è molto irregolare e saltuaria. In questi casi il ruolo del pedagogista è ancora più delicato, perché bisogna cercare di venire incontro a queste famiglie ponderando bene le situazioni e far capire ai genitori che dei pedagogisti ci si può fidare e che tutto il supporto che viene fornito è per il bene loro e dei propri figli. Caratteristiche delle strutture Le strutture nelle quali vengono accolte le famiglie sono tutte diverse, in particolare si distinguono 3 differenti strutture: una nel quartiere Navile e due nel quartiere San Donato. Nella struttura del quartiere Navile ad esempio ci sono 24 appartamenti e per ogni appartamento possono vivere fino a 2 famiglie, che hanno a disposizione due stanze private, ma che convivono anche con spazi in condivisione. Una delle due strutture nel quartiere San Donato invece non prevede la condivisione di spazi comuni tranne il giardino; mentre la seconda struttura è un ex ostello e presenta soltanto stanze. Le famiglie che alloggiano al suo interno hanno a disposizione la stanza in cui dormono, mentre il bagno e la cucina sono in comune, con tempistiche di prenotazione per cucinare. Quest’ultima struttura è l’unica delle tre con una copertura degli operatori H24, all’interno della quale vengono indirizzati nuclei con maggiori fragilità. Mentre nelle altre due strutture non c’è copertura H24, anche se gli educatori e i pedagogisti sono presenti e pronti ad intervenire qualora ce ne fosse particolare bisogno. Questo è solo il primo di una serie di altri articoli che verranno pubblicati in seguito, riguardanti più nello specifico il ruolo di pedagogisti e le attività che essi fanno svolgere alle famiglie dei servizi abitativi. Pubblicato il 4 agosto 2020

Tra i diversi servizi alla persona di ASP Città di Bologna ce n’è uno in particolare che fa riferimento al tema della casa. Stiamo parlando dei Servizi Abitativi, una tipologia di servizio che ha cominciato a svilupparsi circa cinque anni e mezzo fa sul territorio bolognese. In questo articolo vogliamo illustrare in maniera dettagliata che cosa si intende per Servizi Abitativi, a chi si rivolgono e come operano. Cosa sono i Servizi Abitativi e quando si sono formati a Bologna Come accennato poc’anzi, i Servizi Abitativi rientrano nella sfera degli interventi inerenti la casa e le abitazioni, in tutte le loro sfaccettature, forme e possibilità: dall’emergenza più conclamata alle informazioni più banali a chi cerca di orientarsi in un contesto non semplice. Nel corso degli anni questo Servizio si è sviluppato sempre di più e, oltre a fornire un aiuto concreto alle fasce più deboli, lo fornisce anche a chi non appartiene a queste fasce, ma rischia di caderci . Tra queste persone con un quadro di vita non certo idilliaco, ad esempio, rientrano: coloro che presentano assenza di alloggi, le famiglie molto numerose e coloro che sentono fortemente la mancanza di soldi. A chi si rivolgono i Servizi Abitativi I Servizi Abitativi si rivolgono in sostanza ad una fascia di persone che presenta già numerose fragilità. Ma tra questi ci sono anche nuove categorie di persone che ultimamente stanno avendo non poche difficoltà. Parliamo ad esempio dei lavoratori fuori sede, dai quali proviene una domanda sempre più incessante, e che spesso devono ricorrere all'albergo o altre situazioni poco confortevoli pur di avere un tetto sotto al quale vivere. Ci stiamo rendendo conto infatti che l’aumento del turismo, nonostante tutti gli effetti positivi che ha sulla città, porta con sé anche un difetto: ha ampliato la platea di persone in cerca di sistemazione a causa della mancanza di alloggi sul libero mercato. Ma c’è anche un’altra delicata fascia di persone su cui si accentua la nostra preoccupazione: quella dei nuclei monogenitoriali, ovvero formati da un solo genitore (spesso solo la madre). Questo nucleo rappresenta una preoccupazione per una semplice ragione. Si tratta di una composizione famigliare che non può arrivare ad avere due stipendi alla fine del mese e che, di conseguenza, difficilmente riesce a provvedere a uno o più figli, specie senza un tetto sopra la testa. Come operano i Servizi Abitativi I Servizi Abitativi si occupano dunque di progetti di autonomia abitativa nei tempi previsti per l’accoglienza. Nello specifico, le risorse alloggiative a disposizione si distinguono in due diverse categorie: transizione abitativa e pronta accoglienza. - Transizione abitativa: in questo caso le soluzioni alloggiative sono di diversa tipologia, così come è diversa anche l’intensità di accompagnamento educativo. Il servizio è rivolto alle seguenti fasce di persone: singoli adulti o nuclei dimoranti in alloggi gravati da ordinanze di sgombero; dimoranti in spazi procurati in urgenza e temporaneamente dai servizi sociali; dimoranti in spazi impropriamente adibiti ad abitazione. L'accesso all’alloggio viene valutato dall’ équipe casa attraverso l’utilizzo di appositi strumenti valutativi. - Pronta accoglienza: il servizio di Pronta accoglienza, invece, ha come obiettivo la messa in protezione di nuclei familiari con minori, anche momentaneamente presenti sul territorio di Bologna. Questo per evitare situazioni di pericolosità e necessità di permanenze in strutture alberghiere. L’istruttoria per l’accesso è avviata dal Pronto Intervento Sociale che monitora insieme ad ASP il percorso ed avvia quando è possibile, sempre insieme ad ASP, percorsi di riavvicinamento ai servizi dei comuni di provenienza. Tema delicato e difficile quello della casa e di come intervenire per garantire una opportunità per i più fragili. Non perdetevi dunque i successivi articoli perché daremo ulteriori informazioni in merito e con novità e storie inedite! Pubblicato il 14 luglio 2020

