Il progetto AGISCO nasce nel 2024 per garantire supporto psicologico alle persone che hanno affrontato e vissuto l’impatto della pandemia da Covid-19 all’interno delle realtà residenziali e semiresidenziali di ASP: anziani, familiari e caregiver, personale socio-sanitario. Con la terza annualità avviata nel 2026, si è scelto di evidenziare l’importanza della continuità aggiungendo questo termine nel titolo, che per il resto rimane fedele a quello degli anni precedenti.

L’aver scelto, da parte del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, di dare continuità al finanziamento di questo modello di sostegno, consente e consentirà di mantenere il filo che in questi anni ha legato le persone coinvolte nel post-pandemia, dando ad ognuna di loro la possibilità di sentirsi sostenuta e supportata.

Il progetto AGISCO – terza annualità, prevede infatti l’integrazione del servizio di supporto psicologico individuale rivolto ad anziani e familiari di utenti dei servizi di ASP, l’implementazione della supervisione delle équipe di lavoro dei servizi anziani, la formazione relativa a diversity management e mediazione interculturale e l’offerta di pratiche innovative di formazione digitale e di pratiche di terapia non farmacologica attraverso l’utilizzo di strumenti digitali e percorsi culturali rivolti ad anziani e caregiver, in collaborazione con Anziani e non solo, dando continuità a quanto appreso ed ottenuto durante la prima e la seconda annualità di progetto.

In particolare, il percorso di supervisione dei gruppi di lavoro ha visto e vedrà un’evidente evoluzione delle modalità di sostegno, grazie allo slancio verso un percorso evolutivo.

Il primo anno è stato proposto un modello di supervisione centrato principalmente sul sostegno emotivo e sulla cura delle "cicatrici esperienziali" del personale che si occupa direttamente dell'assistenza agli anziani che vivono o frequentano i servizi.  Lo scorso anno la modalità è stata connotata da una supervisione della complessità relazionale, sia all’interno dei gruppi di lavoro, sia nelle relazioni con persone che convivono con la demenza e che si esprimono spesso con comportamenti difficili. Sono state maggiormente coinvolte le figure di responsabilità intermedia dei servizi, quali i Responsabili Attività Assistenziali (RAA) e i Responsabili Attività Sanitarie (RAS).

In questo terzo anno di supervisione il campo si è ulteriormente allargato, inserendo spazi e tempi dedicati alle figure di responsabilità nel loro insieme, compresi i Responsabili Centri Servizi (RCS). Inoltre sarà proposta alle équipe di lavoro di tutta l’area Anziani una Formazione interculturale.

Utilizzando il titolo di un libro famoso, si può scrivere che LA SUPERVISIONE È COME LA MANUTENZIONE DELL’AUTOBUS. Chi fa supervisione di un gruppo di lavoro è come il meccanico che si occupa dell’autobus; il Gruppo è il mezzo dentro cui ogni operatore viaggia nel suo tempo di lavoro.

Lo psicologo valuta innanzitutto le condizioni del mezzo, per verificare la presenza di eventuali usure o malfunzionamenti, per poi creare le condizioni affinché riprenda a funzionare in modo ottimale.

Attraverso il percorso iniziato nel 2024 si è consentito a ogni professionista che opera nei servizi per anziani di ASP di acquisire maggior consapevolezza dello stato del proprio Gruppo di Lavoro, fortemente provato dal periodo della pandemia, per poi riflettere su possibili traiettorie evolutive sia personali che collettive.

È questo in sintesi il percorso che, con continuità, vuole continuare a portare in questo 2026 opportunità per la promozione del benessere lavorativo del singolo e dell’équipe, ponendosi come obiettivo generale il prendersi cura del “sé” professionale.

 

Francesca Farolfi
Modificato in data:  23-04-2026