Grazie all'idea di un gruppo di mamme, è stato attivato presso il condominio solidale “Battiferro” in Via della Beverara 129, uno spazio di auto-mutuo aiuto dove ci si può incontrare e darsi reciprocamente supporto e sostegno. Il gruppo è composto da una quindicina di mamme e da oltre trenta bambini, è coordinato da una pedagogista e da un’educatrice della Coop. Sociale Open Group. Il percorso ha una durata di 10 incontri, svolti con cadenza settimanale, durante i quali le mamme saranno guidate nell'esplorazione di se stesse e nella gestione della relazione con i loro bambini. Hanno aderito a questo progetto diverse associazione che da diversi anni lavorano sul territorio: AICIS (Associazione di Counseling Integrato e Sostegno di Bologna), Cooperativa Senza il Banco e CVL (Coordinamento Volontariato Lame). La struttura residenziale “Battiferro” è dedicata ai servizi abitativi di ASP e negli ultimi anni si è trasformata diventando un luogo aperto al quartiere, alle associazioni del territorio e a tutti i cittadini. Laboratori per ragazzi, corsi di italiano, di alfabetizzazione digitale e di informatica, un corso di sartoria e di giardinaggio urbano sono alcune delle attività in partenza per questo nuovo anno. Pubblicato il 21 Aprile 2020 Tratto da ASPNEWS_1_2020

Dal 6 febbraio, grazie all’idea di un gruppo di donne e mamme, presso il complesso residenziale “Battiferro” in Via della Beverara 129, struttura gestita dalla Coop. Sociale Open Group all’interno del Consorzio Arcolaio per conto di ASP Città di Bologna, è stato attivato uno spazio di auto-mutuo aiuto dove queste persone possono trovare e darsi reciprocamente supporto nei diversi bisogni da loro avvertiti. Il gruppo, composto da una quindicina di mamme e da oltre trenta bambini, è coordinato da una pedagogista e da un’educatrice della Coop. Sociale Open Group. Il percorso ha una durata di 10 incontri, svolti con cadenza settimanale, durante i quali le mamme saranno guidate nell’esplorazione di se stesse e nella gestione della relazione con i loro bambini. Hanno aderito a questo progetto diverse associazione che da anni lavorano sul territorio: AICIS (Associazione di Counseling Integrato e Sostegno di Bologna), Cooperativa Senza il Banco e CVL. Vedi la notizia completa... http://www.opengroup.eu/a-battiferro-uno-spazio-per-mamme-e-bimbi/